L’attività di database building è per le aziende uno dei fattori di maggiore incidenza sulle performance delle loro campagne di marketing, con una ricaduta diretta in particolare sulle operazioni di Email Marketing.

Dalla creazione dei messaggi all’invio, dalla profilazione alle strategie di automation, la creazione del database è una fase intermedia del funnel di acquisizione, che consente di stabilire già una prima distinzione tra una campagna di successo e una che rischia invece di avere un risultato poco felice.

Una lista di contatti nutrita e a norma di legge consente infatti di esprimere il reale potenziale del canale email nel promuovere prodotti, servizi e identità del brand.

Si tratta del momento in cui è essenziale catturare il visitatore per ottenerne i dati personali e cominciare a costruire con lui una relazione. Assicurarsi di avere un bacino il più possibile ampio e in target è fondamentale per preparare la strada alle future conversioni. Dall’altro vi sono però anche i vincoli di legge che impongono cautela, trasparenza e rispetto dell’utente in ogni azione intrapresa che coinvolga i suoi dati.

Come fare quindi per costruire un database in modo lecito, efficace e trasparente? Quali sono le best practice da seguire? Come trasformare questi vincoli in un’opportunità per fare marketing in modo più rilevante per l’utente?

Lo scopriamo insieme a MailUp, nella versione approfondita dell’ebook dedicato alle attività di Email Marketing per creare e alimentare le liste di destinatari.

Best practice e idee per la costruzione del tuo database per l'Email Marketing

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1. Amplia la base di utenti, ma con criterio

Il database building è un’attività delicata, che richiede tempo, pazienza e strategie specifiche, con l’obiettivo di porre le basi per una relazione costruttiva, proficua e duratura con i tuoi potenziali clienti. Per questo motivo aumentare la base di utenti è essenziale, ma va fatto con consapevolezza.

Ampliare la base di utenti che un’azienda è in grado di raggiungere via email e SMS significa avere un maggior numero di destinatari per le tue comunicazioni, ovvero più potenziali clienti. Tuttavia, un database alimentato in modo massivo, senza rispettare la libera scelta dell’utente, ma attraverso pagine ingannevoli o poco chiare, è più dannoso che di beneficio.

2. Definisci l’area di lavoro e sii chiaro

Alla base della costruzione di un database vi è la creazione di un compromesso ideale tra necessità di acquisire nuovi contatti e rispetto dell’utente.

Non parliamo solo di un rispetto etico, ma anche legale. Si tratta cioè di essere chiari con chi visita un sito web o una landing page, chiarendo cosa implica il rilascio dei dati personali.

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3. Punta sulla qualità del database, la quantità non è tutto

Oramai lo stai imparando, in ogni settore del marketing, soprattutto sul web, la qualità vince sulla quantità. Lo stesso vale per il tuo database.

Liste piene di utenti poco interessati al tuo prodotto o servizio fanno registrare performance più basse alle tue email inviate, danneggiano la reputazione delle tue campagne e penalizzano la deliverability del mittente.

4. Ottieni il consenso esplicito

Non importa che tu stia raccogliendo i dati tramite la pagina del sito, tramite una landing page o tramite la tua pagina Facebook. In qualunque contesto tu raccolga contatti, è sempre necessario ottenere il consenso esplicito da parte dell’utente. Lascia i box di accettazione della privacy liberi da flag, sarà l’utente stesso a scegliere liberamente e non si sentirà ingannato.

Inoltre, fornisci la documentazione necessaria sul trattamento dei dati: oltre a costituire un obbligo di legge, è anche una buona pratica per assicurarsi liste composte da utenti informati e ben disposti nei confronti del brand.

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5. Crea il tuo database pensando al futuro

Sapevi che dopo un anno in media il 30% degli indirizzi raccolti va perso per errori o disiscrizioni? E che il 25- 50% degli iscritti diventa inattivo, cioè non apre né clicca più alcun messaggio?

Creare un database è un’operazione strategica di lungo periodo, ecco perché tra le buone pratiche dovrai prevedere anche campagne di riattivazione, che ti permettano di recuperare almeno una parte di quei contatti e di non dover ricominciare ogni anno dal punto di partenza.

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