Bologna Design Week: la prima edizione tra creatività, design e innovazione [REPORT]

Bologna si racconta a 360 gradi grazie alla prima, e sicuramente non ultima, Design Week

Mianù Catenaro

Web Content & Social Media Manager

Bologna Design Week

Si è tenuta a Bologna, dal 30 settembre al 3 ottobre, una quattro giorni dedicata al design in tutte le sue forme e manifestazioni. Un’iniziativa concepita da YouTool, agenzia di comunicazione ma anche piattaforma online che mette in relazione aziende e designer.

Bologna chiama e il suo tessuto creativo risponde con ben 222 partecipanti, per un totale di oltre 180 eventi, tra cui 120 mostre, talk, workshop, special event, prime mondiali di prodotti inediti, proiezioni, iniziative dedicate al food e al benessere, tutto fruibile gratuitamente, e piacevoli momenti di svago, con aperitivi e serate.

Sono stati 8 gli accurati percorsi tematici fatti di collaborazioni inedite tra istituzioni, imprese, progettisti, università, enti di ricerca, associazioni e privati: Bologna su Misura, Crossover Art, Design Food, Design Made in Bologna, Design School, Design Spot, Design Store, Incredibol.

Quattro le sedi principali – Galleria Cavour, Campogrande Concept, Corte Isolani e Atelier Corradi – con allestimenti e installazioni curati da Ducati, Essent’ial, Kartell, Molteni & C Dada, Oikos, Prescopool, Roche Bobois, Smeg, Technogym, Veneta Cucine e molti altri.

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Scoprire e riscoprire Bologna in ogni sua sfaccettatura, questa è stata per me la Bologna Design Week, un mix di esperienze e (ri)scoperte di una città che offre ogni giorno qualcosa di nuovo che non ti aspetti.

Made in Bologna

A Campogrande Concept ho potuto assistere alla presentazione di Made in Bologna – Guida al design emergentela guida dai tanti obiettivi per avvicinare al design anche i non addetti ai lavori, realizzata da Silvia Santachiara Silvia Gaiani insieme ad Alessandro Boselli che ne ha curato il progetto fotografico. Una raccolta di cinquantanove realtà che spaziano dall’abbigliamento, all’accessorio fino al gioiello contemporaneo e all’oggetto d’arredo.

“Lampade realizzate con pellicole cinematografiche salvate dal macero, divanetti creati da vecchie valigie e gioielli che, attraverso frammenti di carte geografiche, fotografie e cartoline di una volta, raccontano storie. Ma anche borse nate da tessuti utilizzati dall’Esercito italiano e bijoux realizzati con i Lego o con i tasti di portatili Apple.”

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Photo by Margherita Caprilli

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Photo by Margherita Caprilli

Meshwave

Sempre in Campogrande ho trovato Meshwave, un progetto di Pier Luigi Forte, un giovane designer e studente in Ingegneria Edile-Architettura dell’Università di Bologna che ha all’attivo già due mostre presso la Biennale di Venezia e Valencia MiniMaker Faire.

Meshwave nasce dal suo interesse nel trovare nuove espressioni estetiche che colleghino la musica e il design. Lo scopo è investigare e approfondire la struttura della musica per lasciarla libera di esprimersi nello spazio tridimensionale, generando così molteplici forme. Per fare questo, il punto di partenza è stata l’analisi dello spettrogramma musicale che visualizza lo spettro di frequenze di un suono.

Pier Luigi è riuscito così a concretizzare qualcosa che ha sempre avuto concezione astratta, dare forma reale al suono un’idea unica nel suo genere che simboleggia la capacità di pensare fuori dagli schemi e di saper proiettare nella realtà qualcosa che si poteva solo ascoltare.

Grazie alle potenzialità della fabbricazione digitale e alla velocità di produzione del taglio laser, si è adottata la struttura di tipo waffle che permette di assemblare facilmente l’oggetto in loco.
Il risultato permette di ipotizzare una varietà di usi e funzioni dell’oggetto (libreria, porta oggetti, espositore, …); inoltre consente una personalizzazione all’utente sia in termini di materiali che di cromie. Ogni brano musicale genera il proprio spettrogramma, quindi ogni manufatto di meshwave è unico.

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Photo by Margherita Caprilli

Ukrainian Design

A Corte Isolani ho incontrato non solo le eccellenze del territorio nostrano ma anche quelle straniere grazie alla design exhibition di Ukrainian Design. Uno spazio dedicato a 5 designer ucraini dove ho potuto ammirare i loro prodotti minimal dallo stile geometrico ispirati alla natura grazie a Nastasia Fomina di Amai DesignLab, e Alex Karman i quali mi hanno raccontato l’ importanza di un’ attenta e lunga ricerca nella scelta dei materiali migliori e del significato che l’uovo simboleggia per gli ucraini ovvero l’idea del ciclo della vita in continuo movimento.

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Photo by Margherita Caprilli

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Photo by Margherita Caprilli

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Photo by Margherita Caprilli

Fashion Loves Food

Nella sala accanto all’Ukrainian Design, una mostra realizzata dagli studenti del Corso di Laurea in Culture e Tecniche della Moda e del Corso di Laurea Magistrale in Moda del polo di Rimini intitolata Fashion Loves Food.

Un’esposizione di opere che declinano il tema del cibo attraverso il linguaggio delle discipline legate alla moda (come fotografia, design, grafica e cinema). In particolare Fashion Diets, riflessione di stampo fotografico sull’ossessione tutta contemporanea per le diete e Kitchens, un supercut montato utilizzando oltre 300 sequenze cinematografiche raccolte dagli studenti, il filmato racconta le cucine e i loro possibili usi, riassumendo così i molteplici rapporti fra “il cuore della casa” e le persone che lo popolano.

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Photo by Margherita Caprilli

WonderActive Project – Ducati

Un’altra sede si è resa protagonista per la Design Week bolognese, ovvero l’Accademia di Belle Arti che, con le sue meravigliose, eleganti ed eteree sculture ad attenderti già all’entrata, ha saputo coniugare il suo lato antico con l’innovazione contemporanea portata grazie a Ducati insieme al New Design Center.

Un centro di ricerca e sperimentazione che integra le risorse del design e della comunicazione con le nuove tecnologie a favore di enti ed imprese del sistema produttivo regionale. Nato all’interno dell’Accademia, dal 2013 diventa spazio/incubatore ospitando il progetto co-working@ababo, affiancando sei team di giovani professionisti nel loro percorso professionale, con l’intento di favorire il dialogo tra creativi, la crescita di progetti e il rapporto con i settori economici tradizionali.

Tra questi nell’aula magna incontro Michele Di Pasquale, visual artist e interaction designer di WonderActive Project un team con l’obiettivo di innovare i campi della comunicazione, promozione e marketing attraverso la creazione di installazioni multi – sensoriali e ambienti virtuali, con un impatto fotorealistico e interattivo. In occasione della BDW WonderActive, in collaborazione con FabLabBologna, ha presentato Ducati – Piuma,

“[…]una ricostruzione sognata  del mondo Ducati, un cammino catartico su una piuma in pietra.” – M. Di Pasquale

Grazie a WonderActive ho provato per la prima volta l’Oculus Rift e ho vissuto un’esperienza totalmente immersiva che ti permette di ripercorrere in prima persona la storia di Ducati dagli albori fino ad oggi in una dimensione unica e parallela. Michele si definisce un antropologo tecnologico che intende trovare soluzioni per la società attraverso un cammino corto e creativo, e con questo progetto pone il design come relazione tra l’essere umano e il tempo/spazio.

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Fabrica Features – Atipico + COLORS

Inaugurato nel 2001, il concept store Fabrica Features di Bologna è spazio commerciale e galleria, propone oggetti, mostre e progetti di Fabrica e di altri artisti selezionati.

Ma cos’è Fabrica? È un centro di ricerca sulla comunicazione situato a Treviso, parte integrante di Benetton Group. Fabrica è stata fondata nel 1994 da un’idea di Luciano Benetton e offre a un gruppo molto eterogeneo di ricercatori da tutto il mondo una borsa di studio annuale, alloggio e viaggio di andata e ritorno per l’Italia.

La gamma di discipline è altrettanto varia e include design, grafica, fotografia, interaction, video, musica e giornalismo. Fabrica ha sede in una villa del XVII secolo restaurata e notevolmente ampliata dall’architetto giapponese Tadao Ando.

Per BDW lo store Fabrica Features ha presentato alcuni nuovi prodotti tra cui À Table, una nuova collezione di oggetti e accessori per una tavola multiculturale disegnata per Atipico. Interamente Made in Italy, À Table si ispira ai comportamenti alimentari e alle nazionalità dei giovani creativi di Fabrica: i bicchieri ricordano nella forma le tazze usate nel rito tradizionale giapponese del the; il set per aperitivo si ispira invece alla tipica abitudine indiana di condividere e assaggiare tanti cibi diversi

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Il volume COLORS. A book about a magazine about the rest of the world raccoglie e presenta il meglio dei 90 numeri della rivista creata nel 1991 da Oliviero Toscani e Tibor Kalman. Pubblicato da Damiani, in collaborazione con Fabrica, il libro ha una prefazione di Francesco Bonami e interviste con Luciano Benetton e Oliviero Toscani. Attraverso 10 macro aree tematiche, il libro illustra, con immagini e testi, la storia di questa rivista che può essere definita un “Tumblr ante litteram”.

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Leica & Zagato

Accolta con grande entusiasmo nello Leica Store di Strada Maggiore mi viene presentato il binocolo Leica Ultravid 8×32 edizione speciale firmata Zagato, azienda storica del settore automobilistico milanese e italiano, attiva nel design e nella produzione di carrozzerie. Un binocolo in alluminio, dallo stile fine e leggerissimo al tocco. Un prodotto risultato di un’attenta e raffinata ricerca di design, sposalizio perfetto tra Zagato e Leica.

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Photo by Margherita Caprilli

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Magma a Senape Vivaio Urbano

Magma nasce nel 2011 ed è un laboratorio creativo che prende vita grazie a Caterina Martinelli e Gaia Guarnieri. Magma intende dare una seconda vita ai materiali e grazie alla splendida cornice di Senape ha potuto esporre la collezione Diversi Petali, un mix di eco-gioielli in PET e oggetti di arredo di propria produzione. I materiali vengono lavorati a mano, si punta sull’opaco e si gioca sui riflessi dati attraverso la sabbiatura e la termoformatura, Magma inoltre utilizza i LED per coinvolgere e creare effetti visivi unici insieme al PET.

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Photo by Margherita Caprilli

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The Park

Ad un passo da Senape si trova The Park che crede fortemente nella filosofia DIY ed è in costante evoluzione artistica. Inizia la sua attività come laboratorio di serigrafia per t-shirt per affiancarvi poi la produzione di creazioni in tessuto come astucci, borse, case per i-Pad e computer, e serigrafie su carta. The Park è un piccolo angolo creativo, lo sguardo dei passanti viene catturato all’istante e la curiosità è troppo forte per decidere di non entrare a dare una sbirciata.

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Photo by Margherita Caprilli

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Crete Pièce Unique

Crete Piéce Unique ti lascia il segno, è un piccolo store intriso di mistero che non ti permette di dimenticarlo tanto facilmente. In occasione della BDW apre la sua casa a Jungle fever – anamnesi di una patologia progettuale, un progetto di Elica – Pastore Bovina & Bulbo in collaborazione con Marco Morandi e Boarini La Corte dei Fiori.

Jungle Fever è un’installazione interattiva e multisensoriale, un’installazione sotterranea nella cantina dove una volta veniva stoccato il vino. Entrando nel sotterraneo mi sono sentita Alice nel paese delle meraviglie, alla scoperta di un mondo nascosto, buio, ricco di sorprese in cui natura e artificio si confondono. L’installazione prevede che l’essere umano faccia da ponte elettrico, tutti gli ospiti infatti sono invitati a camminare a piedi nudi e, accarezzando appena le piante si attivano suoni semplici creati grazie alla presenza di sensori sulle piante stesse.

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Photo by Margherita Caprilli

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Bottonia a Social Factor

Social Factor, conversation agency di Bologna, ha ospitato per la prima BDW Bottonia. Un progetto portato avanti da Chiara Peretti nato dal gusto di collezionare bottoni, passatempo d’infanzia, diventato sogno da grandi. E io per l’occasione ne ho approfittato comprando un paio di orecchini bellissimi!

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ItalJet

Marchio storico bolognese per la produzione di moto dal 1959. ItalJet nel 1980 ottiene un riconoscimento unico nel suo genere, infatti il MoMa di New York decide di ospitare l’unico veicolo motorizzato a due ruote nel museo. Le e-bike ItalJet si concentrano sul carattere retrò delle bici, vie di mezzo tra bici e moto costruite grazie ad artigiani di 80 anni che portano avanti e fanno rivivere la filiera tradizionale di questo settore.

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Photo by Margherita Caprilli

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Photo by Margherita Caprilli

Questi e moltissimi altri gli eventi di questa Design Week che, grazie a questa kermesse, ha reso la città di Bologna nuovo polo attrattivo del design che richiama l’attenzione sull’artigiano, lo studente le grandi e piccole aziende del territorio. Ciò che accomuna tutte le realtà e le iniziative a cui ho preso parte è la forte passione, la voglia di raccontare la propria storia in un’ottica di condivisione di esperienze, di amore per il design. Un luogo dove designer professionisti ed emergenti si incontrano per dare vita a nuove sinergie, a nuove collaborazioni.

Grazie a questa Design Week e alle persone che ne hanno fatto parte mostrando le loro idee e il loro entusiasmo, Bologna si conferma “[…] un insieme di persone, attività e idee diverse e si presta quindi in modo quasi naturale ad essere un laboratorio per la creazione di nuove idee, saperi, interazioni” –  (Walter Santagata, “Libro Bianco sulla Creatività”, 2009, MIBAC).

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