Montefalco, il piccolo comune umbro che fa parlare di sé, e bene

Un accordo con i Musei Vaticani per far tornare a casa l'opera di Benozzo Gozzoli

Maria Vittoria Tinti

Vice Editor Business Marketing @ NinjaMarketing

marketing-turistico

Tutto è iniziato con un braccialetto: #Caprai4love, l’iniziativa fortemente voluta da Arnaldo Caprai, azienda leader nella produzione del Sagrantino e anche patron di Cruciani, per dare nuova luce e vita al patrimonio artistico e culturale italiano.

L’Italia, terra di bellezze naturali e artistiche ha da sempre avuto necessità di un curatore d’arte, che facesse risplendere la sua storia, a volte lasciata solo sui banchi di scuola.

Il progetto Caprai4Love opera nell’ambito della sostenibilità sociale; la caratteristica e la bontà del progetto è nell’obiettivo di rendere il territorio umbro di Montefalco un punto di riferimento per la cultura.

L’anno scorso, grazie ai fondi ottenuti dalla vendita del braccialetto Cruciani, è stato possibile riportare nel comune di Monfalco la lettera di Benozzo Gozzoli, una piccola e rara testimonianza del forte legame tra la città e il pittore rinascimentale.

LEGGI ANCHE: Caprai4love: un braccialetto Cruciani per salvare la nostra cultura

La Madonna di Benozzo Gozzoli torna a Montefalco

Ma la sfida di Caprai non si è fermata qui: lo scorso 20 luglio è stata inaugurata una mostra speciale a Montefalco, dedicata alla pala dell’Assunta del pittore Benozzo Gozzoli.

L’opera ha una storia molto particolare: la sua creazione risale al 1450 e venne ceduta nel 1848 dal comune di Montefalco a Pio IX per esprimere la gratitudine della comunità al Pontefice che aveva concesso a Montefalco il titolo di città.

Nell’ultimo anno i cittadini e le associazioni del territorio, capitante dall’azienda Arnaldo Caprai hanno lavorato ad un progetto di riqualificazione culturale e marketing del territorio che li ha portati ad un dialogo con i Musei Vaticani al fine di far ritornare in patria l’opera del pittore Benozzo Gozzoli.

L’iniziativa si fonda sul principio per cui un bene appartenuto a un territorio gli rimane legato. Per questo il comune e i suoi cittadini hanno deciso di attivarsi per raccogliere i fondi necessari per far tornare ‘La Madonna della Cintola’ alla sua originale bellezza e restituirla alla comunità.

Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, commenta: “Una fulgida tavola dipinta, un miracolo di azzurro e oro, può diventare momento “politico” di coesione, di vero e proprio riconoscimento identitario per una intera comunità. Lo credeva, più di seicento anni fa, frate Antonio da Montefalco. Ha dimostrato di crederlo l’attuale sindaco Donatella Tesei.

Ilaria Borletti, Sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali, scrive: “Una perfetta sinergia tra pubblico e privato che ha portato a realizzare un progetto che traccia un esempio e un solco importante per il futuro dei beni culturali e del nostro Paese, che deve passare necessariamente dalla valorizzazione delle eccellenze che lo caratterizzano.

Il punto di forza del progetto è il senso di appartenenza al proprio territorio e alle tradizioni di tutti gli abitanti e amanti di Montefalco, per essere parte di un progetto e del proprio territorio.

Ragionare con il cuore è la chiave della bontà di ogni iniziativa: perché solo con un vero e proprio legame emozionale e spirituale si può arrivare a comunicare al meglio i veri valori del proprio territorio.

“Oggi i brand  hanno l’obbligo sociale di  comunicare i valori immateriali come quelli culturali e spirituali e di diffondere un significante dietro al prodotto”, spiega Alessio Carciofi, Digital  Strategist per l’azienda Arnaldo Caprai.

Il cammino di Montefalco continua: quale sarà il prossimo obiettivo del comune di Montefalco?

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?