Digital Scoreboard 2015: come cresce il digitale in Europa [REPORT]

Aumenta la disponibilità di banda larga e 4G, ma l'eCommerce resta una realtà con pochi sviluppi e profitti per le PMI

Digital Scoreboard 2015 come cresce il digitale in Europa [REPORT]

Secondo la Digital Agenda Scoreboard 2015, il documento che analizza annualmente la situazione del digitale in Europa, molti degli obiettivi previsti per la digitalizzazione dell’Unione europea sono stati già raggiunti, mentre molti altri restano ancora mete piuttosto lontane.

Se sei nato negli anni Ottanta probabilmente da bambino immaginavi il 2015 come un futuro in cui tutti avremmo indossato assurde tute spaziali, avremmo già viaggiato su macchine volanti e utilizzato gli ologrammi per sostituirci sul posto di lavoro. Invece, tra i traguardi che i Paesi dell’UE non hanno ancora raggiunto c’è quello relativo alla diffusione dell’eCommerce come strumento di ampliamento del mercato potenziale. Una realtà che per le imprese è ancora distante anche a causa delle differenti normative nazionali.

Molte PMI ancora non vendono online e anche l’eShopping resta prevalentemente un’estensione dello shopping reale, dato che difficilmente si effettuano acquisti da altri Paesi dell’Unione.

Durante la Digital Assembly a Riga, il commissario europeo per l’economia e la società digitali Gunther Oettinger ha presentato i dati del report annuale analizzandoli sulla base di cinque dimensioni fondamentali: connettività, capitale umano, eCommerce, cloud e servizi online, e-Government e infine ricerca e sviluppo.

Secondo quanto emerge dalla Digital Agenda Scoreboard 2015, la strategia per il mercato unico digitale è stata adottata al momento giusto e può contribuire in modo significativo a risolvere le questioni in sospeso per il digitale in Europa.

Il primo passo del digitale in Europa: tutti connessi

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Riusciresti ad immaginare di trascorrere un’intera giornata senza collegarti ad Internet per controllare la tua posta o per postare il tuo ultimo imperdibile selfie?

Forse allora ti serve sapere che negli ultimi due anni si sono registrati 20 milioni di abbonamenti in più a Internet a veloce (almeno 30Mbps), ma gli abbonamenti veloci restano comunque meno di un terzo del totale. Decisamente più rapida la diffusione del 4G, disponibile per il 79% delle famiglie, rispetto al 27% di due anni fa, fattore direttamente collegato all’enorme crescita del l’uso di dispositivi mobili.

La banda larga oggi è disponibile a tutti in Europa grazie alle tecnologie fisse, che coprono il 97% delle famiglie. Resta invece insufficiente la copertura Internet delle aree rurali.

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Il paragone con gli Stati Uniti è ancora impari, dato che il traffico Internet per utente (download e upload) è molto più elevato negli Stati Uniti che in Europa sia su rete fissa (75GB contro 39GB al mese) che su mobile (1,8 GB vs 0,8GB al mese sugli smartphone).

Nel 2014 l’82% degli europei si è connesso a Internet, il 75% dei cittadini UE lo usa regolarmente, mentre il 65% lo usa ogni giorno. Insomma, potrebbe sembrare assurdo, ma un 18% della popolazione europea non ha ancora mai usato Internet.

Cosa facciamo online?

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Ben il 52% degli europei va online per leggere le ultime notizie e informarsi, mentre il 47% utilizza il web per accedere a servizi di e-Government.

Il 46% degli utenti va online per accedere ai propri profili sui social network, mentre il 38% scarica musica, film e giochi. Il 29% usa il web per chiamare o video chiamare.

Nonostante l’enorme diffusioni di dispositivi mobili, che ci permetterebbero di avere a disposizione i nostri dati sempre e ovunque, solo il 22% dei cittadini dell’Unione utilizza servizi di cloud per archiviare dati.

Cosa vogliono gli Europei

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Tra i desideri principali degli Europei c’è quello di poter fruire musica e video direttamente online, da altri Paesi dell’UE quando sono a casa e dal proprio Paese quando si trovano all’estero.

Ma il web è anche un ottimo strumento per lo shopping e il 50% degli Europei fa acquisti online, mentre il 44% utilizza strumenti di banking online.

Solo uno su sette, però, compra da altri Paesi dell’UE. Il motivo? Principalmente la paura.
Paura che i nostri dati personali vengano usati in modo scorretto, o che i dati del nostro conto bancario vengano rubati, o ancora paura di non poter cambiare o restituire ciò che abbiamo acquistato.

Il problema delle vendite online in Europa

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Foto: Melenita

Internet è un ottimo strumento per vendere, ma solo il 15% delle aziende europee vende online.
Nell’eCommerce le PMI sono ancora lontane dalle grandi compagnie: solo il 14,5% vende online, contro il 35% delle grandi imprese. E appena il 9% delle vendite proviene dall’eCommerce.

Solo il 7% delle PMI vende online ad altri Paesi dell’UE, soprattutto a causa di alcune barriere: costi di trasporto e spedizione troppo elevati, garanzie costose, tassazioni straniere troppo complicate, scarsa conoscenza di norme e regolamenti.

Uno dei problemi principali del digitale in Europa resta la scarsa uniformità delle normative: se le regole per l’eCommerce fossero le stesse in tutti i Paesi dell’Unione, il 57% delle imprese prenderebbe in considerazione l’idea di vendere online verso altri Paesi.

Gli Europei hanno ancora bisogno di skill digitali

Una società digitale è composta da cittadini con competenze digitali e ancora solo il 60% degli Europei possiede competenze digitali di base.

Ma una società digitale è basata anche su un’economia digitale e quindi composta da lavoratori digitali. Negli ultimi dieci anni i lavoratori dell’ICT sono cresciuti di più del 3% all’anno, in tutti i settori dell’economia, anche se i posti di lavoro destinati a professionisti con competenze specifiche sono ancora difficili da coprire e il 41% delle imprese riscontra problemi nel reclutamento di personale in grado di rispondere alle specifiche esigenze informatiche.

L’Europa ha bisogno di lavoratori digitali e il 32% dei lavoratori possiede solo competenze digitali scarse.

Il progresso dell’Unione è dato dal progresso dei singoli Paesi

digitale in europa

Secondo il DESI (Digital Economy and Society Index) Danimarca, Svezia, Olanda e Finlandia primeggiano nel rank digitale europeo, mentre l’Italia resta tra i Paesi con uno sviluppo più lento del digitale in Europa, insieme a Croazia, Grecia, Romania, Polonia, Cipro, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Bulgaria.

Le tecnologie digitali e Internet stanno già trasformando il nostro mondo. Ma le barriere esistenti rappresentano una perdita di beni e servizi per i cittadini, un limite per le imprese sul web e per le startup, un ostacolo per aziende e amministrazioni pubbliche, che non possono beneficiare pienamente degli strumenti digitali.

Abbattere i muri che regolano il mercato digitale in Europa, passando da 28 mercati nazionali ad uno solo, potrebbe contribuire alla nostra economia, secondo le previsioni dell’UE, per 415 miliardi di euro all’anno, creando circa 3,8 milioni di posti di lavoro.