Quello che le risorse umane non ti dicono ai colloqui di lavoro

Colloquio di lavoro: spesso è difficile conoscere le vere motivazioni per un esito negativo. Ecco quali possono essere le ragioni e come agire per trarne un insegnamento

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Negli anni della grande crisi trovare lavoro non è certo un’impresa semplice. Tanta è la concorrenza, poche le offerte. Molti invece, saranno i colloqui che dovrai affrontare, e non sempre le risposte saranno positive.

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Spesso succede di non superare la selezione con un’azienda per cui si desidera lavorare, senza ricevere nemmeno una spiegazione riguardo alle motivazioni del diniego. Questo rappresenta non solo un segno di maleducazione, ma anche un grosso ostacolo per il candidato di turno che si trova respinto senza nessuna causa apparente.

È sempre importante ricevere un feedback sul proprio colloquio, soprattutto se questo è negativo, poiché è proprio in conformità ad esso che si avrà la possibilità di imparare dagli errori e quindi di migliorare per il futuro.
La domanda che sorge spontanea, e che probabilmente molti di voi si saranno chiesti, però è un’altra: quali sono le vere motivazioni per cui un’azienda decide di scartare il tuo profilo? Cosa non ti dice?

Quello che non ti dicono: perché i datori di lavoro non offrono spiegazioni ai candidati respinti?

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Partiamo dal pensare che anche i responsabili delle risorse umane sono delle persone ed in quanto tali hanno le loro naturali difficoltà a spiegare le reali motivazioni di un rifiuto, soprattutto quando si tratta di profili di grande rilievo. Spesso la loro scelta si basa su diversi fattori, che non sempre possono essere spiegati a ogni singola persona in modo specifico ed esaustivo.

Non solo, a volte le motivazioni per un eventuale rifiuto possono essere molto dure, e quindi i direttori preferiscono non esporsi, sia per non ledere i sentimenti del candidato sia per non trasmettere un’immagine eccessivamente rigida dell’azienda.

Terzo punto, ma non per questo meno importante, è dato dall’aspetto legale. Se i tuoi selezionatori ti daranno subito un motivo negativo rispetto all’esito del colloquio, che può anche non essere prettamente lavorativo ma caratteriale, potresti interpretare questa decisione come un segnale di discriminazione.

È normale che sia i responsabili delle risorse umane sia i datori di lavoro cercheranno di tutelarsi da tutti questi rischi (almeno inizialmente).

Quello che non ti dicono: dagli errori si impara

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È vero però che non è sempre così; le grandi aziende spesso offrono un feedback in grado di aiutare il candidato.
Il nostro consiglio rimane quello di chiedere sempre alle società, che per svariati motivi ti hanno scartato, una spiegazione o delle indicazioni utili per imparare a conoscere e comprendere i propri errori al fine di migliorare per i futuri incontri lavorativi.

Non solo, una richiesta del genere dimostra sicuramente all’azienda che siete una persona responsabile, interessata e sempre pronta a mettersi in gioco e a fare meglio; tutti aspetti, questi, che potranno essere ricordati dalla stessa azienda in caso di selezioni future.
Nella ricerca del lavoro, non sottovalutare un rifiuto: potrebbe essere proprio questo il segreto del tuo prossimo successo.

 

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Scritto da

Andrea Bono

Nasce a Roma in quartiere poco noto ai più. Per metà è calabrese, ma di mediterraneo ha preso solo la testa dura e la caparbietà. Marketing communication Specialist di ... continua

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