Capitale per le startup, i canali alternativi per realizzare un sogno

Venture capital, finanziamenti pubblici ed europei, microcredito. Tutti gli strumenti per finanziare il tuo sogno

Stai cercando le risorse finanziarie per la sviluppare la tua idea d’impresa? Sei in buona compagnia!

Ogni startup che si rispetti è passata o passerà presto per il cruciale nodo del finanziamento del proprio progetto. Le alternative di certo non mancano, ma la competizione per la fiducia degli investitori è spietata e la stretta del mercato creditizio può stroncare sul nascere progetti d’impresa anche molto validi, o tarpare le ali a piccole ed innovative realtà incapaci però di autofinanziare a dovere la crescita.

Capitale per le startup: i fondi di finanziamento

La strada spesso sognata e tentata da numerose startup è quella del finanziamento con capitale di rischio, ovvero dell’ingresso in Società di un fondo di finanziamento (solitamente un early stage o venture capitalist) che apporti capitale e competenze/network utili allo sviluppo del progetto.

Capitale per le startup, i canali alternativi per realizzare un sogno

Quali sono le probabilità di essere finanziati? Molto basse, stimate intorno al 2-4% dei progetti seriamente strutturati che richiedono un finanziamento. In Italia, poi, il mercato è ancora piuttosto acerbo.

La possibilità dei finanziamenti pubblici

Più fortunata spesso è la strada dei finanziamenti pubblici alle nuove attività imprenditoriali, come accade per Invitalia, l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ovvero una Società per Azioni del Ministero dell’Economia, nelle regioni del Sud Italia.

Il programma più interessante è quello per la “Microimpresa”, che prevede una combinazione di contributi a fondo agevolato ed a fondo perduto fino a 129 mila euro per Società di Persone di nuova costituzione, ove la maggioranza dei soci sia non occupato.

Un’interessante costola riservata alle start-up ad alto contenuto tecnologico ed innovativo è Smart&Start, che prevede un mutuo senza interessi fino all’80% del programma di investimento, fino ad un massimo di 1,2 milioni, con una quota di fondo perduto, dal momento che la start-up dovrà restituire solo l’80% del finanziamento ricevuto.

I finanziamenti dell’Unione Europea

Un altro interessante capitolo sono i finanziamenti alle imprese da parte della UE, sintetizzati nella nuova Guida dell’Unione Europea ai finanziamenti 2014-2020.

Le aree principali di intervento sono ricerca e innovazione, trasporti, energia, lavoro per le giovani generazioni, competitività.  

Gli aiuti si suddividono tra sovvenzioni dirette (grants), ovvero co-finanziamenti assegnati per progetti specifici, e contratti pubblici (public contracts), che possono finanziarie studi e ricerche, formazione, consulenze, organizzazione di eventi, etc. Ci sono inoltre altre possibili forme di finanziamento, come prestiti alle imprese, garanzie e premi.

Le PMI, in particolare,  sono oggetto di specifici strumenti quali COSME per ottenere garanzie sui prestiti e partecipazione al capitale di rischio; Horizon 2020, finanziamenti ricerca ed innovazione rivolti ad industrial leadership, riduzione emissioni inquinanti, ambiente e sfida energetica;  Sme instrument: finanziamenti per l’innovazione delle PMI fino ad massimo di 2,5 milioni di euro.

Capitale per le startup: i fondi per il settore agricolo

Ci sono poi diversi programmi ed enti specializzati in settori economici oppure regioni specifiche. Ad esempio, ISMEA (Istituto dei Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) offre servizi e strumenti finanziari pensati per gli imprenditori agricoli, dal subentro in agricoltura, ai bandi per la riassegnazione dei terreni agricoli, a giovani laureati e diplomati al subentro in agricoltura per favorire il ricambio generazionale.

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Una nuova opportunità: il microcredito per le PMI

E se le vostre necessità finanziarie non sono troppo ambiziose ecco per voi il nuovo fondo di microcredito per le PMI del Ministero dello Sviluppo Economico.

Copre fino a 25 mila Euro di contributi, restituibili in 7 anni, e non richiede alcuna garanzia reale (es., ipoteche): è il fondo stesso a farsi garante, fino all’80% del vostro prestito, nei confronti della Banca o altro operatore specializzato che eroghi il finanziamento. Bisogna però disporre di un piano economico finanziario solido che mostri la capacità dell’azienda di sfruttare e ripagare i fondi ricevuti.



Scritto da

Nicola Purrello

Siciliano, consulente di strategia aziendale focalizzato su economia verde, gestione dei rifiuti e finanza aziendale. Laureato in Economia e Finanza presso la Bocconi, ha ... continua

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