Ecco a voi Blabel, l'app ideata in Italia che sfida WhatsApp [INTERVISTA]

Intervista al CEO di Vetrya, l'azienda italo-californiana che ha sviluppato Blabel, app di messaggistica istantanea che mira a diventare la nuova WhatsApp

Cervello in Italia e braccia operative in California per questa interessante app di messaggistica istantanea sviluppata dall’azienda Vetrya e che si prepara a diventare una validissima alternativa a WhatsApp.

L’app si chiama Blabel, un nome geniale, perché “mischia” il chiacchiericcio tipico dei servizi di messaggistica alle ambizioni internazionali che muove l’azienda.

Blabel è un servizio sviluppato e gestito da giovani che credono in un mondo dove è possibile comunicare in maniera del tutto free.

Rilasciato lo scorso 18 marzo, Blabel non è la solita app di messaggistica istantanea, e a fare la differenza è il suo essere cross device. Infatti, è disponibile per iOS, Android e Windows Phone, ma anche per Pc nella versione web e prossimamente addirittura per Xbox.

Ma non è finita qui: Blabel funziona anche su smartwatch, già disponibile per Android e a breve anche per Apple Watch.

Io e il collega Ninja Matteo Pogliani l’abbiamo provata per voi, ed il giudizio è positivo, soprattutto se si pensa che al momento è solo in una fase beta.

È fluida, esteticamente molto curata e la user experience è davvero piacevole; è possibile inviare messaggi testuali, foto (anche con l’accesso diretto alla fotocamera dello smartphone o tablet) e immagini, audio (info sul brano che si sta ascoltando, non file), condividere la propria posizione e contatti in rubrica.

Molto carina l’idea del pulsante centrale, chiamato POP, che con un tap consente di inviare un poke con un testo stilizzato e personalizzabile (di default è Yeah!), con due tap un poke sonoro accompagnato da un emoticon, e tenendo premuto un messaggio audio (push to talk).

Blabel conferma un’idea che ho sempre avuto, ovvero che non bastano due nerd smanettoni bravi in programmazione per creare un’App di successo. Togliere fette di mercato a un colosso come WhatsApp non è affatto semplice, e per portare avanti un progetto di queste proporzioni serve una realtà solida e con esperienza pluriennale nell’innovazione, come Vetrya, un’azienda italo-californiana che opera da anni nello sviluppo di servizi digital, applicazioni e soluzioni broadband.

A me ha colpito molto, ed è per questo che ho deciso di contattarli nel giorno stesso in cui l’app è stata rilasciata per chiedere un’intervista.

Ho parlato con Luca Tommasini, Founder, Presidente e CEO.

Come nasce l’idea di Blabel?

Volevamo dare una risposta alla domanda di mercato. Oggi la volontà delle persone è sempre più quella di conversare e interagire in modo semplice, privato, diretto e in tempo reale, utilizzando qualsiasi tipo di device. Una necessità a cui i giganti hanno già dato una risposta, ma ritengo che ci sia ancora molto spazio per l’evoluzione di questo tipo di servizi.

Uno dei punti di forza della vostra app è il suo essere multi-piattaforma. Come mai questa scelta?

Perché a nostro avviso uno dei limiti delle app di messaggistica tradizionali è la specificità verso un determinato device. Volevamo un’applicazione di messaggistica multi-piattaforma, che con un’unica registrazione potesse essere utilizzata ovunque. Blabel è disponibile su tutti i principali store di mercato: Apple, Android e Windows Phone, inclusi gli smart watch android e il nuovo Apple watch. È inoltre fruibile attraverso il sito web www.blabel.com e, a breve, anche in versione mobile web. Praticamente su qualsiasi smartphone e tablet, indipendentemente dal sistema operato utilizzato. In arrivo anche la versione per XBOX. Abbiamo una roadmap sfidante in termini di features.

Uno dei limiti nell’utilizzare le app di messaggistica per fare marketing è rappresentato dalle evidenti limitazioni strutturali e di UX. In cosa Blabel è diversa?

Non è il nostro caso. Abbiamo sviluppato una UX dedicando la massima attenzione all’usabilità. È il risultato di diversi focus group che abbiamo fatto su target differenti di utilizzatori. La coerenza della UX è riscontrabile su ogni device, indipendentemente dal sistema operativo usato e dal tipo di device.

L’integrazione di Blabel con i wearable devices è molto intrigante. L’Internet of Things è il settore sul quale puntare secondo voi?

L’Internet of things è uno dei settori della digital economy che sicuramente nei prossimi anni avrà uno sviluppo molto significativo nell’economia mondiale. Gli oggetti si rendono riconoscibili e acquisiscono intelligenza grazie al fatto di poter comunicare dati su se stessi e accedere ad informazioni aggregate da parte di altri. Un settore, anche se non l’unico, su cui Vetrya investirà in modo importante.

È sempre bello quando cervelli italiani danno un contributo valido al mondo digital, ma non capita così tanto spesso. Quanto è difficile fare innovazione nel nostro Paese?

Non è facile, ma nemmeno impossibile. A mio modo di vedere il concetto di Paese per le aziende che operano in rete è superato. Le difficoltà in Italia ci sono come in altri Paesi, molto dipende dallo spirito con cui guardiamo alla vita: provare con impegno a superare le difficoltà ci fa crescere, offre spunti per nuovi desideri e a volte regala il piacere di vederli realizzati.

La sede italiana di Vetrya di Orvieto è stata premiata come “Great Place to Work”. Cosa vi ha fatto meritare questo titolo?

Quando il Great Place to Work® ha condotto l’indagine il Vetrya Corporate Campus non era ancora stato aperto. L’indagine svolta serviva per misurare il livello di soddisfazione dei nostri dipendenti. Il risultato ha fotografato un gruppo coeso, fidelizzato, armonico dove ogni individuo può crescere secondo le proprie inclinazioni rendendo giorno dopo giorno il gruppo più forte. Certo oggi, con il corporate campus tutto è più semplice. Avere degli spazi dove poter condividere non solo le avventure lavorative ma anche momenti di svago rende il clima più sereno (i nostri ragazzi hanno a disposizione campo di calcetto, tennis, una palestra attrezzata, una sala per fare danza, aree di relax con videogiochi, biliardino 4 contro 4, ping pong, pianoforte a coda…).
Il Corporate Campus è anche una risposta a chi vuole dare un aiuto concreto alle giovani donne, madri: il servizio di mini club aziendale – attivo dalle 15 alle 20 – permette alle mamme di non dover scegliere tra famiglia e lavoro.

Blabel è stato rilasciato lo scorso 18 marzo. Cosa dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro?

Siamo solo all’inizio. Blabel non sarà un solo servizio di instant messaging. Seguiteci e lo scoprirete!

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