Il software di Palantir Technologies contro i rischi di affitto illegale di AirBnB

L'evoluzione dei controlli sul primo portale on line di affitta-camere: ecco Il sistema sviluppato da Palantir per controllare i finti proprietari di casa

Chi non conosce AirBnB, il portale online che mette in contatto persone in cerca di un alloggio o di una camera per brevi periodi con persone che dispongono di uno spazio extra da affittare? AirBnB nasce nel 2007 da un’idea di Brian Chesky, Joe Gebbia e Nathan Blecharczyk, e dalla sua nascita i numeri sono in crescita costante: oltre 26.000 le città coinvolte in 200 paesi.


Come accade in questi casi, vista la rapida evoluzione del sistema e il conseguente cospicuo “giro di affari”, si contano numerosi tentativi di “truffa” da parte di locatori seriali che utilizzano AirBnB… con uno spirito molto distante da quello originario! Pensate a quanto accade a New York, probabilmente il mercato più grande al mondo per AirBnB: oltre 25mila utenti che sono al contempo proprietari di appartamenti e affittano i propri spazi. Al fine di regolare l’imponente ecosistema, nel 2010 la legislazione ha definito il divieto in capo ai proprietari di affittare monolocali e/o appartamenti con un numero maggiore di 3 unità e per un tempo inferiore ai 30 giorni. Fissate le regole del gioco è stato poi necessario implementare un’attività di monitoraggio per fare applicare effettivamente tale normativa. Ecco le ragioni della creazione di una Task Force dedicata, il Mayor’s Office of Special Enforcement!


Ecco l’evoluzione: se infatti fino a poco tempo fa questi controlli venivano eseguiti in modo manuale, ora la tecnologia sviluppata da Palantir Technologies consente di identificare le attività illecite direttamente via mobile. Il Data Bridge by Palantir, infatti, individua attraverso lo scan degli annunci tutti gli indirizzi potenzialmente problematici.

Come? Sovrapponendo le informazioni reperite grazie al monitoraggio puntuale dei commenti che i vari utenti lasciano direttamente su un portale della città ad eventuali precedenti violazioni relative a un determinato appartamento. Individuata la “black list”, tutte le informazioni vengono poi inviate via mobile alla stazione di Polizia più vicina che si attiva per un’ispezione direttamente presso l’appartamento “incriminato”.
I primi dati sono estremamente positivi e certificano la bontà del sistema, e del progetto in generale: nel 2014 sono stati individuati circa 80 casi di abuso al mese, 3 al giorno.

Qui il video caricato su YouTube che spiega il sistema

https://www.youtube.com/watch?v=-dc53DUPcso

In questa disputa tra Palantir – il controllore – e AirBnB – il controllato – accade che Peter Thiel abbia aiutato a co-fondare Palantir nel 2004, finanziando al contempo Airbnb per 200 milioni di dollari. Situazione evidentemente poco trasparente, tanto che CBS Insight ha recentemente pubblicato una mappatura dei vari VC che stanno dietro alle due aziende.

Le indagini sulla bontà dell’operato degli utenti-proprietari di appartamenti è stato messo sotto la lente d’ingrandimento anche nel mercato Europeo. E’ infatti recente l’inchiesta di un giornalista Svizzero che, grazie ad un lavoro certosino di analisi degli annunci presenti su AirBnB nella città di Ginevra, è riuscito a portare a galla numerosi profili di locatori che utilizzano il portale per fare business, annullando ancora una volta la filosofia originaria del sistema. Ecco che magicamente in capo ad uno stesso soggetto compaiono oltre venti annunci di locazione: forse si tratta di un multi-proprietario molto ricco, che evidentemente (se così fosse) non avrebbe certo bisogno di affittare le camere della sua casa. O siamo forse davanti a uno dei tanti casi di agenzia immobiliare che si nasconde dietro un profilo privato?

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