Smart and Start, il nuovo bando per le startup innovative

Il 16 febbraio Smart and Start aprirà le porte ai nuovi finanziamenti a tutti gli startupper sul territorio nazionale

Startupper italiani scaldate i motori. Anche quest’anno Invitalia ha pubblicato i moduli per la presentazione delle domande per il bando Smart&Start a sostegno della nascita e dello sviluppo di startup innovative.

Smart&Start Italia è un incentivo del Ministero dello Sviluppo Economico che, con il DM 24 settembre 2014, sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative ad alto contenuto tecnologico al fine di stimolare una nuova cultura imprenditoriale legata all’economia digitale. Questa iniziativa nasce nel 2014 con il precipuo intento di valorizzare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica, incoraggiando in particolare il rientro dei «cervelli» dall’estero. Se inizialmente l’agevolazione per le start-up innovative era destinata alle sole regioni del Mezzogiorno, per un totale di 77 milioni di investimenti attivati, la nuova edizione prevede l’estensione delle agevolazioni a tutto il territorio nazionale.

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“Il governo Renzi continua sulla strada della ripresa e del rilancio delle imprese, rispettando gli impegni presi e fornendo alle aziende quegli strumenti necessari per ritornare ad essere competitive e forti. Infatti, partirà il prossimo 16 febbraio lo sportello Smart&Start Italia. In tutto 200 milioni di euro alle imprese sotto forma di mutui a tasso zero e per il Mezzogiorno anche incentivi a fondo perduto”, così dichiara al programma radiofonico “Radio Città Futura” il sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico, Simona Vicari.

Smart and Start: save the date

Lunedì 16 febbraio alle ore 12.00 si dà l’avvio ufficiale al bando Smart&Start. Sul sito infatti è già disponibile la modulistica, oltre a una guida per la presentazione della richiesta di finanziamento. Smart&Start non prevede graduatorie, pertanto le richieste verranno esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico.

L’importo massimo finanziabile sarà fino a 1,5 milioni di euro. Si tratterà di un finanziamento a tasso zero, che potrà arrivare fino al 70 per cento dell’investimento totale. Invece se la start-up è costituita esclusivamente da donne o da giovani sotto i 35 anni, oppure se al suo interno c’è almeno un dottore di ricerca italiano che sta lavorando all’estero, la percentuale massima di finanziamento potrà salire all’80 per cento. Infine, soltanto per le start-up con sede nel Mezzogiorno e nel Cratere sismico dell’Aquila, è prevista una quota, il 20 per cento, di contributo a fondo perduto”, ha concluso il sottosegretario Vicari.

A chi è rivolto il bando

Il bando è rivolto a quelle imprese costituite da non più di 48 mesi e iscritte nella sezione speciale del registro delle imprese.

Esso ha l’obiettivo di sostenere piani di impresa per realizzare i programmi di investimento con il successivo sostenimento di costi di esercizio di importo compreso fra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. I soldi saranno destinati a quelle imprese che si caratterizzeranno per l’alto contenuto tecnologico e innovativo, alle start- up che saranno in grado di sviluppare prodotti, servizi e soluzioni nel campo dell’economia digitale.

L’agevolazione si sostanzia in due forme di finanziamento: la prima riguarda un finanziamento a tasso zero fino ad un massimo del 70% del costo del progetto se la start up è costituita interamente da giovani o da donne, o se tra i soci è presente un ricercatore che rientra dall’estero. La seconda riguarda i servizi di tutoraggio tecnico-gestionale limitatamente alle imprese costituite da meno di 12 mesi dalla data di presentazione della domanda.

Le critiche alle modalità di erogazione

Sulla modalità di erogazione dei soldi, rispetto al bando Smart & Start, ha qualcosa da ridire il fondatore di Start- Up Business Emil Abirascid.

Emil Abirascid definisce Smart&Start uno scenario poco costruttivo e ribadisce la necessità di un cambio di rotta per questo tipo di iniziative.

“Questo sistema di sostenere le imprese prestando loro dei soldi sottoforma di mutuo, temo a medio termine se non addirittura nel breve, possa essere un problema, perché le imprese che parteciperanno avranno questo debito sul groppone che le limiterà nel trovare nuovi investitori”. Afferma inoltre che la miglior forma di investimento sia rinvenibile in iniziative come il Fondo High Tech per il Mezzogiorno, che ha rappresentato la prima esperienza di partnership pubblico–privato nell’ambito di un intervento di portata nazionale a sostegno del venture capital. Mediante questo fondo lo Stato mette a disposizione del capitale per le imprese, con la conseguenza di ottenere molteplici vantaggi: gli investimenti sono fatti in equity, si determina un coinvolgimento degli investitori professionali ed i soldi erogati generano ritorni che a loro volta possono essere reinvestiti.

Al di là di queste considerazioni Smart&Start aprirà le porte il 16 febbraio con la consapevolezza che il talento non si insegna ma si fa notare.

Scritto da

Annalisa Mancini

Laureata in Scienze della comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità, con tesi di laurea in Psicologia della formazione, "La formazione manageriale attraverso il cinema" ... continua

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