Pubblicità politicamente scorrette: quando vale la pena rischiare

10 pubblicità che ci hanno fatto arrossire!

Roberta Leone
Roberta Leone

Communication Executive & Copywriter

Il sesso vende e ha sempre venduto. E questa non è né una battuta di Groucho Marx né la frase iniziale della prefazione alla biografia non utorizzata di Riccardo Schicchi ma un assioma del marketing. In realtà nemmeno solo del marketing ma un principio psicologico dal quale si dipana la maggior parte delle leggi che regolano lo scambio assiduo tra psicologia e marketing, uno dei meccanismi fondamentali di azione del cervello (ne abbiamo già ampiamente parlato qui).

Dopo aver introdotto citando Schicchi potrà sembrare paradossale ma il nostro cervello elabora l’erotismo parafrasandolo soprattutto in riproduzione, mantenimento del codice genetico quindi sopravvivenza; una sorta di ambigua immortalità dalla quale nessun essere umano può esimersi.

Non importa a quale stadio evolutivo l’umanità sostenga di essere arrivata, ogni buon marketer sa bene che il sesso – o meglio, il richiamo ad esso – fa vendere ancora e lo farà sempre; il trucco sta nell’elaborare il messaggio in maniera intelligente e ironica e plasmarlo a seconda del media sul quale verrà trasmesso.

I doppi sensi e i commenti “tongue-in-cheeck” che abbondano in queste 10 adv hanno spinto i brand che li hanno proposti, creando scalpore e facendo molto parlare di loro.

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1. Chase & Sanborn

In questa adv piuttosto vintage, copy e art fanno un chiaro riferimento alla sottomissione delle casalinghe ai mariti. Un signore con le bretelle sculaccia la moglie, rea di non aver scelto il caffè migliore e Chase & Sanborn si propone come “opzione” al maltrattamento:

  Se tuo marito scoprisse che non sei uno “Store-testing” per il caffè più fresco…. Guai a voi! Da oggi c’è un modo sicuro e certo per verificare la freschezza prima di acquistare.”

Peccato che lo stereotipo del marito violento non lo voglia sculacciare su una sedia e che l’espressione della moglie (e la gambetta alzata in pieno stile “Hollywood Kiss”) non siano l’immagine straziante del dolore ma – con buona pace di Freud – strizzino l’occhio a Edipo e non a una violenza.

Troppo “spinto” per l’epoca? Vittima sacrificale della successiva ondata di femminismo? A quanto pare no, Chase & Sanborn è ancora sugli scaffali dei supermarket.

2. Zazoo Condoms

Se il caffè di Chase & Sanborn sarà andato di traverso a qualche femminista, l’adv di Zazoo Condoms avrà fatto storcere il naso a qualche madre (e non solo) tanto da essere addirittura vietata in molti paesi.

Nonostante sia un brand di preservativi, il sesso in questo spot non è minimamente citato. Il focus è su quello che succede dopo, soprattutto se non avevate molta intenzione di procreare.

L’adv per Zazoo Condoms è il miglior anticoncezionale di sempre, dopo l’astinenza.


Probabilmente chiunque al mondo ha – almeno una volta – sentito qualcuno lanciato in qualche amplesso, vero o presunto. Un’esperienza imbarazzante – non fosse altro che se tu senti loro, loro hanno sentito te – ma per qualcuno anche affascinante. Questa è la sensazione che si prova guardando lo spot di Anthony Grungy Gentleman.

4. Levi’s

Uno spot iconico per un brand iconico. Questo spot Levi’s è stato censurato ma ha ottenuto decine di milioni di visite su Youtube. Location e personaggi “very dirty”, dove l’illecito è un mix tra sensualità e crimine.

5. Bud Light

Secondo questo spot Bud Light – destinato al Superbowl del 2007 – nuotare nudi (o Skinny Dipping) non è solo per avventurose serate universitarie hangover. Però bisogna sempre prestare la giusta attenzione…

6. Calvin Klein

Può un’immagine valere più di mille parole? Certo, soprattutto quando dietro c’è il marketing di Calvin Klein Jeans. State pensando che questi due ragazzi sudati e sdraiati al sole siano fratello e sorella?

7. U.S. Government

Perfino il governo degli Stati Uniti ha utilizzato richiami erotici per vendere, o per meglio dire per (dis)educare. No, non stiamo parlando del torbido triangolo dei fratelli Kennedy e la Monroe, nè di Bill e Monica, la stagista più famosa della storia. Questa adv risalente al secondo conflitto mondiale vuole esortare le truppe ad astenersi dalle tentazioni del Vecchio – e lascivo – Continente. L’Aids non esisteva, il governo statunitense combatteva una guerra anti-sesso trincerandosi dietro sifilide e gonorrea. Il riferimento sessuale è evidente, probabilmente meno il messaggio dato il Baby Boom avvenuto tra il 1946 e il 1964 …sarà stata l’euforia della vittoria!

8. Post-It

Partiamo dal fatto che Post-it è un brand talmente famoso da aver subito un processo di antonomasia, ma potevate immaginare fossero così utili?Amanti seriali vi hanno trovato il modo per far diventare “la mattina dopo” meno imbarazzante.

9. PETA

C’è chi la ama e chi la odia, l’unica cosa certa è che PETA sa bene come lanciare i messaggi. La loro campagna “Veggie Love”ne è un esempio; una campagna che nemmeno tutta la stampa è stata in grado di gestire e che riceve visite ancora oggi.

Per chi credeva che i vegetariani fossero noiosi:

10. Old Spice

Il protagonista dello spot Old Spice profuma di buono, è sexy, palestrato, nero … e monta un cavallo bianco? C’è chi le chiamava allegorie.

Caffè, carta, malattie veneree: nulla che possa di per sè stuzzicare appetiti voluttuosi ma è proprio questo il momento di uscire dagli schemi e trasformare il brand sul quale dovete lavorare in qualcosa di sensuale. E non abbiate nessun dubbio: quando si usa il sesso si sfrutta uno dei desideri umani più longevi nell’arte del marketing.

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