Kjell Nordström: l'intelligenza collettiva favorisce un movimento "funky" dell'impresa [INTERVISTA]

Arte, poesia e cultura in generale fanno di un'azienda una "learning organization", capace di innovare e innovarsi prima di tutto dall'interno: al #ForumEccellenze 2014 sentiremo parlare anche di questo

Abbiamo introdotto pochi giorni fa la prima intervista, in anteprima, sulla nuova edizione del Forum delle Eccellenze, a Milano il 29 e il 30 novembre, grazie alla voce di Mauro Berruto sul tema del cambiamento per guidare se stessi e una squadra verso risultati d’eccellenza.

Continua il discorso Kjell Nordström, considerato uno dei maggiori pensatori internazionali, descritto come “geniale, visionario e destabilizzante”, e co-autore del libro Funky Business, anch’esso diventato materia di grande influenza in ambito business e management, in particolare nel settore delle strategie aziendali e sui temi della globalizzazione.

Con il suo intervento, Nordström intende lanciare un messaggio principale: “Essere normali non paga”. Egli ritiene infatti che sia possibile innovare creando valore sociale e culturale, in particolar modo se si è una impresa digitale. Affinchè questo avvenga, però, è importante riconoscere anche il potere che ha in questo senso una buona leadership, capace di favorire un movimento “funky” dell’azienda, individuando sette specifiche caratteristiche.
Ecco come ha risposto ad alcune domande che abbiamo voluto fargli per un primo approccio a questi temi.

Come avviene un cambiamento?

Sono arte, poesia e cultura in generale, che ci mantengono adatti per il cambiamento. La nostra capacità di cambiare è il regalo più grande datoci dall’evoluzione. Ci ha più e più volte salvato dalla catastrofe.

Perché essere normali non paga?

Per costruire veri e propri monopoli temporanei bisogna avere innovazioni. La chiave per qualsiasi tipo di differenziazione è la Creazione.

Cos’è un’azienda funky e da chi dovrebbe essere guidata?

È una learning organization, nella quale il leader dovrebbe investire nel trasferimento di conoscenze all’interno di essa, abbattendo gli steccati che dividono un settore aziendale dall’altro. Viaggi, incontri, investimenti in IT, insomma: costa.
Chi la dirige deve amare la globalizzazione e le innovazioni.

Quali sono le sette caratteristiche dell’azienda funky e come si usano?

Funky Inc. è più piccola: c’è più creatività nei piccoli team.
Funky Inc. è un’azienda appiattita, orizzontale.
Funky Inc. è temporanea: si lavora per gruppi e a progetti.
Funky Inc. è un’organizzazione replicabile.
Funky Inc. è circolare: sono in grado di auto organizzarsi, una volta che sono soggette a feedback di 360 gradi.
Funky Inc. è aperta: ha capacità di fare networking. Non è più possibile tenere tutte le conoscenze all’interno dell’azienda.
Funky Inc. prende le misure: il controllo c’è e ci sarà sempre, solo che è più indiretto, sarà possibile servirsi dell’ Information Technology.
Si usano mescolandole con le emozioni e i suoi due strumenti più potenti: etica ed estetica.

All’aumentare della conoscenza collettiva aumenta la stupidità soggettiva?

Non necessariamente, l’unica cosa che in pratica si può fare è “una moltitudine di controlli”.
Abbiamo accesso a più informazioni e più conoscenza che mai. Le nostre macchine e gli strumenti di ricerca ci promettono di produrre più domani, rispetto ad oggi. Tuttavia, la qualità delle informazioni e conoscenza, può, in molti casi, non essere garantita. Questo è un problema enorme. Bisogna controllare e ricontrollare con altre persone, per sapere se una certa fonte sia affidabile.

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