I consigli di Prezi per costruire una startup di successo

Il co-fondatore di Prezi racconta come un'idea di business, nata nelle tante difficoltà di un piccolo mercato europeo, sia diventata un impresa di successo

La costruzione di una startup sul web è difficile, e lo è ancora di più se risiedi in un paese che non ha un grande mercato. A superare queste difficoltà è stato Prezi, che progetta e realizza software di presentazione – una presentazione basata su cloud e storytelling per la condivisione di idee su tela virtuale.

Prezi è un potente web-tool utile per realizzare innovative presentazioni secondo i principi dello zooming e dello storyboard, che lo differenziano molto dalle presentazioni statiche realizzabili con Powerpoint. È stata fondata nel 2009 a Budapest, in Ungheria e la parola ‘prezi’ è la forma breve ungherese di ‘presentazione’.

Un giornalista americano ha intervistato il co-fondatore di Prezi per TheNextWeb.com, Adam Somlai-Fischer, e noi l’abbiamo tradotta per voi.

Come si può costruire una startup di successo globale in un piccolo paese come l’Ungheria?

“Noi di Prezi abbiamo deciso di andare sul mercato internazionale subito dopo aver lanciato il nostro sito web. Ovviamente per una startup internet significava andare a San Francisco. Infatti se si vuole costruire un marchio globale, vi è attualmente un solo mercato che determinerà il vostro potenziale a lungo termine, gli Stati Uniti.
Nel caso di Prezi, la cultura delle presentazione negli Stati Uniti era più forte che in Europa. Questo ultimo è stato un mercato che abbiamo dovuto indirizzare se volevamo raggiungere la massa critica.

Mi riferisco al numero di utenti che parlano la stessa lingua, il numero di investitori con ambizioni globali e il numero di consulenti che possono aiutare a navigare in acque agitate per la costruzione di una società. Quindi, il mio consiglio è di andare lì, imparare, assorbire la conoscenza e costruire la vostra rete! Tuttavia da europeo non posso dirvi di evitare l’Europa, esistono grandi storie di successi europei con configurazioni transatlantiche, basti pensare a Skype, Spotify e SoundCloud. Detto questo, la realtà è – e probabilmente sarà per i prossimi decenni – che non importa dove si inizia, se sei un imprenditore che sta sognando di costruire un marchio globale, il mercato statunitense sarà la chiave per il successo o il fallimento”.

In poche parole, qual è la sua storia?

“Quando ho costruito il prototipo originale, la prima versione di Prezi, era un discreto successo. Poiché nessun editor di presentazioni era ancora disponibile sul mercato, ho iniziato a codificare ZUI per ogni presentazione. Peter Halacsy, il mio co-fondatore (allora professore presso l’Università di Tecnologia ed Economia) ha visto una delle mie presentazioni e gli piacquero molto, tanto che nel 2007 si avvicinò all’utilizzo del software. Dopo aver fatto la sua prima presentazione, ci siamo resi conto di ciò che avevamo tra le mani così abbiamo iniziato a lavorare insieme a qualcosa che tutti potevano utilizzare traendone molti benefici.

Ma nessuno dei due sapeva come dar vita ad una società, per questo ci siamo avvicinati a Peter Arvai. Peter mi ha convinto che l’unico modo per avere successo era quello di lasciare i nostri posti di lavoro e spendere il 100% delle nostre energie su Prezi. Dopo aver lavorato senza stipendio per quasi 18 mesi, abbiamo lanciato Prezi nell’aprile 2009 a Budapest e cinque mesi più tardi abbiamo stabilito il nostro ufficio di San Francisco”.

Prezi è già una società?

“Saremo sempre una startup. Che per noi è un fatto culturale. E questo lo affermiamo rispetto al modo in cui trattiamo i nostri clienti, facciamo del nostro meglio per essere completamente onesti con loro. Siamo felici quando la gente interagisce con noi con le loro idee. Ci piace quando si oppongono ponendoci nuove sfide con i loro approcci critici. Penso che questo svolga un ruolo cruciale nel nostro successo”.

Alcuni consigli per giovani start-up con budget limitati?

“Ecco alcuni suggerimenti utili:
1) Fare squadra. Hai bisogno di trovare persone che ti ispirino e si completino a vicenda. Le persone sono la chiave.
2) Pensare duro. Sostieni la tua idea grande e aggiungi originalità altrimenti non si vince, non si può competere con le grandi aziende se si fa lo stesso. Ma non preoccupatevi troppo, è importante dare spazio e tempo ai pensieri. Le buone idee hanno bisogno di tempo, iterazioni e maturazione.
3) Guardare la realtà: Le tue idee saranno importanti se avranno un senso e offriranno valore agli altri. Nulla di eclatante basta anche andare in un bar e parlare con la gente, fare dei test.
4) Non smettere di imparare. Se non si dispone di budget per 10 programmatori? 10 designer? 10 copywriter? Meglio apprendere le competenze più essenziali, ci sono grandi risorse on-line per farlo”.

Bootstrap, business angel, venture capitalist, qual è la sua opinione su questo?

“Quando abbiamo iniziato a lavorare su Prezi, la recessione aveva da poco colpito l’Europa, quindi per una startup che partiva dall’Ungheria sembrava impossibile ottenere qualsiasi finanziamento. Così abbiamo costruito il nostro prodotto con un budget ridotto, e abbiamo visto i primi soldi vendendo qualche presentazioni e la nostra tecnologia come un servizio. In poco tempo, la gente lo ha amato. Hanno parlato di noi su Twitter come “amore a primo utilizzo.” Quella notorietà ha fatto avvicinare il nostro primo partner VC, Christian Jepsen di Sunstone che ci ha aiutato molto”.

Eventuali suggerimenti su come conciliare la vita privata con il lavoro quando si esegue una startup globale?

“Penso che sia tutta una questione di messa a fuoco. È importante concentrarsi sul proprio lavoro, ma a Prezi siamo tutti appassionati, tutti i dipendenti, non solo noi fondatori, è importante infatti che siano tutti intrinsecamente motivati. Per questo il peso è equamente distribuito e non abbiamo fissato l’orario di lavoro. L’unica cosa che conta sono i risultati.

Sì, lavoriamo molto duro. Ma è possibile raggiungere un equilibrio con la vita privata ma questo equilibrio, è qualcosa che ogni individuo deve capire e sviluppare per se stesso”.

Lei ha visto migliaia di presentazioni, quali gli ingredienti della migliore presentazione?

“Al di là dei soliti consigli, penso che coinvolgere il pubblico, e creare un’esperienza di discussione funziona. I migliori presenters non sono solo buoni narratori ma usano anche punti di riferimento visivi per raccontare la loro storia. Gli esseri umani pensano visivamente. Forme ad esempio e poi li associano ad un significato.

Potete prepararvi, sì, è possibile pianificare quando dire cosa e come, anche, ma una volta sul palco, è il pubblico che definirà ciò che passa e ciò che viene dimenticato. Seguire i loro interessi, le risposte è la chiave”.

Progetti per il futuro?

“Prezi cambia con le persone. Sviluppa e condivide idee nuove in base ai feedback che riceve dagli utenti, la cui soddisfazione è l’unico vero obiettivo di ogni startup”.

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