La Sdraio dell'Agnello: "Fuori dalla classe, Smartphone"

Confessioni di un (ex?) pubblicitario? Segui la rubrica dell'Agnello per conoscere un punto di vista diverso e privilegiato su cosa accade di bello e di brutto nelle agenzie di pubblicità. In Italia e nel mondo.

Ehi ciao.
Ieri notte guidavo in giro dopo una piacevole uscita per le incasinatissime strade della mia città, piene di bifolchi domenicali.
E giuro, giuro, che ero pronto a scrivere un sermone dopo quello che ho visto.
Ma come al solito cercherò di limitare i danni alla vostra pazienza.
Bene.

Arrivo a un incrocio e dopo aver visto l’ottocentesimo cartellone 6×3 di una compagnia telefonica di cui non farò il nome (credo Wind) con su il faccione di Fiorello (Rosario andrà fuggendo dai direttori marketing che lo contattano per scatti al cerone), vedo questo altro bel pezzo di comunicazione: Giocatore di calcio che fa la foca con un Blackberry di un operatore di cui non farò il nome (Vodafone); titolo dell’annuncio: “Smartphone da fuoriclasse.”
Ora non voglio fare il palato fino, o l’esperto o il figo, che fidatevi lo sono molto poco.
Ma provate a immaginare.
Aspetta, provate davvero a immaginare le riunioni prima di questo annuncio.

Le presentazioni di idee magnifiche di ragazzini appena ventenni che immaginano infographics con cellulari fuori da classi di liceo, cellulari che pippano coca come Cantona e George Best, cellulari che fanno il goal del secolo di Diego Armando.
Direttori creativi incazzati, mail di fuoco del cliente appena laureato alla Bocconi che viene da Pomezia e che deve far valere i suoi soldi spesi per l’affitto di un monolocale in Porta Romana.
Avete immaginato? Ecco, e poi si esce con: Smartphone da fuoriclasse.

Ora fate una bella cosa, tutti.

Se è questo che volete fare come lavoro, o ci entrate per cambiare le cose e prendete a pesci in faccia chi piega la testa e lascia decidere giovani rampanti del centroitalia, o cambiate aria e create una risposta italiana agli Alt-J.

Di stronzi a 500 euro al mese ce ne sono già troppi. E rovinano il mercato.
Se davvero volete dare sfogo a vene artistiche lasciate perdere. Fate lavori utili.
E poi magari scrivete un libro, scopate, fate dei quadri che nessuno comprerà, che ne so! E per cortesia non andate a fare il viaggio della vita in India che vi buco le gomme della Alfa Mito. In India non troverete voi stessi e tantomeno me stesso, e se lo trovate ditegli che mi deve almeno 20.000 euro.

Se per caso fosse ancora vostra intenzione di impaginare o scrivere frasette dicendo sì sì sì, come ho anche fatto io, fatemi una cortesia: quando svelerò chi sono venitemi a citofonare, ci facciamo due chiacchiere con un badile in mano.
E adesso statemi bene, almeno per una volta.

In allegato Jamie T.
In CC la mia nausea.

L’agnello.