10 consigli SEO per raddoppiare le vendite del tuo e-commerce

Per fare grandi numeri devi integrare la SEO nella fase di progettazione ancora prima di lavorare al wireframe. Scopri perché.

seo per ecommerce

Un lavoro di ottimizzazione fatto a regola d’arte può raddoppiare le vendite di un e-commerce. Ne è convinto Trond Lyngbø, autore di due pubblicazioni di settore come “Importance of SEO for Your Online Business” e “Power Social Media Marketing“.

Su Searchengineland.com il SEO Strategist senior ha stilato una lista di best practice per migliorare il tasso di conversione di uno shop online. Vediamole insieme.

#1 – Articoli non disponibili

La cosa più conveniente, quando ci sono articoli non disponibili in magazzino, è lasciare la pagina online. Soprattutto se prevedi di rifornire rapidamente l’e-commerce di quell’articolo. Nel frattempo è bene offrire alternative rilevanti come, per esempio, altri prodotti della stessa categoria con prezzo e qualità non molto differenti.

In ogni caso, la cosa importante da fare è dire agli utenti quando il prodotto sarà di nuovo disponibile dando loro una data. In questo modo ritorneranno a visitare il sito. Ancora meglio è se offri la possibilità di prenotare il prodotto e regali uno sconto. Chi è interessato non si preoccuperà di aspettare un giorno più se riceve uno sconto sul prezzo.

#2 – Prodotti fuori catalogo

Tutti gli e-commerce hanno prodotti che ad un certo punto escono dal catalogo. Basti pensare agli store di elettronica o agli e-shop di moda che cambiano capi ad ogni stagione. Molti cancellano semplicemente le pagine. Da un punto di vista SEO, ti stai dando la zappa sui piedi: si perde in un sol colpo l’ottimizzazione e il posizionamento raggiunto. Inoltre, le persone che hanno inserito quella pagina tra i preferiti si troveranno davanti una bella pagina di errore. Il che non fa mai piacere. In un caso come questo ci tre cose che puoi fare:

Redirect 301: è la soluzione SEO per eccellenza per preservare tutto il lavoro di ottimizzazione fatto sulla pagina e conservare il posizionamento raggiunto. Basta direzionare la vecchia URL verso quella del nuovo prodotto corrispondente.

– Redirect alla categoria di appartenenza: la ratio di una mossa del genere è quella di offrire una soluzione alternativa all’esigenza dell’utente. Volevi quella t-shirt che ti piaceva tanto? Ti porto nella categoria in cui puoi trovare articoli simili così trovi qualcosa che ti piace ancora di più e magari costa pure meno.

– Riusare l’URL per un prodotto simile: in questo modo si preserva l’autorevolezza che la pagina ha acquisito in Google.

#3 – Prodotti stagionali

La cosa migliore, per quanto riguarda i prodotti stagionali, è ottimizzare le pagine prodotto con il più alto potenziale.

Se lo stock del prodotto viene rinnovato annualmente, aggiungi all’URL l’anno e poi fai il REDIRECT all’URL dell’anno successivo. Per esempio: sito.it/categoria/sub-categoria/nome-prodotto-2012 punterà dopo un anno a sito.it/categoria/sub-categoria/nome-prodotto-2013

#4 – Prodotti nuovi

Con tutte le cose da gestire in un e-commerce, nessuno pensa a scrivere contenuti originali per ogni nuovo prodotto che entra in catalogo. La maggior parte delle volte viene fatto l’import da un database e finisce lì. Capita quindi che molte pagine siano poco più che una foto prodotto. Il che non permette al motore di ricerca di capire di che pagina si tratti, in che modo è legata alle altre e quanto possa essere rilevante per gli utenti.

Ma il problema più grosso che può causare l’import automatico dei prodotti è quello della duplicazione dei contenuti. Se proprio non puoi inserire i prodotti uno alla volta, identifica almeno i best-seller e scrivi per essi contenuti originali.

Visto che non è pensabile scrivere testi approfonditi per 10 mila prodotti diversi, concentrati sulle categorie: migliora il contenuti, inserisci i breadcrumb, aggiungi i prodotti correlati, usa i link interni.

#5 – Contenuti duplicati

A Google non piacciono i contenuti duplicati, si sa. Inserire nelle pagine dei prodotti le descrizioni fornite dai produttori potrebbe farti incappare in una penalizzazione. Ma neanche puoi metterei a scrivere i testi per migliaia di prodotti.

Sfrutta quindi gli UGC (User Genereted Content) per differenziare le tue pagine prodotto e offrire ai motori di ricerca quei contenuti sempre aggiornati di cui vanno in cerca. Integra recensioni, commenti e feedback dei tuoi acquirenti. Consenti agli utenti di raccontare le loro storie e trasformali in leve di marketing: una recensione positiva può far aumentare il tasso di conversione della pagina. Non avere paura dell’opinione delle persone, a meno che tu non sia disposto a scommettere sulla qualità del tuo prodotto.

Altra cosa fondamentale: limita le descrizioni tecniche allo stretto indispensabile. I dettagli tecnici sono freddi e noiosi. Le persone acquistano sulla spinta di emozioni e sentimenti, quindi scrivi come usare i prodotti, in quali occasioni, per quali scopi. In altre parole, racconta una storia.

#6 – Pagine di categoria

Dopo la homepage sono le pagine più importanti del sito. Trattale come si deve: aggiungi del testo introduttivo con keyword strategiche, non lasciare che siano soltanto un elenco di prodotti. Costruisci una rete di link in ingresso attraverso guest post, article marketing e social media.

Usa URL SEO friendly: chiaramente è una cosa che vale per ogni pagina del sito, ma ancor di più per quelle di categoria. Assicurati solamente di evitare il keyword stuffing.

L’albero di navigazione dovrebbe essere semplice e razionale, del tipo sito.it/categoria/sub-categoria/nome-prodotto

#7 – Internal link

I link interni sono il fattore di posizionamento seo più trascurato. E invece sono molti importanti, ma per ottenere buoni risultati bisogna costruire un architettura di link ragionata. Il che richiede tempo e analisi approfondita.

Molto importanti sono i link tra prodotti correlati. È bene tenere conto dell’effettiva correlazione che potrebbe tornare utile agli utenti, ma un occhio alla correlazione tra keyword pure non fa male.

Altra cosa importante sono i breadcrumb in tutte le pagine. Non fanno perdere gli utenti e forniscono a Google una mappa dei diversi livelli di navigazione.

#8 – Motore di ricerca interno

È un controsenso fare SEO e non ottimizzare il motore di ricerca interno all’e-commerce. Eppure succede perché se ne sottovaluta il valore, ma così si perdono potenziali conversioni. Se non si ottimizza il motore di ricerca interno, le query con errori di ortografia, sinonimi o spaziatura errata non porteranno gli utenti alle pagine dei prodotti appropriati.

Monitora sempre le ricerche all’interno del sito e individua le chiavi di ricerca più frequenti. Scopri dove portano e correggi i percorsi di navigazione se sono interrotti. Questo aumenta molto le vendite.

Usa inoltre tool come Crazy Egg per tracciare i clic e vedere come le persone si comportano sulla tua home page e sulle pagine di categoria.

#9 – Foto e video

I contenuti multimediali sono decisivi per indurre all’acquisto. Immagini belle vengono condivise sui social network, commentate e rilanciate. Immagini ottimizzate convogliano traffico dalla sezione Images di Google.

Quindi usa immagini di alta qualità, foto che creano un’atmosfera o che comunicano un’emozione. È quello che ti fa vendere. Anche se costoso, un servizio fotografico professionale è l’investimento migliore che puoi fare per il tuo e-commerce.

Ottimizza le immagini: aggiungi nome, alternative text, didascalia e tutte le informazioni che, a corredo di una foto, forniscono ai motori di ricerca indizi su ciò che l’immagine contiene. Prova, nelle pagine prodotto, quale foto dà i migliori risultati di conversione.

#10 – Versione mobile

Creare un’app apposita per il tuo e-commerce non è l’unica soluzione. Alcuni utenti preferiscono la versione web standard anche sul cellulare. Crea una versione mobile del sito facile da navigare e intuitiva da utilizzare come piattaforma d’acquisto.

Sicurezza

I tuoi clienti lasciano sul tuo sito i numeri delle loro carte di credito, i loro recapiti e altre informazioni strettamente personali. Quindi usa tutta l’accortezza necessaria per proteggere questi dati. Come è facile intuire, se rassicuri adeguatamente gli utenti, le tue vendite saliranno. Rendi ben visibili i loghi che certificano la sicurezza del tuo sito. Non inserirli nel footer o in altri posti poco visibili.

Integrazione di SEO e web design

Solitamente l’ottimizzazione seo viene temporalmente dopo la progettazione visiva del sito. Ma è un modo di operare sbagliato. Il web design non ha a che fare solo con ciò che si vede, ma anche con l’architettura delle informazioni e con la qualità dell’esperienza di navigazione.

È necessario integrare la SEO nella fase di progettazione, prima ancora di iniziare a lavorare al wireframe. Solo se design, architettura delle informazioni ed esperienza di navigazione sono progettate insieme in modo scalabile e modulare, il sito aumenterà di valore ogni volta che verrà pubblicata una nuova pagina senza che ne aumenti la confusione.

Web Analytics

L’ottimizzazione di un e-commerce non finisce mai: è un continuo processo di testing A/B per individuare le soluzioni più performanti.

Guarda tutti i giorni Google Webmaster Tools, ti aiuterà ad individuare i problemi SEO più importanti. Stabilisci una routine di analisi in cui cerchi gli errori 404, fai il check del posizionamento e individui i contenuti duplicati.

Non dimenticare di integrare Webmaster Tools, AdWords e Analytics per avere dati più approfonditi. Valuta di acquistare un Tool per la SEO come Moz o Raven SEO che non solo ti aiutano ad identificare i problemi, ma ti offrono anche suggerimenti per risolverli.

Chiaramente non puoi far tutto in poco tempo. Stabilisci priorità e gerarchie. Monitorare soltanto non serve a niente: identifica i punti critici e agisci.

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