Startup e PR: le 10 regole per non fallire

Sobrietà, discrezione, cura nei dettagli, astuzia ed educazione sono alcuni degli aggettivi che contraddistinguono una campagna PR di successo


Essere una startup (da notare la scelta non casuale del verbo essere e non avere) nell’era delle startup è un’impresa non facile, contrariamente a quanto si possa immaginare. Pericoli, insidie, difficoltà sono sempre in agguato e basta una mossa sbagliata per cadere nell’oblio.

Startup e PR, uno degli ambiti più spinosi, in cui anche una sola mossa sbagliata può rivelarsi letale. Farsi conoscere è fondamentale, ma la regola del fare qualsiasi cosa per farsi notare non sempre si rivela essere la via giusta.
Quindi startupper alle prese con la Public Relation, soprattutto quando il budget è limitato, se state per compiere solo una delle seguenti mosse, non fatelo! Ecco le 10 cose da non fare se volete che la vostra reputazione decolli.

Fare una festa di lancio degna del Grande Gatsby

Chi non è rimasto affascinato dallo sfarzo, gli effetti scenici delle feste megalomani del Grande Gatsby? Ma appunto, quanti di voi si ricordano di Gatsby? Basta rispondere a questa domanda per capire che organizzare una mega festa di lancio non sia proprio una trovata geniale. Semplicemente perchè distogliereste l’attenzione di giornalisti, blogger e invitati dal vostro servizio o prodotto, dirottandola sulla festa. Il giorno dopo vi trovereste articoli sui vostri cocktail, sulla location di lusso, sugli abiti sfoggiati e il nome della vostra startup relegato in un angolo. Festa di lancio si, ma lasciamo a Gatsby ciò che è di Gatsby!

Startup e PR le 10 regole per non fallire

Evitare di cliccare il tasto “Invia” due volte

Avete spedito milioni di mail e nessun giornalista vi ha risposto? Se la tentazione è quella di inviare nuovamente la mail ai medesimi destinatari, non fatelo. Se non avete ancora cliccato sul tasto invia avete appena evitato un disastro. Non c’è niente di più irritante che ricevere la stessa mail un imprecisato numero di volte. Non è compito dei giornalisti, blogger rispondere alle mail. Lo scopo della mail con il comunicato stampa sulla vostra startup è quello di lasciare un seme, suscitare interesse nello scrittore. Ma se questo seme non germoglia? Purtroppo una parte di questo processo è fuori dal vostro controllo. Se la vostra startup non ha avuto fortuna nella festa di lancio, la potrà avere in futuro, chissà magari proprio in occasione del party di lancio del vostro peggior nemico!

Orrori grammaticali e sintattici

Prima di premere il tasto anche la prima volta, fate attenzione che non ci siano i seguenti orrori:
- Errori grammaticali, ortografici e di battitura
- L’utilizzo di un format o un font diverso per redigere un piccolo messaggio personalizzato, che precede il corpo della mail che avete tranquillamente copiato e incollato
- Iniziare la mail con “Caro [nome e cognome]
- Inviare mail con allegati pesantissimi. Non solo finirete nello spam in un batter d’occhio ma, mettiamo il caso che la vostra mail arrivi nella cartella posta in arrivo, il passaggio nel cestino sarebbe comunque immediato.

Nascondere la sezione contatti sul vostro sito

Il tempo è denaro e quello dei giornalisti lo è nel vero senso della parola. Se la sezione contatti non è visibile e facilmente raggiungibile nel giro di 15 secondi, avete perso la vostra occasione! Blogger, giornalisti non hanno intenzione di intraprendere una caccia al tesoro per potervi contattare. Altro errore da evitare: la contact form da compilare. Risulta informale e da l’idea che il messaggio non verrà mai letto. Meglio un indirizzo mail visibile! Se lo fa la Apple, perchè non dovreste farlo voi?

Startup e PR le 10 regole per non fallire

Inviare la stessa storia a tutte le testate giornalistiche

Se pensate di inviare la stessa storia a tutte le testate giornalistiche, a prescindere dalla loro importanza e rilevanza nel vostro settore di riferimento, ecco, cambiate idea! Non potete sperare che una testata importante pubblichi la vostra breve storia, magari già pubblicata da un giornale minore.

Giocare d’anticipo (da fare, no da evitare)

Sebbene per una startup sia difficile pianificare con esattezza le mosse future, per un giornalista è altrettanto difficile scrivere di qualcosa che è già avvenuto e che, dunque, non è più di interesse. Quindi, una mossa consigliata è quella di giocare d’anticipo, prevedere in qualche modo le strategie e fornire uno scoop alla stampa.

Uscire nel momento sbagliato

Lanciare la propria startup lo stesso giorno in cui la Apple sta presentando l’ultimo iPhone non è proprio la strategia più efficace! Tenere sotto controllo gli eventi nazionali ed internazionali che potrebbero avere grande risonanza nel proprio settore può essere molto utile per programmare il giorno in cui dichiarare al mondo la propria esistenza.

Parlare male di propri competitor

I giornalisti sono meno pettegoli di quanto si pensi. O almeno lo sono solo se non vengono indotti a parlar male. Un grande errore è quello di focalizzarsi su cosa i competitor stiano facendo e parlarne male piuttosto che cercare di valorizzare la propria startup. Questa strategia ha due risvolti negativi. Il primo è attirare l’attenzione sui propri “avversari” piuttosto che su di sè e il secondo è di farsi dei nemici. Mai dire mai: un competitor nella fase inizale della vostra attività può diventare un alleato in un momento successivo! Quindi focalizzatevi su voi stessi, valorizzatevi e lasciate perdere polemiche e gossip. In questo ambito non funziona!

Startup e PR le 10 regole per non fallire

Lasciarsi travolgere dall’entusiasmo

Avete appena finito un pitch, quando in ascensore vi imbattete in Luca Cordero di Montezemolo che, sorridendo, vi fa i complimenti per la vostra presentazione. Saltare a conclusioni del tipo: “Ha apprezzato la mia idea, quindi mi darà 10 milioni”, è un atteggiamento degno di un gruppo di quindicenni piuttosto che di un fondatore di un astartup. Un eccessivo entusiasmo può frenare eperfino gli investitori o possibili business angel perchè, con la facilità con cui si accende così tende a spegnersi. Inoltre, startupper siate cauti nell’annunciare una partnership o una collaborazione quando ancora non è stata formalizzata. Un “Si potrebbe lavorare insieme” non è ancora una notizia, ma una supposizione.

Commentare fra le righe

Nell’epoca del web 2.0 qualsiasi cosa venga detta può essere usata contro di te, anche quando pensi nessuno ti abbia ascoltato. Se non sono presenti giornalisti, non vuol dire che un vostro commento fra le righe non venga registrato e pubblicato su qualche social network. Quindi, acqua in bocca ed evitate commenti di troppo che possono tornare indietro come un boomerang!

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