Ulaola, la startup che dovrebbe parlare italiano

Ulaola, la startup che vuole promuovere il made in Italy all'estero attraverso una piattaforma digitale. D'italiano forse c'è ben poco. Vediamo di che si tratta

ulaola la startup che dovrebbe parlare italiano
Inventarsi una startup è diventato uno sport nazionale… dovrebbero farne una disciplina olimpica! probabilmente riusciremo a conquistarci una medaglia di bronzo in materia di innovazione, ma probabilmente d’oro per la creatività e i nomi bizzarri!

Perchè? Facciamo un gioco! Se dico Ulalola, cosa vi viene in mente? La prima associazione che ho avuto è stata quella con l’Hula Hoop, il famoso cerchio che si usava far roteare intorno al bacino, ma anche sulle altre parti del corpo. Associazione di assonanza, piuttosto che di significato!

Eppure, da quello che si legge in rete, per i creatori di questa fantasiosa startup

Il naming e il logo che rappresentano ulaola ne arricchiscono ed enfatizzano l’essenza; il nome divertente e mnemonico e il logo semplice ma colorato, che racchiude in sè tutte le varianti dello spettro cromatico, rappresentano in maniera totalizzante l’identità e il concept del marchio

Il naming, alias nome del marchio, sarà anche mnemonico (affermazione discutibile), ma poco esplicito circa il fine ultimo di questa startup. Il logo colorato… sarò daltonica, ma a me sembra nero e, se posso, anche un po’ simile a quello di Uber, ma questa è un’altra storia!

Insomma non avete ancora capito cos’è Ulalola? Siete poco perspicaci, però! Vi lascio illuminare dai creatori stessi!

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Ulalola: cos’è!

Ulaola è il marketplace che promuove all’estero prodotti dallo stile italiano ma è anche una community che raccoglie amanti di design, arte, moda e vintage di alto profilo.

Per i profani, è una piattaforma digitale in cui produttori e piccole aziende possono vendere i propri prodotti in Italia e all’estero. Ovvero un e-commerce del made in Italy.
Il progetto nasce nel 2012 dal sogno di alcuni giovani italiani provenienti dal mondo digitale, della comunicazione e del marketing di portare le eccellenze del Made in Italy in tutto il mondo.

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Come funziona per i venditori…

I creativi, designer, fashion artist, produttori possono inviare una richiesta per aprire il proprio negozio online. Basta visitare la pagina contatti ed aspettare di essere contattati. Sono due i pacchetti offerti: Special ed Elite. Il primo più economico ma più scarno (servizio fotografico, ottimizzazione e traduzione dei contenuti) e il secondo più costoso, ma decisamente più corposo (layout del negozio, gestione della comunicazione e del negozio fino a un massimo di 50 prodotti, solo per citarne qualcuno)

… per gli utenti…

Qui la faccenda si fa più complicata. L’home page è suddivisa in uno slide che include gli ultimi articoli del blog, e nelle sezioni principali: design, moda, arte e vintage, con le foto di alcuni prodotti (probabilmente gli ultimi). Cliccando su esplora si ha una panoramica delle collezioni, mentre andando sull’autore si possono vedere tutte le sue creazioni. Insomma, forse un po’ macchinoso, ma basta qualche minuto per orientarsi e iniziare ad acquistare!

Qualche riflesione

Come interfaccia e user experience, può andare, magari con qualche piccola modifica, ma come prezzi!! Un’esortazione all’esportazione del made in Italy! In casa proprio non ce lo vogliamo tenere! Una fotoligrafia a 350,00€, un divano-valigia-mondo a 599.00€! Forse io non sono propriamente il target di riferimento! Per carità,c’è anche una sconsolata stellina rossa a 20.00€, (ciondolo in ceramica) per quelli con un budget più limitato!

ulaola la startup che dovrebbe parlare italiano

Che Ulaola sia un’inno alla fantasia non sta solo nel nome della startup stessa, ma anche in quello dei prodotti e delle collezioni (in questo caso il merito va al produttore o al creativo stesso). Ad esempio Beautoni yellow, cosa sarà mai? E Ohlala? Un’esclamazione? Ma dico… Un sano e chiaro nome italiano? Troppo poco creativo?!

Ulaola, idea innovativa?

Indubbbiamente l’idea è molto buona e favorisce gli artisti poco noti e che hanno un budget limitato per esporre e vendere i propri prodotti!. Ma io lancio una nuova idea di startup!
Una piattaforma che raggruppi non i designers, i fashion stylsit, ma i falegnami, i calzolai, e tutti quegli artigiani di una volta, che hanno tirato giù le loro saracinesche. Come la chiamerei? Non sono così fantasiosa! Qualche suggerimento?

Ad ogni modo, io l’idea l’ho lanciata! Business Angel fatevi avanti!

Scritto da

Francesca Rosa

Se da piccola mi avessero detto che avrei passato le mie giornate davanti un computer a scrivere, probabilmente non ci avrei creduto. Eccomi qua, content editor, web marketing e ... continua

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