Un sondaggio per uscire dalla crisi delle PMI

Qualche mese fa è uscito su un noto blog un sondaggio sulle misure urgenti da adottare per salvaguardare le PMI. Cerchiamo di analizzare insieme il risultato

Durante l’ultima campagna elettorale è uscito un interessante sondaggio sulle misure urgenti per le PMI definite come le fondamenta del paese. Al di là delle appartenenze politiche, dalle quali ci distacchiamo completamente, ciò che ci interessa mostrarvi sono i risultati del sondaggio: se da un lato ci offrono una lista di panacee note da tempo, dall’altro troviamo anche alcuni importanti spunti riflessivi su quelle che gli italiani pensano possano essere le soluzioni adatte ad uscire dallo stallo e dalla crisi, in cui versa la sempre tanto bistrattata PMI italiana. La partecipazione, alquanto importante in termini numerici, alla definizione di un set di provvedimenti da adottare con urgenza ha fatto si che questo sondaggio divenisse particolarmente significativo e appetibile a trarre un’analisi dell’esito ottenuto.

Le alternativa di scelta compredevano misure sulle quali il dibattito socio-politico si era già acceso da tempo, diverse semplificazioni e defiscalizzazioni varie. Alcuni provvedimenti erano già in discussione nel momento stesso in cui il sondaggio è stato proposto, tant’è che il rimedio che ha riscosso più consensi è il pagamento dell’IVA solo a fattura incassata; misura entrata in vigore proprio con il Decreto Sviluppo dello scorso anno. Interessante invece, l’attenzione riscossa dal tema del “Made in Italy”, che con un 60% di preferenze si conferma argomento scottante quando si parla di attribuzione del marchio alle sole imprese che producono in territorio italiano.

Al terzo posto si piazza un’altra questione che ha inciso fin troppo sulle difficoltà finanziarie della PMI italiana, ovvero gli eccessivi ritardi nella riscossione dei crediti nei confronti dello Stato. La soluzione proposta dal sondaggio è quella di fissarne la scadenza a 60 giorni, prospettiva fin troppo ottimista data l’attuale situazione. Permane inoltre un forte spirito di semplificazione espresso dai votanti con il 45% delle preferenze rivolte a misure che accorpino gli adempimenti fiscali facilitando la programmazione del fabbisogno finanziario e snellendo il calendario tributario.

Troviamo inoltre diverse soluzione particolarmente condivise in tema di alleggerimento della pressione fiscale come la defiscalizzazione degli investimenti e dei redditi nei primi due anni di vita dell’impresa. Buone performance anche per l’eliminazione dell’IRAP e per le agevolazioni contributive in materia di assunzioni under 35. Quest’ultima misura potrebbe essere una delle tante adottabili dal prossimo Governo Letta che si è detto molto attento alla piaga della disoccupazione. Sempre riguardo ai giovani è da registrare l’auspicio dei votanti ad una maggiore collaborazone università/imprese per la realizzazione di esperienze formative realmente utili per gli studenti.

Un capitolo a parte lo merita forse la prestazione ottenuta dall’abolizione di Equitalia, misura che viene parzialmente realizzata in diversi comuni dove l’entrata in vigore della legge 201/2011 ha permesso una gestione più virtuosa delle riscossioni. Una riforma equa ed efficiente del sistema di riscossione tributaria è sicuramente un provvedimento necessario in un momento di difficoltà economico-finanziarie ma anche di attriti sociali come quello che stiamo attraversando. L’importanza delle PMI nel sistema economico italiano è sotto gli occhi di tutti, far ripartire il motore di un soggetto trainante come questo permetterebbe al Paese di tornare a crescere.

Voi cosa ne pensate? Quale sono per voi le misure più urgenti che inserireste nell’agenda del nuovo governo?

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