3Ditaly store, nasce a Roma il primo negozio per la stampa 3D [INTERVISTA]

Il concetto di DIY si sposa con la tecnologia più avanzata per dare vita alla terza rivoluzione industriale

La stampa 3D si sta facendo sempre più largo nella nostra cultura, ma voi sapete di cosa si tratta? Per noi profani è molto difficile capire con chiarezza come lavora una stampante 3D e cosa può fare.

Per questo motivo abbiamo intervistato Antonio Alliva, account manager di 3Ditalia, il primo 3D printing store italiano. Il negozio, situato a Roma, è una vera e propria fucina di idee innovative!

3DiTALY è un gran bel progetto proiettato all’innovazione con un occhio di riguardo all’ecologia e alla riscoperta dell’artigianato, come nasce l’idea?

Proprio così, 3DiTALY più che un negozio vuole essere un concept store del 3D printing. Si tratta di una start-up fondata da Antonio, Giampiero, Alessandro e Carlo (media 28 anni). Siamo quattro freelance provenienti da diversi ambiti operativi ma uniti da un’unica passione: la stampa 3D! Il mondo dei makers e il concetto di DIY sono cose che ci hanno letteralmente contagiato, e desideriamo che queste novità si diffondano al più presto anche in tutta Italia, anche nelle zone più “restie” alle innovazioni. Il nostro store è la nostra immagine; un laboratorio culturale in continua evoluzione, fabbrica di idee, officina di creatività.

Siamo pienamente convinti che nei prossimi dieci anni ciò che abbiamo imparato verrà applicato al mondo reale. Questo è solo l’inizio della 3° rivoluzione industriale!
Abbiamo iniziato seguendo contest in giro per l’Italia, workshop formativi e fiere di settore che hanno accresciuto in noi la voglia di rischiare in questo progetto.

Oggi gli aspiranti inventori, designers, o imprenditori non sono più alla mercè delle grandi aziende per vedere realizzati i loro prodotti. Anche i non esperti, grazie all’utilizzo di programmi open source disponibili sulla rete, possono scaricare gratuitamente, modificare o creare il proprio oggetto personalizzato e unico. La standardizzazione che il modello fordista ci ha imposto per anni presto sarà in crisi.

Ognuno potrà realizzare concretamente la propria idea! Con la nostra iniziativa vorremo favorire la creatività e il DIY attraverso l’accessibilità per tutti, sovvertendo le filiere della produzione, accorciando fino al chilometro zero la distanza fra inventore e imprenditore: questo significa vicinanza, utilizzo di materiali ecologici, riciclo e personalizzazione degli oggetti.

La stampa 3D darà inoltre un forte contributo alla crescita di settori in crisi come quello dell’artigianato, del design e della moda, comparti che negli anni passati hanno dato lustro al nome dell’Italia nel mondo. Il futuro italiano oggi più che mai sarà quello degli artigiani digitali grazie a strumenti come: stampanti 3D, scanner 3D e macchine laser per la produzione; il crowdfunding per il finanziamento, i social network e l’e-commerce per la promozione e la vendita dei propri prodotti in qualunque parte del mondo.
Noi vogliamo essere parte attiva di questa rivoluzione, promuovendo il fantastico mondo delle stampanti 3D.

La stampa 3D, questa sconosciuta! Ci spieghi un po’ come funziona?

La stampante 3D lavora su un principio additivo, rilasciando il materiale su strati. Noi utilizziamo esclusivamente il filamento di PLA, esteticamente molto simile alla plastica anche come robustezza, è un polimero derivato da piante come il mais, il grano o la barbabietola, lo stesso materiale utilizzato per le più comuni buste per la spesa per intenderci. Questo viene estruso da un ugello, riscaldato per poter sciogliere il materiale. L’estrusore viene spostato sia in direzione orizzontale che verticale da un meccanismo di controllo numerico diretto da un software.

In genere le macchine per la stampa 3D più diffuse hanno un’area di stampa di 20x20x20cm che consente ovviamente anche di realizzare oggetti assemblabili di discrete dimensioni. Chiunque può venire nel nostro store con un file stl (standard di esportazione riconosciuto dai più comuni programmi di modellazione): noi lo stamperemo! Anche chi non sa modellare in 3d può scaricare gratuitamente da internet un’innumerevole quantità di oggetti già pronti per la stampa, dalla cover di un IPhone al pomello del frigorifero di casa.

Il dubbio che accomuna i più curiosi è la qualità della stampa, visto anche il costo notevolmente più basso rispetto alla classica prototipazione. Attualmente le macchine hanno raggiunto un elevato grado di precisione rispetto a qualche anno fa e si stanno utilizzando nuove tecniche per la levigazione delle superfici. Noi possiamo solo dirvi: veniteci a trovare, potrete toccare con mano gli oggetti stampati con le nostre macchine e giudicare voi stessi.

3. Il vostro negozio non si limita solo alla realizzazione di oggetti in 3D, ma vuole anche essere un punto di formazione per appassionati e curiosi. Quali sono le vostre prospettive future in questo frangente?

Possiamo affermare di essere il primo 3D printing store in Italia. Il nostro spazio si trova al Pigneto, uno dei quartieri culturalmente più vivaci e attivi della Capitale, un vero e proprio laboratorio di idee.

Le attività dello store non sono solo la stampa dei file e la vendita di oggetti, bobine, e stampanti, ma soprattutto corsi di formazione, workshop, laboratori sperimentali sulla scannerizzazione 3D, eventi per grandi e piccoli, contest per unire il design italiano al mondo dei makers. Stiamo iniziando collaborazioni con Scuole di Design ed Università per cercare di promuovere anche all’interno delle istituzioni le potenzialità delle macchine.

I pubblici sono vari: designer, architetti, bricoler, studenti, artigiani e gente comune. Abbiamo visto entrare nello store molte persone; dal funzionario di grandi aziende tecnologiche in cerca di un modo vantaggioso per stampare prototipi, al designer di moda che vuole realizzare il suo pezzo unico, al vicino che ha bisogno di una manopola della lavastoviglie.

Il futuro: tanti piccoli store, piccole fabbriche personali e un movimento inarrestabile di artigiani digitali che soppianterà la produzione di massa.

Avete dato vita anche ad un progetto, chiamato Call for 3Ditaly designers, in cosa consiste?

E’ un progetto a cui noi teniamo particolarmente, l’obbiettivo è quello di dare vita ad un nuovo movimento di designers italiani che utilizzi la tecnica della stampa 3D come modello di produzione. Uno strumento per rilanciare il design italiano basato su un nuova “imprenditorialità artigiana digitale”.

Abbiamo chiesto ad artisti, designer e studenti di inviarci i loro progetti, che verranno in una prima fase selezionati e prodotti da 3DiTALY per poi essere promossi attraverso eventi mirati, nello store ed alle fiere.

In seguito verrà valutato, insieme ai singoli designers selezionati, se mettere in vendita i loro modelli sulla piattaforma e-commerce di 3DiTALY, attualmente in fase di lavorazione. Gli artisti potranno così creare un loro shop all’interno della comunità virtuale 3DiTALY, ottenendo, oltre che un’entrata economica, anche visibilità e contatti!

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