ProxToMe: l'app per condividere contenuti in prossimità

Carlo Capello, founder con Andrea Motto ed Adriano Marconetto di ProxToMe, racconta la storia della startup dal SXSW verso il concerto dei Motel Connection

All’inizio era l’esigenza di un DJ, Andrea Motto, che sentiva il bisogno di comunicare con il proprio pubblico. Poi è diventata un’app che consente di scambiare file in prossimità. E’ nata così la startup ProxToMe, fondata, assieme ad Andrea (CTO, Ingegnere Informatico, in passato PM in Acus S.r.l.), da Carlo Capello (CEO, Ph.D. in Ingegneria Gestionale, in passato advisor I3P di startup per le attività di fundraising) e Adriano Marconetto (Executive Chairman, imprenditore seriale che ha quotato la sua prima startup Vitaminic e ne ha portate altre sul mercato con successo).

Assieme hanno portato ProxToMe al South by Southwest, il festival di cinema, musica e tecnologie digitali che si svolge ogni anno ad Austin, Texas. Dal 10 al 13 Marzo hanno infatti presentato ProxToMe all’interno del Trade Show di SXSW Interactive, mentre nei prossimi mesi l’app sarà utilizzata dai Motel Connection durante il loro tour (in partenza il 4 aprile da Milano) per inviare contenuti audio durante i concerti al pubblico e ai giornalisti.

Come funziona dunque ProxToMe e come è andata l’avventura di tre italiani negli Stati Uniti? Ce lo siamo fatti raccontare da Carlo.

Cos’è ProxToMe?

ProxToMe (www.proxtome.com) è la prima app mobile per distribuire contenuti agli utenti intorno a te, in tempo reale. Disponibile per iOS e Android, ProxToMe implementa un motore proprietario di prossimità che consente al dispositivo di rilevare gli utenti in prossimità (circa 80 mt) e stabilire una comunicazione a livello server. Utilizza Facebook per l’autenticazione e Dropbox come memoria in cloud. È semplice, veloce e non usando il GPS ha un basso impatto sulla batteria.

Funziona così: l’utente la accende, scopre gli utenti intorno a sé, ne seleziona uno, alcuni o tutti e, istantaneamente, scambia messaggi e i file che ha sul suo Dropbox, singoli file o cartelle intere, contenuti di qualsiasi tipo e dimensione.

L’interazione poi continua fuori dal campo della prossimità con tutti gli utenti aggiunti alla lista contatti.

Come è nata l’idea?

L’idea nasce da Andrea, oggi CTO di ProxToMe. Durante le sue serate da DJ ha sempre cercato modi semplici e rapidi per raccogliere le informazioni delle persone in sala e poter interagire il giorno dopo.

Essendo uno smanettone informatico la sua risposta all’annosa ricerca è stata: il motore di prossimità. Da una tecnologia siamo poi arrivati a ProxToMe.

Ci sono volute tante giornate di brainstorming, altrettante di esposizione delle idee a chiunque incontrassimo. Fino a quando abbiamo individuato quella con una proposizione di valore più chiara e concreta: distribuzione di contenuti in prossimità.

Quali sono le prospettive/difficoltà per una startup che nasce in Italia?

Mi limito a guardare in casa ProxToMe e faccio una doverosa premessa: gli “early adopter” e i partner tecnologici/finanziari che possono farci scalare in fretta sono tutti nella Bay Area (California).

Quindi, le difficoltà per noi in Italia consistono nell’assenza di un tale tessuto, il che si traduce in un’oggettiva difficoltà a fare di ProxToMe una start-up che cresca molto e velocemente. Per superare questa difficoltà abbiamo subito costituito ProxToMe, Inc. e sviluppato il business a San Francisco.

Allo stesso tempo, l’Italia è anche un’opportunità come mercato target. E certamente vogliamo giocare da protagonisti, forti anche del sentirci un po’ a casa!

Com’è andata la vostra esperienza al SXSW?

Alla grande! SXSWi è stato fondamentale. Quando ci siamo uniti lo scorso Aprile 2012 come team di co-fondatori, abbiamo fissato un primo obiettivo di breve termine: essere a SXSWi 2013 con la App sul mercato, una base utenti dignitosa, i media che avessero già annunciato al mondo che esistiamo. Da quell’obiettivo abbiamo costruito tutto a ritroso: business plan, roadmap di sviluppo, e chiaramente tutta l’execution settimana per settimana.

Se oggi sei una start-up digitale (mobile e non) che tratta in qualche modo contenuti, SXSWi è l’evento dell’anno a cui bisogna partecipare. La comunità tecnologica, i geek sono tutti lì, stampa compresa. Mescolati con chi opera a vario livello e titolo nelle industrie della musica e film.

È una pioggia di feedback e contatti dal valore inestimabile. E la sera si mangia tanto BBQ e ci si diverte anche parecchio (cosa che non guasta)!


Quali sono i vostri prossimi passi nello sviluppo della vostra startup?

I prossimi mesi sono dedicati a sviluppare il business. Target: mondo degli eventi musicali. A fianco della app per gli utenti finali ci sarà un pannello web-based per gli artisti (ossia i nostri clienti).

Gli artisti potranno gestire i contenuti da distribuire ai concerti, consultare le informazioni raccolte sugli utenti e le statistiche di utilizzo dei contenuti inviati, concerto per concerto, e interagire con i fan anche quando l’evento è terminato. USA e Europa come primo passo. Poi apriremo ad altri mercati geografici.

Se volete provarla durante un evento, la vostra occasione è dunque il tour dei Motel Connection.

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