Silvian Heach, la pubblicità è volgare o liberale?

La sottile linea di confine tra l'azzardo e il trash

In molti ricordiamo Silvian Heach, il marchio Italiano dal nome esotico, che per gli scatti “tutto lato B” realizzati da Terry Richardson nel 2011, raccolse non poche critiche da esperti, e non, del settore. Per saperne di più del caso, cliccate qui

Dopo circa due anni, il brand di moda torna alla riscossa e decide di farlo in una data particolare, l’8 marzo. Il web non resta indifferente e passa all’offensiva, facendosi forza sull’attacco frontale di un noto professionista italiano.

Ma nello specifico, cosa è successo? La foto bersagliata è stavolta questa.

 

E’ Gabriele Clima, scrittore e illustratore nostrano, a non reggere  il colpo e si è deciso a scrivere direttamente alla direzione marketing di Silvian Heach:

Gentilissima Natascia, è bello constatare che ci sono persone (o aziende, c’è differenza?) che propugnano nuovi e più moderni valori in contrapposizione a una ormai decadente mentalità perbenista. La sua comunicazione pubblicitaria è di indubbio valore artistico e, come tale, culturale. L’ultima immagine che lei ci regala (perché le immagini tutto vendono gratuitamente) è sapientemente costruita da Terry Richardson sui canoni aurei della pittura classica, con riferimento particolare – lei lo saprà di certo – al triangolo leonardesco. Una scelta di gusto, dunque, la sua, oltre che di contenuto, perché di triangolo in fondo si continua a parlare.
Ma l’obiettivo della sua azienda (o della sua persona, c’è differenza?) è più alto di questo troppo discreto impegno culturale; è la mercificazione del corpo e dell’anima secondo il pensiero, più moderno e senza dubbio più stimolante, della donna da avere, da guardare, da spogliare, da comprare, da scambiare, sempre e comunque da assoggettare – moralista chi pensi il contrario – ai propri bisogni primari.
Un insegnamento importantissimo per i nostri figli e per le nuove generazioni, alla ricerca non di vacui ideali ma di valori autentici, veri, concreti, valori da, come dire, toccare con mano.
Grazie, dunque, per mostrarci ogni anno il volto del suo importante impegno sociale, per vestire (o svestire?) di valori à la page la moralità collettiva e in questo modo contribuire – sempre con eleganza – ai 4000 episodi di violenza sessuale registrati annualmente in Italia, numero in costante rialzo anche grazie a persone come lei.
Le auguro la migliore fortuna.
Gabriele Clima

Il blog adci pubblica la mail e racconta la reazione dell’azienda ma soprattutto raccoglie i consensi di moltissimi utenti in rete che  hanno aderito all’attacco. Non restano indifferenti anche altre figure professionali di spicco come il Vice Presidente vicario di TP (Associazione Italiana Pubblicitari Professionisti), Tiziana Pittia, sostenendo l’ offensiva all’azienda ed esprimendo consensi e giudizi di diniego contro l’ormai inflazionata immagine della donna solo-sesso-e-tacchi-a-spillo .

Ma L’azienda non si è lascita zittire e ha replicato: la Direttrice Marketing Natascia D’Isa si è espressa così:

SILVIAN HEACH è un marchio esclusivamente femminile disegnato e prodotto dall’azienda ARAV Fashion, guidata e composta prevalentemente da donne. L’ultimo dei nostri obiettivi è pertanto svilire la donna a cui, di contro, vogliamo dare attraverso le nostre campagne, certamente provocatorie, un messaggio forte di libertà e di apertura mentale. Le donne Silvian Heach devono poter essere libere di esibire se stesse, laddove lo desiderino, senza dover temere in alcun modo che il loro atteggiamento, a volte anche sfrontato, possa essere interpretato da uomini prepotenti ed incapaci di gestire le proprie pulsioni come un “via libera” a comportamenti scorretti.
Gabriele Clima, forse, dovrebbe domandarsi se ritiene corretto che una ragazza che esce la sera debba rinunciare ad una minigonna per paura di poter essere accusata di aver “indotto” una eventuale violenza. Io e l’azienda che rappresento, dunque, non smetteremo di batterci per permettere che una donna si possa comportare e vestire come vuole senza che per questo possa essere considerata una istigatrice della violenza maschile.

E quindi noi tutti in coro ci chiediamo;
– Se non basta un rametto di mimose, basterà mai una foto del genere a dare valore alla femminilità di una donna?
– Siamo un popolo di bigotti per lo stile comunicativo di Silvian Heach?
– Eccesso di avanguardismo che proprio non riusciamo a coglierne il senso o, effettivamente, un senso non c’è?

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Scritto da

Giovanna Napolano

Giovanna Napolano nasce a Napoli nel 1988 e si laurea in Scienze della comunicazione con una tesi in marketing.A diciotto anni scopre tra i banchi di scuola la materia che ... continua

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