Dumb Ways To Die, la comunicazione animata di Metro [VIDEO]

Far comprendere proprio a tutti l'importanza di comportamenti di prevenzione in materia di sicurezza: è la sfida di Metro Train Melbourne e del suo accattivante video.

Segnali stradali, cartelli di avviso, semafori e barriere: la nostra esperienza urbana è un continuo oveload informativo sui pericoli che si disseminano lungo la strada. O sui binari, nel caso dell’originale campagna di Metro Train Melbourne, la società che gestisce la rete ferroviaria sotteranea della città australiana.

Per riuscire a bucare la soglia dell’attenzione ed essere certi di recapitare il messaggio, sempre più spesso è necessario utilizzare format comunicativi inusuali. Per istruire la cittadinanza sulla sicurezza in stazione McCann ha scelto di diffondere questo divertente video in stile “Happy Tree Friends” dove simpatici pupazzetti colorati, dal design molto pop e simile ai famosi Urban Toys, incappano in mille diversi incidenti mortali, “Dumb Ways To Die” appunto.

“La maggior parte delle persone è perfettamente in grado di riconoscere da sè che un treno è grande, veloce e non bisogna scherzarci. Ma purtroppo un pò di persone non lo capiscono. Per questo stiamo diffondendo questa campagna: per fermarli dal fare queste stupidaggini ed essere investiti da un treno. A molte persone non piace sentirsi dire cosa fare. Ma se puoi scaricare questo brano e condiverlo con i tuoi amici, scopriranno quanto è semplice evitare una morta precoce. Più persone guardano il video o ascoltano la canzone, meno incidenti avremo e più felici saremo.”

Il progetto è stato realizzato grazie all’ausilio di un artista locale, Tangerine Kitty, che ha collaborato con l’agenzia per la registrazione del brano (che potete scaricare qui). Della campagna fa parte anche un sito in cui ritroviamo gli stessi personaggi che possiamo manovrare e imparare qualche ‘no-no, non si fa’.

Esiste anche un Tumblr dove potete visionare tutte le gif provenienti dal progetto.

Cosa ne pensate, ritenete efficace questa scelta comunicativa?