Benvenuti in Egomnia, il social network per trovare e offrire lavoro

Scopriamo un'innovativa modalità di incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso il web 2.0

Egomnia, il nuovo professional network italiano

Già in molti lo definiscono (forse prematuramente?) il nuovo Zuckerberg made in Italy: Matteo Achilli, 20 anni, studente originario di Roma è il fondatore di Egomnia, il nuovo social network tutto italiano dedicato all’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Egomnia, il nuovo professional network italiano

La storia di Matteo è un classico dell’era 2.0: una grande passione per il web unita al fantomatico “colpo di genio” che rende possibile il realizzarsi di un sogno e il lancio di una Startup di successo per un ragazzo di appena 20 anni. L’idea di Matteo parte da una sorta di algoritmo, un meccanismo matematico in grado di far incontrare domanda e offerta di lavoro in un’unica piattaforma  web. Il ragionamento in realtà è molto elementare: ci sono tante persone che cercano lavoro e non sanno a chi affidare i propri cv, e ci sono anche tante aziende che cercano personale ma non sanno dove attingere per trovare i curricula più adatti senza perdere molto tempo. Ciò che serviva, dunque, era una sorta di strumento-mediatore in grado di accogliere le richieste provenienti dall’una e dall’altra realtà e metterle in comunicazione tra loro.

E così, a Marzo di quest’anno è nata Egomnia. A 60 giorni dal lancio ha raggiunto 50 mila iscritti, quasi 130 aziende iscritte al sito (tra cui Ericsson, H3g o Bialetti) con un investimento di 0 euro in spese pubblicitarie per lanciare la nuova Startup. Ottime cifre per il neonato professional network italiano, che mette così a disposizione degli utenti un’alternativa a social network professionali quali LinkedIn, H2Biz.eu e Jobberone, solo per citarne alcuni, e si pone già l’obiettivo di arrivare a un milione di iscritti entro l’inizio del 2013.

La novità di Egomnia, dal nome latino e dal layout verde “speranza” che molti psicologi potrebbero dire più che azzeccato per comunicare al tempo stesso l’italianità dell’iniziativa e l’obiettivo economico sottostante (il verde è nell’immaginario collettivo il colore dei soldi, del “cash” americano), sta soprattutto nell’aver assegnato al curriculum di ciascun utente un “ranking”, ossia un peso specifico associato ad ogni singolo profilo, simile a quello che può essere il PageRank per Google, che valuta il peso numerico di tutti i contenuti presenti online e li indicizza per importanza. Spiega Achilli al Corriere:

“Grazie a un algoritmo  possiamo “pesare” le competenze degli iscritti e fornire alle aziende un parametro unico per giudicarli.”

Questo elemento servirebbe dunque a stabilire una metrica comune per valutare il sistema universitario italiano, in cui le regole e i parametri interni sono talvolta così diversi tra Ateneo e Ateneo da non essere neanche lontanamente equiparabili. Creando un criterio “universale” di valutazione del percorso formativo di ciascun candidato, le aziende dovrebbero essere in grado con più facilità di comparare i curricula, valutando con metriche oggettive quali siano i candidati più adatti al ruolo richiesto. A tal proposito ecco un commento di Achilli:

“Spesso le aziende non sono in grado di valutare il percorso dei candidati, perché certificati e parametri cambiano molto da Paese a Paese.”

Vedremo in seguito che, nella realtà, il “ranking” del CV ha suscitato qualche perplessità tra gli utenti. Ma prima capiamo come funziona il social network. Una volta registrati sul sito e data conferma tramite mail dell’avvenuta registrazione, ci appare una schermata molto semplice (vagamente ispirata a Facebook? :)), strutturata allo stesso modo di un cv elettronico: uno spazio in alto a sinistra per caricare la foto del proprio profilo, la testata che riassume il nome del candidato, il proprio punteggio e le principali informazioni personali  (data di nascita, residenza, lingua).

Egomnia

Egomnia

Il menu di sinistra è dedicato invece a tutte le possibili attività che siamo in grado di compiere sul sito: gestire il nostro profilo, monitorare il “ranking” finora ottenuto dopo aver inserito le informazioni di base circa l’istruzione e le esperienze lavorative, inviare e ricevere messaggi personali, aggiungere amici alla propria cerchia di conoscenze, scorrere la lista di aziende presenti sul social attualmente e infine consultare l’area annunci di lavoro per candidarsi personalmente o consigliare l’annuncio ad uno dei nostri amici.

Egomnia

Un elemento molto interessante per i neolaureati è la possibilità di caricare il proprio libretto universitario online: inserendo i dati relativi alla propria matricola e corso di laurea è infatti possibile compilare una tabella contenente i campi “Nome Esame”, “Voto” e “Crediti”, che riassumerà il percorso accademico seguito negli anni dallo studente e darà all’azienda una visione di insieme sugli esami sostenuti dallo studente e sul peso che determinate materie hanno avuto all’interno del suo corso di laurea.

Più dati inseriamo più possiamo agire sul nostro ranking: dunque è bene segnalare anche eventuali esperienze all’estero, tirocini, hobby, e tutto ciò che riesce a saturare le nostre competenze. Le esperienze all’estero e la grandezza dell’azienda presso la quale abbiamo lavorato (misurata in base a fatturato e numero di dipendenti) costituiscono due motivi di punteggio alto, mentre la lode ottenuta all’Università vale meno di due stage prestigiosi. A tal proposito commenta Achilli:

“Il sistema attribuisce un punteggio a ogni esperienza fatta ed elabora la classifica, che sarà visibile all’utente e alle aziende ma non agli amici.”

Dunque un sistema che garantisce la tutela dei dati degli utenti per far sì che anche i meccanismi di competizione interna siano il più possibile contenuti. Alle aziende si offre poi la possibilità di scremare i candidati impostando filtri di ricerca: se ad esempio stiamo cercando un ingegnere ambientale di 25 anni, residente a Bologna, che sappia il cinese, il database ci restituirà soltanto i profili corretti per la nostra ricerca.

Egomnia riassume dunque l’efficienza del PageRank di Google, la condivisione di informazioni professionali di LinkedIn e la creazione di una community in stile Facebook, in cui consigliare annunci agli amici e allargare la propria cerchia di conoscenze. Un mix 2.0 che ad una prima occhiata potrebbe sembrare un’idea azzeccata e di successo.

Le prime criticità emerse sul funzionamento di Egomnia

Per descrivere oggettivamente il riscontro ottenuto da parte di Egomnia sul pubblico, non possiamo però esimerci dal menzionare le perplessità suscitate negli utenti, che già dalle prime settimane dal lancio hanno espresso i loro dubbi sul funzionamento del social su vari portali e forum. Sebbene il sito abbia ottenuto di certo un successo inaspettato e frutto di un’idea coraggiosa che comunque non va e non deve essere ignorata, soprattutto se parliamo di un ragazzo di appena 20 anni con un budget molto limitato per lanciare il proprio progetto, inneggiare alla “social-rivoluzione” sarebbe però prematuro. Vediamo dunque di riportare qui le prime perplessità sorte negli utenti che hanno provato Egomnia (N.b. ci riferiamo qui sia a utenti in cerca di lavoro che utenti che si sono iscritti per pubblicare un’offerta di lavoro).

  • Molti utenti hanno sottolineato quanto il layout del sito sia troppo basic e palesemente ispirato a Facebook, e dunque privo di una propria vera identità;
  • C’è poi chi afferma che il social sia troppo focalizzato sugli studenti e sul circuito universitario, dando poco peso alle persone in cerca di lavoro in fasce d’età diverse o comunque con un background formativo che non include corsi universitari;
  • C’è infine chi sostiene che il meccanismo alla base del ranking dei curricula non sia prettamente “egualitario”, perché assegna un peso maggiore ai curricula carichi di esperienze lavorative importanti e master di alto livello, trascurando la possibilità che uno studente con una semplice triennale, magari ottenuta in un Ateneo che non rientra nella top 10 dei best d’Italia, abbia ugualmente molto da dare al mondo del lavoro con la stessa efficienza e professionalità di un pluri-laureato negli Atenei “top”.

Lasciamo aperto il dibattito nella speranza che sorgano spunti costruttivi per capire come un professional network di questo tipo possa funzionare correttamente in un circuito lavorativo come quello italiano, molto complesso e poco standardizzato rispetto agli altri Paesi. Se qualcuno vuole lasciare la propria opinione o esperienza saremo lieti di condividerla! :)

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