700 vite, la campagna di ghiaccio contro il melanoma

Una campagna a metà tra video ed ambient, estremamente creativa ed impattante.

Alessio Sarnelli

Editor, Copywriter e Community Manager


Chi ha detto che il sociale non può seguire le stesse regole proprie del marketing strategico ?

Per rispondere a questo quesito calza a pennello il video che ci apprestiamo a presentarvi, uno spot per la campagna di sensibilizzazione contro il cancro alla pelle e che si terrà in Spagna, per la precisione a Madrid.

Lo scopo è tra i più nobili, ovvero portare all’attenzione della società civile la crescita costante di casi di melanoma nella popolazione, malattia che provoca, nella sola penisola iberica, più di 700 morti all’anno.

Una tipologia di affezione tra le più invalidanti non solo per la natura del male in sé ma anche perchè non dettata da agenti notorialmente patogeni, altresì dalla semplice quanto naturale esposizione ai raggi solari.

La Bungalow 25, in compartecipazione con la multinazionale farmaceutica Bristol-Myers Squibb, a Madrid quest’anno ha avuto un’idea frutto della spiccata creatività dei suoi copywriters che riesce a fondere elementi di viral advertising a quelli più convenzionali di pubblicità progresso di solito in onda sui nostri schermi.

Nel video appena propostovi, della durata di circa 90 secondi, ci vengono illustrate dai sottopancia che corredano le immagini, tutta una serie di dati rispetto alla diffusione del melanoma, con un particolare riferimento alle 700 vittime annue nel territorio spagnolo, con una voce fuori campo che attraverso il claim che contraddistingue tutta la campagna, lancia l’iniziativa con un perentorio “700 vite che spariscono….”


Da qui parte la descrizione dell’evento vero e proprio, ovvero la creazione di statue di ghiaccio dislocate lungo punti strategici del capolouogo madrileno, come una delicata metafora che unisce le vittime del cancro alla pelle ed il ghiaccio, entrambe destinate a sparire a causa dell’esposizione al sole.

Di assoluto interesse rimangono innanzitutto la scelta del mezzo della campagna, assolutamente incisiva seppur di grande garbo nella sua presentazione, ma ancor di più da un lato la descrizione di un evento che unisce il palcoscenico con il reale (la città di Madrid ed i suoi cittadini sono al tempo stesso spettatori/riceventi della campagna ma attori e soggetti attivi della stessa), e soprattutto l’interdisciplinarietà esplicitata nello spot stesso.

Viene descritta e illustrata, infatti, la scelta di marketing per il sociale che sfrutta gli organi di informazione ed i new media attraverso un processo creativo fluido che si adatta ad ogni mezzo di comunicazione, una sorta di meta-costruzione simbolica che illustra l’evento spiegandolo, che impone la sua diffusione strategica suggerendola direttamente senza lasciar spazio ad alcun segno di interpretazione.