Il marketing che non vogliamo: Gualtiero Marchesi e McDonald's

McDonald's si "compra" Gualtiero Marchesi e azzarda un improbabile accostamento con Slow Food che risponde a tono

Ieri sera ho visto lo spot, stamattina mi sono trovato di fronte l’annuncio stampa.

Mc Donalds’s e Gualtiero Marchesi, il fast food e la filosofia slow food accostate senza alcun pudore, senza ritegno, senza alcuna consapevolezza della rivolta che questo sconsiderato gioco dei simboli possa scatenare.

Avevano fatto già un passo in questa direzione con l’hamburger al Parmigiano Reggiano, causando non pochi mal di pancia, ma “slow food” no, questa non la dovevano fare.

E’ questo il marketing che non vogliamo: falso, ipocrita, stupido, sconsiderato. Quello che pensa che per rifarsi l’immagine tutto sia lecito, anche attentare all’intelligenza delle persone, anche strumentalizzare una cultura, anche appropriarsi illegittimamente di una identita’.

Ricordate Coca Cola che qualche anno fa cercava di convincere le persone che una bevanda americana faccia parte della nostra cultura familiare e alimentare? Aberrante.

Cavalcare l’energia dei movimenti non significa strumentalizzarli, violentarli, appropriarsene come ci si appropria di manopera a basso costo in un paese emergente o delle risorse naturali come se fossero inesauribili. I simboli sono importanti e appartengono alle persone non alle aziende.

Per questo vanno rispettati, trattati con rispetto, con cura. Ma non vi preoccupate troppo, saranno le persone a dire a Mc Donald’s che questa strada non è quella giusta.

UPDATE: qui la reazione di Slow Food che mette i puntini sulle i: “Slow e Fast NON sono mai andati d’accordo”. clicca qui per andare all’annuncio stampa corretto e condividerlo anche tu.

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