Gelato alle lacrime, il ritorno non convenzionale di Roberto Gelato!

Ritorna il gelato più non convenzionale che ci sia: dal sangue alle lacrime il passo è breve. Intervistiamo il creatore dietro questa folle proposta di vendita!

Giovanna Napolano

Marketing Manager

    Ne avete sicuramente sentito parlare e se proprio non ricordate ci penso io: se vi dico gelato alla marijuana? O ancora, gelato al sangue? O “meglio” crema all’ aringa variegato alla cipolla?

    Avete colto, oh mio caro popolo della rete? E’ il gelataio meno convenzionale del globo e stavolta ne ha pensata una da Oscar del gelato, pronti a commuovervi?

    Roberto gelato, che vanta una delle migliori e meno convenzionali gelaterie dell’Olanda, inaugurerà ad Utrecht il gelato alle lacrime!

    Dai non fate quella faccia…Roberto Gelato ha sempre detestato vedere i bambini piangere e considera il proprio lavoro come una missione per eliminare la tristezza. Da qui l’idea del gelato alle lacrime: ogni bambino riceverà un kit anti-lacrima utile a raccogliere il pianto appunto… ma sfido qualsiasi bambino al mondo a non ridere con un “lacrimatoio” sul viso! Quindi? Quindi missione compiuta :)

    Se nell’ eventualità qualcuno venisse a portare il raccogli lacrima pieno, corredandolo con un disegno o una descrizione per cui ha pianto, gli verrà corrisposto un gelato. Con il primo giorno d’ autunno, di quelle lacrime sarà fatto del gelato. Ora in gelateria ci sono un migliaio di kit pronti che vengono distribuiti a papà e bambini sui quali c’è scritto che le lacrime vanno conservate al buio ed in un luogo fresco.

    Ma non voglio fare da intermediaria: anche stavolta noi Ninja faremo parlare direttamente lui, discepolo al corso in Non-Conventional & Viral Marketing di Ninja Academy… un Fratello allevato nel migliore dei modi insomma, cercheremo di capire cosa gli frulla in testa!


    Non temi che il “non-conventional Ice” possa spingersi all’emozione piuttosto che al gusto e snaturare l’idea di gelato?

    Io uso il non convenzionale come supporto. Il punto di partenza della buona comunicazione inizia con il fatto che il nostro gelato è fresco di giornata e prestiamo grande attenzione alle materie prime che comperiamo in direct trade. Il cliente vede che lo facciamo direttamente nel negozio, poi spostiamo l’ attenzione sul fatto che usiamo materie prime di prima qualità. Gelato non solo buono da gustare, ma anche buono da pensare. Alcuni prodotti sono biologici ed alcuni produttori sono amici miei. Questo è il grosso della comunicazione. Per evitare però che si confondano, tra una gelateria e l’ altra, li sciocchiamo con dei gusti unici e in maniera non convenzionale. Il consumo di gelato avviene in maniera impulsiva.

    Spesso hai caldo, spesso hai voglia di gelato ed il tuo cervello elabora una risposta. Noi cerchiamo di fare un imprinting del marchio. Come? Facendo appunto cose che gli altri non fanno e non osano fare. Per questo noi rimaniamo nel cervello delle persone. Di un discorso, spesso nel nostro cervello le prime cose che se ne vanno sono quelle negative. Il nostro cervello le elimina per prime. Quindi mai aver paura di sbagliare …no?

    Come si comportano i concorrenti rispetto alla tua strategia?

    I miei colleghi mi guardano esterefatti, a volte non credono che io dica la verità, a volte non credono che quello che faccio sia bene farlo, a volte vorrebbero aver avuto loro l’ idea, a volte mi dicono sei pazzo (in senso negativo). E trovano tutto questo una stupidaggine. Io non guardo tanto il mezzo, se sia buono o cattivo, io guardo i risultati. Ogni azienda ha bisogno di free publicity, io nel non convenzionale ottengo questo risultato. Da marzo a giugno di quest’ anno questi sono i risultati:

    -2 passaggi su rete nazionale: uno durante una trasmissione in collegamento con la gelateria, l’ altra un reportage di 6 minuti su Roberto, la figura di gelatiere.
    -1 passaggio di 4 minuti su una rete provinciale, replicato 3 volte il reportage sul gelatiere
    -3 passaggi su radio provinciale
    -1 passaggio su radio nazionale
    -1 articolo su quotidiano nazionale
    -1 articolo su quotidiano provinciale
    -2 reportage su mensili tiratura nazionale di cucina e livestyle (uno di 6 pagine)
    -2 articoli su stampa del settore

    …questo e’ quello che mi ricordo … io sono soddisfatto!


    E se il tuo divenisse un museo del gusto stravagante piuttosto che una convenzionale gelateria?

    La mia gelateria non è convenzionale né nell’arredamento né nei gusti. Certo vaniglia, stracciatella e cioccolato ci sono. Ma c’e’ anche mandorla tostata variegata al fico, ricotta miele e sesamo, il gusto della settimana (e cioè, ogni settimana un gusto che non ho mai fatto). Adesso c’e’: crema di limoncello con all’ interno un croccante al rhum. Insomma ho liberato il gelato dai gusti classici, che rimarranno ovviamente, ma il particolare unico serve per dare l’ impulso. Spesso i gusti stravaganti tipo il sangue, tipo la marijuana, sarà anche per le lacrime, nessuno o pochissimi l’hanno assaggiato… ma molti ne parlano 😉

    Hai mai pensato di esportare il tuo brand fuori dall’Olanda?

    Certo, ci ho pensato. Ma io sono un gelatiere e non un manager. Mi piacerebbe, ma penso che un gelatiere non sia un buon manager e un manager faccia del pessimo gelato. Quindi o uniamo le forze, oppure rimarrà una realtà olandese.

    Ti stimola la realtà o le persone a creare dei gusti così particolari?

    Diciamo che spesso un pazzo si attornia di pazzi. Quindi frequento creativi e loro mi danno degli imput che non posso non notare. Guardo altre realtà per ispirarmi, fuori dal mondo della cucina. Cose che totalmente non hanno a che fare con il mondo del gelato. Per farvi un esempio, l’ idea del gelato alle lacrime mi è venuto leggendo una fiaba per bambini … Mi stavo per addormentare, e una sirena mi ha sussurrato nell’ orecchio … Non ho dormito tutta la notte.

    Scritto da

    Giovanna Napolano

    Marketing Manager

    Giovanna Napolano nasce a Napoli nel 1988 e si laurea in Scienze della comunicazione con una tesi in marketing.A diciotto anni scopre tra i banchi di scuola la materia che ... continua

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