Gamification: Fabio Viola ne parla su Ninja Marketing

Se membership e rewarding vi sembrano termini strani, leggete questo articolo di Fabio Viola sulla Gamification!

Tutti e dico tutti, inclusa la nostra ninja Silvia Carbone (ho visto passare sul tuo wall il badge 4sq dei Webby Awards 😉 ) si sono imbattuti in punti, membership e sistemi di rewarding di varia natura. Si chiama Gamification ed è il topic più hot – per dirla come in Silicon Valley – del 2011 (e anche del 2010).

Me ne sono occupato con alcuni colleghi alla scorsa  Media Mutations 3, conferenza organizzata dal Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna che ogni anno registra puntualmente le mutazioni in corso nel panorama mediale contemporaneo. E prima di me – scusate la modestia – Ian Bogost, Jane McGonigal (in Italia lo scorso maggio) e Seth Priebatsch (in infradito al TED).  A Fabio Viola, esperto in materia – il suo blog e la sua storia professionale parlano chiaro – va il compito di trattare l’argomento su Ninja Marketing. Qui di seguito alcuni brevi estratti di un suo ben più approfondito articolo che potrete scaricare cliccando qui (in versione pdf).

Gamification

Il termine Gamification indica l’utilizzo di meccaniche e dinamiche tipiche dei videogiochi all’interno di contesti non gaming con l’obiettivo di creare engagement, loyalty e risolvere problemi.  I brand/content owner al pari dei centri media stanno capendo la valenza di questo formidabile tool in grado di modificare le abitudini degli utenti spingendoli a muoversi da un punto A (sfera di interesse consumatore) ad un punto B (sfera di interesse produttore).

Uno strumento in grado di agire visceralmente sugli istinti umani, spingendo spesso gli utenti/giocatori a compiere azioni ed a protrarre la permanenza e fidelizzazione in un sistema reso “more fun”.

Reward: qualche esempio

Lavarsi i denti al risveglio dovrebbe essere uno di quei momenti di cura del proprio corpo e prevenzione sanitaria in grado di proteggere da disagi futuri.  Per incentivare questo comportamento positivo, soprattutto nei riguardi di bambini e non pigri e riluttanti, la start up americana Green Groose ha messo in vendita un kit da 24 dollari contenente una base station RFID da collegare al proprio router ed una serie di sensori applicabili su vari oggetti.

Tra di essi, il “brush sensor” a forma di uovo applicabile sullo spazzolino, così come su medicine ed altre azioni utili per l’individuo o collettività. Il sistema è in grado di rilevare la frequenza dei lavaggi e trasmetterli all’account sul registrato sul sito web ufficiale. Più si è virtuosi e maggiori saranno i punti assegnati. Sarà poi possibile riscattarli per ottenere premi da aziende partner o semplicemente primeggiare nella classifica.

Espletati i riti mattutini è ora di recarsi al lavoro. Se siete impiegati presso il “Department of Work and Pensions”  in UK avrete accesso ad Idea Street.  Una piattaforma online nata con lo scopo principale di favorire la formazione di una community tra i dipendenti, il miglioramento dei processi interni, la circolazione di proposte migliorative dal basso e la valutazione dei membri secondo nuovi criteri di attivismo.

Il percorso dell’idea, dalla candidatura alla eventuale realizzazione, richiama alla mente un gioco di avventura. Ogni proposta di miglioramento passa attraverso tre livelli (Buzz, Teaming e Investment Time) cosparsi di ostacoli (almeno 50 pagine viste nella pagina di progetto, 10 voti,  un team di sostenitor…) ma anche ricompense in moneta virtuale in base all’esito finale dell’idea che verrà valutata da una commissione interna.

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Ansiosi di leggere il resto? Vi rimando ancora una volta all’articolo completo. Per approfondire il tema Gamification consultare www.gameifications.com

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