Mille motivi per essere innovatori: Gianluca Dettori racconta Working Capital 2011 [Intervista]

La presentazione dell'iniziativa in un'intervista a un personaggio d'eccezione.

Oggi abbiamo il piacere di avere con noi Gianluca Dettori, presidente di dPixel, che ci parlerà della nuova edizione di Working Capital.

Buongiorno Gianluca, e grazie per essere con noi su Ninjamarketing.

Prego, grazie a voi Ninja.

Pochi giorni fa a Torino è stato presentato il nuovo Working Capital, l’iniziativa lanciata nel 2009 da Telecom Italia per individuare, selezionare e finanziare i più innovativi progetti italiani di impresa/ricerca nel campo internet e non solo.
dPixel è ormai un partner storico dell’iniziativa, e nella tua figura di advisor guida la valutazione dei partecipanti. Puoi raccontarci com’è nata la sinergia tra la tua società e Working Capital?

E’ nata dall’incontro con Salvo Mizzi (Responsabile, Internet Media & Digital Communication presso Telecom Italia, ndr), che in Telecom aveva sviluppato questo progetto. Conoscevo Salvo dai tempi di Vitaminic, lui era il fondatore del precursore di YouTube, My-TV. L’idea nasceva anche dalla considerazione che in dPixel vedevamo molte startup Italiane interessanti ma ancora acerbe, e in ogni caso molte di più di quelle che erano “investibili” dalle nostre limitate risorse finanziarie. Capimmo che c’era un’esigenza di supporto a queste startup e Franco Bernabè (amministratore delegato di Telecom Italia, ndr) si fece interprete di occuparsi di questo tema, sposando personalmente il progetto.

Nuove partnership, nuovi ambiti di ricerca, queste sono solo alcune delle novità di quest’anno. Ci racconti in che modo Working Capital edizione 2011 è un Working Capital tutto nuovo?

Abbiamo cercato di non stravolgere un format che dopo due anni si era comunque già affinato ed evoluto da un lato, dall’altro volevamo provare a migliorare ulteriormente il progetto. Le novità sono su diversi fronti:

1) Working Capital estende moltissimo il proprio radar di investimento. Ora oltre a Internet/mobile/ICT cerchiamo progetti in settori come le tecnologie medicali e per la scienza della vita, le nanotecnologie, tutto l’arco vastissimo del clean & green (produzione, storage, distribuzione dell’energia, smart grids, agricoltura e produzione alimentare, etc.). Questo ci poterà ad una più stretta collaborazione con i ricercatori, i professori e il mondo delle Università. In questo senso la partnership con il Premio Nazionale dell’Innovazione è centrale. Infine abbiamo aggiunto un nuovo filone: investimenti ad impatto sociale. Pazienti.org è uno dei progetti in questo senso che abbiamo già supportato, le aree di intervento qui possono essere molto ampie;

2) Quest’anno ci sono i soldi. 2,5 milioni di euro è il target, ma personalmente mi pongo l’obiettivo di cercare di aumentare questo numero. Vedremo se la qualità dei progetti lo consentirà. Non abbiamo infatti solo aumentato la disponibilità di grant (la modalità di finanziamento indirizzata a studenti, ricercatori e inventori; consiste in un contratto di ricerca del valore massimo di € 30.000, ndr) e investimenti per startup. La partnership con il fondo Quantica ci consente di immaginare anche obiettivi più ambiziosi sul lato del venture capital;

3) Il processo quest’anno è leggermente diverso. Si può entrare anche semplicemente partendo dall’idea. All’inizio partecipare non richiede la scrittura immediata di un business plan. I grant ad esempio richiedono una documentazione meno stringente. Fino all’estate il focus sarà sul trovare i 1.000 innovatori con una buona idea. Questo sarà sufficiente per concorrere ad un grant. Se invece si vuole fare una startup e puntare agli investimenti seed (finanziamento iniziale per startup, ammonta a € 100.000, ndr) oppure arrivare a Quantica occorre lavorare anche sul business plan e sul creare il team. Per il resto il formato è del tutto simile. A Settembre il focus si concentrerà invece sui 150 progetti e team più promettenti. Ci saranno ulteriori novità su questo aspetto nel corso delle prossime settimane, ma è inutile anticipare.

Rispetto alle scorse edizioni di Working Capital, quella del 2011 si è aperta con particolare solennità e vanta un’inaugurazione presenziata dal Capo dello Stato.
Da quando in Italia ci si è resi conto che anche l’innovazione può essere spettacolare?

E’ stato emozionante, stiamo continuando un filone in cui crediamo fin dall’inizio. E’ spettacolare vedere talenti come Lo Pumo (Andrea Lo Pumo, ideatore di Netsukuku, ha ottenuto una borsa di studio da Working Capital, ndr), raccontare la loro visione del mondo o il fondatore di Balsamiq (Giacomo “Peldi” Guilizzoni, ndr) che ti spiega come si fa un’azienda Internet di successo. Molto spettacolare, salubre e fondamentale per ispirare nuove generazioni a prendere il proprio futuro in mano. Persone e storie con cui ci si può relazionare e pensare, “Perchè io non ce la posso fare se ce l’ha fatta lui?”
E poi di questi tempi è bello guardare a questa Italia, che è quella più vera e più bella. Gli Italiani sono comunque gente che sa avere dei sogni, abbiamo solo perso la fiducia nel coltivarli.

Che segnale lancia nel mondo business un’azienda come Telecom investendo in progetti come Working Capital? E’ auspicabile che il suo esempio faccia da apripista per la nascita di iniziative di corporate venture capital in Italia?

Working Capital non è propriamente un’iniziativa di corporate venture capital. Tant’è che quest’anno WKC150 ha aperto a nuovi partner e oggi troviamo in un’unica organizzazione startup, Università, venture capital, banche e amministrazioni pubbliche. Sarebbe bello vedere anche in Italia nascere iniziative di corporate venture capital.

L’attenzione al mondo startup sembra essere rapidamente in aumento negli ultimi tempi: c’è una grande curiosità intorno all’argomento, e si stanno moltiplicando le iniziative a supporto degli startupper da parte di enti pubblici, istituti bancari, università. Credi che l’Italia stia davvero diventando un terreno più fertile per questo tipo d’impresa, o c’è ancora del lavoro da fare?

La verità che c’è moltissimo da fare, ma anche che abbiamo imboccato la strada giusta. A volte questo eccessivo interesse sulle startup mi preoccupa, spesso perchè vedo banalizzare la cosa o farne una sorta di fatto di folklore… ricordo l’aceto balsamico come premio alle startup competition. Eventi di questo tipo sono preoccupanti. Al di là di queste “Italianizzazioni” del fenomeno, non c’è dubbio che qualcosa sta succedendo nella community delle startup Italiane. Finalmente.

Il concept che anima la campagna di comunicazione Working Capital è la riproposizione ai giorni nostri della spedizione dei Mille; ci sarà infatti un tour che attraverserà tutta la penisola per scovarne gli innovatori.
Credi che in Italia il talento sia poco incentivato a mettersi in gioco e farsi conoscere? Che ci sia insomma un freno culturale, causato dal pessimismo diffuso e dalla sfiducia, che induce chi ha un’idea nuova a non osare?
Con il Tour dei Mille vi aspettate di portare alla luce un grande potenziale inespresso?

Talento e imprenditorialità sono strutturalmente disicentivati in Italia, spesso sono beffati dalla corruzione, dal nepotismo, dal furbettismo e così via via fino al tronismo e al bunga bunga. Il Tour dei Mille sbandiera Linnea Passaler (founder di Pazienti.org, ndr) e il suo team. Mi sembra un cambio di approccio rispetto ai temi dominanti.

Chiudiamo con una domanda che sappiamo già sarà un grande motivatore per partecipare a Working Capital e in generale per contribuire attivamente alla rifondazione dello spirito creativo e innovativo del Paese.
Perché oggi è necessario rifare l’Italia?

Dai ma di cosa stiamo parlando? Il perchè lo vediamo su Internet, TV e giornali tutti i giorni. Bisogna rifarla soprattutto perchè quella che vediamo non va da nessuna parte e non indietro. Non ci sto a far crescere mia figlia secondo questi valori. In Italia occorre una rifondazione innanzitutto culturale e di intenti concreti.

Ringraziamo Gianluca Dettori per il tempo concessoci, seguiremo con attenzione tutte le evoluzioni di Working Capital.

Per chi desiderasse maggiori informazioni su Working Capital 2011, il sito di riferimento è questo.