Sosteniamo la trasparenza nella politica con i progetti OpenPolis [INTERVISTA]

Come è nato il progetto, quali sono le iniziative principali e il lancio di una campagna di sottoscrizione all'associazione

Sosteniamo la trasparenza nella politica con i progetti OpenPolis [INTERVISTA]Oggi si parla di OpenPolis, un progetto che ha come obiettivo principale diffondere la cultura della trasparenza nei processi politici. Conosciamolo meglio attraverso le parole di uno dei suoi fondatori, Vittorio Alvino.

Anche se non si tratta propriamente di una startup, mi è sembrato interessante dare rilevanza a questo progetto perchè sfrutta in modo intelligente la filosofia degli Open Data, tema a me molto caro e dall’altra perchè mette in evidenza le difficoltà di chi porta avanti progetti che non hanno come obiettivo primario il profitto, ma che necessariamente deve trovare i mezzi e le risorse per restare sostenibile nel lungo termine. In un certo senso si può parlare di imprenditoria sociale no profit. Buona lettura!

1- Come è nata l’idea di OpenPolis e di cosa si tratta?

Logo Open PolisL’idea iniziale, nata nel 2003 come il progetto di un numero ristretto di persone, è venuta un po’ dalla voglia e dal desiderio di mettere insieme la passione per la politica con quella per la tecnologia e la rete. E’ nata dalla condivisione di queste passioni inizialmente con un numero ristretto di persone e la spinta iniziale è venuta dall’intuizione e dalla consapevolezza che l’uso della rete e dell’informatica avrebbe potuto modificare in maniera importante lo scenario dell’informazione e della politica, soprattutto in un paese come il nostro dominato dalla televisione.

2- Chi c’è dietro OpenPolis oltre a te?

Oltre a me (Vittorio Alvino) c’è Ettore di Cesare che lavora con me praticamente da sempre. Insieme abbiamo sviluppato diversi progetti sia profit che no profit che avevano sempre a che fare con la rete e l’informazione all’interno di aziende o in maniera autonoma. A noi si è aggiunto più in là Guglielmo Celata che come Ettore, ha competenze di programmazione e sviluppo software, oltre che di comunicazione. E via via si sono uniti Vincenzo Smaldore, che si occupa più che altro della redazione dei contenuti e Salvatore Santalucia, esperto di tecnologie di rete e infrastruttura.

Diciamo dunque che questo è il nucleo principale di persone che costituisce al momento l’associazione OpenPolis e ognuno di noi ha sia competenze in ambito politico (io per esempio sono più sul versante “umanistico”) che in ambito tecnologico.

3- Mi puoi parlare della possibilità di diventare soci di OpenPolis? A chi è rivolta?

Oramai sono 7-8 anni che ci muoviamo nell’ambito di sperimentazione dei progetti ed ora è arrivato il momento in cui abbiamo deciso di aprire l’associazione. Sinora abbiamo portato avanti dei progetti no profit poggiandoci sulla collaborazione di questo nucleo di persone e coloro che si sono uniti via via sui singoli progetti. Dal momento che manteniamo progetti da diversi anni che forniscono informazioni a migliaia di persone quest’anno abbiamo voluto lanciare la sfida della sostenibilità dell’associazione. Fino ad ora tutto si è poggiato esclusivamente sul lavoro volontario e su qualche donazione che abbiamo ricevuto per qualche progetto.

Campagna Sottoscrizione OpenPolis

Adesso proprio perché vorremmo dare struttura, forza e prospettive alla nostra missione chiediamo ai cittadini, ai politici, alle organizzazioni e alle imprese di sostenere questi progetti e altri nuovi nel futuro. Lanciamo quindi questa sfida della trasparenza, dell’informazione a tutti accessibile, soprattutto attraverso la rete, come una questione di interesse generale, come in effetti è, e su questo chiediamo aiuto e supporto per sostenere questa sfida.

4- Ti lancio una provocazione. Capisco il motivo per cui un cittadino dovrebbe sostenere le vostre iniziative, perché un politico dovrebbe farlo? Che vantaggio concreto ne trarrebbe?

Il servizio per il politico è quello di accettare la trasparenza come modalità di relazione di interpretazione della politica e una nuova modalità di relazione con i cittadini, ovvero con chi deve rappresentare. E’ un invito, una sfida a farlo mettendo a disposizione tutte le informazioni su chi è, come interpreta il proprio ruolo, che tipo di lavoro svolge nelle istituzioni e quindi su questa base affrontare e accettare un rapporto che è paritario e di rispetto e di confronto con il cittadino in maniera tale poi da ricostruire quel rapporto di fiducia tra rappresentanti e rappresentati che in questi anni si è perso e che è all’origine della crisi della credibilità della politica. La trasparenza per noi è innanzitutto un’opportunità per chi fa politica e i suoi rappresentanti. Senza questo è impossibile ricostruire una relazione di rispetto e di fiducia.

5- Mi sembra di capire che uno degli obiettivi principali di OpenPolis sia promuovere la trasparenza dei processi politici. Di quale trasparenza credi ci sia bisogno nel nostro paese?

Ti posso rispondere con una battuta: abbiamo bisogno di tutta la trasparenza possibile. Abbiamo bisogno ed è necessario che tutti i dati pubblici e che quindi non riguardano informazioni personali siano accessibili facilmente e direttamente. Questo significa che devono essere disponibili in Rete. Quando dico tutte intendo tutte quelle informazioni che riguardano il potere politico, chi fa politica e come fa politica nelle istituzioni, ma riguardano anche le amministrazioni e quindi da dove vengono i soldi che sono gestiti dall’amministrazione e dove vanno a finire; chi prende le decisioni, in che maniera le prende e a vantaggio di chi? Questa è la trasparenza di cui c’è bisogno.

Si può parlare anche di trasparenza nell’economia e del settore privato, non soltanto di quello pubblico per garantire per esempio il rispetto delle regole di mercato, della concorrenza, del divieto di cartello o cose di questo tipo. Noi lavoriamo sul fronte pubblico perché lì ci sono dei dati che le amministrazioni raccolgono quotidianamente sui cittadini e sulle imprese e questi dati devono essere restituiti ai cittadini, sia per creare consapevolezza, sia perché è una ricchezza a favore delle imprese.

6- In che modo avete o state raggiungendo quest’obiettivo?

Se il nostro obiettivo generale è favorire la trasparenza della politica, i nostri progetti sono sicuramente delle risposte. Il nostro modo di procedere è non tanto elaborare teorie, ma realizzare strumenti.

  • Il primo strumento è OpenPolis che ti permette di conoscere meglio chi ti rappresenta dal Comune al Parlamento Europeo. Abbiamo informazioni su tutti i 151.000 politici che sono in carica in Italia
  • L’altro progetto è “Voi siete qui” che informa sui programmi elettorali e in base a quelli che sono i programmi e le posizioni dei partiti fornisce agli elettori un’informazione su chi è più vicino e chi è più lontano dal loro punto di vista.
  • Infine c’è “Open Parlamento” che aiuta a capire l’attività dei politici e del Parlamento dopo le elezioni di modo che si possa sapere che cosa ne è dei programmi elettorali, che cosa è delle dichiarazioni e degli impegni assunti dai politici nei riguardi dei cittadini.

7- Qual è stata fin adesso la reazione degli utenti, della politica e dei media al vostro progetto?

Sul fronte della cittadinanza abbiamo circa 15.000 utenti registrati nei nostri siti ed una parte di questi collabora attivamente a raccogliere informazioni e monitorare i politici e le istituzioni.

Da parte della politica la reazione è stata senz’altro di interesse. Attraverso Open Parlamento abbiamo anche costruito degli indici che aiutano a valutare la politica, a fare una classifica dei politici più produttivi e di quelli che lo sono meno. Questo ha fatto che i politici e i parlamentari si interessassero al nostro lavoro riconoscendone l’autorevolezza, la credibilità e quindi in qualche maniera hanno accettato, hanno dovuto accettare di essere sotto valutazione da parte di un organismo indipendente molto seguito dai cittadini.

C’è stata un’iniziale reazione di diffidenza, molti hanno provato a dire che il nostro lavoro non valeva niente. Alla fine però da parte dei media, da parte del ceto politico abbiamo assunto questo ruolo di credibilità come organismo indipendente. Questo è proprio ciò che ci contraddistingue, ma che allo stesso tempo ci mette in difficoltà per quanto riguarda la sostenibilità del progetto. Perché se non sei di parte in questo paese è anche difficile che tu ottenga un sostegno economico ed ecco perché la richiesta che facciamo è rivolta principalmente ai cittadini o i politici che sposino questa filosofia.

Da quando abbiamo lanciato questa campagna i numeri dei soci sostenitori sono ancora minimi, abbiamo raccolto sinora circa 120 iscritti in due tre settimane di avvio della sottoscrizione. Abbiamo una quota minima di 50 € l’anno o per gli studenti e i precari di 20€. Però anche se i numeri sono allo stato attuale ancora piccoli abbiamo da parte di molti segnali di sostegno, incoraggiamento, passione civile che ci fanno molto piacere. E noi su questo ci basiamo in particolare, sul passaparola, sulla visione delle persone.

8- In che modo avete promosso la vostra iniziativa?

Il miglior modo attraverso cui ci promuoviamo sono le azioni che facciamo. L’ultima è stata il “Rapporto Camere Aperte” in cui pubblichiamo le classifiche dei parlamentari in base alla produttività. Questo ci ha dato una grande visibilità a livello di media nazionali, ma molto anche dei media locali che hanno ripreso i dati sui membri di ciascuna regione, provincia e comune. Le altre azioni che abbiamo svolto sono quelle fatte in occasione delle elezioni come “Voi siete qui”, in cui ci sono stati milioni di visite al nostro sito e pensiamo di riproporre questo strumento anche per le prossime elezioni amministrative di maggio.

Abbiamo al momento una rubrica sull’Espresso e a breve avremo un canale su Espresso Web dove metteremo a disposizione i nostri dati, ma avremo anche una sorta di nostro blog dentro il loro network e quindi riusciremo a fare comunicazione non solo tecnica, ma anche più giornalistica sull’attività politica.

7- Quali sono i vostri piani futuri nel breve e lungo termine?

Bè la richiesta di sostegno non è solo per mantenere il progetto allo stato attuale, ma anche per finanziare i progetti futuri. Ti faccio un breve elenco di quelli principali:

  • Sempre nell’ottica della promozione della trasparenza abbiamo questo progetto che si chiama “Open Bilancio“. In pratica vogliamo mettere on line e rendere facilmente accessibili i bilanci di tutti i comuni italiani, in maniera tale che sia facile per i cittadini controllare i bilanci e quindi semplicemente come dicevo prima riuscire a capire dove vanno a finire i soldi delle tasse che si pagano (se vanno a finire in servizi oppure in altro). Questo è un progetto che stiamo portando avanti insieme all’associazione Linked Open Data.
  • Un altro progetto è quello dell’Open Municipio, cioè fare come abbiamo fatto per Open Parlamento produrre una piattaforma che metta on line anche tutta l’attività del Comune, della Provincia e della Regione che svolgiamo con la collaborazione di un consorzio di Informa Etica di Senigallia.
  • Abbiamo poi in cantiere un progetto insieme all’associazione ActionAid, associazione internazionale che si occupa di lotta alla povertà nel mondo. Insieme a loro stiamo realizzando una piattaforma di advocacy, una piattaforma che consenta ai singoli, ma anche alle associazioni di aprire delle iniziative politiche e di esercitare delle pressioni nei confronti dei politici o dell’economia con l’obiettivo di fornire degli strumenti di auto-organizzazione per l’attività civile.
  • Infine una campagna che stiamo portando avanti è quella del “Parlamento Trasparente“, ovvero stiamo promuovendo una riforma dei regolamenti parlamentari per rendere finalmente accessibile il lavoro delle commissioni parlamentari. Nelle commissioni si svolge la parte più importante del lavoro legislativo, ma si sa poco o nulla di quello che avviene in commissione; non si sa chi è presente, non si sa chi e cosa vota. Puntiamo dunque ad una riforma delle regole di nuovo attraverso l’adesione delle varie forze politiche in maniera trasversale.
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