Gli open data sono una grande risorsa per le startup [UNITED STARTUP!]

Gli open data sono una grande risorsa per le startupOggi abbiamo con noi Lorenzo Benussi, del Top-Ix di Torino, con il quale parleremo di un tema molto importante secondo me, ovvero gli open data. Scopriremo in particolare quali opportunità creano per le startup, alcuni esempi di applicazione reale e qualcosa come al solito sulla situazione italiana. Questo articolo sarà pieno di link utili, spero ne facciate buon uso! Ma iniziamo subito con la prima domanda!

Gli open data, questi sconosciuti

(Ciao Lorenzo puoi spiegare in breve cosa vuol dire open data)
Per open data si considerano tutti quei dati, quelle informazioni che potrebbero essere rese disponibili su internet. Potrebbero perché molti di questi dati, ad esempio, sono dati pubblici, cioè dati creati dagli organismi pubblici nell’espletamento delle loro funzioni. Pensiamo all’anagrafe che registra dove vivono tutti i cittadini italiani, si tratta di grandissimi produttori di dati sulle persone. E così per i mezzi di trasporto, piuttosto che le fonti di energia. Esistono dei grandi giacimenti di dati pubblici, finanziati sostanzialmente con soldi pubblici, che possono essere messi a disposizione attraverso Internet. Prima dell’avvento di Internet ciò era complesso, si dove andare in un ufficio e compilare dei moduli, oggi invece è possibile accedere ad essi direttamente attraverso la Rete. Questo crea dei cambiamenti anche nel rapporto tra cittadini, società civile e Stato. In particolare negli Stati Uniti e in Inghilterra esistono delle vere e proprie politiche per l’open data atte a per favorire la trasparenza, che in Italia è un tema particolarmente importante, ma anche la partecipazione dei cittadini alle scelte e la collaborazione tra Stato e Società Civile. Tutto questo grazie a Internet, la grossa rivoluzione è la Rete, il Network.

(Gli open data sono sicuramente una risorsa per le startup. Quali sono le possibilità concrete che essi offrono? E quali tipi di dati effettivamente si possono trovare?)
Innanzitutto bisogna dire che il movimento open data, in particolare come lo intendiamo qui in Top-Ix e in generale nella Regione Piemonte, anche con il Politecnico di Torino e il CSI Piemonte, porta avanti l’idea che questi giacimenti di dati siano dei giacimenti di valore perché questi dati in realtà hanno un valore. Pensiamo in particolare ai trasporti, un caso semplice sono le mappe degli autovelox o gli orari degli autobus sulla mappa di Google. Questi sono tutti dati “pubblici” che possono creare una nuova generazione di applicazioni. Non pensiamo tanto all’informatica oldstyle, ma piuttosto ai servizi legati alla gestione dei dati.

Quali dati? Dove trovarli? Come utilizzarli?

(Dove si possono trovare questi dati?)
Le due principali fonti open data
Fortunamente in Italia ci sono varie iniziative che stanno cominciando a liberare questi dati. Una è Spaghetti OpenData e l’altra è CKAN, che sostanzialmente sono dei grandi cataloghi di dati che i volontari raccolgono dalla rete e mettono a disposizione delle persone, in particolare gli indicizzano e indicano come questi sono accessibili perché poi un grosso tema è appunto il come sono accessibili questi dati.

Logo dati.piemonte.it
Un altro esempio l’abbiamo creato in Piemonte (http://dati.piemonte.it), il primo caso in cui una Regione pubblica sistematicamente in formato machine readable, varie tipologie di dati. Ha cominciato con alcune tipologie di dati, ma il processo continuerà si spera. Per esempio la Regione ha pubblicato i dati sulla ricettività turistica ed è già nata un’applicazione che si chiama “Where To Sleep In Turin” che indica sostanzialmente tutti gli alberghi, i b&B, gli agriturismi, etc.. in Torino e Provincia.

(In parte hai già anticipato la prossima domanda. Puoi farmi qualche esempio di startup che ha utlizzato gli open data per il proprio business in Italia?)
Innanzitutto vorrei chiarire una cosa, gli open data sono una piattaforma su cui creare valore. Un po’ come succede nel modello open source. Non è che io faccio direttamente soldi sulla vendita del software open source. Quando mi chiedono i business model su open data mi piace sempre citare Google. Pensiamo a Google Map e al perché la gente lo utilizza. Loro sono stati i primi ad aver utilizzato dati aperti che hanno trovato in giro per la Rete, in parte come dati pubblici e in parte grazie alle singole persone e alle organizzazioni. E’ chiaro che poi loro offrono su quei dati un servizio di advertising. Il punto è che il loro business model è basato sulla capacità di gestire questo flusso di dati.

Due esempi di business model su open data

Logo Open PolisSe invece pensiamo a casi più’ specifici, mi piace citare il progetto Open Polis. Loro sostanzialmente svolgono un’attività di monitoraggio delle attività parlamentari utilizzando proprio dati pubblici relativi ai singoli parlamentari (dove va, cosa vota, in che commissioni è impegnato etc.). Questo per garantire innanzitutto una maggiore trasparenza pubblicando questi dati affinchè la società civile possa controllarli e rifletterci su. D’altra parte però fanno un’attività di consulenza, magari rivolta ai partiti stessi sulla propria attività parlamentare. Su questo loro riescono a estrarre valore, a farne un servizio e a venderlo sul mercato perché è ovvio che nel momento in cui tu sei in grado di capitalizzare tutte queste informazioni, hai anche la capacità di fare consulenza.

Logo VisupUn altro caso, sempre italiano, di startup è quello di Visup, i quali si occupano di data visualization. Per questo motivo loro trovano negli open data una materia di grande interesse. La data visualization va spiegata e può essere utilizzata in vari modi. Per esempio con una bella visualizzazione sulle spese dello stato italiano ti faresti un po’ di pubblicità e successivamente potresti creare servizi più’ personalizzati a pagamento.

E in Italia quali ostacoli ci sono?

(Quali sono secondo te i limiti e gli ostacoli dell’Italia perchè si faccia un utilizzo massiccio degli open data?)
Principalmente due ordini di problemi: culturale e tecnico-procedurale, ovvero la mancanza di una filosofia di gestione dei dati. Il problema culturale è ovviamente legato alla trasparenza e al concetto che l’accesso e l’utilizzo dei dati dovrebbe essere un diritto, come succede già in Inghilterra e negli Stati Uniti. Di conseguenza i dati non sono della singola agenzia, ma sono di tutti e se possono essere utilizzati da tutti rappresentano un giacimento di valore. Dal punto di vista culturale bisognerebbe dire che i dati debbano essere messi a disposizione in modalità row, cioè grezzi e non elaborati (altrimenti ci sarebbero dei costi aggiuntivi per l’elaborazione) ed è solo questo che si chiede alla Pubblica Amministrazione.

Immagine open data di Suzanne Long
L’altra questione è se effettivamente lo Stato debba fare esso stesso i servizi oppure se sia compito dei privati. E’ chiaro che il modello open data prevede una forte componente privata che utilizza questi dati e lo Stato che semplicemente deve metterli a dispozione nel modo migliore possibile, ma non deve fare sopra questi dati dei servizi.

Il ruolo e le funzioni del Top-Ix

(Cosa fa Top-IX in questo settore e quali sono i piani per il futuro?)
Logo Top-IXTop-Ix lavora su tre fronti.
** In primis partecipando al tavolo di lavoro sugli open data in Piemonte, a cui partecipa la Regione Piemonte, il CSI Piemonte, il Centro Nexa del Politecnico di Torino e Top-Ix. In questo tavolo siamo particolarmente attivi perché siamo stati tra i primi a individuare l’importanza di questo modello. Per questo motivo cerchiamo di fare un po’ di evangelizzazione su questi temi, che devo dire trova un terreno molto fertile. Sono convinto che sia più’ semplice di quanto sembri, soprattutto in molte regioni in Italia che comunque hanno una tradizione su questi temi e quindi anche una grande attenzione. Di conseguenza Top-Ix collabora in quel tavolo per cercare di portare avanti al meglio il progetto in Piemonte.

** Inoltre Top-Ix svolge altre due attività, legate comunque agli open data, e che riguardano il supporto alle start up attraverso il Development Program. Abbiamo più’ di 150 giovani aziende che utilizzano l’infrastruttura di Top-Ix per far nascere il proprio business. Top-Ix infine gestisce il nodo internet del Nord Ovest, cioè fa l’Internet Exchange, ovvero un punto di scambio neutrale di traffico internet che è proprio la base della piattaforma aperta, cercando qui di avere un modello che fa dell’apertura la sua caratteristica competitiva.

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