Perché tu mi piaci. Quando l'innocenza è contagiosa [VIRAL VIDEO]

Perché tu mi piaci. from CRIC on Vimeo.

“Ciao, mi piaci. Te lo dico subito che così non pensi che te lo scrivo per altre cose..”
Questo emozionante spot, realizzato per pubblicizzare una nota marca di penne e di matite (o almeno così dicono), è la reale dimostrazione che quasi nulla è più virale dell’ emotività umana.
Il video, in poco meno di dieci giorni, ha contagiato l’ intero web producendo quasi un milione di condivisioni su Facebook. L’ innocenza e la purezza con cui un bambino dichiara e dimostra l’amore per la “sua bimba” e di come questa innocenza possa durare nel tempo, ha toccato i cuori degli italiani che, tormentati dalla cronica crisi della società odierna, riscoprono nel proprio intimo l’ancestrale pulsione del dare e ricevere calore umano dimenticandosi per un attimo della fredda e ripetitiva macchinosità della vita di tutti i giorni.

“Perché tu mi piaci…. se lo scrivi dura.”

UPDATE di Silvia Carbone:

Un articolo del pubblicato nell’edizione online del corriere, ci spiega che in realtà si tratta di una “PUBBLICITA’ SENZA CLIENTI”, nel senso che dopo essere stati rifiutati da direttori marketing, il video è stato caricato dagli autori su Vimeo e condiviso su Facebook.

“Da lì si è diffuso a macchia d’olio” spiega sulle pagine del Corriere.it il regista Davide Mardegan, 26 anni e co-fondatore dell’agenzia Cric insieme al coetaneo Clemente De Muro, autore del testo, e al ventottenne Niccolò Dal Corso, produttore esecutivo. In pochi giorni lo ‘spot’ viene visualizzato da più da oltre 1,6 milioni di persone in 147 Paesi.

Un vero e proprio successo che sembra non essere finito qui. Sì, perché dopo il successo della rete è arrivata anche l’approvazione dei grandi marchi che puntano ad associare il proprio prodotto a uno dei video più cliccati della rete. I nomi restano top secret perché le trattative sono ancora in corso. “Posso solo dire che abbiamo puntato in alto e che si tratta di marchi noti al grande pubblico” spiega Mardegan sull’ edizione online del Corriere della Sera.

Fonte: Corriere.it

Insomma, una pubblicità a caccia di brand! 😉
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