Morire d’onestà? Perchè l’Italia non è un paese fondata sul lavoro

Mi ha colpito profondamente la storia di Ambrogio Mauri raccontata da Milena Gabanelli a Report.

Mauri era un imprenditore onesto, come in Italia ce ne sono tanti: tanti imprenditori che vedono il mercato come un arena in cui lottare e vincere con il merito, con il talento, con l’impegno, con l’onestà.

Troppo spesso, ancora oggi queste persone si trovano scalzate dai furbi che giocano sporco, che ungono partiti nel pubblico e manager nel privato, da personaggi senza scrupoli  che puntano a creare rapporti di convenienza con il potere – con chi decide sull’assegnazione dei budget – o ancora a screditare i concorrenti, piuttosto che dedicarsi all’innovazione nella propria impresa.

Decisioni che vengono “dall’alto”

Alzi la mano chi di voi non si è mai sentito dire “E’ una decisione che viene dall’alto”, dopo essersi   visto scavalcato da una azienda che forniva servizi o prodotti peggiori dei vostri (e anche più cari).

Lo stesso capita ai lavoratori, che ad ogni livello si vedono soffiare il posto da chi è raccomandato dal barone di turno.

Quanti di voi hanno lavorato per anni ad un progetto d’impresa per poi vedersi schiacciato da aziende con più “agganci”, in mano ai soliti gruppi economici e di potere? Alzate la mano (o meglio commentate questo post!)

Forse vi siete chiesti dove avete sbagliato, e avete lavorato ancora più sodo per migliorare la vostra azienda. Ma sappiate che in questo Paese i giochi sono truccati e che ancora non è arrivato il momento in cui vincerà il migliore.

Meritocrazia, una parola che fa paura?

“Meritocrazia” è ancora una parola che fa paura in questo paese, ma a casa nostra fa rima con onestà e trasparenza. Noi ci crediamo in questi valori e ci adoperiamo per affermarli anche in questo paese.

Per questo vogliamo dedicare questo post ad Ambrogio Mauri, vittima dei disonesti e soprattutto  a voi imprenditori, professionisti, lavoratori, che ancora non mollate, che ancora credete in un lavoro onesto e in una sana competizione, che non sia collusa col potere nè meschina con la concorrenza.

Perchè con il vostro esempio ci state dicendo che si può, che esiste un’Italia migliore. Noi crediamo che l’Italia del futuro appartenga a chi la pensa come noi.

Correlati Commenta

  • http://ilpiac.tumblr.com/ ilpiac

    Meritocrazia, meritocrazia e ancora meritocrazia.
    Lo dico da sempre che l’Italia è basata sul clientelismo e ogni puntata di Report aggiunge ulteriori tasselli a questa mia convinzione. Purtroppo.
    Se vigesse il principio della meritocrazia metà dei problemi che assillano il nostro paese oggi sarebbe risolta. Sinceramente, chi agirebbe per mero interesse personale, per mantenere la poltrona o compiacere altri se poi venisse giudicato esclusivamente in base a criteri meritocratici? Decisamente nessuno.

  • camu

    Scappare, scappare, scappare. Solo togliendo la linfa vitale a questa società sarà possibile farla morire e ricostruirla da zero. Andate all’estero, non sprecate la vostra breve vita che vi è stata concessa a combattere contro i mulini a vento. Sarà troppo tardi quando poi vi renderete conto di aver sprecato tante, troppe energie per nulla. E ve lo dice un Italiano felicemente realizzato nel Paese a Stelle e Strisce!

  • http://ilpiac.tumblr.com/ ilpiac

    Concordo e non concordo con te, camu.
    Concordo perché ognuno è libero di fare le sue scelte, ci mancherebbe che uno sia obbligato a stare in un posto sacrificando la sua esistenza in nome di un cambiamento che non richiederà certo pochi anni, ma decine se non secoli o ere geologiche…
    Non concordo per lo stesso motivo: chi resta consapevolmente e vuole lottare è altrettanto degno di considerazione rispetto a chi se ne va. Secondo me è irrealizzabile la tua ipotesi del togliere linfa vitale a una società per farla morire e rifondarla; sarebbe necessaria una tale fuga di persone che non penso sarà mai possibile. Purtroppo i cambiamenti richiedono tempo, sforzi (spesso non paragonabili ai risultati che si otterranno, è vero) e tanta pazienza. Se si tratta di cambimenti di mentalià, perché qui c’è da cambiare mentalità e alla grande, l’impresa è ancora più ardua.

adv