Crowdsourcing e geolocalizzazione contro l'emergenza rifiuti campana

Dall’ unione di tecnologia, cooperazione ed innovazione e dalla creatività di Ory Okolloh, brillante avvocatessa di Harvard che però, nonostante la carriera di successo, porta sempre nel cuore la sua patria, il Kenya, nasce Ushahidi.

L’idea di questa una piattaforma open source è semplice quanto geniale e lo scopo è quello di creare un “testimone”, il significato di Ushahidi in lingua Swahili, per informare e fronteggiare le situazioni di crisi e di emergenza.

Chiunque può contribuire inviando le informazioni attraverso un pc, cellulare o altri device connessi a Internet e tramite il passaparola si creano così delle mappe dinamiche in cui è possibile individuare gli eventi in corso nelle varie parti del mondo e capire chi è coinvolto, cosa sta succedendo e come si può fronteggiare la situazione.

Questo mix di crowdsourcing e geolocalizzazione è già stato impiegato in diverse occasioni con ottimi risultati. In Kenya, nel 2008, durante un periodo di scontri, ma anche più recentemente per segnalare diverse tipologie di eventi critici: Ushahidi è stato protagonista nella guerra sulla striscia di Gaza e negli scontri civili nel Congo, nel violento terremoto di Haiti o durante la tragedia ambientale nel Golfo messicano.

La realtà virtuale senza confini di Ushahidi sbarcherà anche in Italia dove sarà impiegato per fronteggiare la grave emergenza dei rifiuti in Campania. Giulio Gargia, professore all’Università Orientale di Napoli, sta infatti lavorando ad una versione tutta italiana insieme agli allievi del Corso di giornalismo internazionale dell’Università, per creare un sistema capace di gestire flussi di informazioni sulle discariche abusive disseminate sul territorio regionale.

Anche in questo caso, la piattaforma è aperta a tutti e si possono segnalare anche avvenimenti sospetti come roghi, traffico di camion, oppure smentire notizie inesatte. Un sistema attivo 24 ore su 24, quindi, per avere un monitoraggio continuo in cui il team partenopeo spera vivamente di poter coinvolgere oltre i cittadini e le associazioni, anche le Forze dell’ Ordine come fonti d’informazioni e non solo come destinatari delle segnalazioni.

In questo caso, a passare il “testimone”, è stato Vincenzo Cavallo, un ragazzo campano che vive in Kenya e che ha implementato “Urban Mirror”, un sistema simile utilizzato, però, con uno scopo più “spensierato”, ovvero quello di tener traccia degli eventi culturali in corso a Nairobi.
Dall ‘incontro con il professore è nata questa singolare iniziativa che si basa sicuramente sulla tecnologia, ma che richiama anche l’istinto naturale e primitivo dell’uomo di percepire un pericolo ed avvertire i suoi simili.

Sempre con lo stesso spirito, inoltre, ed in maniera spontanea ed indipendente dall’ iniziativa partenopea, ha preso vita recentemente MioTerritorio.it, un progetto basato sulla piattaforma open-source dell’innovativo “testimone” che consente di segnalare e ricevere aggiornamenti in real time sulla situazione dell’ambiente italiano. Un segno che la semplicità di Ushahidi, arrivato dalla “Kenya con furore” è stata capace di annullare le distanze, superare i confini ed offrire nuove potenzialità, a tanti Paesi, ma sopratutto all’ Africa che acquista un ruolo sempre più rilevante nell’era digitale.