McItaly: McDonald's e Ministero per il (dubbio) rilancio dei prodotti italiani

Si possono muovere molte critiche al nostro caro Presidente del Consiglio e a diversi suoi Ministri, certo non possiamo lamentarci del Ministro delle Politiche Agricole Zai (leghista) il cui Ministero patrocinia, udite udite, il nuovo Mc Italy. Prodotti DOP e IGP come la bresaola, l’Asiago, l’olio extra vergine di oliva, pane fresco, carne italiana di ottima qualità, carciofi e insalata per il nuovo Mc panino!

Insomma l’economia nazionale va a rilento, bisogna fare qualcosa e bisogna anche promuovere i prodotti enograstronomici di altissima qualità del bel paese. E addirittura come dichiara il ministro Zaia essere “grati a McDonald’s che si è prestata a questa grande operazione culturale” che, dobbiamo augurarci, “convinca in particolare i giovani ad abbandonare il cibo spazzatura in favore di un’alimentazione più sana”.

Suvvia, non siate sempre polemici, questo panino ha grande ambizioni, in un solo mese verranno consumate tonnellate di nostri prodotti per un valore di circa 3,5 miliardi di euro. Non solo, l’obiettivo è quello di farne un marchio internazionale per globalizzare il gusto italiano. Evviva! Tutto il mondo non ci assocerà più alla mozzarella, alla dieta mediterranea, alla pizza, agli spaghetti ma al McItaly, che fortuna (non credo di poter usare un’altra espressione, che al momento sarebbe più opportuna).

Ora scherzi a parte davvero mi chiedo perché il Ministero abbia deciso di patrocinare un’iniziativa che di certo porterà ai vari consorzi ritorno economico ma a scapito della reputazione che da decenni questi consorzi, i loro prodotti e la cucina italiana stessa hanno. Prodotti da sempre riconosciuti di altissima qualità e salutari, oggi ridotti a simbolo di uno dei peggiori modi di mangiare, non solo fast food, ma McDonald’s.

Ebbene si, perché ammesso il McItaly non sia l’ennesimo panino dal gusto omologato si possono comunque muovere molte accuse come possiamo leggere su un post di altroconcumo.it:  715 calorie, il 36% del fabbisogno quotidiano di una donna (da notare che un pasto dovrebbe fornire un terzo del fabbisogno), quindi a quanto pare il panino (non calcolando le patatine fritte e le eventuali bibite) è troppo calorico; inoltre il panino fornisce 3,3 grammi di sale, cioè il 66% del fabbisogno quotidiano.

Scelta quella del Ministero molto criticata, addirittura dal The Guardian che definisce il progetto “tradimento alla nazione” e a cui il caro Ministro ha risposto informando tutti che Stalin è morto… Noi ci chiediamo solo perchè non patrocinare progetti che davvero tentano di proporre al grande pubblico la cucina fast ma sana ed italiana.

Due gli esempi che vi riportiamo. Il primo abbastanza noto è Mac Bün ma che si deve scrivere M** Bün, perché anche se in piemontese (l’agrihumburgheria si trova a Rivoli, To) significa “solo buono” quel Mac ricorda il Mc di McDonald’s e visto che c’è un’azione legale in corso, i proprietari del Slow Fast Food hanno pensato che è meglio correre ai ripari con una temporanea autocensura. Un progetto che assicura un hamburger buono, salutare e di ottima qualità a soli 4,50 €. 160 grammi di ottima carne piemontese, toma, pancetta, patate piemontesi e pane artigianale, accompagnati da vino piemontese o birra artigianale,  il cui segreto è la filiera corta.

Il secondo esempio è invece Bamburger a Zané (Vi). Anche in questo caso solo carne italiana, pane artigianale anche in versione priva di glutine, panino vegetariano o con l’hamburger di soia, e poi dolci artigianali, anche questi privi di glutine e birra artigianale. Inoltre molta attenzione anche al locale, arredato completamente con materie naturali.

Ovviamente come molti fanno notare McDonald’s, che solo in Italia ha ben 392 locali, non potrebbe mai, neppure volesse, assicurare questa qualità ed il punto infatti in questo caso non è fare il processo a McDonald’s, ma criticare una scelta del Ministero delle Politiche Agricole che è impossibile condividere o anche solo comprendere.


Scritto da

Felicia Villani

Laureata in Scienze della Comunicazione e laureanda in Comunicazione d’Impresa sempre presso l’Università degli Studi di Salerno, Villani Felicia dopo un anno Erasmus a ... continua

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