City of Gods: La prima free & free press della cospirazione precaria

City of Gods - La prima Free & Free Press della cospirazione precaria

Riporto dall’Intelligence Precaria:

1. Cosa avete in mano o sul vostro schermo

I media non sono più un prodotto che vende informazioni al pubblico: sono lo spazio dell’inserzionista attraverso il quale l’editore vende i propri lettori, voi. E’ un servizio che tra l’altro pagate pure 90 centesimi, 1 euro, 1 euro e 10.

Più soldi hanno i lettori, più gli editori si arricchiscono dalla vendita degli spazi pubblicitari.

All’interno di questo meccanismo ci sono i giornalisti, precari, free lance, senza contratto, a cottimo, a pezzo, a parola, a riga, a comete millenarie e casi del destino. Precari e precarie sottoposti al ricatto dei precarizzatori, della manchette, della pagina di pubblicità all’ultimo momento, del “non spingere troppo su questi che sono i nostri inserzionisti”, della creazione di quel complesso meccanismo di informazione e disinformazione che vi fa credere che se la vostra vita è una merda, non potete farci un granché.

Per questo, City of Gods è free & free: gratis, ma soprattutto libero, nelle parole, nell’irriverenza, nelle critiche, nello stile precario.

Per questo, in occasione dello sciopero dei giornalisti, che incredibilmente, ma non certo casualmente, visto il contesto, da due anni aspettano che gli editori si siedano al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto di lavoro precari e precari dell’informazione e non, hanno deciso di uscire con City of Gods: la stagione della cospirazione precaria è iniziata.

E ancora una volta i precari hanno preso la parola attivandosi, cospirando e creando relazioni e complicità che permettono di stampare e distribuire 50 mila copie di City of Gods e scriverne il contenuto che per una volta, non ti precarizza, ma ti informa.

2. Al principio

“Al principio” fu la parola, poi venne il racconto ed infine l’informazione.

A questo punto la storia presenta una sorpresa, o quasi: il diritto all’informazione si trasforma immediatamente nella disinformazione compensatrice delle vostre sfighe quotidiane, affinché esse siano “inevitabili”, “oggettive”, “certe”, “inattaccabili”.

Insieme, informazione + disinformazione, diventano propaganda, che trova nei media di massa il naturale alleato e nel brand la sua punta di diamante. Nella costruzione del brand, intimamente connesso alle informazioni che leggete ogni giorno sui giornali o sentite in radio e televisione, è celato un meccanismo più complesso di quello che potrebbe sembrare.

Nel brand si determina la strutturazione di un potente retro-informatore che agisce anticipando l’informazione, creando quel bacino comporta-mentale all’interno del quale l’informazione stessa, e il suo contrario, si collocano.

E’ un processo comunicazionale superiore alla propaganda. La rende, alternativamente, compatibile o inutile. In ciò tutta la difficoltà del presente, ma anche il terreno su cui agire.

3. L’intelligence precaria

Il sito dell’Intelligence Precaria è attivo in intima e sinergica collaborazione con i giornalisti e le giornaliste precari e precarie. L’intelligence è patrimonio comune dei precari e non solo del giornalismo. In esso confluiranno le mille sfaccettature dell’oppressione dei precarizzatori e dei contropiede precari.

4. Ma che cosa rappresenta questo sito ?

Immaginate un sito che non è un semplicemente tale, ma piuttosto un luogo che fa circolare informazione, non per informare, bensì per formare quel bacino di notizie da cui si estrarrà il bazar della creazione di conflitto e che contiene anche i prodotti di queste creazioni e gli strumenti che le hanno consentite.

Un sito crudele e spietato, scorretto verso le imprese, le istituzioni sociali, le merci ad alto contenuto ideologico e tutti i loro gli adepti: fazioso ma mai frazioso.

Un sito che ha la classe del purosangue, la ricchezza del meticcio, che non esercita fashionismo e brigantaggio culturale, che vive da sé, con quello che fa e per quello che dà. Pone questioni di stile, perché lo stile è importante, e chiede relazioni e complicità.

City of Gods, la voce della cospirazione precaria.

Scritto da

Giancarlo Catucci

Laureato in Scienze della Comunicazione e masterizzato in Marketing e Comunicazione Web e Nuovi Media, Giancarlo Catucci è Account Manager dei continua

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