Beppe Grillo ancora RE delle Comunicazioni Virali

Malgrado le censure di stato e quelle di alcuni giornali, ancora una volta Beppe Grillo riesce a far circolare in maniera virale la sua LETTERA A CHI HA UN DIESEL! Pubblicata sull’Espresso ha subito fatto il giro di blog, newsletter, forum, chat. Il perchè è palese: per forme e contenuti la lettera del comico (?!) Genovese risponde a pieno a tutti i valori richiesti dall’internauto postmoderno.
Leggiamola integralmente:

ARTICOLO DI BEPPE GRILLO SULL’ ESPRESSO
A CHI HA UN DIESEL…

Prima di fare questo discorso occorre una piccola premessa.

Quanto sto per dire danneggia gravemente il ministero delle finanze,
inoltre è considerato “truffa” dallo stato. Se deciderete di mettere in
atto quanto NON vi consiglio affatto di fare, quindi, sarete perseguibili e
io ovviamente NON vi consiglio di farlo. VI spiego semplicemente e nel
dettaglio cosa NON fare.

La premessa criminosa e’ la seguente: quando i motori diesel vennero
ideati, non esisteva ancora il carburante che oggi noi definiamo “diesel”.
Non esisteva perchè non esistendo i motori diesel, nessuno(escluso il buon
Diesel) si era mai chiesto con cosa farli camminare.

Quindi, i primi motori diesel furono concepiti avendo come combustibile
degli oli vegetali, come l’olio di semi, l’olio di soia, l’olio di
girasole, l’olio di semi vari, e così via. Sì, proprio così, quelli che
usate in casa per friggere.

La domanda e’: e i motori di oggi? La risposta e’ : idem. La stragrande
maggioranza dei motori diesel (credo potreste avere dei problemi con quelli
turbo compressi) e’ capace di bruciare uno qualsiasi degli oli che si usano
in cucina, con l’eccezione dell’olio di oliva (dovreste prima
surriscaldarlo, aspettare che decanti il residuo, e poi ossidare alcune
sostanze facendoci gorgogliare dell’aria mentre bolle. Far passare
dell’ossigeno dentro un combustibile liquido che bolle non e’ mai saggio,
quindi non lo fate se non vi chiamate Enichem di cognome. Per di più il
numero di esano e’ alto, quindi il botto lo sentirebbero molto lontano).

Comunque, la notizia che il Resto del Carlino dava oggi e’ la seguente. La
gente, a quanto sembra , sta iniziando a scoprire l’olio di colza. L’olio
di colza e’ un oliaccio di merda che le industrie usano per friggere su
larga scala, e ha due vantaggi: il primo e’ che rovina il fegato molto
lentamente, il secondo e’ che costa poco.

Costa poco nel senso che all’ingrosso e nei discount il suo prezzo oscilla
tra il 0.45 e i 0.65 euri/litro.

E quindi il Carlino dice che molta gente, “complice il tam tam su internet”
inizia a prendere d’assalto i discount per comprare questo olio. Dopo di
che lo si ficca nel motore.

Problemi tecnici? L’unico problema tecnico e’ che l’olio vegetale è
leggermente più denso degli altri, e quindi potrebbe dare dei problemi
all’accensione. L’ideale sarebbe partire con il diesel petrolifero, e poi
iniziare con l’olio di semi vari, o l’olio di colza. Questo significa che
la cosa migliore da fare e’ testare sul vostro motore quale sia la
percentuale massima di olio vegetale che potrete usare. Prima ne aggiungete
il 10% e vedete come va, poi il 20% e vedete come va, poi il 40% e vedete
come va, eccetera.

La cosa che dovrete verificare e’ come si comporta in accensione. I vecchi
motori diesel, quelli non common rail, quelli con le candelette di
preriscaldamento per intenderci, NON hanno alcun problema e ci potrete
cacciare dentro quanto olio vegetale volete.

Quelli common rail invece vanno verificati come dicevo prima, aggiungendo
lentamente percentuali sempre più alte di olio vegetale.

Non sarebbe stranissimo se riusciste anche voi, come la maggior parte, ad
aggirarvi sul 75% – 80%. L’olio di semi, l’olio di colza, possono costare
anche 0.45-0.50 al litro. Il diesel…

Tutto qui, direte voi? No, non e’ tutto qui. Perchè lo stato considera
questa cosa una truffa, cioè un reato. Se voi, cioè, comprate
legalissimamente un litro di olio di colza e anziché friggerci i calamari
lo infilate nel serbatoio del vostro diesel per lo stato state compiendo un
reato che e’ truffa, perchè state evadendo la tassa che c’e’ sui
carburanti.

Non importa il fatto che l’automobile sia VOSTRA e anche l’ olio sia VOSTRO
e quindi ci fate quel che volete. Lo stato dice che nel momento in cui
diventa carburante , qualsiasi cosa debba pagare delle accise. Quindi nel
momento in cui io sbatto, che so, il resto del carlino nella stufa, sto
compiendo una truffa perchè il resto del carlino NON paga l’accise sui
carburanti ad uso domestico.

Allora, qual e’ il problema? Il problema e’ che il carlino vorrebbe dare la
notizia, come la voglio dare io, mentre lo stato (che teme che la gente
sappia come truffarlo) non vorrebbe. E così, i giornalisti sono minacciati
di denuncia, per istigazione a delinquere, qualora dicessero che tale
operazione sia possibile, e che tale operazione sia vantaggiosa.

Quindi, mi adeguo.

Allora, con questa operazione il diesel lo pagate dai 0.45 ai 0.65 euri al
litro. Siccome il diesel petrolifero , come e’ noto, costa MENO di così,
allora l’operazione e’ svantaggiosa.

Allo stesso modo, bruciare olio di colza inquina zero. Inquina zero perchè
siccome il bilancio chimico di una pianta e’ nullo, il CO2 che buttate
nell’atmosfera e’ lo stesso che la pianta ha assorbito per crescere, e il
bilancio per il pianeta e’ nullo. Le misurazioni poi mostrano come il tasso
di zolfo sia pressoché nullo, e le polveri sottili siano la metà del diesel
petrolifero. Siccome inquinare e’ BELLO, allora ovviamente (in ottemperanza
alle leggi vigenti) devo dirvi che usare l’olio di colza e’ SBAGLIATO
perchè rispetta l’ambiente, cosa che , come sappiamo tutti, non e’ giusto
fare.

Come se non bastasse, l’olio di colza ha un numero di esano leggermente (il
3%) migliore rispetto al diesel petrolifero, ovvero il vostro motore non
solo durerà di più, ma avrà una resa migliore e brucerà meno combustibile.

E questo, come ci insegnano le vigenti leggi, e’ MALE, perchè dire il
contrario sarebbe istigare alla truffa.

La stessa cosa vale per l’olio di canapa, che e’ ancora migliore rispetto
ai precedenti due. Errata corrige: trattandosi di truffa contro lo stato, è
ancora PEGGIORE. Sporca di meno, mentre noi tutti sappiamo che inquinare è
BELLO, rende di più, e non c’è bisogno che vi elenchi le insidie del
risparmio (pratica immonda e scellerata) e, come se non bastasse, è una
sonora mazzata nei coglioni a Siniscalco, la persona in Italia le cui
gonadi stanno più a cuore a tutti noi. Guardatelo: i suoi occhioni
profondi, quello sguardo languido e sensuale, l’espressione viva e
intelligente: come pensate di dare un dispiacere ad un “piezz’e’core” del
genere?

Quindi, vi esorto a NON piegarvi a queste diaboliche pratiche consistenti
nel risparmiare (vade retro, satana!) soldi mettendo (coprite gli occhi
alle vostre figlie) olio di colza nel serbatoio della vostra automobile
diesel (che Siniscalco mi perdoni, l’ho detto!), risparmiando per di più di
inquinare il pianeta (che come sappiamo invece necessita di dosi crescenti
di inquinamento.

La colza danneggia gravemente Siniscalco.

Aut. Min. conc. Fate finta che ci sia anche un bel rettangolo color nero
“annuncio funerario” attorno, come nelle sigarette.

Come mai dico questo? Dico questo non perchè sia una novità, ma perchè e’
una di quelle notizie che non si dovrebbero far circolare, e che sui
giornali non trovano spazio. Motivo evidente: contate il numero di
pubblicità di aziende che fanno carburanti, e il numero di pubblicità di
aziende che fanno olio vegetale, e scoprirete il perchè.

Siccome in USA c’e’ un dibattito sul potere dei blog, mi piacerebbe fare un
test: vedere quanto si diffonde una notizia (sebbene già nota a molti) in
barba alla censura industriale che vige sui giornali, e che usa il ricatto
“non faccio più pubblicità sul tuo giornale se non dici cosa voglio io”.

Quindi, se vi va, e avete un blog, replicate o linkate questo articolo, o
dite le stesse cose con parole vostre. Non so perchè, ma a me Siniscalco
non fa tanto sesso.

In generale, comunque, oltre all’olio di colza e a quello di canapa che
sono gli ideali, vanno bene anche l’olio di semi di girasole, quello di
semi vari, quello di mais. L’unica discriminante e’ il costo al litro, il
che esclude l’olio di oliva, oltre ai problemi legati alla densità.

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