Bufera sulla Nike per la campagna antirazzismo

Alcuni giocatori inglesi hanno accusato la multinazionale di voler sfruttare l’iniziativa a fini di lucro.
Gary Nevile ed altri giocatori inglesi si sono schierati apertamente contro la Nike, rea secondo il parere, di voler ridurre un iniziativa nobile come quella di “Stand Up, Speak Up” ad una mega-promozione per l’inconfondibile
marchio della società. Il difensore del Manchester United ha dichiarato: “Dobbiamo essere certi che questa campagna venga fatta nella maniera giusta e non solo per promuovere la Nike come sembrerebbe”.

La mattina della partita amichevole Inghilterra-Olanda la Nike ha recapitato ai giocatori inglesi una scatola piena di braccialetti bianco-neri ma non tutti hanno voluto indossarli anche perchè la Football Association non era
stata interpellata al riguardo. Neville, sotto contratto con la Diadora, David Beckham, Steven Gerrard e Frank Lampard, sponsorizzati dalla Adidas, hanno preferito non indossarli mentre Rooney, Ashley Cole, Shaun Wright-Phillips, Jermaine Jenas, Keiron Dyer, Wes Brown, Stewart Downing e Andy Johnson lo hanno fatto.

Un esperto inglese di marketing interpellato sulla vicenda ha affermato che “Questa campagna è un classico esempio di “guerriglia commerciale”, alla Nike sono maestri in questo tipo di attività”. Simon Charlesworth, il responsabile della comunicazione della Nike in Inghilterra ha risposto alle accuse asserendo che “Non abbiamo fatto questa campagna per farci pubblicità.
Non c’entra nulla con la pubblicità, c’entra con il razzismo ed anche le associazioni che combattono questo problema in maniera permanente hanno approvato la nostra iniziativa” (da “www.tuttocalcio.it”)