gaming e criptovalute

Gaming e criptovalute si incontrano nel Metaverso (e i numeri sono da capogiro)

Il concetto di metaverso è entrato ufficialmente nel linguaggio “pop”.

Grazie a Zuckerberg e al suo cambio di nome da Facebook a Meta molti hanno iniziato a “masticare” la parola metaverso. Naturalmente il tutto non nasce con Zuckerberg, ci mancherebbe, ma il metaverso è un concetto, un progetto, che viene da molto lontano e che, pian piano, sta diventando realtà.

Insomma, ne sono passati di anni dal libro di Ernest Cline in cui si parlava di una realtà parallela e, da quel che dicono gli esperti, ne passerà ancora molto prima che diventi una realtà consolidata per utenti e sponsor.

Le varie sfaccettature del metaverso

Il metaverso è varie sfaccettature, o sarebbe più giusto dire, potrebbe avere varie sfaccettature. La più “semplice” è quella che vedrebbe la costruzione di una realtà parallela dove gli utenti potranno crearsi un loro nuovo mondo, delle relazioni virtuali e vivere una vita immersi nel nuovo social.

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Insomma, basta bacheche e feed Facebook, basta cuoricini lasciati su Instagram o lunghissimi messaggi vocali su Whatsapp. Basterà entrare nel nuovo metaverso per incontrare persone, parlare, istaurare relazioni.

Questa è solo una delle idee di come sfruttare il metaverso (naturalmente, questo è il progetto di Zuckerberg dove ha deciso di investirci 5 miliardi di euro). A questa idea ne possiamo aggiungere altre legate al business, a realtà virtuali che aiutano a “vivere” un’esperienza con dei prodotti (come ha fatto la Ford presentando la prima Mustang Mach-E elettrica).

Insomma, il principio è lo stesso: creare realtà virtuali e parallele per far vivere all’utente delle esperienze lontani dalla quotidianità. Regalare un nuovo mondo dove poter entrare e vivere una “vita” nuova.

gaming e criptovalute

Il metaverso ed il gioco: una prosecuzione della realtà

Una volta capito cosa sarà il metaverso credo sia facile immaginarselo nel mondo del gaming.

Già oggi è possibile vivere realtà parallele e condivise con altri giocatori al mondo attraverso vari giochi, citiamo per esempio solamente Fortnite e Roblox. Non è un caso che proprio società di gaming come Epic Game e Roblox stiano lavorando per dar vita in tempi brevi ad una serie di metaverso per regalare ai giocatori nuove piattaforme immersive per il gioco.

gaming e criptovalute

Gaming e criptovalute

Il gaming, come del resto i social, stanno entrando in una nuova fase, esplorativa. Con una differenza però: se per quanto riguarda i social la realtà virtuale o metaverso appare come una prosecuzione naturale ma futuristica (non molto lontana) per il gaming stiamo parlando di un qualcosa di esistente, che si sta sviluppando e che si sta sperimentando già adesso.

Questa nuova realtà del gaming, infatti, è diventato terreno anche di un altro passo in avanti: stiamo parlando di unire il gaming alla realtà virtuale e alla moneta virtuale. Un’evoluzione che solo cinque anni fa sembrava impossibile ma che adesso è reale, tangibile.

In Fortnite e Roblox, per esempio, è possibile partecipare al gioco con una moneta virtuale (leggi qui quali sono le altre piattaforme che hanno anticipato questo mondo).

È possibile guadagnare dei soldi virtuali giocando al proprio video gioco, la propria partita, nel proprio metaverso.

Il gaming si trasforma in un vero e proprio mondo parallelo dove è possibile anche partecipare ad eventi, conoscere altri avatar, guadagnare o perdere soldi. Si è andati a creare un nuovo “mondo” dove regnano le criptovalute, la tecnologia blockchain, token e videogiochi.

Un mondo ancora nebuloso ma con dei numeri spaventosi

Come tutte le nuove esperienze virtuali anche questa delle criptovalute nel gaming non ha un percorso chiaro. Soprattutto non ci sono dati che attestino e certifichino che persone stiamo guadagnando soldi reali con queste nuove possibilità.

Ci sono fonti non certe, ci sono smentite, ci sono annunci ma nulla che possa certificare il controvalore economico reale di ciò che si guadagna virtualmente. In questo mondo dove è difficile muoversi proviamo comunque a dare dei numeri certi, su cui poter ragionare per capire la portata di ciò che ci sta accadendo.

Secondo DappRadar, una società che tiene traccia dei dati sulla finanza decentralizzata, ha contato a marzo circa 51mila portafogli virtuali attivi giornalieri.

Questa cifra, dopo appena tre mesi contava 360mila portafogli attivi. Un aumento di quasi il 600%. Spaventoso!

Bitcoin nel Metaverso - gaming e criptovalute

Gaming e criptovalute: anche i ricchi investono

Come abbiamo appena detto si intravede una nuova strada per il guadagno “facile”, per un investimento proficuo e nuovo.

Come tutti gli strumenti nuovi ha dei rischi, ma anche delle possibilità di guadagno alte. Noi possiamo basare le nostre riflessioni solo sui numeri (che ancora non sono chiarissimi) e su ciò che fanno gli altri. In particolar modo i ricchi. Dobbiamo dire che sono in molti quelli che hanno deciso di investire in questo nuovo settore.

Un esempio è sicuramente Justin Sun, CEO di BitTorrent e fondatore di TRON Foundation, che ha lanciato di recente un fondo da 300 milioni di dollari sul play-to-earn e GameFi (qui un approfondimento sull’operazione di Justin Sun).

Insomma la direzione è segnata. La strada è spianata. I coraggiosi si sono buttati a capofitto. Vediamo se tutto ciò rimarrà solo un gioco “virtuale” o una opportunità “reale”.

metaverso e blockchain

Blockchain e Metaverso: come questa unione completa l’esperienza dei mondi virtuali

Chi ha scaricato i nuovi aggiornamenti delle app dell’impero di Mark lo legge ormai ben in evidenza: “meta”. Il Metaverso di Zuckerberg sta arrivando e spinge con forza l’interconnessione tra nuovi mondi virtuali in cui interagire con altre persone, comodamente dal divano, e in cui eventuali transazioni e operazioni vengono tracciate e registrate in un sistema di Blockchain. Blockchain e Metaverso sembrano essere due aspetti essenziali di un nuovo modo di intendere la relazione online.

Il Metaverso non è una novità assoluta (soprattutto per i gamer)

Anche causa della pandemia, i giochi multiplayer basati sulla creazione di un universo parallelo in cui sfidare altri giocatori e in cui comprare upgrade di personaggi o armi con  moneta virtuale propria della piattaforma, sono ormai diffusissimi.

Per esempio, Genshin Impact è un gioco multiplayer online con elementi gacha che ha registrato il record di incassi, superando, con 3,7 miliardi di dollari di introiti in un anno di vita, gli incassi di sempre di Pokemon Go e GTA V.

Il modello di gioco è di tipo freemium, cioè puoi aprire un account in modo gratuito, ma se vuoi avanzare di livello e avere successo nel gioco devi investire soldi veri: converti i tuoi euro in una moneta virtuale di proprietà della piattaforma che sostanzialmente ti permette di acquistare altra moneta con la quale finalmente avere potere d’acquisto in armi e personaggi.

La forza dell’acoppiata Blockchain e Metaverso

Se l’idea di partenza del metaverso era sostanzialmente quella di una realtà virtuale nella quale visitare luoghi lontani o incontrare gli amici attraverso un avatar, oggi il Metaverso ha aggiunto a queste possibilità la Blockchain, cioè la capacità di interazioni economiche riconosciute tra esseri “non umani”.

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Analizziamo insieme le caratteristiche principale del Metaverso e qual è la “ricetta che lo compone”:

  • Internet: grazie all’utilizzo di più nodi decentralizzati , un universo meta è scollegato e non controllato da un’autorità centrale, ma condiviso da più soggetti.
  • Tecnologia digitale e linguaggio di programmazione evoluti: il Metaverso si sostiene e sembra reale perché la tecnologia utilizzata per crearlo è della più evoluta scritta per essere fluida e user friendly.
  • Hardware: tutti i devices che proiettano in una realtà virtuale come visori o Smart Glasses rendono chiaramente più fruibile il mondo nascosto.
  • Blockchain: il vero fattore che rende l’esperienza nel Metaverso la più completa possibile fornendo garanzia e trasparenza sulle transazioni effettuate.
  • Portabilità del contenuto: un contenuto creato nel Metaverso può essere “spostato” e trasferito in quell’universo in modo libero.
  • Dematerializzazione: un universo meta è un universo che va oltre i confini fisici.
  • Socialità: puoi fare tantissime cose con altre persone, anche se non le conosci, stando fisicamente a casa.
  • Persistenza: il Metaverso è sempre lì ogni volta che ci vorrai entrare e con ogni device tramite il quale vorrai farlo, ma puoi anche ogni volta modificare l’esperienza, cambiando il panorama o il tuo ruolo al suo interno.

Blockchain e Metaverso, le implicazioni

Come detto, uno dei pilastri fondamentali di un Metaverso completo è la Blockchain, una sequenza digitale che permette di registrare in modo univoco e immodificabile transazioni o scambi.

La Blockchain completa l’idea di Metaverso perché va ad agire sulla decentralizzazione del dato. Prima dell’utilizzo della Blockchain con NFT e Cryptocurrencies, tutto era immagazzinato in un’unità centrale, con evidenti limiti.

I primi esempi in cui l’idea di Metaverso + Blockchain ha preso forma è oggi quella dei giochi online, dove i player sono già abituati a vestire i panni degli avatar di gioco e interagire con gli altri in ogni parte del mondo.

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La mossa di Facebook, oltre a comportare diverse implicazioni per il mondo del gaming, porterà una vera e propria rivoluzione: darà la possibilità di partecipare fisicamente, con un proprio ologramma, in riunioni o conferenze o di incontrare un amico in versione 3D.

Il rischio è che una buona fetta di popolazione mondiale venga esclusa da questo nuovo universo, che richiede in ogni caso connessioni veloci e stabili e un hardware all’altezza.

Dove ci porteranno Blockchain e Metaverso insieme

Sembra chiaro che l’obiettivo del Metaverso è quello di voler sostituire, anche in breve tempo, Internet come lo conosciamo oggi puntando tutto su una realtà virtuale senza confini fisici.

Metaverso e Blockchain, quindi, sembrano l’accoppiata in grado di cambiare il futuro delle cose come le conosciamo, non solo nell’intrattenimento e nel gaming, ma anche per quanto riguarda le community e il mondo del lavoro.

Altri aspetti che meritano di essere approfonditi separatamente sono quelli riguardanti la privacy e la regolamentazione di questi spazi. Avremo bisogno di un “governo” del Metaverso?

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New G

Spotify lancia il primo video podcast originale in Italia

Finalmente il momento tanto atteso è arrivato: oggi Spotify presenta New G, il primo video podcast originale in Italia. Gli utenti potranno quindi non solo ascoltare ma anche vedere lo show, prodotto da Show Reel Agency (parte di Show Reel Media Group), i cui protagonisti sono un gruppo di content creator molto popolari su TikTok: Momo, Raissa, Nimi Abdoulaye (alias Isabo), Tasnim Ali e Dayoung Clementi

Il primo video podcast italiano

I cinque, molto diversi tra loro per storia personale e background culturale, sono uniti da un importante filo conduttore: un nuovo modo di vivere le diversità e approcciare il dibattito intorno ad essa, tipico della Generazione Z. Il mondo dei social media sarà certamente al centro delle 50 puntate di cui si compone il podcast, ma ci sarà ampio spazio per parlare di scuola e di futuro, del rapporto con la generazione dei loro genitori, di sogni, fallimenti e molto altro. 

New G

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La generazione dei protagonisti di questo video podcast è molto diversa dalle precedenti: i ragazzi e le ragazze che ne fanno parte sono cresciuti in tempi di grandi trasformazioni e hanno ridefinito ciò in cui credono, i propri valori,  ambizioni e obiettivi. Sono aperti alla diversità, consapevoli che ognuno ha un proprio bagaglio identitario e sono disposti ad esplorare contenuti di intrattenimento che superano i confini della propria cultura.

Questi sono solo alcuni degli aspetti fondamentali di uno show che permetterà agli ascoltatori di ogni età di comprendere meglio il mondo dei più giovani e scoprire cosa muove una generazione che sta dando un contributo decisivo alla creazione di un Paese più aperto e inclusivo.

Siamo molto felici di essere gli host del primo video podcast di Spotify e, soprattutto, siamo orgogliosi che questa opportunità ci abbia permesso di dare voce a ciò che conta davvero per la generazione di cui siamo parte. Siamo in cinque a parlare in New G, anche parecchio diversi uno dall’altro: non siamo, infatti, sempre d’accordo sulle cose ma è giusto che sia così perchè è importante dare spazio a tutto e rispettare tutti. Questo per noi è New G: uno sguardo di più occhi sul mondo per accendere dibattiti.

Dopo l’annuncio globale del luglio 2020, New G segna l’arrivo dei video podcast originali in Italia, un formato che ha già permesso agli ascoltatori di tutto il mondo di entrare in contatto in maniera ancora più profonda con i contenuti dei propri creator preferiti.

Commenta Eduardo Alonso, Head of Studios for Southern & Eastern Europe di Spotify.

Siamo entusiasti di annunciare finalmente anche in Italia il primo video podcast originale Spotify. Vogliamo continuare a fornire ai creator sempre più strumenti per esprimere la propria creatività e avere il controllo sui propri contenuti, oltre che a proporre agli ascoltatori esperienze uniche e all’insegna dell’interattività. New G è uno show imperdibile per chiunque voglia conoscere meglio il mondo dei più giovani, i valori che li ispirano e il loro approccio alla diversità.

Il primo episodio del video podcast, intitolato “Genitori sui social? No, grazie!” è già disponibile sulla piattaforma.

Forum HR 2021 intervista sul metaverso agli HR Director italiani

Lavorare nel Metaverso è possibile? Lo abbiamo chiesto al mondo degli HR italiani

Lavorare nel Metaverso è possibile o è soltanto una visione distopica di un’umanità sempre più connessa ma scollegata dalla realtà non virtuale?

Il mondo del lavoro è in un costante cambiamento, oggi più che mai, e la portata di questa rivoluzione è stata al centro del Forum HR 2021.

Sono molte le discussioni che è necessario affrontare ora che le sfide tecnologiche, ma anche ambientali, ci mettono davanti a scelte sempre più nette.

Digital Transformation, welfare, wellbeing, recruiting, learning e hybrid working. Questi e altri importanti temi legati al mondo HR sono stati al centro dell’edizione 2021 del Forum delle Risorse Umane, quest’anno alla sua tredicesima edizione.

L’evento è finalmente tornato dal vivo, anche se con alcune limitazioni sul numero del pubblico.

Forum HR 2021 - federica bulega

Il Forum HR 2021 è stata anche l’occasione per la redazione di Ninja di entrare in contatto con le più importanti voci del mondo HR italiano e noi di Ninja non ci siamo fatti sfuggire l’occasione per fare loro qualche domanda sul futuro del lavoro in relazione a una delle tecnologie più impattanti annunciate recentemente: il Metaverso.

Le tecnologie emergenti di virtual communication e virtual collaboration promettono di unire una forza lavoro sempre più dispersa grazie ad avatar, riunioni olografiche, mondi virtuali. Molto prima dell’annuncio di Mark Zuckerberg, ne avevamo parlato approfonditamente in questo articolo.

Se come si deduce dalle dichiarazioni degli esperti saranno necessari ancora diversi anni prima che questa rivoluzione abbia luogo, è importante gettare uno sguardo sui prossimi anni e anticipare i possibili sviluppi di una tecnologia così disruptive.

Lavorare nel metaverso è possibile? Diventerà presto realtà?

La domanda che abbiamo posto ai rappresentanti del panorama HR italiano è stata proprio questa: possiamo aspettarci, a breve, di lavorare in spazi virtuali, uffici nei quali muoverci con il nostro avatar e interagire con le rappresentazioni cibernetiche dei nostri colleghi? Ecco cosa ci hanno risposto.

Simona Liguoro – HR Director Italy – Nestlé Nespresso

lavorare nel metaverso simona liguoro

In futuro lavoreremo con gli avatar e sono particolarmente sicura di questo, ma per conquistare le persone e farle legare all’azienda sarà sempre necessario e fondamentale il contatto fisico.

Dal mio punto di vista i sensi sono la cosa più importante.

Serena Rossi – Human Resources Director – Stryker

serena rossi stryker

Incontrarsi di persona sarà sempre essenziale: eventi come il Forum HR 2021 lo dimostrano. Non potremo mai essere sostituiti dal nostro avatar, o almeno ci proviamo. Magari, però, il nostro avatar potrà occuparsi di cose per noi che non riusciamo a gestire.

Non credo che la sostituzione completa sia una strada da seguire: l’essere umano ha bisogno di essere fisico, toccare, guardare negli occhi, ma certamente la tecnologia potrà aiutarci semplificandoci la vita.

Guido Stratta – Direttore People & Organisation Gruppo Enel

Lavorare nel Metaverso Guido Stratta Forum HR 2021

Secondo me dobbiamo far sì che questa nuova tecnologia non ci schiacci: credo sarà una buona dimensione da gestire con equilibrio.

Io penso che la relazione umana sia ancora determinante, abbinata però a tutte queste belle novità.

Annalisa Alberti – Human Resources, Facility Management, ICT & Compliance Director – Rheinmetall Italia S.p.A.

Lavorare nel metaverso - Annalisa Alberti al Forum HR

Il contatto umano resta fondamentale: dovremmo invece ragionare un po’ fuori dagli schemi e pensare che non ci si può più limitare a “un classico orario di lavoro” dalle 8.00 alle 16.30, perché viviamo in un mondo che è interamente connesso e abbiamo bisogno di ripensare il nostro modo di lavorare focalizzandoci sugli obiettivi.

Detto questo, il contatto umano e la vicinanza faranno la differenza per le aziende.

Tiziana Carnicelli – Group Education and HR Communication Head presso Angelini Holding

Tiziana Carnicelli

È un argomento che mi intriga molto: nell’esperienza vissuta durante il Covid, la cosa che abbiamo sofferto di più nel fare formazione era il non poter guardare negli occhi la persona e comprendere la comunicazione non verbale.

La possibilità di avere un’aula di formazione, nella quale posso dialogare con il professore anche se a distanza vedendolo come fosse dal vivo, e magari interagire con un mio collega, anche se il collega è dall’altra parte del mondo, può significare molto.

Tutto dipenderà da quanto saranno “intelligenti” questi avatar e ologrammi, se ci permetteranno davvero una reale interazione. Altrimenti, dubito che funzionerà.

Giuseppe Conte – Direttore centrale Formazione e sviluppo risorse umane · INPS

Giuseppe Conte - Forum HR 2021

Già oggi, tendenzialmente, molte riunioni che si organizzavano in presenza e che richiedevano spostamenti si possono fare tranquillamente a distanza.

Vi saranno però sempre dei momenti importanti in cui sarà utile incontrarsi in presenza, magari per appuntamenti di tipo laboratoriale o di brainstorming. Sarà sufficiente trovare un giusto equilibrio.

Fabrizio Tripodi – HR Director at Brown-Forman, the Jack Daniel’s company

Fabrizio Tripodi Lavorare nel Metaverso - Forum HR 2021

La tecnologia mi piace molto, perché si evolve velocemente, ma ho un punto fermo: deve essere al servizio dell’uomo; uno strumento attraverso il quale risparmiamo, ottimizziamo e ci concentriamo maggiormente su quello che è il valore aggiunto del contatto umano.

Tutti quelli che sono gli strumenti digitali sono benvenuti: si aggiungono e aiutano e non sostituiscono il contatto umano, ma permettono che il contatto umano sia usato nel modo migliore, laddove necessario per motivi professionali ma soprattutto per una connessione empatica tra le persone.

Accogliamo con entusiasmo il metaverso proprio considerandolo come una piattaforma di supporto e non di sostituzione del contatto umano.

Elisabetta Maiocchi – Head of HR di Siae Microelettronica

Lavorare nel Metaverso Elisabetta Maiocchi Forum HR 2021

È un percorso che considero realizzabile: per determinati tipi di funzioni aziendali, come ricerca e sviluppo e funzioni amministrative, c’è una compatibilità di fondo; per altri ambiti, come il mondo del commerciale, sarà necessario capire se la soluzione può essere valida, perché spesso l’incontro in presenza rimane la via preferibile.

Sul mondo training e academy mi sento ottimista sull’argomento: ci si può dotare di postazioni adatte allo scopo per le persone che non dispongono di strumentazione e connessioni adeguate.

Fabio Salvi – Head of HR/Team Lead People Partner Italy, Spain, Portugal, Serbia, Croatia and Romania presso FlixBus

Lavorare nel metaverso - Fabio Salvi - Flixbus

Questo scenario mi sembra un po’ una deriva dello sviluppo tecnologico, una sorta di puntata di Black Mirror.

La tecnologia, dal mio punto di vista, è uno strumento per abilitare in modi diversi le relazioni, ma la relazione è e resta umana. La tecnologia è solo uno dei canali che va sfruttato per quello che è nei suoi significati, funzionale quando ci sono team distribuiti e separati da una distanza fisica.

Quello che però è il rapporto umano è inalienabile. Se questo scenario degli avatar si realizzasse staremmo davvero ripensando alla natura stessa dell’essere umano e, almeno personalmente, non vorrei andare in questa direzione.

Federica Visioli – Head of Human Resources – CDI Centro Diagnostico Italiano

Lavorare nel Metaverso - Federica Visioli

Se ne parla molto e conosco le possibilità del metaverso. Non so però se il nostro contesto nazionale sia già pronto per arrivare a queste dinamiche.

Ritengo però che anche il mondo sanitario si stia evolvendo, per cui l’aiuto di tutti quelli che sono gli strumenti informatici è prezioso.

Pensiamo per esempio all’intelligenza artificiale, a quanto può aiutare il medico nel migliorare le logiche predittive su alcune malattie. Il rapporto tra medico e paziente rimane fondamentalmente fisico: per semplificare, talvolta è necessario toccare l’arto malato. Però ci sono degli aspetti come le consulenze e determinati momenti che possono essere gestiti in modo ottimale anche con una modalità da remoto.

Andrea Lugo – H.R. Director | Aruba S.p.A.

Andrea Lugo - Aruba - Metaverso

Spero non si arriverà a lavorare in ambienti virtuali per mezzo di avatar, anzi, spero di essere andato in pensione prima che succeda.

È un mondo che non conosco in modo approfondito, ma sul quale ho qualche dubbio: credo che per adesso l’assetto attuale nelle modalità di recruiting sia quello corretto.

Samanta Todaro – Direttrice delle Risorse Umane del Gruppo Alessi

Lavorare nel Metaverso Samanta Todaro Forum HR 2021

Io credo che l’aspetto relazionale debba rimanere, perché è quello che fa la differenza; lo comprendiamo bene anche da questo evento tornato in presenza: tutti avevano voglia di tornare a vedersi.

Penso però che la tecnologia ci possa aiutare, debba essere sfruttata come un mezzo per farci arrivare dove oggi fisicamente non possiamo. La realtà virtuale, nel lavoro, è infatti nata anni fa, per esempio nel training medico, ma può essere efficacemente utilizzata anche in altri ambiti diversi dalla formazione, per esempio nella simulazione di un investimento per valutarne il tasso di successo.

Roberta Fagotto – Chief Human Capital Officer – SIT

Lavorare nel Metaverso Roberta Fagotto - Forum HR 2021

Credo che non possiamo prescindere dalla relazione umana: nel nostro contesto latino facciamo molta difficoltà a sconnetterci completamente dall’organizzazione dal punto di vista fisico, perché la relazione umana, per esempio quelle che avviene alla macchinetta del caffè, il contatto visivo non asincrono come quello del contatto video che è sempre un filtro, per noi è ancora fondamentale.

Sia per la parte progettuale e di innovazione, che non può essere “remotizzata” completamente, ma anche perché spesso tendiamo a unire la dimensione umana del collega alla nostra quotidianità.

Ritengo che invece assumeranno maggiore importanza gli spazi di lavoro, perché saranno degli spazi in grado di valorizzare la connessione, anche da un punto di vista personale, di tutti i colleghi.

Marketing sostenibile

In che modo il Marketing Sostenibile può dare il boost alla tua azienda

Si parla di marketing sostenibile perché la prospettiva del consumatore è cambiata molto nel corso dell’ultimo periodo. È da tempo infatti che il tema della sostenibilità è diventato sempre più centrale in molteplici settori ed il marketing non è escluso da questa novità.

L’etica dei consumatori è ormai diventato un elemento principale su cui basare le loro scelte di acquisto. A provarlo è una ricerca di Accenture secondo cui:

  • il 62% dei consumatori intervistati desidera che le aziende prendano posizione sui temi sociali, culturali, ambientali e politici a cui tengono di più
  • quasi due terzi dei consumatori di tutto il mondo (63%) preferisce acquistare prodotti e servizi da aziende che si battono per uno scopo che riflette i propri valori e convinzioni ed eviterà aziende che non lo fanno
  • il 66% dei consumatori ritiene che le proprie azioni possano influenzare la posizione di un’azienda su questioni di interesse pubblico
  • il 47% dei consumatori ha smesso di fare affari con un’azienda a causa delle sue azioni
  • il 74% dei consumatori desidera la trasparenza sul modo in cui le aziende acquistano i loro prodotti, garantiscono condizioni di lavoro sicure e la loro posizione su questioni importanti
  • il 62% dei consumatori afferma che le proprie decisioni di acquisto sono influenzate dai valori etici e dall’autenticità di un’azienda
Infografica di Accenture

Infografica di Accenture

Il mercato della responsabilità sociale è in rapida crescita e le organizzazioni che desiderano creare connessioni più solide con i consumatori devono quindi seguire i principi di un marketing sostenibile

Per farlo i marketer devono:

  • definire ciò che rappresenta l’attività dell’azienda
  • far essere chiara e autentica l’azienda
  • coinvolgere i consumatori a un livello più profondo

Tale tendenza verso una svolta sostenibile dei brand è inoltre  destinata a proseguire nel lungo periodo. A provarlo ci sono infatti i  17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile parte del programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU e denominato Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.

agenda-2030-obiettivi-sviluppo-sostenibile

Cos’è il marketing sostenibile

Secondo la definizione data da Philip Kotler “il concetto di marketing sostenibile sostiene che un’organizzazione dovrebbe soddisfare i bisogni dei suoi attuali consumatori senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni.”

Praticare la sostenibilità significa adeguarsi ai bisogni distinti delle varie comunità per formare una migliore qualità della vita e del futuro. Obiettivo del marketing sostenibile deve quindi essere quello di migliorare la qualità della vita attraverso la promozione di prodotti, servizi e idee che non danneggiano l’ambiente.

Nel contesto di una società sempre più consapevole degli attuali problemi ambientali e desiderosa di affrontare queste problematiche, le aziende che prendono una posizione, prendono parte ad iniziative ed incoraggiano i propri clienti a fare altrettanto, acquisiranno ragionevolmente maggiore visibilità.

I cinque principi del marketing sostenibile

Il marketing sostenibile si basa essenzialmente su cinque principi fondamentali:

  • Marketing orientato al consumatore: il mutare delle esigenze di mercato, caratterizzato anche da consumatori molto più evoluti, impone che anche il marketing si adatti, ponendo le esigenze del cliente al centro dei processi decisionali aziendali. L’orientamento al cliente è l’evoluzione dell’orientamento al mercato.
  • Marketing a valore per il cliente: offrono valore ed estrema soddisfazione ai clienti si traduce nell’ottenimento di valore dai clienti sotto forma di vendite, profitti e fedeltà
  • Marketing innovativo: un processo di innovazione digitale che sfrutta le nuove tecnologie e i vantaggi competitivi che le strategie di marketing digitale offrono per lo sviluppo di campagne di comunicazione aziendale di valore.
  • Marketing del senso della missione: definire la mission in termini social e non solo di prodotto è l’occasione per la costruzione e dichiarazione ai consumatori dei valori aziendali
  • Marketing sociale: è volto non a favorire l’acquisto di prodotti o servizi da parte dell’utente, ma ad indurre un cambiamento nel suo comportamento

Gli attori principali del marketing sostenibile

Amazon segue diverse pratiche che la rendono un’azienda volta alla sostenibilità, tra cui:

  • con Shipment Zero sta cercando di rendere le spedizioni Amazon a zero emissioni di carbonio entro il 2030
  • collaborando con Tide sta realizzando imballaggi sostenibili
  • attraverso l’Amazon Sustainability Data Initiative cerca di accelerare la ricerca e l’innovazione sulla sostenibilità riducendo al minimo i costi e i tempi necessari per acquisire e analizzare grandi set di dati sulla sostenibilità

BMW tra le pratiche sostenibili che segue vanta:

  • un uso efficiente dell’acqua, dell’energia e mancanza di sprechi
  • un basso divario di stipendio fra il CEO e i dipendenti
  • una diminuzione della propria carbon footprint
  • investimenti nel settore veicoli elettrici
  • il collegamento tra il salario dei dirigenti con performance sostenibili
  • Adidas, famoso marchio di abbigliamento si impegna in pratiche sostenibili per l’ambiente attraverso:
  • il recupero e riciclo di rifiuti da riconvertire in materia prima per i suoi prodotti

Loreal, noto brand beauty, si contraddistingue invece per:

  • l’approvvigionamento di materiali sostenibili per i loro prodotti
  • il riciclaggio alla fine del processo produttivo
  • l’85% dei prodotti nuovi o rinnovati nel 2019 ha un profilo ambientale o sociale migliorato
  • il 54% dei prodotti nuovi o rinnovati ha un profilo ambientale migliorato, grazie a una nuova formula a minor impatto ambientale
  • il 78% dei prodotti nuovi o rinnovati ha un profilo ambientale migliorato, grazie a imballaggi con un impatto ambientale inferiore

Conclusioni

È ormai arrivato il momento che i professionisti del marketing e le aziende si mettano in gioco decidendo e manifestando la loro mission in termini di sostenibilità,  mostrando i propri valori ai consumatori in modo autentico e trasparente e permettendo loro di sceglierli sulla base del riconoscimento in questi stessi valori.

Acquistare oggi rappresenta qualcosa in più, si traduce nella scelta di fare la differenza in base al tipo di azienda che si sceglie di supportare attraverso il proprio potere di acquisto, perciò fare la differenza distinguendosi rispetto alle altre, per le aziende non è più un opzione, ma rappresenta oggi l’unica possibilità per avvicinarsi ai clienti creando con loro un rapporto di fiducia di lungo termine basato su valori comuni. Il marketing sostenibile rappresenta oggi la strada da percorrere per le aziende al fine di ottenere una migliore immagine del marchio e tale tendenza si presume continui nel lungo periodo. 

Benedetta De Luca

Diversity&Inclusion: perché devi tenerne conto nella tua strategia Social

Continuano senza sosta i nostri appuntamenti con i Webinar PRO targati Ninja: tutti gli insight, trucchi, trend, dietro le quinte sui temi caldi del momento, condivisi con voi. L’argomento di questa puntata è dedicato al settore Influencer Marketing Diversity&Inclusion: a parlarne con noi Benedetta De Luca, influencer di bodypositive e founder Italian Inclusive Fashion.

Non perderti i punti salienti dell’intervista:

  • Influencer marketing Diversity&Inclusion: min 3.40
  • Il movimento Body Positive in Italia: min 13.00
  • Come si muovono i brand: business o sensibilità?: min 23.00
  • Scenari futuri: min 27.00

Saving Simon Spot di Natale Apple

Guarda che bello Saving Simon: il commovente spot natalizio di Apple girato con un iPhone 13 Pro

Manca meno di un mese all’arrivo di una delle feste più magiche e attese da tutti, specialmente dai più piccoli, il Natale. E dai bambini, mai come ora, dobbiamo imparare a guardare il mondo da un punto di vista diverso e ad avere speranza e tanta, ma tanta tenacia. Ed è proprio questo il messaggio del nuovo spot di Apple, difendere i propri desideri e chi abbiamo a cuore.

saving simon spot apple per natale

Ivan e Jason Reitman, padre e figlio, entrambi registi di film come Ghostbusters e Juno, hanno realizzato questo dolcissimo spot natalizio per Apple interamente con un iPhone 13 Pro, lavorando insieme all’agenzia TBWA\Media Arts Lab

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Saving Simon: la storia di Natale per promuovere il nuovo iPhone

Lo spot è davvero originale, a tratti surreale, ma fa sorridere. “Saving Simon” racconta la storia di una bambina che cerca in tutti i modi di salvare un piccolo pupazzo di neve. Il video si apre con un ragazzo che prende a calci 3 pupazzi di neve su 4 davanti casa sua.

Poco prima di dare un calcio al quarto pupazzo di neve, l’ultimo superstite e il più piccolo del gruppo, una bambina, la sorellina che osserva la scena dalla finestra della sua camera, corre fuori e salva il pupazzo di neve mettendolo nel congelatore.

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Per tutto l’intero anno lo lascia lì accertandosi che stia bene e cerca di mantenerlo “in vita” fino all’arrivo delle prossime feste natalizie.

Ci riuscirà?

ikea elimina la plastica

Addio plastica! IKEA la eliminerà dagli imballaggi entro il 2028

IKEA è sempre stata un’azienda all’avanguardia che ha visto il potenziale in prodotti e modi di comunicare a cui nessuno aveva ancora pensato, ed è per questo che quando si tratta di sperimentare non si tira certo indietro.

Ora arriva un annuncio importante, un chiaro segno di voler impegnarsi a diventare una società sempre più sostenibile. Ha dichiarato il suo impegno nel voler eliminare gradualmente la plastica la plastica da tutti i suoi packaging preferendo imballaggi realizzati con materiali rinnovabili e riciclati.

L’impegno d’IKEA nella sostenibilità e nella lotta alla plastica

L’imballaggio è di certo un elemento chiave di accessibilità, sostenibilità e manipolazione sicura quando acquistiamo un prodotto da un rivenditore. Per combattere i rifiuti di plastica e l’inquinamento, IKEA ha già ridotto significativamente la quantità di plastica utilizzata nelle sue soluzioni d’imballaggio.

A oggi, meno del 10% del materiale da imballaggio utilizzato annualmente dall’azienda è costituito da plastica. Nel colmare il divario rimanente rimuovendola dalle soluzioni d’imballaggio di consumo, IKEA ha affermato che adotterà l’utilizzo solo di materiali rinnovabili o riciclati.

Ed è stato proprio Erik Olsen, Packaging & Identification Manager d’IKEA, a sottolineare l’impegno nell’ eliminazione graduale della plastica dagli imballaggi come un chiaro segnale nel supportare l’impegno generale per ridurre l’inquinamento puntando su imballaggi dai materiali sostenibili, e quindi rinnovabili e riciclati.

LEGGI ANCHE: La svolta sostenibile dei brand verso un’economia sempre più circolare

IKEA elimina la plastica

Idee e soluzioni sostenibili

Ogni anno IKEA spende oltre 1 miliardo di euro per circa 920.000 tonnellate di materiale da imballaggio. L’abbandono della plastica richiederà la progettazione di nuove soluzioni ma soprattutto una stretta collaborazione con i team di sviluppo del prodotto e con gli stessi fornitori.

L’azienda però ha ammesso che solo alcuni imballaggi in plastica potrebbero rimanere, ma per i prodotti alimentari per garantirne la sicurezza e prevenire lo spreco alimentare. L’impegno però resta sempre quello di scovare possibili soluzioni entro la data prefissata, il 2028 appunto.

Maja Kjellberg, Packaging Development Leader d’IKEA ha ribadito il ruolo pionieristico della compagnia sottolineando che l’ingegnosità ha fatto sempre parte del patrimonio IKEA e il packaging non fa eccezioni al riguardo.

Molti nuovi pacchetti saranno realizzati con la carta, sebbene l’azienda stia sperimentando l’uso di altri materiali. E infatti molte startup stanno studiando e adoperando materiali d’imballaggio realizzati con i rifiuti dell’industria alimentare, dalle noci di cocco ai sottoprodotti della produzione della birra.

La plastica purtroppo è ovunque. È un materiale resistente, durevole e versatile ed è anche a basso costo, ma non viene smaltita in modo responsabile. Ormai le implicazioni ambientali sono disastrose. IKEA riuscirà, insieme a tanti di noi, a fare la differenza? Ci auguriamo di sì!

black days ninja copertina

Black Days: tutti i Corsi e Master del Nuovo Catalogo Ninja scontati di oltre il 50% (ma solo per i primi 100)

Il Black Friday è un’occasione imperdibile non solo per gli appassionati dell’affare a ogni costo: promozioni, sconti e offerte imperdibili fanno capolino su ogni media possibile. Smartphone, TV e vetrine degli store fisici riprendono il tema black e strillano l’invito di approfittare dei Black Days.

Districarsi nella giungla di promozioni può non essere facile, ma un buon mindset fa la differenza: se è vero che l’opportunità di accaparrarsi a prezzo scontato l’ultimo modello di tablet o la mega TV a schermo piatto, il periodo dell’anno particolarmente propizio può essere impiegato per migliorare le proprie competenze anche lato digital.

Le skill digitali necessarie per il mondo del lavoro

Approfittare di percorsi di studio a un prezzo più accessibile diventa di rilevante importanza, considerato che le digital skill sono ormai richieste e necessarie in ogni aspetto del quotidiano, dal modo di comunicare a quello di vivere e, soprattutto, a quello di lavorare. Il livello di rischio sul lavoro è inversamente proporzionale al livello di studio e di competenze avanzate in settori ad alta tecnologia.

1 miliardo di persone dovranno reskillarsi entro il 2030 per rispondere alla crescente domanda di competenze digitali e farsi trovare pronti è una necessità assoluta: l’Italia ha ancora un consistente gap digitale da recuperare rispetto agli altri Paesi europei.

Chi ha ruoli e competenze che permettono di lavorare da remoto è avvantaggiato, dal momento che le competenze digitali avanzate sono quelle oggi scarse e sempre più ricercate.

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Come approfittare dei Black Days di Ninja

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pagespeed insights

Nuova versione di Pagespeed Insights e Google Page Experience arriva su desktop

Tante le novità nel campo SEO già annunciate in questa prima metà di Novembre. 

Tra tutte, spiccano la comunicazione ufficiale da parte di Google dell’arrivo dell’algoritmo Google Page Experience su desktop e il lancio della nuova versione di PageSpeed Insights, lo strumento gratuito messo a disposizione da Big G per migliorare le prestazioni di velocità del tuo sito web.

Andiamo a vederle entrambe nel dettaglio in questo articolo.

Il contenuto di questo articolo:

  1. Google Page Experience Update: che cos’è
  2. Google Page Experience su Desktop: cosa cambia?
  3. PageSpeed Insights di Google: che cos’è
  4. Live la nuova versione di PageSpeed Insights di Google

Google Page Experience Update: che cos’è

Il Google Page Experience è uno dei più recenti e significativi aggiornamenti dell’algoritmo di Google ed ha lo scopo di usare l’esperienza dell’utente come parametro per valutare a quali risultati dare priorità nei motori di ricerca. 

Ma come fare per valutare pagine web attraverso un criterio cosí complesso come la user experience (UX)? Per riuscire in questa titanica impresa, Google ha ideato quelli che definisce i “Segnali Web Essenziali” (in inglese “Core Web Vitals”), ovvero dei parametri di qualità utili a quantificare l’esperienza degli utenti su una determinata pagina web.

I Segnali Web Essenziali sono principalmente tre:

    • Largest Contentful Paint (LCP), il quale misura la performance di caricamento di una pagina e che dovrebbe mantenersi entro i 2,5 secondi da quando la pagina comincia a caricare’
    • First Input Delay (FID), il quale misura l’interattività dei contenuti su una pagina e dovrebbe mantenersi entro i 100 millisecondi o meno;
    • Cumulative Layout Shift (CLS), il quale misura invece la stabilità dei contenuti di una pagina da un punto di vista puramente visuale e che dovrebbe avere un valore di 0,1 o meno

 

linee guida Google su web core vitals

Punteggi da raggiungere per passare i Core Web Vitals. Screenshot tratto da
web.dev/vitals/, Aprile 2020.

Per avere l’OK di Google, le pagine devono superare i punteggi consigliati per almeno il 75% delle visite alle pagine.

Come menzionato, l’introduzione di queste nuove metriche e del Google Page Experience Update ha subito vari rinvii fino ad approvare su dispositivi mobili solo nell’agosto 2021. 

Google Page Experience su Desktop: cosa cambia?

Nell’edizione ​​2021 dell’evento annuale Google I/O, la compagnia di Mountain View aveva già annunciato i suoi piani di portare l’algoritmo anche su desktop. Il 4 novembre, tuttavia, ha finalmente dato dettagli più precisi riguardo alle date del lancio di questo nuovo aggiornamento dell’algoritmo.

La nota ufficiale specifica che Google comincerà ad utilizzare l’esperienza sulle pagine come uno dei suoi fattori di ranking sui dispositivi desktop, a partire da febbrario 2022, e che l’implementazione verrà finalizzata alla fine di marzo 2022.

Questo significa che dopo questa data, l’esperienza sulle pagine verrà aggiunta alle centinaia di altri indicatori che Google ogni giorno prende in considerazione per generare i risultati di ricerca, non solo su mobile, ma adesso anche su desktop. 

Perció, se hai un sito web e non hai ancora pensato a migliorare agli indicatori collegati all’esperienza sulle pagine del tuo sito (LCP, FID, CLS), questo è il momento giusto per cominciare a farlo. 

PageSpeed Insights di Google: che cos’è

PageSpeed Insights, anche conosciuto come PSI, è uno strumento offerto da Google, il quale valuta il caricamento di una pagina e ne propone suggerimenti su come migliorarne la performance sia su dispositivi desktop che mobile. 

Questo, insieme al fatto che sia completamente gratuito, rende questo strumento particolarmente popolare tra gli addetti ai lavori nel campo dello sviluppo e SEO. 

Lo strumento propone principalmente due tipi di dati: 

    • i dati sul campo (“dati reali”), ovvero i dati empirici
    • i “dati di laborario”, ovvero i dati di prova collezionati in un ambiente controllato

I primi sono principalmente raccolti attraverso il ‘Chrome User Experience Report’ (CrUX), cioè un insieme di dati pubblici costruiti da più campioni di utenti reali che utilizzano Chrome. Mentre, i secondi, sono offerti da Lighthouse, uno strumento open source creato per l’esecuzione di audit tecnici di siti web.

esempio dell’attuale schermata nello strumento pagespeed insights di google

Esempio dell’attuale schermata nello strumento PageSpeed Insights di Google. Screenshot tratto da web.dev/whats-new-pagespeed-insights/, November 2021.

Live la nuova versione di Google PageSpeed Insights

Lo scorso 3 novembre, Google aveva annuciato che avrebbe lanciato la nuova versione del suo popolare strumento di miglioramento delle prestazioni di siti web. Dal 16 novembre, il nuovo PageSpeed insights è finalmente live ed accessibile a tutti all’indirizzo pagespeed.web.dev.

Secondo la compania californiana, la precedente versione dello strumento usava un codice sorgente obsoleto risalente a più di 10 anni fa e necessitava dunque di un redesign. 

L’obiettivo era quello di risolvere alcuni problemi che da tempo affligevano il design dello strumento, tra i quali:

    • rendere la UI più intuitiva, facendo una chiara separazione tra i dati di laboratorio (“dati di prova controllati”) e le registrazioni di dati sul campo (“dati reali”);
    • rendere chiaro come i Segnali Web Essenziali (in inglese “Core Web Vitals”), cioè i parametri chiave di Google legati alla velocità di un sito, siano calcolati
    • modernizzare in generale il design dei risultati offerti dalla versione precedente dello strumento

Ma quali sono le funzioni della nuova versione migliorata di Google PageSpeed Insights? Andiamole a vedere nel dettaglio. 

Tra i cambi più radicali, possiamo apprezzare la sostituzione delle etichette per i “dati reali” e i “dati di prova controllati”. Questo permette una separazione delle due sezioni, insieme all’aggiunta di una spiegazione più dettagliata su cosa questi dati significhino e come possano aiutarci a migliorare la performance del nostro sito.

Google, inoltre, ha aggiunto nella sezione “dati reali” una nuova funzione “schermata ampliata” (in inglese “expand view”). Questa fornisce agli utenti una visione piú dettagliata dei Segnali Web Essenziali come possiamo vedere dall’esempio riportato nell’immagine qui sotto.

nuova schermata expanded view in arrivo nella nuova versione di google pagespeed insights

Esempio della “Schermata Ampliata” introdotta nello strumento PageSpeed Insights di Google. Screenshot tratto da web.dev/whats-new-pagespeed-insights/, November 2021.

Infine, nello strumento sono stati aggiunti alcuni dati molto utili ad entrambi gli sviluppatori e i proprietari di siti quali:

    • il periodo di collezione dei dati presentati
    • la durata delle visite
    • i dispositivi analizzati
    • le connessioni network utilizzate per l’analisi
    • le versioni di Chrome utilizzate per l’analisi
esempio nuovi dati aggiuntivi in arrivo nella nuova versione di pagespeed insights

Esempio dei dati aggiuntivi introdoti nello strumento PageSpeed Insights di Google. Screenshot tratto da web.dev/whats-new-pagespeed-insights/, November 2021.

Non c’è dubbio che la nuova versione abbia un design più accattivante ed intuitivo. Non resta che mettere le mani su questo nuovo strumento a disposizione di digital marketer e sviluppatori.