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TIM #WCAP: è partita la Call for Startups 2017

12 startup con un progetto digitale innovativo in ambito consumer, business e advanced entertainment. Si è aperta il 15 giungo la Call for Startups 2017 di TIM #WCAP e termina il 17 luglio.

L’obiettivo è tenere il polso dell’ecosistema dell’innovazione digitale italiana, restando recettivi a tutte le novità, intercettando le soluzioni digitali più interessanti e integrandole in TIM, per individuare le startup ready-to-market, con un prodotto o servizio già commercializzato o pronto per essere lanciato sul mercato.

Le soluzioni digitali sono ricercate con particolare interesse nei seguenti settori:

Consumer: Smart Home, Smart Tracking, Payment & Digital Identity, Paid Assistance, Connected Car, e-Health & Wellness, Insurance Services.

Business: Security, Cloud services, Smart Retail, Smart Metering, Industry 4.0.

Advanced Entertainment: Cloud Gaming, Gambling & Betting, Digital radio, Ticketing, Content Production & Distribution.

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Perché partecipare alla Call for Startups di TIM #WCAP

Le startup selezionate saranno supportate con un contributo economico fino a 25.000€ e accederanno al Programma di Accelerazione, un percorso finalizzato alla crescita imprenditoriale della startup che si svolge negli acceleratori TIM #WCAP di Milano, Roma e Catania ed è articolato in due fasi:

Fase 1: contributo economico di 10.000€ + percorso di accelerazione di dieci settimane in cui le startup, sotto la guida di tutor e mentor qualificati, analizzano il loro progetto, sia dal punto di vista tecnico sia del business, con l’obiettivo di rafforzarlo e, se necessario, modificarlo.

Fase 2: avranno accesso a questa fase solo alcune startup selezionate successivamente alla fase 1 sulla base dell’interesse da parte delle business unit di TIM. Contributo economico di 15.000€ + 6 mesi dedicati al perfezionamento del progetto e ad esplorare le possibili integrazioni con l’offerta e la tecnologia TIM. Durante questo periodo sono previsti incontri con le business unit di TIM.

Le altre opportunità per le startup selezionate

Albo Veloce: Le startup selezionate vengono subito accreditate come fornitori TIM grazie a un fast track dedicato.

Business Unit TIM: Durante l’accelerazione le startup potranno ricevere riscontri dalle business unit potenzialmente interessate alle loro soluzioni.

TIM Ventures: Le startup avranno una visibilità privilegiata nei confronti di TIM Ventures, il Corporate Venture Capital di TIM che investe selettivamente nelle realtà più interessanti per la business strategy aziendale.

TIM Open: Le startup che hanno sviluppato applicazioni per aziende e professionisti avranno un rapporto privilegiato con TIM Open per vendere le loro applicazioni sul TIM Digital Store.

Le startup saranno valutate per l’innovatività delle soluzioni proposte, per la loro concretezza e per la composizione dei loro team. Ma, anche e soprattutto, per la loro capacità di elaborare un progetto in linea con la business strategy di TIM.

Pronto a candidarti? Clicca qui!

Torna DigithON, la maratona delle idee digitali

La Puglia sarà lo scenario per questa nuova quattro giorni di startup competition e riflessione sul futuro e sul digitale. DigithON 2017, quest’anno alla sua seconda edizione, sarà un’occasione di incontro tra investitori nazionali e internazionali, analisti, piccole e grandi imprese del nostro Paese arrivati al Sud per valutare le idee migliori.

L’appuntamento, da giovedì 22 a domenica 25 giugno, sarà tra la pietra dei castelli Svevi di Bisceglie e Barletta e quella delle Vecchie Segherie di Bisceglie, per un confronto sul futuro ai tempi del digitale e come opportunità unica per chi presenterà le sue idee innovative.

Il programma di DigithON 2017

L’incontro inaugurale, “Connessioni future: il Ministero dell’Infosfera” con l’intervento di Gian Luca Comandini, ‎digital visionary e docente di Web e Social Media Marketing Università Sapienza, sarà seguito da un dibattito su “La rivoluzione culturale al tempo del digitale” con il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri e il ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini. In chiusura la giornalista Mediaset Mikaela Calcagno incontrerà Giovanni Malagò, presidente CONI, per parlare de “Lo sport al tempo del digitale”.

Ma ci sarà spazio anche per parlare di “Blockchain e moneta liquida” e per dare il via alla maratona vera e propria.

In un programma ricco di novità, anche quest’anno con la media partnership di Ninja Marketing, si discuterà di Sanità e digitale”, de “La musica e i social nella rivoluzione digitale mondiale” e di “Sicurezza e digitale”.

digithon-login

Una startup competition per accedere ai fondi di investimento

I 100 giovani inventors provenienti da tutta l’Italia avranno 5 minuti a disposizione per il pitch di presentazione della loro idea di business. DigithON sarà un’occasione concreta e semplificata per accedere ai fondi necessari per attivare i progetti.

Le idee, infatti, saranno valutate dai comitati di investimento degli investitori presenti in platea, superando così il complesso iter di selezione per l’ammissione al finanziamento, che di solito rappresenta, nella governance degli investitori, l’organismo decisionale ultimo.

Cinque premi saranno assegnati ai progetti migliori:

  1. il primo premio di 10mila euro, anche quest’anno è offerto da Confindustria Bari-BAT
  2. il secondo è offerto da Evolvere Generazione Positiva
  3. il terzo premio promosso da Italo
  4. TIM offrirà l’opportunità di inserire un team selezionato nel percorso di accelerazione #Wcap
  5. Cisco darà il proprio supporto alle idee ritenute più adatte, attraverso la piattaforma mondiale di open innovation DevNet

Le idee vincitrici saranno votate dal comitato scientifico di DigithON e dalla rete: le votazioni online si apriranno venerdì 23 giugno alle ore 9 e chiuderanno il giorno dopo alle ore 20. Sarà possibile votare collegandosi al sito digithon.it autenticandosi con il proprio account Facebook, partner della maratona che trasmetterà in streaming la quattro giorni.

Cosa aspetti a scoprire tutte le novità di DigithON? La nuova piattaforma è un vero e proprio ecosistema delle startup italiane continuamente aggiornata con eventi virtuali e annunci di lavoro.

Vuoi lavorare con i Ninja? Cerchiamo un Live Event Manager!

Ninja Academy, la scuola di Ninja Marketing che sta rivoluzionando l’alta formazione professionale rendendola accessibile e democratica, vuole ampliare il team.

Cerchiamo un Live Event Manager da inserire nel Team di Progettazione Didattica. Entrerai in contatto con la redazione di Ninja Marketing, il team di Ninja Academy e migliaia di professionisti del marketing digitale.

Vuoi lavorare con i Ninja? Abbiamo due posti al Dojo di Salerno che aspettano te!

Live Event Manager

La risorsa, inserita all’interno del Team Progettazione ma da remoto, dovrà occuparsi della gestione degli eventi web live previsti dal calendario didattico: lezioni dei Corsi, dei Master e Free Masterclass. L’impegno settimanale è molto variabile: quantificabile mediamente tra le 20 e le 25 ore settimanali. Cerchiamo una persona motivata, con la passione per il digitale e per l’eLearning.

Questo lavoro fa per te se:

  • lavori da freelance o hai ritmi di lavoro flessibili e stai cercando un’ulteriore opportunità professionale
  • hai voglia di aggiornare le tue competenze di marketing e comunicazione digitale: entrerai nel vivo dell’intero catalogo formativo Ninja!
  • vuoi immergerti in una community stimolante di docenti, professionisti e manager motivati a scambiare conoscenza ed esperienze
  • conosci il mondo dei social network ma vorresti usarli anche nel tuo lavoro
  • vorresti essere un punto di riferimento per migliaia di marketer che si stanno formando
  • ti piace il mondo della formazione e vuoi toccare con mano il settore edtech in Italia

Ti occuperai di:

  • Coordinare e supportare i docenti prima delle lezioni web live
  • Presiedere, introdurre e chiudere le lezioni web live tenute dai docenti (senza comparire in video)
  • Aggiornare l’Area Utente con i materiali didattici
  • Gestire i flussi di comunicazione – es. social, push – dedicati agli studenti Ninja
  • Monitorare e ascoltare le richieste delle classi online, fornendo supporto sia didattico che tecnico

Si richiede:

  • Ottima dizione, padronanza della lingua italiana e capacità di presentare ad un pubblico virtuale
  • Buona conoscenza di WordPress
  • Ottima conoscenza ed utilizzo di software di presentazione e loro estensioni (.pps, .key, .pdf)
  • Disponibilità e flessibilità oraria: i webinar si tengono generalmente tra le 13 e le 14 e tra le 18 e le 20; sono fissati in largo anticipo ma talvolta subiscono variazioni per cause di forza maggiore
  • Ottima conoscenza ed utilizzo dei principali strumenti di lavoro da remoto (Google Drive, Slack, etc.)
  • Skill di coordinamento con videomaker

Plus:

  • Conoscenza di base della piattaforma GoToWebinar
  • Skill di audio/video editing e conoscenza basilare dei principali software audio-video (Audacity, Premiere)
  • Dimestichezza con i concetti fondamentali del Digital Marketing
  • Esperienza pregressa nell’organizzazione e progettazione di webinar, Facebook Live, Hangouts, etc.
  • Conoscenza del plugin LearnDash per WordPress
  • Prontezza e proattività nel gestire imprevisti in diretta!
  • Residente a Salerno o in Campania

Sede di lavoro: La risorsa potrà lavorare da remoto.

Inquadramento e retribuzione saranno valutati in base al profilo ed all’effettiva esperienza maturata.

Invia la tua candidatura a: careers@ninjamarketing.it

Week in Social: dall’impegno di Facebook contro il terrorismo, alle Snap Map di Snapchat

Altra settimana calda anzi, caldissima nel mondo dei social media. L’estate è appena iniziata e anche se siete su una spiaggia deserta, Week in Social vi raggiunge anche lì con i suoi freschissimi aggiornamenti della settimana appena trascorsa.

Tra annunci ufficiali e voci di corridoio, anche questo venerdì siamo pronti a svelarvi tante succulentissime novità. Dall’impegno di Facebook contro il terrorismo, alla possibilità di condividere la registrazione di un video in diretta su Instagram Stories, fino all’arrivo delle canzoni sponsorizzate su Spotify.

Pronti a partire con noi?

Le novità di Facebook

Zuckerberg annuncia guerra al terrorismo

In un post pubblicato sulla suo profilo, Mark Zuckerberg ha annunciato l’impegno di Facebook nel combattere la diffusione di contenuti legati al terrorismo, attraverso un sistema di intelligenza artificiale.

Zuckerberg contro il terrorismo

Facebook ha messo in campo software in grado di riconoscere automaticamente il contenuto di utenti che caricano foto o video, di volti di persone identificate come terroristi.

Inoltre per evitare la diffusione di messaggi con contenuti terroristici, il software è capace di confrontare testi con quelli che sono stati ritenuti già sospetti nel passato, come preghiere o azioni di supporto ad organizzazioni terroristiche, riuscendo automaticamente a individuarli e bloccarli.

Zuckerberg afferma inoltre, che per combattere la diffusione di contenuti legati al terrorismo, c’è bisogno dell’aiuto di tutti gli utenti: “È un sistema, che confida sulla gente e sulla sua disponibilità a segnalarci i contenuti legati al terrorismo che vedono. Questa cosa funziona proporzionalmente alle informazioni che riceviamo“. A tal proposito Facebook ha messo a disposizione l’indirizzo mail hardquestion@fb.com a cui inviare idee e suggerimenti utili da parte degli utenti, che possano aiutare a trovare una soluzione per migliorare la sicurezza della piattaforma.

Creative Hub si arricchisce di strumenti per testare in anteprima il funzionamento delle inserzioni 

Lo scorso dicembre, Facebook aveva annunciato e introdotto la piattaforma Creative Hub, in cui marketers e inserzionisti hanno la possibilità di trovare ispirazioni per la creatività delle proprie inserzioni, testarle e inviare le prove direttamente sul proprio smartphone per visualizzarle e interagire con l’annuncio come se fosse online.

Pochi giorni fa, Facebook ha annunciato l’imminente introduzione di due nuove funzionalità in Creative Hub. La prima riguarda la possibilità di testare la creatività creata per un’inserzione prima di pubblicarla, permettendo agli inserzionisti di conoscere le reali potenzialità e i risultati previsti in termini di performance.

Creative Hub di Facebook si aggiorna

Questo strumento permetterà di avere un’anteprima video del funzionamento e dei risultati dell’inserzione, dando la possibilità agli inserzionisti di raccogliere i giusti feedback per ottimizzare la creatività dei propri annunci, prima di pubblicare un’inserzione.

La seconda novità introdotta riguarda invece la possibilità di importare un mockup di un’inserzione precedentemente creato su Creative Hub, direttamente sul proprio account pubblicitario.

In questo modo si ha la possibilità di utilizzare un solo tool per il test e la creazione di un’inserzione Facebook, massimizzando il tempo e migliorando il lavoro di squadra tra chi produce i contenuti e chi crea le inserzioni.

A tal proposito, Luca La Mesa, il top teacher di Ninja Academy, ha commentato: “La possibilità di testare la creatività prima di pubblicarla è sicuramente molto utile. Al crescere del budget investito ogni opportunità di A/B test o feedback qualitativo può portare ad un miglioramento della performance. All’interno del Social Media LIVE Program ci confronteremo con tanti professionisti proprio per comprendere quali creatività e strategie hanno performato meglio nei diversi mercati (sport, fashion, brand, celebrity ecc…).”.

LEGGI ANCHE: Gruppi su Facebook: Zuckerberg annuncia le nuove funzionalità

Instagram introduce Replay

Non sei riuscito a seguire una diretta su Instagram che ti interessava particolarmente? Niente paura, da qualche giorno Instagram ha introdotto Replay: la funzione che permette di condividere nelle Stories i replay delle proprie trasmissioni live, anche quando queste si sono già concluse. Prima di questo aggiornamento infatti, i video live rimanevano visibili solo durante la diretta e non in differita, come avviene già su Facebook.

Instagram introduce Replay

D’ora in poi al termine di una diretta, basterà cliccare su “condividi” in basso allo schermo del vostro smartphone, per aggiungere la registrazione del vostro video live alle Instagram Stories.

Per poter utilizzare questa nuova funzione, assicuratevi però di possedere l’ultima versione aggiornata di Instagram.

Spotify testa le sponsored songs

Spotify pensa a far cassa in vista della sua imminente quotazione in borsa. Pochi giorni fa è apparsa una nuovissima opzione su molti smartphone e pc chiamata sponsored post. Ebbene si, anche nello streaming del colosso svedese sono comparsi i primi brani sponsorizzati. Si tratta di una prima fase di test sugli utenti che utilizzano Spotify in versione free, quindi senza aver sottoscritto nessun tipo di abbonamento.

Spotify Sponsored Songs

Ma quali saranno i brani sponsorizzati?

Saranno le etichette discografiche a scegliere quali brani promuovere, in base a scelte puramente commerciali. I brani sponsorizzati saranno integrati all’interno delle playlist dell’utente e saranno selezionati in base ai gusti musicali dell’ascoltatore.

Una novità che potrebbe rappresentare per Spotify un’importante fonte di ricavo, oltre agli abbonamenti premium e agli annunci pubblicitari presenti nei free account. L’obiettivo dell’introduzione dei brani sponsorizzati, è quello di dare una sferzata verso l’alto al bilancio, che attualmente ha registrato una perdita di 389 milioni di dollari. Correzioni assolutamente necessarie da fare in vista dell’imminente quotazione in borsa che dovrebbe avvenire entro la fine del 2017.

Snapchat lancia la Snap Map

Ancora aggiornamenti su Snapchat. E’ stata annunciata poche ore fa la nuova funzione Snap Map, ovvero la possibilità di geolocalizzarsi e condividere la propria posizione in tempo reale e di visualizzare quella degli altri. Snap Map consente di individuare la posizione degli amici, rappresentati su una mappa attraverso dei simpatici avatar, in stile BitMoji, per scoprire dove sono e cosa stanno facendo, attraverso le loro ultime storie.

Come funziona SnapMap?

È possibile attivare le funzionalità di Snap Map attraverso la fotocamera di Snapchat, scegliere gli amici con cui condividere i dati e le informazioni, oppure essere invisibili attivando la “modalità fantasma”. Snap Map permette di osservare chi tra i nostri contatti è nei paraggi, visualizzare con un tap sulla foto profilo gli ultimi contenuti condivisi e magari fissare un appuntamento per incontrarsi nella vita reale.

Snap Map su Snapchat

La mappa inoltre, evidenzierà gli “heat colors”, ovvero zone in cui vi è un’alta concentrazione di utenti, che potrebbero indicare un concerto o un grande evento. Un modo in più per combattere la concorrenza spietata di Instagram stories.

Per questa settimana è tutto. Se non siete ancora abbastanza sazi di news e aggiornamenti vi aspettiamo sempre puntuali venerdì prossimo. Per seguire tutte le novità del mondo social seguite la nostra pagina Facebook e il nostro gruppo Linkedin.

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The Big Hack, un weekend non-stop di creatività, tecnologie e condivisione

Una vera e propria maratona quella che si svolgerà l’1 e 2 luglio a Napoli presso il Museo di Capodimonte. The Big Hack – #HackNight@Museum è il primo appuntamento di “Aspettando Maker Faire Rome”, in attesa della 5a edizione del più grande evento europeo sull’innovazione che si terrà a Roma dall’1 al 3 dicembre 2017.

L’evento è promosso dalla Regione Campania e organizzato da Maker Faire Rome – The European Edition 4.0, insieme a Sviluppo Campania, e grazie al supporto di Museo di Capodimonte.  

Fatto salvo che FabLAb è un brand, spesso ci chiediamo come potrebbe essere un laboratorio di fabbricazione che possa servire anche alle piccole esigenze evolutive di grandi metropoli mediterranee come Napoli, che devono costruire alleanze e relazioni diverse con le periferie e le aree interne e rurali. Anche in questo caso importare format precostituiti non credo aiuti molto. Tuttavia eventi come questo, pensati proprio per vivere all’interno di un luogo simbolo di uno dei motori dello sviluppo italiano, la cultura, ci suggerisce una via italiana anche al fenomeno dei “makers”.

Il FabLab che io ho sempre immaginato non dovrebbe essere solo un laboratorio dotato di tecnologie di fabbricazione digitale secondo il modello del MIT di Boston, ma è un vero e proprio HUB di processi creativi in grado di generare, attraverso la formazione partecipata, nuovi scenari di sviluppo, ricerca e produzione che possano rispondere all’esigenze dell’ecosistema locale e sostenere il rilancio del tessuto artigianale e imprenditoriale mettendo insieme il potenziale innovativo dei ricercatori (mettendo in rete anche e soprattutto quelli non patentati) che vivono il loro essere parte della comunità.

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Così Alex Giordano, Mentor d’eccezione, già co-fondatore di Ninja Marketing e direttore scientifico del progetto Rural Hack, spiega l’operazione che prenderà il via il prossimo fine settimana.

The Big Hack, l’hackathon prende vita nel museo

foto ruralhack

The Big Hack – HackNight@Museum è un evento gratuito, ed è rivolto a sviluppatori, maker, ingegneri, designer, startupper, studenti e comunicatori per dare vita ad applicazioni e progetti concreti in ambiti che toccano molti aspetti della vita quotidiana di milioni di persone: dalla mobilità alla sanità passando per la valorizzazione dei beni culturali ed avrà come partenr tecnici la iOS Developer Academy e il progetto RuralHack dell’Università Federico II° di Napoli.

L’iscrizione e la partecipazione all’hackathon sono personali e gratuite. I passaggi per iscriversi sono due:

  1. pre-registrazione tramite piattaforma Eventbrite
  2. compilazione e invio del modulo, che arriverà per posta elettronica, per la conferma definitiva

L’evento comincerà alle ore 9.00 dell’1 luglio con la registrazione dei partecipanti, proseguirà con la presentazione delle 8 Challenge proposte dai promotori e la maratona che terminerà alle ore 16.00 di domenica 2 luglio con i pitch di presentazione dei vari team. Ogni promotore sceglierà il team che ritiene abbia più soddisfatto i requisiti della propria Challenge.

Le Challange di #HackNight@Museum sono promosse da importanti istituzioni come la Regione Campania, la Regione Lazio o il Museo di Capodimonte e brand internazionali come  Asos, Cisco, Soresa, STMicroelectronics e Tecno.

Ecco le challenge dell’1 e 2 luglio

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Scopriamo insieme alcune delle challenge dell’appuntamento dell’1 e 2 luglio.

Challenge promossa dalle Regione Campania – Alla scoperta della Campania

Regione Campania intende promuovere una challenge per la realizzazione di uno strumento di interazione con il turista (app, chatbot…) in grado di segnalargli opportunità, permettergli di fare domande, inviare foto e ottenere informazioni sui luoghi, indicargli percorsi alla scoperta delle bellezze delle nostre città anche al fine di incentivare la nascita di imprese in grado di sviluppare nuovi modelli di business.

A partire dai geodati relativi alle tematiche Cultura e Luoghi di interesse turistico, presenti sul portale I.Ter, per la realizzazione del progetto si potrà utilizzare una combinazione di dati resi disponibili da Regione Campania (Cultura e Luoghi di interesse turistico) e quelli reperibili online sulla mobilità cittadina, sviluppando soluzioni che adottino un uso innovativo delle tecnologie digitali (data visualization, geocaching, geofencing, interazione mondo reale-mondo virtuale attraverso i sensori disponibili e la piattaforma IoT, realtà aumentata, ecc.) finalizzato, ad esempio, alla creazione di servizi ancillari a turismo e/o cultura, all’elaborazione di infografiche di interesse pubblico a tema ambientale o altro.

Challenge promossa da Museo di Capodimonte – Tech Museum

Lo splendido Museo di Capodimonte apre le porte alla programmazione e alla tecnologia!

Liberate la vostra creatività e mettete in pratica le vostre competenze per proporre soluzioni innovative che possano secondo voi migliorare l’esperienza dei numerosi visitatori che quotidianamente frequentano il museo. La sfida è aperta in ogni ambito: potete concentrarvi sulle oltre 47.000 opere presenti o, se preferite, sui poetici giardini che lo circondano.

Anche il sito ufficiale può essere un ottimo campo di battaglia, se riuscirete a capire come renderlo più smart e più in linea con le esigenze di chi lo consulta.

I limiti, dunque, sono solo quelli della vostra fantasia. Pronti?

Per realizzare i progetti vi verranno messe a disposizione delle schede di sviluppo  STMicroelectronics ideali per la prototipazione rapida.

Challenge promossa da Asos – Virtual Wardrobe

La sfida che vi propone ASOS è quella di sviluppare una funzionalità per iOS o Android che permetta all’utente di creare i propri outfit e salvarli all’interno di un guardaroba virtuale.

Per la realizzazione del progetto verranno messe a disposizione le API di Search e Product Details di ASOS, le stesse usate dalle shopping apps e dal sito di ASOS.

Da questo punto di partenza, potete poi dare sfogo alla vostra creatività per creare possibili evoluzioni della feature e renderla facile e coinvolgente, come ad esempio la gestione di sondaggi per far votare un outfit agli amici o magari chiedere loro quale prodotto preferiscono tra quelli salvati nel guardaroba virtuale dell’utente o altre idee per creare punti di contatto nella community di più di 10 milioni di utenti che usano regolarmente le shopping apps di ASOS.

Per saperne di più sulle altre challenge, puoi visitare il sito di HackNight.

Cosa aspetti a vivere un’esperienza di innovazione unica all’interno del Museo di Capodimonte? Partecipa a The Big Hack – #HackNight@MuseumOgni Challenge avrà un premio da 2500 euro, complessivi, in Buoni Amazon da destinare al Team vincitore e offerti dagli sponsor privati ad eccezione della Challenge di STMicroelectronics che assegnerà anche altri interessanti premi ai primi due team classificati.

4 ragioni per cui le piccole aziende non ottengono risultati positivi su Facebook

Il social media marketing è il modo più efficace per raggiungere un pubblico specifico e targettizzato, questo si sa.

Nonostante ciò, studi recenti hanno portato alla luce che la maggior parte delle piccole aziende non ottiene nessun ritorno sui propri investimenti (ROI) – leggi: nessun risultato positivo – in particolar modo da Facebook. 

Uno studio su oltre 4.700 piccole aziende statunitensi con meno di 10 dipendenti ha dimostrato che solo il 24% ottiene un ROI positivo. Questo è un dato che rattrista, soprattutto se si pensa alla ricchezza di informazioni reperibili sul web che possono contribuire a mettere insieme una strategia di social media marketing vincente ed aiutare l’azienda a seguire la sua strada in questo mondo di squali che è il business.

A questo punto, è necessario chiedersi: dove sto sbagliando?

Ecco alcuni degli errori più comuni che gli investitori commettono su Facebook e che ostacolano l’ottenimento di risultati migliori.

Mancanza di strategia

Non puoi non avere una strategia – o averne una sbagliata, che è lo stesso – se il social media marketing si basa proprio su questo!

Strategy concept with creative light bulb idea modern design template, Vector illustration

Questa è la principale ragione per cui non solo le piccole imprese ma anche i grandi marchi non riescono a vedere i risultati ai loro sforzi su Facebook.

Utilizzare i social media per fare pubblicità non vuol dire solo pubblicare immagini graziose e accattivanti: devi avere in mente il tuo obiettivo, chiederti quali canali vuoi utilizzare, delineare il tuo content plan e definire il tuo budget. Ad una strategia di base e globale, puoi aggiungere ciò che vuoi in corso d’opera. Ma chiediti sempre: è in linea con la mia strategia?

Ossessione per la tattica

Se, da un lato, non devi mai essere sprovvisto di una strategia, dall’altro, non puoi nemmeno sviluppare un’attenzione ossessiva per la tattica.

Il social media marketing rifiuterà sempre tattiche troppo impetuose e appariscenti.

Prendiamo il caso di Snapchat: sia i grandi che i piccoli brand scalpitavano per utilizzarlo per il marketing finché Facebook e Instagram hanno iniziato ad integrare alcune delle funzionalità di Snapchat fornendo, in questo modo, quel tipo di esperienze alla loro già enorme base di utenti.

snapchat

Qual è la morale della favola? È inutile essere ossessionati dal nuovo, concentrati, invece, su ciò che funziona davvero per te.

Nessun investimento di tempo

Mai come in questo caso vale il detto “il tempo è denaro”.

Prima ancora di spendere soldi, devi essere pronto a spendere una grande porzione del tuo tempo per il tuo business.

facebook

Un dato sorprendente riguarda il fatto che il 75% delle piccole imprese analizzate spende meno di due ore alla settimana nel social media marketing. Di seguito, la ripartizione ufficiale.

Quanto tempo spendi, ogni settimana, su Facebook per pubblicizzare il tuo brand?

Meno di un’ora – 58%

1-2 ore – 16%

3-5 ore – 5%

6-10 ore – 5%

Più di 10 ore – 10%

Dati assurdi, no? Riusciresti a rimanere in forma se ti allenassi per due ore alla settimana? Allo stesso modo, impareresti una nuova lingua se la studiassi solo per due ore alla settimana?

Quanto spesso pubblichi un nuovo post sulla pagina Facebook?

Ogni giorno – 9%

1–3 volte al giorno – 7%

Più di 3 volte al giorno – 6%

Poche volte a settimana – 20%

Poche volte al mese – 58%

Se pubblichi un nuovo post poche volte al mese è meglio chiudere la tua pagina Facebook, oppure iniziare a seguire questi consigli.

Zero pubblicità

Qualche anno fa, potevi utilizzare Facebook per raggiungere migliaia di persone senza spendere un soldo. Nel 2017, senza alcun investimento in pubblicità ostacoleresti i tuoi potenziali risultati.

Ma niente paura: non hai bisogno di rapinare una banca!

facebook

Infatti, con 200 euro al mese spesi per la pubblicità su Facebook è possibile generare ROI positivi. Senza pubblicità, la tua sarà una strada lunga e tortuosa prima di raggiungere il successo – se mai dovesse arrivare –  e, nel tragitto, è probabile che tu perda speranza e motivazione. Vuoi che accada questo?

Insomma, quattro semplici consigli per risultati efficaci e positivi. Cosa stai aspettando a metterli in pratica?

Gruppi su Facebook: Zuckerberg annuncia le nuove funzionalità

Durante il primo Facebook Communities Summit tenutosi ieri a Chicago, Zuckerberg ha presentato delle importanti novità relative ai Gruppi.

Ad oggi più di un miliardo di persone nel mondo utilizza i gruppi e tra gli obiettivi prioritari di Facebook c’è quello di supportare gli amministratori, attraverso l’introduzione di tante nuove funzionalità.

Scopriamole insieme:

  • Group Insight: migliora la comprensione per gli amministratori dei gruppi, di ciò che sta accadendo al loro interno, attraverso degli insight che permetteranno di visualizzare metriche in tempo reale che riguardano la crescita del gruppo, l’engagement e consentiranno di avere informazioni più dettagliate sui membri, su il numero dei post e sul momento in cui gli utenti sono più attivi.
  • Filtri di ammissione: verranno scremate automaticamente le richieste di ammissione in un gruppo, attraverso filtri per posizione geografica e sesso.
  • Pulizia dei contenuti degli utenti rimossi: sarà possibile eliminare in un solo colpo, gli utenti e tutti i contenuti a loro legati, qualora un utente abbia violato le regole di un determinato gruppo.
  • Schedulazione dei post: sarà possibile anche all’interno dei gruppi, pianificare la pubblicazione dei contenuti in un determinato giorno o ad una determinata ora.
  • Group to Group Linking: sarà possibile creare dei link di collegamento tra gruppi simili, in modo da mettere in contatto utenti con stessi interessi o gruppi che trattano argomenti simili.

Una nuova missione per Facebook

Il summit ha celebrato il ruolo fondamentale dei gruppi all’interno della community Facebook ed è stata l’occasione per Zuckerberg  di annunciare una nuova mission: dare alle persone il potere di costruire una community e rendere tutto il mondo più vicino.

Tra le storie raccontate troviamo quella di Matthew Mendoza che ha lanciato il gruppo Affected by Addiction Support: uno spazio sicuro per le persone che hanno problemi di droga o alcol, e delle loro famiglie per ricevere supporto e condividere le proprie esperienze.

Ambient Computing: la tecnologia che scompare

Una tecnologia che c’è, ma non si vede, è questa la vera rivoluzione a cui siamo proiettati. È la trasformazione dell’ambiente che ci circonda, protagonista l’Ambient Computing che racchiude questi cambiamenti, dove a prevalere non sarà più il device fisico.

Cos’è l’Ambient Computing?

Il giornalista Mossberg nel suo ultimo articolo, “The Disappearing Computer“, analizza l’evoluzione tecnologica degli ultimi 30 anni, indicando la strada che seguiranno tutte le più grandi aziende tecnologiche del settore.
È interessante notare come si parli di Ambient Computing, ovvero di un computer che scompare letteralmente nell’ambiente, dove il “device” potrebbe non essere più qualcosa di fisico da toccare, ma semplicemente un ambiente che potremmo controllare con la voce o addirittura col pensiero.

In molti casi la tecnologia potrà sparire completamente, in attesa di essere attivata per esempio, da un comando vocale, da una persona che entra in una stanza o da un cambiamento climatico.
Molto probabilmente tutti gli spazi che siamo abituati a frequentare saranno adibiti da sensori in grado di supportarci in caso di bisogno.

Si tratta quindi di una tecnologia invisibile, ma allo stesso tempo sempre presente, in grado di entrare in contatto con le persone in differenti momenti della giornata attraverso gli oggetti che vengono usati nella quotidianità.

La tecnologia non invadente: i primi esempi

Amazon Echo Alexa

L’ambient computing è costituito da una moltitudine di dispositivi che forniscono diversi modalità di input/output che possono essere utilizzati in modo flessibile a seconda della situazione: ad esempio corsa, camminata, guida ecc.

In altre parole, stiamo parlando di un sistema personalizzato e intelligente di dispositivi che diventano sempre più invisibili e sono sempre e attorno a noi che conoscono noi e le nostre abitudini. Un esempio è Apple che tramite l’uso di iPhone riesce a controllare Apple Watch, Airpods e HomePod evidenziando come tutti i dispositivi siano sempre di più interconnessi tra loro.

Ci sono due grandi categorie di prodotto che per primi stanno approcciando questo tipo di tecnologie, gli hearables e i dispositivi Home Kit.

Hearbles

lightning-earpods-apple

Gli hearbles sono dispositivi che veicolano l’audio, ma che hanno anche delle funzioni smart, ne esistono alcuni che permettono di monitorare l’attività sportiva o il sonno.
L’esempio più calzante è quello delle cuffie wireless create da Apple, le Airpods: queste cuffie interagiscono con lo smartphone in modo automatico e permettono di ascoltare musica, sono auricolari e cosa molto importante, interagiscono con Siri. L’interazione con il comando vocale di Siri (si effettua in modo semplice, facendo un tap su una delle due cuffiette) è molto importante perché attraverso lo scambio vocale si riesce ad interagire con il telefono ed accedere a tutte le funzioni. Questo agevola e semplifica sempre di più l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nella vita di tutti i giorni.

Home Kit

Per quanto riguarda gli Home Kit, si fa riferimento a tutti quei dispositivi che permettono di entrare in connessione in modo smart e di conseguenza velocizzano e semplificano alcune funzioni quotidiane.

I primi esempi di questi cambiamenti, appartengono a grandi aziende, alcuni sono: Apple con HomePod, a Google con Google Home e Amazon con Amazon Echo.

HomePod

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HomePod è l’ultimo prodotto presentato da Apple, è un rivoluzionario altoparlante wireless per la casa, con altissime qualità audio per la riproduzione musicale, abbinato anche ad Apple Music.
Permette di rapportarsi con Siri, che tra le tante funzioni permette di riprodurre musica, riconoscere le canzoni che si ascoltano ed infine interagire con tutti i dispositivi di domotica smart.

Google Home

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Google Home è un altoparlante con attivazione vocale, il suo utilizzo si basa sulla tecnologia dell’Assistente Google. Il vantaggio è che questo altoparlante conosce le tue abitudini, ad esempio offre informazioni sul traffico a seconda della posizione in cui ti trovi, permette di fare un elenco degli appuntamenti in calendario ecc..

Il denominatore comune di questi dispositivi, è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che permette di interagire con loro attraverso lo scambio vocale, in quanto non dotati di schermo.
L’aspetto che maggiormente colpisce, è che questi apparecchi riescono ad essere interconnessi con gli altri device presenti nella casa, e ne permettono il controllo totale.

Attraverso questi esempi si evidenzia come, sempre di più i device stiano “scomparendo” per lasciar posto a sistemi tecnologici che non si vedono, ma sono presenti e controllabili attraverso il comando vocale.
Alcuni spunti di riflessione riguardano la sicurezza e la privacy degli utenti, che dovrà essere regolamentata in modo adeguato all’evoluzione che si sta per compiere.

In sintesi, per riuscire a far si che la tecnologia sia sempre meno invadente sono necessari sistemi altamente sensibili, sicuri e interconnessi.
Voi cosa ne pensate di una tecnologia che si vedrà sempre meno, ma che sarà (forse) sempre più presente?

Instagram for Doctors

Figure 1, l’app per medici che tutti chiamano Instagram for Doctors

Hai mai sentito parlare di Instagram for Doctors?

A dispetto del modo in cui la molti la chiamano, Figure 1 – questo il suo vero nome  non ha nulla a che vedere, almeno formalmente, con Instagram. Eppure, un legame in qualche modo c’è: si tratta di un’app di photo sharing, che in brevissimo tempo ha riscosso grandissimo successo grazie anche alla sua forte componente social. Come da manuale, ha funzioni quali like, commenti, direct message, follow, interessi che puoi seguire e molto altro.

Ricorda qualcosa? Sicuramente. Ma le somiglianze con Instagram, a ben guardare, forse sono più legate alla veste grafica dell’app. Conosciamola da vicino.

Instagram for Doctors

Fonte: Figure 1

Instagram for Doctors? No, Figure 1

Quella che ormai è nota a tutti come Instagram for Doctors, è un’app rivolta nello specifico a medici, studenti e professionisti in ambito healthcare, pensata per la condivisione di foto di casi clinici particolari, con lo scopo di condividere il sapere e favorire il confronto sulle migliori cure per le patologie più disparate.

Una piattaforma che si appoggia quindi alla componente visual non per puro svago o finalità commerciali (anche se da poco sono stati introdotti anche contenuti sponsorizzati), ma principalmente per diffondere best practice in ambito medico, con il contributo dei medici stessi.

Ma sono solo i medici a poter utilizzar Figure 1?

No. L’app è disponibile per tutti – quindi tutti possono scaricarla e visualizzarne i contenuti – ma solo i medici “verificati” possono avere un ruolo attivo di creazione e condivisione di foto e commenti. Per tutti gli altri utenti l’esperienza di fruizione è quindi leggermente diversa, per garantire attendibilità e scientificità di ciò che viene condiviso, ma non meno utile in termini di “social learning”.

Sarà forse per questa sua funzione divulgativa che Figure 1 ha avuto una rapidissima diffusione in soli quattro anni, in ben 190 paesi: al momento sono circa 2 milioni gli utenti registrati e centinaia di migliaia gli utenti attivi mensili, con una maggiore presenza in America Latina e Stati Uniti.

Anche in Europa però, dove è arrivata solo da un paio d’anni, sembra che l’app sia molto apprezzata, a giudicare anche dalle recensioni lasciate in App Store e Google Play (il servizio è comunque disponibile anche da desktop, con feature ridotte).

Instagram for Doctors

Fonte: Figure 1

Come in ogni applicazione con una forte componente “social”, anche Figure 1 si trova a far fronte a questioni legate alla privacy, dal momento che i soggetti delle immagini condivise dai medici sono i pazienti.

Il sistema di controllo di questo aspetto sembra però funzionare molto bene: innanzi tutto, i medici sono obbligati a rimuovere ogni elemento che possa portare all’identificazione del malato (come tatuaggi e altri segni particolari). Inoltre, l’app include l’integrazione di specifici tool che consentono di eliminare automaticamente i volti. Infine, una volta caricata la foto, un apposito team di moderator si occupa di visionare e approvare i contenuti prima che siano visibili sull’app.

Instagram for Doctors

Logo Figure 1

Naturalmente Figure1 va utilizzata con molta accuratezza, soprattutto perché è una piattaforma dove si mette in gioco – e in piazza – la propria professionalità, in un settore particolarmente delicato.

Ma il suo successo dimostra che si tratta di un servizio apprezzato e con molti possibili sviluppi futuri: da poco, infatti, la “start-up” canadese ha ottenuto un finanziamento di 10 milioni di dollari, che verranno investiti in buona parte per ricerche in ambito AI. L’idea, per il momento, è quella di implementare una feature che trasformi le foto di elettrocardiogrammi in dati digitali, consentendo a un sistema automatizzato di fornire insight sulla lettura della misurazione.

Insomma, per il momento sembra che si tratti di qualcosa di più di un semplice “Instagram for Doctors”: ci sono tante possibilità ancora tutte da scoprire e implementare, che potrebbero rappresentare un servizio davvero innovativo in ambito medico-scientifico. E social.

Social network e senso di appartenenza aziendale: come sentirsi parte di un gruppo

Esiste un mondo dove gli esseri umani hanno imparato ad usare in modo responsabile e socialmente utile i social media e le aziende, piccole o grandi che fossero, hanno rafforzato il loro brand grazie alla rinnovata produttività dei suoi lavoratori, che finalmente, nonostante la rivoluzione digitale, provavano di nuovo un senso di appartenenza aziendale? Probabilmente sì.

Il senso di appartenenza aziendale è il sogno di ogni dipendente

È un mondo dove tutto questo accade grazie all’utilizzo di social network interni, che ovviano alla grande scocciatura di mandare “millemila” email anche per chiedere al tuo vicino di scrivania di andare a giocare a calcetto.

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Appartenenza aziendale vs Isolamento social(e)

Il grosso paradosso di questo nuovo mondo digitale parallelo che viaggia di pari passo con quello reale, è che la smisurata quantità di informazioni e la velocità con cui ci si può accedere, ha reso l’individuo mediale sempre più isolato.

Il senso di appartenenza azienda aiuta a non isolare l'individuo a lavoro

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Un fenomeno che impatta sulla vita aziendale, considerando come la tendenza a isolarsi impatti negativamente anche sul senso di appartenenza aziendale, il quale si dissolve nella crescita dell’automatismo legato all’utilizzo dell’email, dell’efficienza digitale e dell’integrazione globale. Sempre più mansioni vengono interamente soppiantate dai computer, con il risultato che i dipendenti perdono la vocazione all’impegno con e verso la collettività.

E mentre le multinazionali sono tutte concentrate all’integrazione di tecnologia e marchingegni digitali per incrementare la produttività, sempre più lavoratori abbandonati meccanicamente alle loro faccende si trasformano in lupi solitari.

La sfida futura dell’appartenenza aziendale passa per il web

Senza una strategia focalizzata l’entusiasmo per il network interno, che deve essere funzionale e funzionante per acquistare il senso di appartenenza verso l’azienda, si spegnerà immediatamente.

Se si fanno entrare i dipendenti in questo circolo social(e) creando aspettative, e poi si propone qualcosa di blando o quasi desertico, il rischio può essere quello di perderli definitivamente con esiti imprevedibili e potenzialmente negativi per l’azienda stessa.

Come strutturare i social network interni

Per questo, per mantenere vivo il legame dipendente-azienda facendo respirare un vero spirito d’appartenenza, devono essere sviluppati spazi digitali dove ogni persona è sempre più coinvolto durante lo svolgersi della propria mansione: un luogo dove sia possibile la condivisione della conoscenza reciproca incentiva, e dove sia stimolata la libera circolazione delle idee e la creazione spontanea di gruppi di lavoro.

Piattaforme in cui sia possibile fare domande ma soprattutto sia possibile risolvere problemi complessi. Canali dove i dirigenti diano l’esempio. Come ci si può aspettare un rinnovato senso di appartenenza aziendale se il dirigente latita sui social o ne fa un utilizzo superficiale di mera apparenza?

Il senso di appartenenza aziendale accresce grazie alla leadership

Non una sfida semplice, poiché una partecipazione sociale attiva va guadagnata, non acquistata. La vera chiave del successo affinché i social network interni funzionino è l’autenticità e la passione con cui la leadership parteciperà attivamente a questi nuovi canali di costruzione del senso di appartenenza aziendale.