Business Recap: le 4 notizie più importanti della settimana

Anche questa settimana la redazione di Ninja Marketing ha seguito e raccolto per te le notizie più importanti dal mondo business.

Per essere aggiornato su tutti gli eventi tra future IPO, strategie innovative e nuove crisi aziendali, continua a seguirci, stiamo per scoprirli insieme.

La regola d’oro del mondo degli affari: il tempo è denaro! Quindi senza perdere altro tempo, partiamo con il nostro Business Recap.

Dropbox si prepara all’IPO

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Il servizio di condivisione e archiviazione di file Dropbox sarebbe alla ricerca di sottoscrittori per un’offerta pubblica iniziale che potrebbe arrivare verso la fine di quest’anno.

Potrebbe trattarsi della più grande società tecnologica americana a quotarsi in borsa dopo Snap.

Dropbox è stata valutata quasi 10 miliardi di dollari in un round privato di raccolta fondi nel 2014 e l’IPO sarà la prova del nove per confermarne il valore.

La società inizierà a sondare la posizione delle banche d’investimento nelle prossime settimane, secondo fonti che restano anonime.

Sebbene i proventi delle IPO nel Tech siano scese a 6,7 miliardi di dollari nel 2015, rispetto ai 34 miliardi di dollari nel 2014, e siano diminuiti ancora a 2,9 miliardi nel 2016, secondo i dati di Thomson Reuters, la società può essere fiduciosa rispetto al proprio modello di business, più solido rispetto a quello di Snap.

La società ha infatti ampliato la propria attività richiedendo anche alle aziende di pagare una fee sulla base del numero di dipendenti che utilizzano il servizio.

Quest’anno Dropbox punta a generare più di un miliardo di dollari di fatturato, mentre il suo principale concorrente, Box, era stato valutato a circa 1,67 miliardi di dollari all’IPO nel 2015.

Anche Parigi impone una tassa agli host di Airbnb

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Anche Parigi sembra aver preso le parti degli hotel nella guerra con Airbnb. Una decisione del Consiglio Comunale di Parigi di mercoledì scorso, infatti, ha stabilito che chi affitta appartamenti attraverso servizi di noleggio a breve termine come Airbnb dovrà registrare i contratti.

“Questo è un segnale forte inviato ad altri comuni. Le collettività locali hanno ora uno strumento per monitorare le offerte turistiche e controllare la raccolta delle tasse turistiche”, ha dichiarato il capo dell’Unione dei commercianti e dell’industria alberghiera (UMIH), Roland Heguy.

Grazie alla nuova norma, la città potrà sorvegliare maggiormente gli affitti brevi, controllando che non superino i 120 giorni, e raccogliendo tasse di soggiorno anche da parte dei proprietari che prima non erano tenuti a versarle.

Parigi è il più grande mercato unico di Airbnb nel mondo con più di 65.000 proprietà. La Francia è il secondo mercato nazionale più grande, dietro agli Stati Uniti. Per questo la sentenza potrebbe avere conseguenze di vasta portata per l’attività di Airbnb.

Airbnb non ha commentato la decisione.

Tesla nel ciclone delle accuse di sessismo?

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Secondo il The Guardian, dopo lo scandalo che ha riguardato questa settimana l’incubatore 500 Startups, anche la fabbrica di Fremont di Tesla sarebbe stata descritta da una impiegata come una “zona di predatori”, a causa delle molestie subite in una riunione con decine di dipendenti.

Anche altre donne in azienda avrebbero confermato di essere state importunate dai colleghi uomini e di sentirsi in pericolo nei confronti dei dirigenti, che si lascerebbero spesso andare a commenti sessisti.

The Guardian sta seguendo il caso di AJ Vandermeyden, ex ingegnere di Tesla, che ha citato in giudizio la società per “molestie”. Nella sua causa, Vandermeyden sostiene che a lei e ad altre dipendenti donne sono state negati promozioni, e che sarebbero state pagate meno dei loro colleghi uomini, con ritorsioni evidenti dopo aver fatto notare la problematica alle risorse umane. Diversi mesi dopo aver pubblicato i suoi reclami, la Vandermeyden fu licenziata da Tesla.

Elon Musk non ha commentato direttamente, ma la società sta cercando di minimizzare l’entità di queste accuse, relative solo a un caso isolato, secondo quanto dichiarato.

Snapchat rilancia con i filtri vocali e nuovi sfondi nella sfida con Facebook

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Snapchat ha aggiunto filtri vocali, sfondi e collegamenti web agli snap.

Dopo le novità introdotte da Facebook sulla falsa riga delle funzioni di Snapchat, la società ha indirizzato i suoi sforzi verso nuovi strumenti esclusivi:

  1. Backdrop consentirà di collocare le proprie immagini su sfondi differenti, come in una sorta di chroma key. Per attivare la feature basterà toccare il pulsante “Forbici” e individuare l’icona di Backdrop.
  2. I filtri vocali permetteranno di modificare la propria voce nei video: basterà toccare l’icona dell’altoparlante una volta registrato uno snap e scegliere quale filtro applicare.
  3. Infine, un tasto permetterà di collegarsi ai siti web, aggiungendo link ai propri snap.

Le nuove funzionalità puntano a rilanciare rispetto alle funzioni offerte da Facebook, Instagram e Messegner. Non ci resta che stare a vedere se Snapchat sarà ancora il traino per altre novità.

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Instagram: da oggi rispondi alle Stories con foto e video

Instagram rilascia un nuovo modo per rispondere alle Stories dei tuoi amici e per avere conversazioni tramite Direct. A partire da oggi, infatti, è possibile rispondere a una Storia direttamente con una foto o un video.

L’aggiornamento di oggi rende ancora più immediate, divertenti e visuali le conversazioni su Instagram.

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Come funziona:

  • Per rispondere, tocca semplicemente il pulsante della fotocamera mentre guardi una Storia
  • Scatta una foto, crea un video o un boomerang e utilizza tutti gli strumenti creativi che desideri. Una volta finito, clicca “Invia” e puoi continuare a guardare le storie successive.
  • Le risposte alla tua Storia verranno visualizzate nella tua casella inbox di Direct. Le risposte con foto e video saranno evidenziate in blu e scompariranno una volta visualizzate.

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Come il Mobile Marketing spinge i clienti a comprare

Si parla sempre di shopping online e per un motivo o per l’altro utilizziamo sempre di più questo canale per effettuare i nostri acquisti..ma i negozi fisici tenderanno a scomparire? Molteplici saranno gli scenari futuri che si potranno presentare, analizziamo come il Mobile Marketing aiuterà l’evolversi del retail.

Quando parliamo di strategie digital, ci si riferisce ad alcune esperienze desktop, ma più in particolare, l’attività è incentrata sul mobile come categoria questo perché è li che le persone trascorrono maggiormente il loro tempo.
L’evoluzione del mobile marketing si concretizza in seguito ai cambiamenti di comportamento degli utenti, ad esempio circa il 70 % delle persone consulta il web attraverso il proprio smartphone prima di recarsi in un negozio ad effettuare un acquisto.

Oggi l’utilizzo dei differenti canali, interconnessi tra loro sta iniziando a supportare lo shopping sia online che offline in modo personalizzato e pertinente al cliente nel momento del bisogno.

Ci sono alcuni metodi che, secondo Forbes si possono sfruttare in riferimento allo shopping offline per creare una strategia mobile personalizzata e di valore, al fine di creare la migliore esperienza possibile per il cliente.

Utilizza il marketing di prossimità

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Sapere dove si trova il consumatore è fondamentale per la vendita al dettaglio. Il marketing di prossimità sfrutta la geo-localizzazione delle persone e permette di inviare messaggi quando ci si trova a passeggiare di fronte al negozio.

Le comunicazioni inviate possono riguardare offerte, la distanza dal rivenditore o suggerimenti utili in base all’ora del giorno. Se il consumatore è nel negozio stesso, viene sfruttato l’utilizzo della tecnologia iBeacons, ovvero un sistema che riesce a rilevare con estrema precisione la posizione del cliente che ha uno smartphone connesso, potendo così interagire con lui.

Utilizza una comunicazione cross-channel

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Individuare il contenuto più idoneo da inviare al cliente nel momento in cui sta per compiere la decisione di acquisto è sicuramente il più critico. Fondamentale è sfruttare la tecnologia mobile. Influenzano in modo positivo il consumatore l’invio di video, coupons e recensioni attraverso i canali che le persone usano più spesso come ad esempio Facebook Messenger, Shazam e le applicazioni del brand stesso.
Non si esclude che in futuro sarà sempre di più utilizzata la Realtà Aumentata come strumento di mobile marketing da poter sfruttare con gli utenti.

Integra in modo coerente la tua strategia

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Utilizzare strategie che prevedono l’utilizzo di sms, app che coinvolgono il wallet del telefono sono ancora oggi attuali. Bisogna, però, utilizzarle come strumenti di marketing integrati al resto della strategia, solo così potranno portare i benefici prefissati. Utilizzati individualmente, come attività slegate dal resto avranno sicuramente meno efficacia.
Al giorno d’oggi sempre di più vengono apprezzati i contenuti di valore, quelli che portano qualche beneficio a chi lo riceve. Questa tipologia di attività soddisfa maggiormente i clienti quando la tecnologia aiuta a rendere più semplice e veloce gli acquisti. È per questo che pianificare strategie di mobile marketing che siano integrate tra loro è vantaggioso e apprezzato dai consumatori.

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I video alla conquista delle app di dating

Tutti i social, con Facebook e Instagram in testa, sono ormai invasi dai video. Video ovunque, di qualunque tipo. Perché non utilizzarli anche nelle app di dating, allora?

In fondo, la linea di confine tra questi servizi e le piattaforme social è sempre meno netta. Al di là dell’obiettivo finale, il tratto comune è quello della conoscenza, della relazione tra persone e del networking. Quando gli utenti sono perfetti sconosciuti, poi, uno strumento come il video – più coinvolgente, interattivo e volendo anche creativo – può contribuire a dare qualche informazione in più sull’altra persona e ad arricchire l’esperienza di conoscenza virtuale.

Così, proprio in quest’ultimo periodo, molte app di dating hanno iniziato ad introdurre il formato, anche se in modalità differenti, con lo scopo comune di poter offrire una conoscenza più approfondita all’interno del loro servizio, senza dover necessariamente passare ad altri canali come Whatsapp, Facebook o Messenger, che hanno già da tempo questa opzione.

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Ma come sta avvenendo questo cambiamento? Ecco una panoramica delle principali app che hanno introdotto i video recentemente, o stanno per farlo.

Le app di dating verso i video

Hinge consente ora di aggiungere video della durata massima di 30 secondi, purché già presenti nel device dell’utente. In pratica, non sarà possibile realizzarli direttamente nell’app, in diretta, ma solo caricare quelli che già abbiamo realizzato in precedenza. Sarà possibile però importare i video dai social, come Facebook e Instagram, e in questo caso senza il limite dei 30 secondi.

La cosa interessante è che, in qualche modo, i video avranno anche una certa influenza sull’algoritmo: i profili che utilizzano il nuovo formato avranno una visibilità maggiore di 5 volte, in proporzione, rispetto a quelli “tradizionali”. 

Se Hinge apre al nuovo formato con qualche restrizione (forse) di troppo, diverso è il discorso per Lively, una delle ultime new entry nel panorama del dating. I video sono parte integrante dell’app sin dalla sua nascita, nella scorse estate. Ma ora, oltre ai collage dinamici di foto e video, gli utenti possono accedere alle video-chat: quindi, si tratta in questo caso di video live. 

Come funziona? Si sceglie un argomento di cui si vuole parlare (ci sono quelli prestabiliti ma se ne possono aggiungere di personalizzati), e si inizia la conversazione con gli utenti che hanno lo stesso interesse e sono disponibili a chattare. A questo punto, il gioco è fatto.

Attenzione, però: per mantenere un certo livello di privacy ed evitare episodi poco graditi, il video è sfocato. Non consente, cioè, di riconoscere la persona. Questo avviene, di default, per i primi 40 secondi. Poi, gradualmente, il video diventa normale, a meno che l’utente non scelga volontariamente di mantenere la sfocatura. 

In effetti, in un’app di dating lo strumento video può essere molto utile, ma allo stesso tempo inibire. Meglio decidere a seconda dei casi.

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Fonte: Lively

Qualche tempo fa avevamo parlato di Bumble, la prima app di dating che intende integrare il formato Stories (ovviamente, si tratta di una feature molto simile, ma non esattamente quella che conosciamo grazie a Snapchat, Instagram o Facebook).

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La novità sarà introdotta fra qualche mese, con il rilascio della nuova versione dell’app. In questo caso, gli utenti potranno realizzare video nativi permanenti, e anche video live o realizzati nelle ultime 24 ore, temporanei (come le Stories, appunto).

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Fonte: Bumble

Inoltre, la feature potrebbe essere presente anche nel nuovo prodotto associato a Bumble – BumbleBizz – specificamente rivolto al networking professionale. Un’idea che promette bene, visto che all’estero molte piattaforme di recruitment utilizzano i video-CV già da tempo.  

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Le app di dating più recenti non sono le sole, però, a muoversi verso i video. Anche una veterana come Match ha appena annunciato che intende introdurre una feature simile alle Stories: storie fatte di foto e video fino a 60 secondi. Per ora non si sa molto altro, ma la direzione sembra quella giusta. L’integrazione dovrebbe arrivare comunque nei prossimi mesi.

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Fonte: Match

Ma in questo panorama ricco di cambiamenti, come si colloca l’app di dating che forse conosciamo meglio? Novità in vista anche per Tinder? Per il momento tutto tace, ma visto lo scenario in fermento, forse c’è da aspettarsi che presto possa arrivare uno swipe a destra per i video anche qui. 

Arte, sport e colori si incontrano: Pigalle Duperré Court, Parigi

Nel 2015, nel nono distretto di Parigi, nasceva tra due edifici il “Pigalle Duperré Court“, un campo da pallacanestro che con i suoi colori, tra vernice, gomma EPDM, metallo e plexiglass dava vita a uno spazio inedito e del tutto originale. Il progetto è opera di Ill-Studio, realtà fondata nel 2007 da Thomas Subreville e Léonard Vernhe, che tra design, fotografia e installazioni ha collaborato anche con Louis Vuitton, Supreme, New York Times, la Biennale di Venezia e altri ancora, e di Stéphane Ashpool, fashion designer dietro il brand di moda Pigalle. Uno spazio che prima non era altro che un vuoto urbano si trasformò dunque in un campo da pallacanestro unico nel suo genere, in grado di restituire alla città uno spazio vitale, contribuendo a una nuova identità di un luogo che sembrava dimenticato. I primi interventi su questo spazio, tuttavia, risalgono addirittura al 2009, con Ashpool che collaborò con la Nike alla creazione della prima versione di questa opera d’arte.

Quest’anno, i colori primari presenti precedentemente sono stati sostituiti da diversi gradienti e sfumature di blu, rosa, viola e arancione. Supportati ancora una volta da Nike, infatti, Pigalle e Ill-Studio hanno riprogettato questo spazio compatto e dalla forma irregolare, dando vita a una nuova esplosione di colori.

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Foto di Sébastien Michelini

Il rosso, giallo, blu e bianco della versione precedente sono stati quindi sostituiti da tonalità più luminose e sgargianti. La superficie di gomma del campo parte dal blu per arrivare al rosa verso il centro, colore ripreso anche in alcuni punti dei muri circostanti. I tabelloni dei canestri si sono rinnovati con una plastica rosa semitrasparente, mentre le linee del campo rimangono bianche, in contrasto con i colori. Il muro bianco che nascondeva il campo da Rue Duperré, inoltre, è stato sostituito da un muro più basso e una rete di colore blu, così da poter far ammirare il campo anche dai passanti.

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Foto di Sebastién Michelini

Il cambio di stile coincide con l’uscita dell’ultima collezione di Pigalle in collaborazione con Nikelab, dove si nota l’impronta di Ashpool e la relazione tra i capi d’abbigliamento e il caratteristico playground. Lo stile e l’aspetto visivo sono cambiati, con i nuovi colori che donano una veste completamente nuova sia alla collezione che al campo da basket, ma il progetto resta comunque un’iniziativa innovativa e originale.

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Foto di Sebastién Michelini

“Attraverso questo nuovo campo, desideriamo esplorare la relazione tra sport, arte e cultura, e la sua progressiva affermazione come un potente indicatore socio-culturale” ha affermato il team di lavoro dietro quest’opera d’arte. “L’incessante ricerca di modernità ha creato un forte legame tra funzionalità ed estetica”, ma le origini di queste relazioni sono da ricercare nell’antichità, dato che “sin dalle epoche degli antichi Greci e Romani, lo sport è rappresentato come un vero e proprio ideale di bellezza”. Anche attraverso le parole dei creatori del playground-opera d’arte, quindi, è possibile capire come da elementi semplici come i colori può nascere qualcosa di straordinario.

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Foto di Alex Penfornis

La classifica delle 7 notifiche più fastidiose di Facebook

Quante volte vi è capitato di ricevere una notifica su Facebook, pensare che fosse qualcosa di interessante e invece… si trattava di una notifica inutile che vi ha fatto sbloccare lo smartphone per niente?

Abbiamo preso spunto da questo simpatico articolo pubblicato da Mashable USA per classificare le 7 notifiche più fastidiose che riceviamo su Facebook!

Mr.X è interessato ad un evento vicino a te domani!

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Cominciamo la nostra lista con una delle notifiche probabilmente più inutile di Facebook, ovvero sapere chi dei nostri contatti è interessato a un evento che si terrà il giorno X in un determinato luogo – che magari non è neanche nelle vicinanze.

Oltre ad essere una notifica al limite dello stalking, tutti sappiamo che essere “interessati” ad un evento vuol dire non andarci mai!

Gli inviti ai giochi online

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Alzi la mano chi tra di voi non ha mai ricevuto una richiesta di partecipazione a uno dei mille e più giochi proposti dalla piattaforma, ma soprattutto chi non ha mai alzato gli occhi al cielo cercando di bloccare compulsivamente in tutti i modi questo tipo di notifica!

Giochi come Candy Crush, Farmville e Texas Hold’em Poker erano di moda nel 2010, ed è inevitabile chiedersi perché ci sono ancora contatti capaci di inviare una notifica su Facebook per aiutarli ad avere una vita extra…

Ti sei ricordato di fare gli auguri di compleanno?

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Ci sono due tipi di persone: quelle che augurano compulsivamente “Buon Compleanno” a tutti i loro contatti su Facebook – indipendentemente dal tipo di rapporto che esiste tra di loro – e quelle che preferiscono contattare privatamente il festeggiato (magari con una bella telefonata, che fa tanto vintage ma è sempre apprezzata).

Ma a Facebook non importa che tu faccia parte del primo o del secondo gruppo: riceverai comunque la notifica del compleanno del tuo ex compagno di classe con cui non parli dal 2009.

Gli avvenimenti importanti dei tuoi contatti

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I Social Media permettono agli utenti presenti sulla piattaforma di condividere con tutti i loro contatti foto, video, qualsiasi cosa che riguardi la loro vita quotidiana. In più, Facebook consente di sottolineare delle “Milestone”, ovvero gli avvenimenti importanti che accadono a una persona.

Fin qui tutto bene, ma perché dobbiamo ricevere la notifica che il nostro o la nostra “mai dimenticato/a ex” si è felicemente sposato/a sabato scorso? Dai seriamente, questa si chiama cattiveria.

E sul podio troviamo…

Al terzo posto: non perderti un ricordo!

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Nessuno mette in dubbio che ritrovare qualche foto dell’università, della gita scolastica della 3° superiore o dell’animale domestico che avevamo da bambini, può essere un’esperienza piacevole. Ma caro Mark, non hai mai pensato che forse non tutti vogliono rivivere quotidianamente i ricordi di quando erano 18enni, immaturi e – in alcuni casi – anche un po’ bruttini?

Medaglia di bronzo per il senso di vergogna ed imbarazzo che proviamo quando spunta l’aggiornamento di stato datato 2009 “Ragà ieri sera ho esagerato 1 pokino kon il Bakardi alla frutta ihihih ke mal di testa stamattina!” con tanto di foto in allegato. ELIMINA ELIMINA ELIMINA SUBITO.

Al secondo posto: segui le dirette video dei tuoi contatti!

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In seconda posizione troviamo una notifica introdotta recentemente ma diventata una delle più odiate in tempo record: l’avviso dell’inizio di un Live Video da parte di un nostro contatto.

Sappiamo che il Live Streaming è molto importante per Facebook e ha bisogno di essere spinto in tutti i modi possibili, ma forse martellare di notifiche gli utenti non è la strategia migliore per attirare la loro attenzione – e si rischia di ottenere l’effetto contrario.

Al primo post: non credi sia arrivata l’ora di pubblicare qualcosa?

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Vince la nostra classifica posizionandosi sul gradino più alto del podio lei, la notifica più irritante che si possa ricevere: “Ciao! Il tuo ultimo aggiornamento risale a 22 settimane fa. Pubblica qualcosa!”

Una notifica che sembra voglia ricordarci che papà Facebook ci osserva. Sempre. Tutti i giorni. Un po’ creepy, non trovate?

Comunque alla fine una buona notizia c’è: vi ricordiamo che è possibile disattivare tutte queste notifiche con pochi semplici click: andate nella sezione “Notification Settings” e switchate tutto su OFF prima di perdere la pazienza e lanciare lo smartphone!

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#OdiamoGliSprechi Challenge, un contest per startup innovative da E.ON

E.ON ha appena lanciato #OdiamoGliSprechi Challenge, un contest per start up innovative, che si inserisce nell’ambito del Philip Kotler Marketing Forum 2017, evento ideato dalla società Nexo Corporation in programma a Milano il 7 ottobre 2017.

#OdiamoGliSprechi Challenge è la business plan competition promossa da E.ON finalizzata a individuare talenti e sostenere idee imprenditoriali ad elevato contenuto innovativo sul tema della riduzione degli sprechi a partire dall’idea fino alla commercializzazione, confermando il proprio posizionamento strategico.

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L’efficienza energetica al centro di #OdiamoGliSprechi Challenge

Obiettivo dell’iniziativa è scoprire, stimolare e sostenere proposte imprenditoriali innovative che facilitino l’utilizzo, la diffusione e l’adozione di soluzioni di efficienza energetica, all’interno e all’esterno dell’ambito domestico, per accrescere la consapevolezza e supportare i consumatori in un migliore utilizzo dell’energia e delle proprie risorse.

In particolare, gli ambiti di riferimento sono: “Energy saving & Smart Home” e “Smart City & Mobility 2.0”. In questi due ambiti si ricercano proposte inerenti lo sviluppo e le modalità di adozione e diffusione di soluzioni innovative da un lato per la riduzione dei consumi e per il monitoraggio dell’utilizzo dell’energia e dei dispositivi elettronici all’interno della casa e, dall’altro, per supportare la mobilità attraverso le nuove tecnologie, con l’obiettivo di ottimizzare l’utilizzo dell’energia e promuovere la diffusione di comportamenti responsabili.

La sfida, che si svolgerà nell’arco dei mesi da luglio a ottobre 2017, prevede un percorso di selezione che vedrà l’ultima fase valutativa svolgersi durante l’evento PKMF del 6 ottobre alla presenza di Philip Kotler ed altri esperti di settore.

L’idea imprenditoriale vincitrice potrà accedere ad un contributo di 7.500 euro da utilizzare per partecipare ad un programma di mentoring e accelerazione presso l’Innovation Lab dell’Università IULM di Milano.

Partner dell’iniziativa anche Leevia, startup innovativa che ha sviluppato una piattaforma per creare contest online. Grazie alla sua piattaforma per Video Contest i candidati potranno inviare un filmato che descriva la loro idea sul sito dedicato alla competition fino al 17 settembre 2017 e far votare il proprio progetto.

“Crediamo molto in questa business plan competition per la ricerca di nuove idee e modelli nel campo dell’efficienza. Il contest si inserisce in un più ampio progetto di promozione dell’ innovazione, in cui E.ON è impegnata, che ha l’obiettivo di accelerare la trasformazione digitale dell’azienda. Scoprire e sostenere le migliori proposte per l’efficienza ci permette di interpretare il nostro business energetico in una chiave totalmente innovativa e di pensare non solo a nuovi prodotti e soluzioni, ma soprattutto ad accettare nuove sfide“.

Péter Ilyés, CEO di E.ON Italia.

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App economy: 6300 miliardi di dollari entro il 2021

Che il mercato delle applicazione fosse un settore in continua crescita era già chiaro da tempo. Ma che potesse raggiungere i 6,3 trilioni di dollari entro il 2021 era certamente qualcosa di inaspettato dagli investitori e sviluppatori di tutto il mondo.

Il modo della applicazioni digitali è cresciuto notevolmente: sono numerose le novità che quotidianamente vengono introdotte sul mercato. Molte di queste hanno concretamente determinato un salto di qualità nella vita di molte persone, introducendo veri e propri vantaggi sino ad oggi irrealizzabili. Faccio riferimento ad app come Refugee Aid App che ha concretamente offerto un aiuto alla disperazione dei migranti o alle app dedicate all’intera comunità LGBT.

Jonathan Vanian, giornalista ed esperto di nuove tecnologie di nome, ha confermato che la crescita del mercato globale delle applicazioni digitali è destinato ad aumentare esponenzialmente grazie alle numerose opportunità che il mondo digitale offre e che ad oggi restano inesplorati.

La crescita nel dettaglio

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App Annie, un’importante azienda di analisi statunitense che negli anni ha sviluppato tools di analisi ed interessanti report sull’andamento dell’economia globale, ha convalidato il nuovo traguardo che l’economia delle applicazioni mobili raggiungerà nel 2021 e che sarà pari a 6.300 miliardi di dollari. Una crescita stimata intorno al 380% rispetto allo scorso anno, una cifra che ha sorpreso tutti gli addetti del settore digitale.

I fattori evidenziati da App Annie sono 2 e sono strettamente connessi l’uno con l’altra. Analizziamoli nel dettaglio:

1) La diffusione degli smartphone
In questi ultimi mesi lo sviluppo tecnologico ha raggiunto anche quelle zone del globo rimaste sin ora escluse. Tutto ciò ha comportato una diffusione su larga scala di smartphone e dispositivi mobili: un elemento particolarmente importante da un punto di vista economico e globale.

2) L’accrescimento delle interazioni
Il numero delle interazioni tra persone ed applicazioni è in forte crescita tanto che App Annie nella sua analisi prevede che 2021 saranno 3,5 trilioni le ore che trascorreremo ad interagire con le applicazioni digitali (nel 2016 le ore trascorse nell’utilizzo delle app è stato di 1,6 trilioni).

La crescita degli acquisti da e per Mobile

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Con la crescita prevista nei prossimi anni è naturale presupporre che gli acquisti da mobile attraverso le applicazioni saranno l’ultima frontiera dell’economia internazionale. Si prevede infatti che il numero delle persone che acquistano online crescerà negli anni determinando l’importazione del modello economico dei paesi orientali (ad esempio, la Cina) considerati i maggior investitori in questo campo.

Anche gli store per l’acquisto e lo scaricamento delle app sono in forte crescita. Sinora è stato l’App Store di Cupertino a detenere il primato per quanto riguarda la vendita di software online, con una previsione di crescita entro il 2021 di circa 60 miliardi di dollari. Ma questa volta iOS non è l’unico sistema operativo a dominare i mercati internazionali. App Annie  afferma con grande stupore che Google insieme a tutti gli store di store di terze parti supererà la crescita dello store firmato Apple.

Un ultimo dato da evidenziare nell’inarrestabile crescita degli store di applicazioni per il Mobile sono le cifre previste per questo 2017. Una crescita straordinaria che si aggirerà in trono ai 40 miliardi dollari per l’App Store e circa 41 per Google Play e store di terzi parti.

È davvero incredibile come il mercato globale delle App stia rivoluzionato l’economia globale, interconnettendo il reale con virtuale e strutturando un rapporto di interdipendenza tra ‘i due mondi’.

Calcio e social media: AS Roma

Il calcio è uno degli sport più seguiti al mondo: non è un caso che i club più importanti stiano sempre più mutuando modalità e strategie d’impresa dalle grandi aziende. Questo avviene non solo nel merchandising o nei modelli di business, ma anche nella comunicazione, dove viene sviluppata una narrazione totalizzante che possa colpire l’immaginario di quella parte di mondo che si sta avvicinando al calcio solo in questi anni, ad esempio come i Paesi del Sud-Est asiatico.

Per questo abbiamo pensato di dedicare tre appuntamenti ad approfondire la comunicazione digitale nel calcio, facendo un focus sulle strategie più vincenti per parlare di sport, in grado di generare un alto tasso di engagement.

Apriamo la nostra inchiesta di approfondimento con una delle due squadre che infervora la Capitale: la AS Roma.

Con il cambio di proprietà avvenuto nel 2012, e l’avvento dell’italo-americano Jim Pallotta, abbiamo assistito a una svolta decisiva nel modo di lavorare del gruppo oggi allenato da Eusebio Di Francesco. Una svolta che anche dal punto di vista imprenditoriale, che ha portato oggi i giallorossi a lavorare per posizionarsi fra i top-team in Europa e nel mondo. Come ulteriore segnale di sviluppo, nel settore comunicazione è arrivato nel 2015 anche un nuovo Head of Digital, Paul Rogers, fra gli altri ex responsabile del digitale per un’altra nota squadra di calcio, il Liverpool.

Il nuovo approccio è stato fin da subito evidente. La strategia digitale di Rogers è stata infatti incentrata completamente sul tifoso. Entriamo nel dettaglio.

Tifosocentrico

Rogers nel corso di diverse interviste ha dichiarato che Pallotta non ha mai fatto mistero di avere tra gli obiettivi per la AS Roma quello di renderla la squadra maggiormente interconnessa a livello digitale con i propri tifosi. Si tratta di un obiettivo ambizioso: è lo stesso Rogers a spiegarlo: “Questa generazione digitale è fatta da utenti che non vogliono essere considerati passivi consumatori di contenuti. Loro non vogliono essere passivi destinatari di un contenuto, e non vogliono sentirsi dire cosa possono o non possono consumare”.

La AS Roma è la prima squadra italiana a iscriversi a Giphy e a creare le proprie gif.

Le parole di Paul Rogers centrano il punto non solo della nuova strategia digitale della AS Roma ma di ogni strategia digitale che si rispetti, in particolare quelle sportive che stanno vivendo un’ondata di rinnovamento. Per questo non stupisce che per coinvolgere i tifosi sulla costruzione del nuovo sito sia stato utilizzato Reddit.

Reddit è una piattaforma di social news e sondaggi, una sorta di grande bacheca stile forum anni ’90. Per capirci la piattaforma che Barack Obama ha mandato offline, causa eccessivo traffico sul server, per un Q&A improvvisato. Si tratta di una piattaforma che molti temono per l’assenza di filtri con il proprio pubblico.

“Gli unici brand che vengono massacrati su Reddit son quelli che non riescono a capire la piattaforma e il loro posto all’interno di questa, oppure quelli che non sono onesti e trasparenti nelle loro intenzioni […] Noi non avevamo niente da nascondere e non abbiamo fatto promesse. Abbiamo semplicemente detto “Noi vogliamo lanciare un nuovo sito e vorremmo sapere cosa volete e cosa non volete. […] La risposta è stata molto positiva e davvero molto d’aiuto. Ne siamo stati sorpresi? Non molto. Se sei onesto con le persone e le tratti con rispetto, di solito ottieni lo stesso in cambio.”

Come si è tradotta l’interazione su Reddit dei tifosi con l’AS Roma?

L’architettura del sito è stata concretamente pensata con i tifosi, che hanno compiuto delle scelte anche innovative all’interno del panorama: la Roma TV+ è un nuovo portale video per  riguardare gol, highlights e versione integrale di tutti i match giallorossi; oppure il centro statistiche che fornisce dati sulle partite in tempo reale.

In aggiunta i tifosi più creativi sono stati chiamati a collaborare formalmente con asroma.com per generare una serie di contenuti. I tifosi infatti sono diventati a loro volta content creator di articoli, fotografie, grafiche e gif che poi fruiscono gli stessi tifosi.

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Il traffico web del sito asroma.com analizzato con Semrush.

In termine di visite i dati sono ottimi: 292,2 mila visite al mese, di cui utenti unici sono 177.2 mila. Inoltre, come potete vedere dal traffico in alto, è molto elevato il traffico generato direttamente dal sito; in altre parole sono molti gli utenti che arrivano al sito in maniera diretta dal loro browser. In questo modo i social network offrono i loro contenuti, pensati ad hoc per i social, e non servono semplicemente per rimandare al sito che ha il suo proprio pubblico di riferimento.

https://www.facebook.com/ASRItalian/videos/427444354299340/

No al calcio moderno

Si tratta di uno slogan che abbiamo sentito spesso dai nostri genitori appassionati di calcio, oltre che dagli ultras di tutti i colori. Di qualsiasi squadra fossero, “No al calcio moderno” è il leit-motiv che accompagna ogni pomeriggio in curva, e forse è uno di quelli più in grado di riassumere la mania che lega gli italiani al calcio. Un calcio fatto di radici, di eredità concettuali, di tifo che si trasmette di padre in figlio. Anche per questo il calcio è un elemento importante della nostra cultura: esistono famiglie votate da generazioni a un credo calcistico e a squadre, trovando fondamento in un profondo radicamento territoriale. L’AS Roma è una delle squadre che più evidenziano questa tendenza, vantando una tifoseria che vive “visceralmente” la propria passione, a tutti i livelli, dalla famiglia al lavoro.

In questo, Rogers è stato bravo a evidenziare questa peculiarità, lavorando su un coinvolgimento “totalizzante” non solo del club, ma anche dei calciatori. La strategia digitale della AS Roma si prefigura partendo da un concetto semplice: il calcio e la Roma sono quello che tiene unito il proprio pubblico, ma non l’unico interesse del proprio target. L’amore è totalizzante, ma si sa insinuare nelle pieghe della quotidianità. Così, ecco realizzati video dove i calciatori giocano a Fifa alla playstation, oppure vengono mostrati gli allenamenti o momenti di backstage di varia natura. Il racconto della AS Roma si fonda sull’emozione di dirsi giallorossi, sull’appartenenza non semplicemente a un gruppo di tifosi, ma a una tradizione, a una famiglia, e questa passione si vive 24H su 24, esattamente come fa un tifoso giallorosso medio.

https://www.facebook.com/ASRItalian/videos/443603566016752/

Puntare sui valori del tifoso può essere rischioso, ma in questo caso si può dire che ci siano stati grandi risultati. Non c’è solo l’obiettivo di attirare nuovi fan, dunque, ma si punta anche sul consolidamento della community esistente, sui valori e i sentimenti radicati nei cuori i tifosi di sempre.

Una prova? Il meraviglioso video dell’addio di Francesco Totti, incentrato semplicemente e unicamente sulla reazione dei tifosi. Un video così capace di muovere i sentimenti di tutti, non solo giallorossi, tanto da arrivare a 17 milioni di visualizzazioni per una pagina che ne conta quasi 8. Oppure, dato in apparenza minore ma di grande importanza i social media manager la costanza nel tempo dell’average di engagement della propria community che dimostra quanto sia curato l’aspetto del community building e del valore attribuito all’utente-tifoso. Il motivo? La strategia di Pallotta e dei suoi uomini si basa sull’amore per il calcio dei propri tifosi, che riempiono gli stadi di passione e orgoglio.

https://www.facebook.com/ASRItalian/videos/vb.277065272670583/1399445286782948/?type=2&theater

Mosaicoon lancia una piattaforma di Video Content Marketing

Oggi vi parliamo di Mosaicoon, società fondata a Mondello nel 2010 che da startup è diventata oggi una grande realtà. L’azienda è stata premiata nel 2016 come Most Innovative Company of the Year in Europe agli International Business Awards.

Mosaicoon non è un’agenzia tradizionale, ma una piattaforma di video marketing che mette in connessione i migliori brand con i creators di tutto il mondo.

Per scoprire di più su questa realtà e conoscerne i prossimi sviluppi abbiamo intervistato il suo Founder, Chairman e CEO, Ugo Parodi Giusino.

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Che tipologia di processo seguite nella realizzazione di una campagna rispetto ad un’agenzia tradizionale?

Questa è un’ottima domanda per chiarire ancora di più un punto fondamentale: Mosaicoon non fa campagne
pubblicitarie nel senso tradizionale del termine e non è un competitor delle Agenzie Creative. Anzi, è un loro partner tecnologico.

La nostra piattaforma consente a tutti i player di superare i limiti dell’approccio creativo tradizionale, fermo in pratica agli anni ’60. Mosaicoon, grazie al potere dei dati e a tool analitici proprietari (Sonar) consente ai brand e ai partner di ottenere diversi video creativi di elevata qualità in tempi rapidissimi, adatti sia alle campagne sia alle attività di storytelling. Al tempo stesso Mosaicoon consente ai creator di tutto il mondo di monetizzare le proprie produzioni video. Attraverso il nostro algoritmo, favoriamo il contatto tra domanda e offerta, la cooperazione tra talenti creativi, a vantaggio di tutti: brand, agenzie media, partner tecnologici.

Chiunque può richiedere l’iscrizione in piattaforma e capire il modo migliore di utilizzarla.

Avete recentemente lanciato la vostra piattaforma di Video Content Marketing. Come funziona e quali sono i vantaggi per i brand?

Il lancio ufficiale della piattaforma è avvenuto il 20 giugno scorso in occasione dell’evento Mosaicoon Skyline tenuto presso Terrazza Martini a Milano. La nostra tecnologia da ora è aperta a tutti: brand, agenzie, creativi.

Per i brand i vantaggi sono molteplici: prima di tutto, una volta effettuata l’iscrizione, il brand riceve un’analisi Sonar su misura: dati e ricerche che mostrano al marketer come sta sfruttando le potenzialità del video e come potrebbe migliorarne le performance. È il punto di partenza della data-driven creativity. Da quel momento, il brand viene seguito costantemente da un Mosaicoon Specialist, che può collaborare anche con l’agenzia creativa del cliente, grazie ad uno specifico programma di partnership.

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L’Headquarter di Mosaicoon a Palermo

In questo modo, il brand può customizzare un’ampia quantità di video originali e di alta qualità per i suoi
canali digitali, in linea con i temi di suo interesse, molto più velocemente e in modo più economico rispetto al modello tradizionale. Inoltre, sempre grazie alla piattaforma è possibile distribuire il video su tutte le principali piattaforme online (Facebook, Instagram, YouTube etc.) con un parametro legato alle visualizzazioni del video.

La forza della diffusione è il vostro punto di forza. Come avete raggiunto una tale capillarità?

Il media è da sempre un punto di forza della nostra azienda e dallo scorso anno è alla base degli accordi che Mosaicoon ha stretto con i principali centri media italiani e internazionali. Sono loro i nostri primi partner commerciali: grazie a Mosaicoon e alla sua capacità di rendere disponibili video creativi, i brand sono facilitati nell’avviare campagne media digitali.

Siete l’unica azienda italiana in campo content selezionata come Facebook marketing partner. Cosa vuol dire per voi e per i brand con cui lavorate?

Siamo orgogliosi di essere stati selezionati come Facebook Marketing Partner ed entusiasti di lavorare con i migliori brand su Facebook. Contribuire alla crescita del consumo dei video è per noi un grande stimolo,
l’obiettivo è quello di offrire contenuti video di alta qualità e promuovere la comunicazione video dei brand riducendo la complessità e coinvolgendo i loro utenti esclusivamente con contenuti rilevanti. Il video è il nuovo linguaggio del digitale: 1/3 dell’attività online viene impiegata a guardare video, e i brand hanno bisogno di tenere in considerazione questo aspetto se vogliono raggiungere le loro audience in maniera efficace. Il nostro obiettivo è dare alle aziende tutti i contenuti video di cui hanno bisogno per diventare publisher, e il Facebook Marketing Program costituisce una grande opportunità di sinergia verso questa direzione.

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L’Headquarter di Mosaicoon a Palermo

Quali sono le sfide del futuro e i progetti di espansione che stanno già coinvolgendo Mosaicoon?

Già con 8 uffici a Palermo, Londra, Madrid, Milano, New Delhi, Roma, Seoul e Singapore,il nostro obiettivo
è consolidare la nostra offerta nei mercati internazionali più tecnologici ed evoluti. Ed è una sfida che stiamo vincendo.