Social media

Bumble: quando le dating app diventano social

La dating app rivale di Tinder introduce un formato molto simile alle Storie di Instagram (o Snapchat?)

Alexia Gattolin

Content Coordinator & Writer

Partiamo dall’inizio. In principio erano le agenzie matrimoniali. Quelle cose un po’ da “sfigati” – ci perdoni la zia, lo sappiamo come ha conosciuto lo zio e si fa per scherzare – che ci evocano nella mente raccoglitori pieni di foto e frasi ad effetto, con il Cupido di turno intento a cercare improbabili affinità elettive tra i malcapitati.

Poi le cose sono cambiate. La famigerata “democratizzazione del web” ha portato con sé anche la democratizzazione degli strumenti di ricerca dell’anima gemella: dalle piattaforme online come Meetic & company, fino alle più recenti app di dating e agli user-generated…match (con i dovuti interventi degli algoritmi del caso, ma pur sempre da noi “istruiti”).

Swipe a destra o swipe a sinistra, ora siamo noi a dover decidere. In una manciata di secondi. Fra una moltitudine di persone, in base a sempre meno informazioni – di solito una foto o due, e poco più. Tinder è l’esempio più noto nel panorama attuale delle dating app, ma non è il solo.

Bumble

Nata dall’idea di uno dei founder di Badoo e uno dei founder proprio di Tinder, Bumble è tra le tante app utilizzate per cercare…beh, non sempre l’anima gemella, ma almeno persone nuove da conoscere e incontrare.

Quello che la caratterizza? La particolare attenzione riservata a contenuti e connessioni reali: prima il controllo manuale dell’autenticità delle foto profilo caricate dagli utenti, e ora un’ultima novità molto social.

Si tratta dell’introduzione dei BumbleVID, un formato video molto simile alle Storie di Instagram (e Snapchat, ovviamente). Gli utenti con la foto profilo verificata (per ora un numero limitato, viste appunto le lunghe procedure di verifica), potranno creare video della durata di 10 secondi, che scompaiono dopo 24 ore.

Come funziona, esattamente? Non c’è nessun collegamento con la feature di Instagram, anche se l’aspetto e le caratteristiche sono molto simili. Da parte di Bumble c’è anche l’esplicito incoraggiamento ad ispirarsi al noto formato, proprio perché ormai popolarissimo e molto familiare.

La registrazione dei video avviene direttamente nel profilo, attraverso l’app di Bumble, così come la loro pubblicazione. Tutti quelli che vedranno il nostro profilo potranno accedere anche ai video, e come su Instagram sarà possibile sapere chi e quanti li hanno guardati. Volendo, è possibile caricare anche video pre-registrati, ma solo se realizzati nelle ultime 24 ore (altra caratteristica che ci ricorda qualcosa?).

Per il momento potremo anche disegnarci sopra, e si pensa già di implementare una serie di feature aggiuntive come filtri, posizione, tag.

Bumble

Fonte: TechCrunch

Per rendere tutto molto più social-friendly, i BumbleVID saranno poi mostrati anche nella sezione delle connessioni e conversazioni, così da permetterci di vedere in un solo posto le “storie” di tutti quelli con cui abbiamo iniziato ad interagire, e anche quelle delle persone con cui ci siamo connessi, ma con le quali non abbiamo ancora avviato una conversazione.

È evidente che la svolta social di Bumble con i video temporanei ricalca moltissimo il formato delle Storie. Secondo la co-founder e CEO Whitney Wolfe, (ex-Tinder), l’entrata dei micro-video temporanei era in cantiere ormai da tempo. Le esitazioni, più che altro, erano dovute al timore di esporre dei contenuti così personali (e visibili a tutti) in una dating app popolata fondamentalmente da perfetti sconosciuti.

Ora che i video sono esplosi ovunque e che vengono utilizzati dagli utenti per condividere anche i momenti più impensabili del quotidiano (nel bene e nel male), sembra essere arrivato il momento giusto.

Su Tinder, in fondo, c’è già la possibilità di inserire il collegamento al proprio profilo Instagram. Ma con la diffusione di Stories, è lecito chiedersi se sia il caso di aprire indiscriminatamente anche agli utenti delle app di dating una finestra sul proprio mondo. Sui social il confine tra pubblico e privato è ormai labile – forse per sempre compromesso – ma con il dating le cose rimangono ancora un po’ differenti.

I BumbleVID sembrano probabilmente avere più senso: contenuti simili nella forma a quelli che postiamo su Instagram – quindi facili da realizzare – ma creati appositamente per lo scopo della dating app, senza mescolare finalità diverse.

Difficilmente, infatti, ci troveremo a postare su un’app di dating gli stessi video che di solito postiamo su Instagram, e viceversa. Dating e social diventano sempre più vicini nella forma, ma non è detto che avvenga lo stesso nei contenuti. E forse è un bene.

Aspettiamo che i BumbleVID (e, chissà, magari anche qualche altro clone del clone della feature di Snapchat) vengano ufficialmente introdotti a breve, e stiamo a vedere. Di certo, se avranno successo, vedremo molti meno profili fake e più interazione sociale anche nel dating. E forse un po’ più di creatività e fantasia nel raccontarsi agli altri.

VUOI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO?