alessio carciofi digital detox

Digital Detox: come resistere alle distrazioni dell’era digitale

Negli ultimi anni lo smartphone ha rivoluzionato la nostra vita. Oggi siamo in grado di fare tutto (o quasi), in qualsiasi momento. E la mobilità ha radicalmente modificato i nostri tempi di lavoro.

I confini, però, tra lavoro e vita personale, si sono molto assottigliati, arrivando spesso a sovrapporsi.

Parliamo spesso di come lavorare con il digitale, ma a volte dimentichiamo un’altra domanda fondamentale: come vivere con il digitale? Come gestire i ritmi di un lavoro 24/7, senza che le notifiche si trasformino in una perdita di tempo anziché in un vantaggio? Come coniugare digitale, produttività e creatività?

Giovedì 13 aprile, presso il Create Dojo! di Salerno, Alessio Carciofi, ideatore della metodologia Digital Felix, ci presenterà il suo ultimo libro edito da HOEPLI: “Digital Detox. Focus & produttività per il manager nell’era delle distrazioni digitali”.

facebook-live-logo-vector-downloadPotrete seguire la diretta Facebook della presentazione del libro sulla pagina di Ninja Academy a partire dalle ore 18,00.

Per capire meglio il suo approccio e scoprire cosa ci aspetta nel futuro, abbiamo rivolto qualche domanda ad Alessio, nato e cresciuto nella famiglia di Ninja Marketing e ora creatore di percorsi formativi e strategie di work-life balance aziendale.

alessio carciofi digital detox

Credits: Marius Mele

Circa un anno fa parlavamo con te dell’importanza del digital detox. Riprendiamo dove abbiamo lasciato: cosa è cambiato? C’è più consapevolezza intorno a questo tema?

Tutto cambia, tutto evolve. Stiamo vivendo un periodo di forte cambiamento culturale. Quando iniziai a parlare di Digital Detox, quattro anni fa, venivo visto come un “outsider”. Oggi, nella sfera personale, oltre alla consapevolezza – che è aumentata sensibilmente – c’è un grande desiderio di crescita e di amor proprio. Mentre, nel business, c’è una grande consapevolezza sulla necessità di ri-definire alcune norme comportamentali per aumentare il focus e la produttività e trovare la giusta misura nel digitale.

LEGGI ANCHE: Digital Detox: come aumentare la produttività nel business e nella vita privata

Da una startup ad un libro: cosa ti ha spinto a scrivere un manuale sul tema?

Mi hanno spinto maggiormente due forze. La prima è stata dettata dal desiderio di aiutare le persone a vivere al meglio il work-life balance. Devo essere onesto con i lettori di Ninja Marketing, prima di aiutare altre persone, desideravo aiutare me stesso, raccontando un pezzo della mia vita e come io abbia trovato la  dimensione Digital Felix, grazie alla metodologia elaborata nel corso degli anni di ricerca.

La seconda forza è quella di lasciare dei segni lungo il viaggio della mia vita. Per me il Digital Detox è “un sogno che lascia un segno” e leggendo il libro capirete il perché.

alessio carciofi digital detox

All’interno del libro hai presentato la metodologia Digital Felix che permette di accedere ad nuova dimensione di benessere. Puoi anticiparci alcune linee guida?

Il nuovo benessere è quello che prende in considerazione la parte più autentica di noi stessi: la nostra anima. La metodologia Digital Felix, anche detta il benessere delle 5 “erre” si tratta di un percorso che parte dal Rallenta, Riduci, Ridisegna, Riprogramma e arriva alla fase Ricarica. Questi step intermedi permetteranno alla persona di intraprendere un viaggio, che parte dalla consapevolezza di come stiamo gestendo il nostro tempo o di come lo stiamo spendendo.

Per me, di fianco al concetto di gestione del tempo (time management) ci sono da aggiungere due pilastri fondamentali come l’energy management e il focus management. Nell’era delle distrazioni è d’obbligo saper gestire la nostra energia e l’attenzione. Ritengo che una buona strategia di benessere digitale debba prendere in considerazione questi tre fattori, dove il digital felix è il cuore, l’intersezione delle tre variabili.

alessio carciofi digital detox

Quali sono le persone che hanno più bisogno di un detox? A chi è rivolto il tuo libro?

Posso dire che è un libro adatto a tutte le persone che cercano di evolvere, crescere, migliorare la propria vita e lasciare un segno. Inoltre è rivolto a tutte quelle persone che in un dato momento della propria vita, stanno riempendo il vuoto di una vita frenetica, piena di distrazioni digitali che sono divenute un grande Pac-Man umano, che giornalmente mangia focus, energia e sonno.

È dedicato a tutte quelle persone che desiderano rallentare. Fermarsi per poi ripartire più carichi, più forti. Perché rallentare non è una debolezza, è il lusso postmoderno.

Sopratutto è dedicato a manager/imprenditori e digital worker che hanno bi-sogno di una “lettura” per capire come differenziarsi sul mercato, acquistando quote di focus, creatività ed energia.

Vi lascio con un mio motto: il digitale migliora la vita ma non è la vita.

digital detox

>>Giovedì 13 aprile partecipa alla presentazione del libro Digital Detox a cura di Alessio Carciofi

facebook-live-logo-vector-downloadPotrete seguire la diretta Facebook della presentazione del libro sulla pagina di Ninja Academy a partire dalle ore 18,00.

DOVE

Ninja Marketing c/o Create Dojo!

Via Irno 11, Salerno

ORARIO:

dalle 18.30 alle 19.30

Create Dojo

Non è necessario registrarsi, potete presentarvi presso il Create Dojo! il giorno stesso della presentazione. Per informazioni, scrivere a info@ninjamarketing.it

Moleskine incontra la street art con la collezione di borse firmata da Bradley Theodore

Anche quest’anno Moleskine partecipa alla Milano Design Week presentando una novità. La collezione di borse Classic viene per la prima volta reinterpretata e diventa pop con le opere di Bradley Theodore, street artist di origini caraibiche con base a New York, famoso per le opere dedicate alle personalità del mondo della moda come Anna Wintour e Karl Lagerfeld. I suoi ritratti si contraddistinguono per le pennellate rapide, espressioniste, dove a predominare sono i colori e le combinazioni di tinte pastello che ricordano gli anni ’80.

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Abbiamo partecipato alla performance di live painting presso il Moleskine Cafè e abbiamo colto l’occasione per fare una chiacchierata con Luca Danovaro, Marketing and Communication Director di Moleskine.

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Abbiamo già parlato delle motivazioni dietro l’apertura del Moleskine Café con Arrigo Berni, CEO di Moleskine. Questa è la sua prima Design Week, ci racconti come è stato utilizzato dal brand questo spazio?

Il Moleskine Café è lo spazio vivo del nostro brand, dove la marca incontra i propri fan. Vogliamo sederci, passare del tempo con le persone, condividere eventi e in questa settimana abbiamo voluto portare a Milano proprio un fan della nostra marca.

Abbiamo conosciuto Bradley a New York perché, ci ha raccontato, lui prima di dipingere qualsiasi cosa fa schizzi sui nostri taccuini. Abbiamo deciso quindi di portare nella nostra città uno street artist importante come lui. Abbiamo voluto organizzare qui l’opening con il live painting e vogliamo che durante la settimana il Cafè diventi un posto in cui le persone possano riposare dopo una giornata impegnativa. Anche qui avranno stimoli sulla creatività e sull’arte.

Moleskine incontra la street art con la collezione di borse firmata da Bradley Theodore

Ci racconti come è nata la collaborazione con Bradley e la reinterpretazione della collezione delle borse classic?

Bradley è un nostro fan, ci ha contattati attraverso delle amicizie in comune. Quando ci siamo incontrati a New York all’inizio dell’anno, ho capito da subito che lui è proprio un Nomade Contemporaneo, vive tra New York, Hong Kong, Europa. Mi ha detto: “Per voi faccio qualsiasi cosa, il mio sogno è lavorare insieme a Moleskine”. E così gli ho proposto di reinterpretare il nostro backpack. Non ho dovuto dirgli nulla di preciso perché conosceva già molto bene il brand, ci ha mandato 10 proposte e lui stesso ha proposto di essere presente alla Design Week. È un amico. Il bello della nostra marca è incontrare persone appartenenti a mondi vicino al nostro e sviluppare progetti insieme.

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Le collaborazione con il mondo dell’arte e della cultura pop contano molto, quindi. Perché il taccuino nero tanto amato da Wilde, Picasso e Hemingway non ci basta più?

Le collaborazioni per noi contano tantissimo. Sono naturali, fanno parte del nostro DNA. Il taccuino classico è sempre il taccuino classico, ma le persone vogliono colori diversi, taccuini personalizzati. Le diverse linee sono anche un modo per cavalcare determinati trend e celebrare determinati artisti. Usiamo il nostro taccuino come una tela bianca.

E tu, che Moleskine usi? 🙂

Io uso tutto sull’azzurrino e sono fan di tutta la linea di Harry Potter, i miei bambini me lo hanno fatto apprezzare.

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La forza del brand Moleskine è la sua community. Puoi svelarci che tipo di strategie vengono messe in atto dall’azienda per comunicare al meglio con essa?

La nostra strategia è molto semplice: vogliamo offrire prodotti, attività, manifestazioni per i nostri Moleskine lovers, attività legate a viaggi, cultura, street art e altri topic rilevanti al nostro pubblico. E sappiamo che sono rilevanti perché ascoltiamo ciò che ci dice in rete. I social sono sicuramente un modo di dialogare in maniera diretta con il nostro pubblico, per ascoltare i consigli su colori e collaborazioni provenienti da diverse parti del mondo.

Il café è l’esperimento migliore che abbiamo in questo momento, un luogo fisico connesso anche al mondo social e dove le persone hanno un’interazione importante con il brand.

In occasione della Design Week dell’anno scorso ti sei occupato del lancio dello Smart Writing Set. Come sei riuscito a comunicare ai consumatori il passaggio di Moleskine dall’analogico al digitale?

È da anni che facciamo prodotti che esprimono la creatività dall’analogico al digitale. Lo Smart Writing Set era il primo prodotto che ci permetteva di mantenere la parte romantica della scrittura trasferendola nel mondo digitale, quindi è stato ben voluto dai nostri consumatori perché non c’è competizione tra mondo analogico e digitale. Entrambi i mondi servono per sviluppare la creatività

Come progettare una UX efficace per il tuo eCommerce

Quest’articolo è stato scritto da Jacopo PasquiniDigital Consultant & Docente del Master Online in eCommerce Management di Ninja Academy.

Pasquini

“Se un utente non riesce a trovare un prodotto, quell’utente non può comprarlo” e qui di solito aggiungiamo che l’eCommerce non può venderlo. Sembra un aforisma banale quello di Jakob Nielsen, guru della User Experience Design, ovvero la disciplina che si occupa della progettazione dell’esperienza utente, ma ancora oggi l’insuccesso di molti eCommerce è causato proprio da un problema di usabilità.

Un eCommerce non usabile è il principale ostacolo delle conversioni: ecco come puoi progettare una UX efficace per il tuo eCommerce.

L’ingrediente segreto dell’eCommerce UX design: la fiducia

Tutti i siti web hanno bisogno di una buona, efficace ed efficiente User Experience, ma gli shop online ne hanno bisogno più degli altri, visto il tipo di servizio che offrono ai loro potenziali clienti: l’acquisto senza la possibilità di provare o toccare con mano il prodotto.

La UX, come suggerisce il nome, riguarda l’esperienza delle persone e questo non significa soltanto l’uso che faranno di un sito web o di un eCommerce, ma che cosa proveranno e come si troveranno a livello emotivo nel farlo. Per questo, l’interfaccia grafica di un sito che vende su Internet prodotti o servizi deve mettere l’utente a proprio agio, eliminando qualsiasi fonte di disturbo o di dubbio che possa distoglierlo dal completare con successo il compito: completare l’acquisto.

Ux, advertisement, test.

Non scordarti che la UX non riguarda solo la parte “visibile” di un sito web, ma anche la sua credibilità o la fiducia che questo, e quindi il brand, infonde nei navigatori. Per questo la User Experience Design è una disciplina completa e complessa che raccoglie al suo interno altre discipline complementari che spaziano dalla psicologia al disegno della grafica.

SEGUI la Free Masterclass dell’8 maggio 2017 dalle ore 13 alle ore 14 “Guida all’eCommerce per PMI”

Cosa puoi migliorare subito?

La UX è un processo continuo e lungo quanto la vita di un sito web, quindi sei ancora in tempo per migliorarla nella piccola o grande casa digitale! Puoi iniziare prestando più attenzione ed evitando gli errori più noti e comuni in alcune pagine significative per un eCommerce, tra cui:

  • Le pagine di categoria devono essere ben organizzate e complete fin da subito. Ad esempio, mostrando fin da subito informazioni come prezzo e disponibilità dei prodotti.
  • Le pagine di listing devono offrire una panoramica più completa sulle categorie e sull’offerta a catalogo dei brand.
  • La casella di ricerca deve essere ben funzionante. È stato provato che un utente che utilizza la search box sia più propenso all’acquisto, conoscendo già il prodotto da acquistare.
  • Le selling page devono essere complete di ogni dettaglio, con immagini grandi e descrittive essendo gli unici contenuti con cui l’utente può confrontarsi prima di un acquisto. Non sottovalutare il design delle schede prodotto: spesso sono le landing page di una ricerca sul browser;
  • La procedura d’acquisto deve essere chiara e senza distrazioni, qui è dove si gioca il tutto per tutto: è un momento delicato in cui l’utente deve fidarsi per poter completare l’acquisto.

Flat designed for Mobile Marketing concept. Vector

Ovviamente tutto quello che hai appena letto vale anche, e soprattutto, per il mobile! Lo smartphone ormai è il principale device utilizzato per la navigazione e la Mobile UX per un eCommerce è ancora più complessa da progettare, tenendo sempre ben in mente il contesto di utilizzo e le dimensioni stesse del dispositivo.

I risultati del progettare una UX efficace per il tuo eCommerce

Se durante le varie fasi che compongono la progettazione dell’esperienza riusciamo a rimanere sempre focalizzati sulle aspettative e sui bisogni dell’utente, sarà possibile evitare, prevedere o migliorare le performance di quel sito web o eCommerce. Infatti, una UX efficace per il tuo negozio digitale ti permetterà di:

  • diminuire la frequenza di rimbalzo, aumentare il tempo di permanenza e le pagine visualizzate: se l’utente si trova a proprio agio, troverà anche l’esperienza di navigazione piacevole e conseguentemente passerà più tempo su quell’eCommerce;
  • diminuire l’odiato tasso di abbandono del carrello e aumentare il tasso di conversione: progettando una customer journey usabile con step chiari e semplici ci saranno meno carrelli abbandonati e più acquisti effettuati.

Buona eCommerce UX!

>>> Vuoi progettare e scrivere una eCommerce Strategy a 360 gradi? Segui il Master Online in eCommerce Management

Torna il Design Pride, un progetto di Seletti, Wunderkammer e YOOX

Mercoledì 5 aprile le vie della città verranno sconvolte dalla festa decisamente più folle e democratica della settimana del design: il design pride. Nessuna installazione o opera d’arte concettuale prevista, solo una street parade, colorata, rumorosa e un po’ folle, che attraverserà le strade di Milano a partire dalle 18 in Piazza Castello per concludere il percorso con una grande festa in Piazza Affari che continuerà fino alle 24.

Torna il Design Pride, un progetto di Seletti, Wunderkammer e YOOX

Giunto alla seconda edizione dopo il grande successo dello scorso anno, questo progetto è promosso da Seletti, dall’associazione non-profit Wunderkammer e da YOOX, lo store online di lifestyle leader nel mondo per moda, design e arte, in   collaborazione con Gufram, Havaianas, Radio Deejay e Wallpaper.

Torna il Design Pride, un progetto di Seletti, Wunderkammer e YOOX

La colorata sfilata di carri, striscioni, musica, performance, animerà le vie della città mercoledì 5 aprile: da Piazza Castello (angolo via Minghetti) il corteo attraverserà il distretto delle 5VIE concludendo il suo percorso in Piazza Affari dove ad aspettarlo ci sarà un grande party, che continuerà per tutti la notte.

Torna il Design Pride, un progetto di Seletti, Wunderkammer e YOOX

Torna il Design Pride, un progetto di Seletti, Wunderkammer e YOOX

Torna il Design Pride, un progetto di Seletti, Wunderkammer e YOOX

Il corteo sarà aperto da studenti provenienti da varie Università e Scuole di Design di tutto il mondo che sfileranno con i loro progetti in spalla, a rappresentazione della volontà di Design Pride di diventare una piattaforma capace di sviluppare un circolo virtuoso che mostra il lato buono della globalizzazione, offrendo un’occasione ai giovani designer e un sostegno concreto al talento ed agli artigiani locali.

Torna il Design Pride, un progetto di Seletti, Wunderkammer e YOOX

I giovani designer potranno presentare i loro progetti  per valorizzare la tradizione artigianale del proprio paese d’origine tramite la pagina designpride.org; grazie all’impegno di YOOX, che sostiene sin dai suoi esordi i giovani talenti, fra i progetti che rispecchieranno le caratteristiche, i migliori avranno l’opportunità di entrare direttamente nel mercato attraverso la distribuzione di uno dei più importanti canali di vendita online.

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E voi, siete pronti a sfilare?

genitori millennial

Come comunicare con i genitori millennial: 4 video consigli per i brand

Qual è il tuo stereotipo dei millennial? Un giovane con il cellulare in mano intento a scattare un selfie? Perché no? Ma forse con l’altra mano sta tenendo in braccio suo figlio.

La generazione Y include i nati tra i primi anni ’80 e i primi 2000, tra i quali molti neo-genitori che stanno affrontando questo status in modo diverso rispetto alle generazioni precedenti, siano quasi-quarantenni con un paio di giovani eredi, oppure ventenni intraprendenti con un neo-nato figlio.

Google, analizzando in particolare i dati provenienti da Youtube, ha isolato alcuni trend comportamentali e valoriali che definiscono i genitori millennial.

Se la tua brand communication si rivolge a questo pubblico, ecco quattro consigli molto utili.

genitori millennial

Non parlare solo con mamma

I papà millennial prendono molto sul serio il loro ruolo, in virtù di una mentalità meno vincolata agli stereotipi di genere che desiderano trasmettere ai figli.

Proprio questi preconcetti radicati, però, li rendono meno preparati ad affrontare alcune peculiari necessità dei bimbi; sono quindi loro a guardare più video inerenti il ruolo di genitori rispetto alle loro partner.

  • Il punto è: se la strategia del tuo brand prevede campagne display su Youtube, non dare per scontato che debbano essere rivolte alle mamme. Oppure, se come Audi trasmetti una pubblicità Superbowl, puoi unire efficacemente i temi della genitorialità e delle quattro ruote sotto l’hashtag #driveprogress.

https://www.youtube.com/watch?v=G6u10YPk_34

Attira l’attenzione di grandi e piccoli

In controtendenza con i genitori baby-boomer, i millennial hanno un rapporto meno gerarchico e più disincantato con i figli. Sono più inclini ad un dialogo onesto, guidandoli e consigliandoli da amici.

Alla base di tutto questo c’è il concetto  di condivisione, che vale per le decisioni familiari, il rapporto con terzi o i semplici momenti di svago. La TV accesa diventa meno un modo di distrarre i pargoli e più un’occasione per stare insieme.

  • Il punto è: i millennial scendono in campo con i figli e spesso ne condividono gli interessi. Il giusto contenuto su Youtube può catalizzare l’attenzione di entrambi. Questo lascia spazio ai brand, come Always con la campagna #likeagirl.

Rivolgiti a chi sta dietro i genitori millennial

Coerentemente con il desiderio di trasmettere ai figli una visione realistica delle loro possibilità e del mondo che li circonda, i genitori millennial non li pongono innanzi a loro, quanto piuttosto accanto.

Questa generazione, più delle precedenti, mantiene le proprie passioni includendo i piccoli nei loro hobby. Il tempo speso insieme non è “per lui” ma “per me e per lui”.

  • Il punto è: la creazione di campagne dedicate ai genitori millennial deve più che mai tenere conto che questa è solo una parte della persona, che rimane “ballerina”, “modellista”, “food blogger”, e via dicendo. Uno spaccato di questa realtà è offerto dai video presenti nel canale Millennial Moms.

LEGGI ANCHE: Millennial, chi sono e cosa vogliono in un’infografica di Nielsen.

Guidali nel momento del bisogno

La vasta possibilità di informarsi che i genitori millennial hanno la loro disposizione spesso si traduce in obbligo, fomentato dal dubbio di non allevare correttamente i figli.

Non è mai esistito un manuale di istruzioni per diventare genitore, ma possono esserci soluzioni per tante situazioni particolari, che le aziende possono fornire per rassicurare i clienti.

I genitori millennial sono aperti ad essere guidati e dimostrano fedeltà ad un brand che sappia “vendere” risposte.

  • Il punto è: comunicare come utilizzare il prodotto venduto con un video tutorial è un ottimo inizio, e illustrare come il suo uso possa giovare al bimbo è ancora meglio. L’apice è colpire alla radice il bisogno dei genitori millennial di essere rassicurati in un mondo che percepiscono in crisi. Su questo Kinder può insegnare qualcosa.

https://www.youtube.com/watch?v=mSQ7Yzo0T5s

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Retail marketing: 3 previsioni per il futuro

Vi siete mai chiesti come sarà lo shopping tra dieci anni? Quale sarà il destino del retail? Nessuno sa quello che ci riserverà il futuro, ma una cosa è certa: sarà molto diverso da quello che è oggi.

La shopping experience si è evoluta nel tempo: dai piccoli market locali si è passati ai grandi magazzini, supermercati, discount, centri commerciali, dove l’esperienza d’acquisto è più free, i consumatori girano, guardano e prendono autonomamente quello di cui necessitano per poi recarsi in cassa.

Oggi il ritmo del cambiamento è rapido. Dieci anni fa la maggior parte delle persone leggevano e si documentavano sulle funzionalità e sull’utilità di iPhone, oggi ordinano qualcosa attraverso il proprio smartphone con l’aspettativa di ricevere il proprio oggetto comodamente a casa nel minor tempo possibile.

Cosa accadrà nel futuro?

Sensori e dispositivi mobile renderanno sempre più iper-personale la customer experience, niente più file alle casse, la stampa 3d permetterà ai retailer di creare degli oggetti personalizzabili sulla base delle richieste specifiche dei clienti. Queste solo alcune delle numerose novità che ci aspettano nel 2027.

Customer first

La soddisfazione del cliente è da sempre l’obiettivo numero uno per i rivenditori, e lo sarà ancor di più nei prossimi anni. Per andare incontro alle esigenze degli utenti del futuro bisognerà dar loro maggior capacità di controllo e di personalizzazione nella fase d’acquisto. Il consumatore sempre più connesso da mobile vorrà avere facile accesso da smartphone ai prodotti desiderati. Il legame tra il mondo mobile e i negozi fisici sarà sempre più stretto.

Due aziende che hanno fatto della personalizzazione e dell’integrazione tra store fisico e mobile il loro punto di forza sono: la catena australiana di scarpe Nordstrom e gioielleria americana Blu Nile.

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Fonte @BusinessInsider

Nordstrom grazie all’ausilio della tecnologia mobile in store regala ai suoi utenti una shopping experience fatta su misura: all’interno di tutti i punti vendita sono predisposti dei tablet con un design 3D grazie ai quali i clienti possono personalizzare le proprie scarpe, scegliendo modello, colore, tipologia di materiale, altezza del tacco, per poi riceverle comodamente a casa in breve tempo.

Blu Nile invece grazie ad un’applicazione mobile e alla realtà aumentata,  consente ai clienti di creare il proprio anello di fidanzamento per poi indossarlo virtualmente. Una volta personalizzato, è possibile acquistare il gioiello tramite l’app scegliendo se riceverlo a casa o ritirarlo in negozio.

LEGGI ANCHE: Retail e Digital Marketing, la coppia vincente nel mondo dello shopping

Nei prossimi anni cambierà anche il modo di acquistare i prodotti d’uso quotidiano, come detersivi, carta, saponi, si prediligeranno i canali più facili e veloci come eCommerce, servizi di pick up, consegne supportate dall’intelligenza artificiale, basti pensare alla consegna con droni progettata dal colosso Amazon.

Handout photo of an Amazon PrimeAir drone

Lo shopping non ha confini

Grazie al web  oggi i clienti di tutto il mondo sono più informati che mai, attraverso la rete possono vedere quali sono i prodotti di tendenza in tutti i paesi e decidere di acquistarli. È cosi che i consumatori cinesi acquistano le borse firmate Louis Vuitton dalla Francia e il latte dall’Australia.

Con lo shopping online si abbattono i confini locali, la scelta disponibile si è ampliata notevolmente generando nuove aspettative nel cliente.  Grazie alle nuove tecnologie come la realtà aumentata  i consumatori  potranno scoprire e vedere i prodotti virtualmente prima ancora di acquistarli.

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Già oggi alcune aziende muovono i primi passi in questa direzione, per fare un’esempio l’azienda Volvo ha utilizzato la realtà virtuale per supportare l’esperienza di scelta e d’acquisto dei suoi consumatori. Scaricando un’applicazione mobile e indossando i visori per la realtà aumentata si potrà fare un test drive comodamente da casa delle auto del brand.

Più sostenibilità sociale e ambientale per i retailer

Con tutti i cambiamenti in corso e quelli futuri, i rivenditori potranno sopravvivere solo se la loro attività genererà un valore condiviso. Sostenibilità sociale e ambientale diventeranno sempre più importanti per i clienti, finendo per influenzarne le scelte d’acquisto.

Per rispondere a queste esigenze dei clienti, i retailer dovranno rafforzare la loro responsabilità sociale e  impegnarsi maggiormente e potenziare i livelli di collaborazione con ONG,  governo e istituzioni educative.

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Un buon esempio arriva da un eCommerce nigeriano Jumia, che ha saputo educare  le persone del luogo diffidenti verso lo shopping online. La campagna di sensibilizzazione alle nuove tecnologie e al commercio elettronico è avvenuta grazie all’ausilio di una rete di informatori , i quali supportati da tablet e smartphone hanno mostrato agli abitanti , come sia facile e sicuro comprare online. Oggi Jumia è tra i siti più visitati in Nigeria.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale gli imprenditori , con la crescita delle vendite online si troveranno ad affrontare nuove sfide relative agli imballaggi di spedizione, il cui numero grazie alla crescita dell’eCommerce aumenterà notevolmente.

Spedire un pacchetto alla volta non solo comporta un dispendio economico, ma nuoce all’ambiente, ciò costringerà i commercianti a trovare nuovi modi per inviare i prodotti.

Qualcuno si sta già muovendo per sperimentare nuove modalità di spedizione, sulla scia di Amazon, Domino’s pizza in Nuova Zelanda ha avviato una fase test per consegnare il cibo a domicilio in soli dieci minuti con i droni.

Alla luce di quanto detto i retailer dovranno adattarsi al cambiamento evitando di rimanere indietro rispetto alla concorrenza o sparire del tutto.

Coloro i quali saranno in grado di offrire un’esperienza piacevole e unica, offrendo al tempo stesso un servizio eccellente, saranno avvantaggiati e resteranno competitivi sul mercato.

E voi siete pronti per lo shopping del futuro?

Sette consigli in sette giorni per migliorare il tuo blog

Con l’avvento dei social i blog forse non godono più della stessa popolarità di qualche anno fa, ma restano comunque un valido asset in una strategia di content marketing a 360° gradi. Creare articoli e post di valore può infatti garantire contatti e visibilità sia nell’immediato che, specialmente, sul medio e lungo periodo, sviluppando la tua autorevolezza presso la tua community o una nicchia specifica.

La concorrenza è molta, spietata e non è facile per ogni post emergere tra gli altri. I fattori del successo sono molteplici e non sempre puramente legati alla sola capacità di scrittura. Noi Ninja però vogliamo darti una mano, e ti proponiamo alcuni consigli per migliorare il rendimento degli articoli di tutti gli scrittori digitali, senza necessariamente doverli riscrivere dal principio.

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Rivedi il tuo titolo

Il titolo è generalmente l’ultima cosa che andrebbe scritta, ma è una delle più importanti. Deve essere breve ma informativo, attrarre lettori senza incorrere nel più becero dei clickbait. Un trucco? Mostra i vantaggi del tuo contenuto. Su internet le persone cercano, se non distrazione, metodi per risolvere i propri problemi, magari nel minor tempo possibile. Un titolo simile a “Come creare il tuo sito WordPress in 30 minuti”, per esempio, risponde perfettamente a questa esigenza.

Fatti aiutare

Ogni scrittore è solitamente molto geloso dei suoi testi. Ma uno degli errori più grandi che si possa fare è pubblicare qualcosa senza che sia stato letto prima da altri. Quella del proofreading è una delle fasi più importanti ed è buona norma che ad occuparsene sia una persona diversa dall’autore. In tal modo non solo potrà correggere eventuali errori, ma anche dare preziosi suggerimenti che renderanno il vostro articolo più semplice da leggere e, quindi, più efficaci.

proofreading

Aggiungi immagini e video

Nessuno ama i cosiddetti wall of text, righe interminabili senza alcuna immagine che spezzi il fiume di lettere e parole. Ancor più se l’articolo è letto da dispositivo mobile. Ecco perché è buona norma aggiungere immagini al tuo articolo, anche se non si tratta di un’infografica o di screenshot informativi. Due o tre immagini evocative ben piazzate possono fare la differenza tra un post che viene abbandonato dopo poco e un articolo letto fino al punto conclusivo.

Aumenta gli spazi vuoti

Corollario al consiglio precedente: lascia un po’ di “white space” tra le parole, le immagini e gli altri contenuti della tua pagina. È importante non solo per dare maggior risalto ad ogni componente, ma anche – se non soprattutto – per non affaticare troppo la vista del tuo lettore. Prediligi, quando possibile, gli elenchi puntati, accorcia i paragrafi e, se necessario, aumenta l’interlinea del tuo testo.

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Includi link nei tuoi testi

Wikipedia è fantastico non solo perché dentro trovi, gratuitamente, molta conoscenza: il valore aggiunto del noto sito è l’interconnessione tra i diversi contenuti, in grado di portare i lettori in profondità e conoscere più aspetti di un determinato argomento. È un esempio per il tuo blog: non devi essere enciclopedico, ma utilizza i link per collegare al tuo articolo approfondimenti, documenti o anche solo altri articoli del tuo blog che hanno trattato quel topic o citato quella parola chiave. Lettori più informati, più valore e più visite al tuo sito in un colpo solo.

Diffondi i tuoi contenuti

Scrivere è anche un piacere personale. Ma essere ignorati non diverte nessuno. Ecco perché, prima di pubblicare un tuo articolo, devi considerarne i canali di distribuzione. Lasciare tutto a Google e alla curiosità dei lettori non porta da nessuna parte. Utilizza i social network, magari sponsorizzando gli articoli per te più meritevoli, ma considera anche piattaforme come Flipboard o le newsletter, per tenere aggiornati sempre i tuoi seguaci. E se hai avuto un guest blogger, chiedi al tuo ospite di fare altrettanto.

Questi sono solo alcuni dei nostri suggerimenti per avere un blog sempre vivo e seguito con piccoli ma importanti accorgimenti. Buona scrittura a tutti!

Facebook Blueprint: le certificazioni professionali di Facebook

Distinguersi in un mercato affollato con le certificazioni Facebook Blueprint: ecco il claim di Facebook per promuovere il programma made in Menlo Park. Se siete già degli esperti potrete affrontare gli esami di certificazione, altrimenti potrete prima usufruire di una piattaforma di eLearning gratuita.

Un check delle vostre conoscenze con gli esami di pratica e poi potrete affrontare quelli veri: 4 esami per due badge che vi certificheranno come professionisti di Facebook.

Le certificazioni Facebook Blueprint

Sono due i “bollini” o badge che potete conquistare: Facebook Certified Planning Professional e Facebook Certified Buying Professional.

Il primo badge è dedicato a chi desideri certificarsi nell’are del digital advertising, come specialisti nella pianificazione di campagne di advertising su Facebook .

Facebook Blueprint

Si dovrà dimostrare di sapere gestire le pagine Facebook, identificare correttamente gli obiettivi per una campagna di advertising, selezionare il pubblico corretto, interpretare correttamente i dati per misurare l’efficacia delle campagne.

Per ottenere il badge come Facebook Certified Planning Professional è necessario superare due esami:

Il secondo badge e dedicato a chi le campagne di advertising su Facebook deve acquistarle, ed è quello di Facebook Certified Buying Professional si conquista invece superando una coppia diversa di esami.

Il primo esame è come quello del bollino precedente: 310-101: Facebook Advertising Core Competencies.

Il secondo esame invece è diverso e specifico per la competenza che volete dimostrare di possedere: 321-101 Facebook Certified Buying Professional.

Per conoscere in maniera precisa e completa quali siano le competenze e conoscenze che dovrete dimostrare di possedere durante gli esami potete consultare le pagine dedicate a  ciascuno, cliccando sui titoli degli esami citati qui sopra.

Le certificazioni ottenute avranno validità per 12 mesi. Questo significa che dopo un anno, dovrete aggiornarvi e superare dei nuovi esami per accreditarvi nuovamente.

I corsi

Se pensate di non possedere tutte le competenze richieste o, prudentemente, volete ripassare le conoscenze che vi faranno passare l’esame, niente paura: nella pagina dedicata ad ogni esame sono indicati i corsi da seguire nella piattaforma di eLearning che Facebook stesso ha predisposto allo scopo e altre risorse da cui attingere.

I corsi sono in inglese e sono moduli di solito brevi, con piccoli test finali per aiutarvi a verificare se avete imparato correttamente l’argomento trattato.

Sono gratuiti e potete ripeterli ogni volta che lo riteniate opportuno.

I corsi disponibili non sono soltanto quelli necessari a superare gli esami.

Ce ne sono tanti altri, di livelli che vanno dal principiante all’esperto, che potrete sfruttare per completare la vostra formazione.

In totale i corsi, che spaziano in tutte le aree di Facebook (e famiglia! per esempio, Instagram) sono 240. Ma è un catalogo (per accedere occorre autorizzare una app ad usare il vostro profilo Facebook per la login) in continua crescita, poiché periodicamente si aggiungono webinar di specializzazione.

Gli esami

Potete frequentare tutti i corsi gratuitamente e fermarvi lì, oppure decidere di fare gli esami richiesti per ottenere i badge e accreditarvi come professionisti.

I badge che conquisterete potrete condividerli nei vostri profili social oppure incorporarli come parte della vostra firma in calce alle email che inviate.

Non sono, afferma Facebook stesso, semplici immagini però: i badge sono un vero e propio profilo digitale delle vostre competenze e capacità, un documento consultabile dai vostri clienti o partner, con tanto di competenze acquisite e certificate e data di scadenza.

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Per prepararsi agli esami veri e propri Facebook vi da la possibilità di fare degli esami di pratica.

Se decidete di fare gli esami per ottenere il badge, preparatevi ad una esperienza rigorosa: sono tenuti online, è vero, ma sotto un rigido controllo.

Ogni esame costa 130 euro e sono da prenotare alla Pearson VUE, azienda specializzata nel settore delle certificazioni online.

Gli esami prevedono un protocollo molto rigido e sono svolti in maniera controllata.

Dopo averli prenotati e pagati, il giorno e l’ora dell’esame dovrete collegarvi e avere webcam e microfoni attivi. E anche un documento di identità ufficiale e valido.

Nel fare i check-in per l’esame infatti, una persona vi chiederà di mostrarlo, per identificarvi, e vi chiederà anche di esaminare il contesto ambientale in cui sosterrete l’esame: non si scherza. La scrivania dovrà essere sgombra, per esempio, non ci devono essere altre persone nella stanza e nessuno dovrà entrarci durante lo svolgimento della prova. Sarete controllati a distanza tramite la vostra webcam e il microfono e non potrete lasciare la stanza o parlare con altri durante lo svolgimento della prova.

Alla fine dell’esame, che può durare tra i 60 e 90 minuti, avrete immediatamente il punteggio ottenuto e se lo avete passato oppure no. I risultati definitivi e ufficiali vi verranno comunicati nel giro di 48 ore.

Se la teoria non basta

Avete seguito i corsi, sostenuto gli esami e ottenuto la vostra certificazione. Che volete di più?

In alcuni paesi, compresa l’Italia, è possibile ricevere un invito speciale per partecipare ad un workshop di una giornata completa in cui, dal vivo, confrontarsi con altri esperti e affrontare esercizi e simulazioni per affinare ancora di più le vostre competenze.

Le sedi di questo workshop, per l’Italia, sono Milano e Roma.

Non è possibile accedervi senza un invito diretto, da ottenere attraverso un partner Facebook.

Nel sito dedicato ai partner Facebook è possibile ottenere l’elenco dei partner italiani.

Potrete anche mantenervi aggiornati attraverso la pagina Facebook dedicata al programma Blueprint o seguire l’hashtag #FBblueprintlive su Instagram per vedere come sono stati i workshop già fatti in giro per il mondo.

E se siete completamente digiuni da tali argomenti e avete bisogno di essere accompagnati nel mondo dei social media (ma non solo) date un’occhiata ai corsi di Ninja Academy!

Una opportunità interessante per qualificarsi, no? Diteci cosa ne pensate nella nostra pagina Facebook e nel nostro gruppo LinkedIn!

L’Intelligenza Artificiale aiuterà a prevedere i terremoti?

Si può prevedere quando e dove colpiranno i terremoti?

Questa domanda è stata posta spesso, in seguito ad accadimenti tragici quali quelli avvenuti negli ultimi anni in Italia, dove interi paesi sono stati squassati da eventi sismici e tante sono state le vittime. Un gruppo di ricerca guidato da Bertrand Rouet-Leduc de Los Alamos National Laboratory del New Mexico forse cambierà nel futuro il destino di molti, perché si sta occupando dello sviluppo di un’intelligenza artificiale, che, attraverso il machine learning, potrebbe contribuire a fornire dati utili per prevedere i possibili terremoti.

Il machine learning applicato ai terremoti

Per il momento, si tratta ancora di una fase sperimentale. La squadra del New Mexico ha riprodotto nei suoi laboratori alcuni eventi sismici attraverso la realizzazione di una faglia artificiale.

Questa, sottoposta a pressione, ha fatto registrare il suono degli sfregamenti e degli scricchiolii che in generale avvengono prima del terremoto; il team di ricerca ha dunque trovato che c’è qualche schema nelle onde sonore che l’I.A. – grazie all’apprendimento automatico che permette a un programma di acquisire una grandissima quantità di dati, trovando collegamenti e imparando ad analizzarli per poter riconoscere elementi da informazioni successive – riesce a decifrare prevedendo le scosse, che sono irregolari, prima che avvengano, anche se il tempo di occorrenza variava.

LEGGI ANCHE: Google, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento profondo 

“L’analisi fatta grazie all’apprendimento della macchina suggerisce che il sistema emette una piccola ma crescente quantità di energia durante tutto il ciclo di stress – come si può leggere nel documento degli scienziati – prima di rilasciare all’improvviso l’energia accumulata quando si verifica lo scivolamento.”

Chiaramente, prevedere i terremoti in laboratorio non è la stessa cosa che farlo nella realtà, perché i modelli hanno dei limiti e sono sottoposti a condizioni diverse come per esempio la magnitudo che in laboratorio è più alta rispetto a quella che si verifica nei terremoti veri ma “qualsiasi modello analogico ha dei limiti” – spiega Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – “Questo approccio merita attenzione. Sia nell’applicazione dell’intelligenza artificiale in questo settore, sia nella ricerca sui precursori, sulla quale occorrerebbe investire di più”.

Molto presto il programma verrà usato fuori dai laboratori, ovvero in territori soggetti a frequenti eventi sismici.

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Milano Design Week 2017: le collezioni dei brand fashion

Sono tanti i brand del settore fashion che partecipano alla Milano Design Week 2017. Anche le maison più importanti vestiranno le proprie boutique con esposizioni temporanee dedicate al mondo della casa. Giunto alla sua 50esima edizione, il Salone del Mobile negli anni ha reso Milano la capitale dell’arredo e del design. Un evento capillare che anche quest’anno si sviluppa nei punti nevralgici della città, da Brera a Lambrate, da Tortona a Porta Venezia. Una rassegna capace di attrarre operatori del settore, visitatori, designer, buyer e giornalisti da tutto il mondo.

L’edizione 2017 della Milano Design Week andrà in scena dal 4 al 9 aprile. Una kermesse sempre più cool che ci farà assistere alla presentazione di collezioni dal design unico e ricercato, molte limited edition. Diversi i brand dell’alta moda che per l’occasione mostreranno le loro linee dedicate alla casa e al design.

Smeg e la creatività di Dolce & Gabbana

Dolce & Gabbana presenta una nuova collezione di piccoli elettrodomestici realizzata insieme a Smeg. Sicily is my Love è una linea di oggetti per la casa caratterizzata da decorazioni che omaggiano la Sicilia. La collezione si compone di spremiagrumi, macchine del caffè, tostapane, bollitori, frullatori, impastatrici ed estrattori di succo.

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La raccolta mostra tipiche decorazioni siciliane racchiuse in forme geometriche triangolari. Delicati i motivi floreali ispirati alle coste e ai paesaggi del Sud Italia. Un susseguirsi di trame simili a foglie di acanto stilizzate. Un mood già protagonista dei capi di abbigliamento e degli accessori della collezione Dolce & Gabbana Spring Summer 2017.

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Trussardi Casa e la sua Maryl

Maryl, la nuova poltrona di Trussardi al Salone del Mobile 2017, è stata disegnata dall’architetto Carlo Colombo, sotto la direzione creativa della stilista Gaia Trussardi. Questa seduta è molto accogliente e raffinata ed è pensata per omaggiare lo stile milanese. Maryl di Trussardi Casa, dalle forme marcate, è proposta con rivestimento in pelle o tessuto, ed è personalizzabile.

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Lo stile nomade di Louis Vuitton

Louis Vuitton partecipa alla kermesse milanese con il suo design dagli intarsi ispirati ai talismani nomadi. La maison francese arricchisce la collezione Objets Nomades con 10 nuovi articoli, studiati insieme a designer internazionali, tra cui India Mahdavi e Tokujin Yoshioka.

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Ogni oggetto interpreta l’idea di viaggio secondo un personale punto di vista e incarna i valori condivisi dai designer e dalla maison. Come lo sgabello di Tokujin Yoshioka:

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Fendi Casa, tra lusso e ricercatezza

La nota maison italiana ha firmato una serie di divani e poltrone dallo stile comodo e ricercato. Protagonisti della linea sono le poltrone Artù di Thierry Lemaire, la lampada da terra Velum, disegnata dall’architetto Marco Costanzi, il divano Palmer, firmato da Toan Nguyen, e l’imbottito Conrad.

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La carta da parati e la biancheria Missoni

Tra le novità del 2017 c’è anche la collaborazione tra Missoni e Jannelli&Volpi. Un connubio che ha dato vita a una serie di rivestimenti murali chiamati “Wallcoverings01 Missoni Home”.

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La collezione speciale sarà presentata in uno dei tanti eventi del Fuorisalone 2017. La linea di carte da parati è ispirata alle classiche trame della maison italiana e alle sfumature utilizzate anche sulla biancheria per la casa.

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Marni Playland alla Milano Design Week

In ultimo, uno degli appuntamenti del Fuorisalone 2017 davvero imperdibile è quello firmato Marni. Riflettendo sulla dimensione del gioco, il brand invita il pubblico a dimenticare regole e costruzioni predefinite per abbandonarsi al dialogo con lo spazio circostante e con gli elementi che lo popolano.  Marni Playland è un vero e proprio parco giochi, all’interno del quale saranno inseriti oggetti impossibili e sculture d’arredo di libera interpretazione.

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