Facebook

Cosa c’è da sapere sui community standard di Facebook

Come non essere bannati, come far rimuovere contenuti lesivi e come (soprav)vivere nella community più vasta del mondo

La questione sui community standard di Facebook è sempre più dibattuta, dai nudi artistici ai recenti episodi di gruppi dove, giovani “maschi alpha” condividono le foto di amiche e conoscenti, commentandoli con parole violente e offensive. Molti, in quest’ultimo caso specifico, hanno definito l’atto con parole altrettanto forti ovvero come uno stupro di gruppo virtuale.

Come femministi e digital ninja noi non accettiamo una simile denominazione - che afferisce a un crimine terribile per chi lo vive ben più grave di questo tipologia di violenza – per quello che è comunque un crimine e prende il nome di diffamazione con aggravante mezzo pubblicità, violazione della privacy e promozione della violenza sessuale. Crimini che, potete crederci, non sono da prendere sotto gamba da questi conti e marchesi del web.

Ma cosa viola gli standard della community di Facebook? Come funziona la più grande community online al mondo, che ha il delicato compito di tutelare e moderare quasi 2 miliardi di utenti? Vediamo insieme i pilastri principali degli standard della community, con il commento che ci ha lasciato lo staff di Facebook Italia, il quale ha risposto per noi di Ninja Marketing, ad alcune domande per questo articolo.

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Nudità

Innanzitutto violano gli standard di Facebook i contenuti che contengano nudo. La regola è piuttosto chiara, sebbene siano state sollevate più di un’obiezione riguardo la questione capezzoli. I capezzoli, certo, perché quelli maschili sono tollerati dagli standard della comunità, mentre quelli femminili no. Una parte del mondo occidentale ha gridato alla misoginia, poiché a rigor di logica sono così “censurate” anche le foto delle madri che allattano al seno. Ancora una volta la questione va considerata in maniera globale: in una community così grande che tutela i diversi credi religiosi, una foto di nudo potrebbe urtare la sensibilità di alcune persone.

Per quanto riguarda invece i casi di nudi artistici, ci stiamo allontanando dai tempi in cui L’origine del mondo veniva censurata: “Valutiamo seriamente tutti i contenuti che ci vengono segnalati e diamo sempre un riscontro alle persone che segnalano un contenuto, fornendo aggiornamenti in tempo reale attraverso la casella del “Riepilogo delle Segnalazioni”. Imparando dagli esperti [del settore, ndr]”.

Ph. Lauragrafie

Ph. Lauragrafie

Hate speech

“Facebook non tollera contenuti di odio, di razzismo o di appelli alla violenza. Il discorso d’odio non è tollerato da Facebook, crimine perseguibile anche legalmente per quanti incitano all’odio per razza, religione, orientamento sessuale, gender identity e malattie e disabilità serie". Come vedete la voce Hate speech è molto cambiata dagli inizi e comprende anche l’identità di genere – che ovviamente non è la stessa cosa di orientamento sessuale – e in merito alle malattie e disabilità.

In questa categoria rientrano tutte le fattispecie concernenti pagine e gruppi Facebook fascisti. Chiariamo una volta per tutte che sebbene l’apologia di fascismo in Italia sia reato, nella comunità di Facebook – una realtà globale – di per sé questo non vìola gli standard della comunità: a meno che non vengano espressi contenuti di odio verso le categorie sopra citate. Questo confine che può apparire labile è in realtà salvifico. In un mondo liberale è fondamentale che tutti godano della libertà di esprimere le proprie idee, nel rispetto degli altri. Si può essere favorevoli o meno all’immigrazione, ma fortunatamente esprimere le due posizioni non è – ancora – reato.

È fortemente tutelato il diritto di satira, anche il più forte: ma per questo Facebook richiede ai gestori delle pagine di rendere visibili gli autori attraverso il check dei loro profili personali.

Contenuti violenti

Questa è semplice: sono banditi i contenuti di natura violenta fatta eccezione per tutti quei contenuti che rientrano nel diritto di cronaca. E qui, la questione è ingarbugliata ma non solo per Facebook: il dibattito sul limite del diritto di cronaca è centenario e vanta una vasta giurisprudenza.

All’interno di questa sezione troviamo anche la violenza sessuale. In questa fattispecie rientra il caso dei gruppi di cui parlavamo all’inizio, i cosiddetti gruppi di “stupro virtuale” come sono stati definiti. Questi gruppi, infatti, promuovo contenuti – quelli testuali – violenti; oltre a violare la privacy delle ragazze le cui foto sono nel gruppo. Al riguardo Facebook Italia ci tiene a precisare che “Rimuoviamo i contenuti che minacciano o promuovono violenza o sfruttamento sessuale, inclusi lo sfruttamento sessuale di minorenni e le aggressioni a sfondo sessuale. Abbiamo rimosso tutti i gruppi che attaccano le donne che violavano gli Standard della Comunità”. Per questa ragione vi invitiamo a segnalare questi gruppi perché avvenga la loro corretta rimozione.

Ph. hernán

Ph. hernán

Proprietà intellettuale, frodi, spam e attività pericolose

Sono ovviamente non consentite attività illecite come frodi, spam, furto di proprietà intellettuale e genericamente attività pericolose. Sotto questo nome rientrano anche le attività terroristiche o anche l’apologia di attività criminali. Per questa ragione pagine che inneggiano alla mafia, ad esempio, se segnalate verranno rimosse da Facebook Italia. “Rimuoviamo contenuti che esprimono supporto a gruppi coinvolti in attività violente o criminali; che supportano o omaggiano i leader di queste organizzazioni”.

Autolesionismo e bullismo

Gli standard della comunità sono costantemente migliorati. Una prova è senz’altro l'inserimento di due "novità" che finalmente trovano disciplina su Facebook e che su altre piattaforme social, invece, non sono mai state del tutto moderate con conseguenze terribili. Stiamo parlando dell’autolesionismo e del bullismo, due elementi che altrove hanno trovato molto spazio di racconto creando delle vere e proprie community intorno a fenomeni negativi. Un esempio sono i blog sull’autolesionismo su Tumblr oppure i fenomeni gravissimi di bullismo su Ask.

Facebook bullismo

Standard della community: necessari o censori?

Molti di noi ninja sono anche blogger e dobbiamo ammettere che la permanenza su Facebook con le pagine  ha conosciuto momenti difficili: abbiamo visto molte immagini di nudo artistiche rimosse e non è sempre stato facile comunicare a chi effettua i controlli che si tratta di nudo artistico, soprattutto per categorie come il cinema. I blogger, in questo senso, sono sicuramente i soggetti messi a dura prova nella community di Facebook: molti dei contenuti promossi dalle pagine tematiche possono, potenzialmente, violare gli standard sul copyright ad esempio - per esempio ridoppiando uno spezzone di un film. È importante per questo continuare il buon lavoro fatto e pensare – a partire da noi blogger! – delle linee guida speciali per questa categoria. Facebook non è onnipotente e in una community in costante mutamento è importante essere noi stessi alfieri di alcuni cambiamenti.

Il lavoro dietro gli standard della comunità è vasto e in costante aggiornamento, ma soprattutto è un lavoro necessario. In un mondo in cui online e offline sono visti come separati è importante ribadire la loro profonda interconnessione: non esiste un distinguo come tra due mondi. Tuttavia è probabilmente sbagliato pensarli come governati dalle stesse regole perché, di fatto, online intercorrono modalità e “formati” diversi di comportamento sociale che vanno specificatamente disciplinati. Online non si parla più di stato nazionale, ma di community globale. E in una community globale il lavoro di Facebook è quanto più prezioso.

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