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I 5 migliori spot di sempre per il Super Bowl

Con un prezzo medio che si aggira attorno ai 5 milioni di dollari ogni 30 secondi, i brand si augurano ogni anno di essere riusciti a produrre spot memorabili

Carol Frer 

Consultant @Carol Frer

Circa un quarto degli americani guarda il Super Bowl solo per vedere le pubblicità. Con un prezzo medio che si aggira attorno ai 5 milioni di dollari ogni 30 secondi, non c’è da stupirsi che i brand si augurino di essere riusciti a produrre qualcosa di memorabile e questi cinque  spot sono certamente riusciti nell’impresa, entrando di diritto a far parte dei migliori spot del Super Bowl di sempre.

Guardiamoli insieme!

5. You are not you when you are hungry - Snickers  2010

Ecco qui una simpatica Betty White - che all’epoca aveva 88 anni - mentre gioca a football con un gruppo di giovanotti. Nonostante la dolcezza scopriamo presto che non si tratta della mitica nonnina, bensì di un ragazzo a corto di energie.

Perché ci piace: “You are not you when you are hungry”, il tipico messaggio di Sneakers viene trasmesso in modo simpatico ed efficace, utilizzando una celebrity molto amata dal pubblico statunitense e non solo, e il setting (il campo da football), è certamente qualcosa con cui gli spettatori del Super Bowl hanno molta familiarità. Promosso.

4. Security Camera - Pepsi 1996

Un dipendente di Coca-Cola cerca di rubare una lattina di Pepsi quatto, quatto senza farsi vedere, ma una valanga di lattine lo travolge rumorosamente, una telecamera riprende il tutto.

Perché ci piace: un classico esempio della saga Pepsi vs Coca-Cola, questa pubblicità piace per l’immediatezza e l’ironia da “scivolata sulla buccia di banana” e la musica country che ci rimanda al nostro immaginario della più profonda provincia americana.

3. The man your man could smell like - Old Spice 2010

Old Spice è un brand tradizionale  dedicato agli uomini. La sfida dell’agenzia era di rilanciare il marchio rendendolo rilevante anche ad una clientela giovane, ma non solo: un importante insight  è stato che molti uomini utilizzano il bagnoschiuma acquistato per loro dalle compagne.

Ecco quindi un uomo praticamente perfetto, che flirta virtualmente con le telespettatrici e in pochi secondi ad alto ingaggio ricorda loro che grazie ad Old spice anche il loro uomo potrà avere il suo stesso profumo (da vero uomo).

Perché ci piace: ha saputo giocare su un potenziale punto di debolezza del brand (gli aromi tipicamente maschili) e trasformarlo in un punto di forza con uno stile contemporaneo, tanto da generare milioni di views e parodie; certamente non è passato inosservato.

2. The force - Volkswagen Passat 2011

Questo spot ci presenta un bambino vestito da Dart Vader che prova ripetutamente ad usare “la forza” per controllare gli oggetti con la mente, al suono di The Imperial March (la colonna ufficiale dei cattivi di Star Wars).

Sfortunatamente nessuno dei suo tentativi sembra funzionare e il nostro piccolo protagonista appare sempre più abbacchiato. Finché tutto ad un tratto vede papà che ha appena parcheggiato la sua Passat, e decide di fare un altro tentativo. Motore e luci si accendono, per la sorpresa del nostro giovanissimo Dart. Scopriamo infine che la magia l’ha fatta papà, facendo accendere il motore grazie al telecomando di ultimissima tecnologia della sua nuova Volkswagen.

Perché ci piace: è un video che si rivolge chiaramente al target di Passat (le famiglie), ma permette comunque a tutti di immedesimarsi nella situazione, perché è riuscito a veicolare l’innovatività della nuova Passat in modo creativo e perché ha giocato bene sull’emotività legata all’annuncio (ai tempi) di una nuova serie di Star Wars.

1. 1984 - Apple 1984

Il copy di presentazione del personal computer Macintosh è oggi considerato una pietra miliare della cinematografia pubblicitaria. Lo spot è un omaggio a 1984 di George Orwell, è diretto da Ridley Scott e richiama scene da Metropolis.

In un futuro distopico vediamo una eroina che corre inseguita da guardie per salvare una folla spersonalizzata. Corre verso uno schermo da cui una sorta di dittatore tiene un discorso. Giunta vicina allo schermo lo colpisce con un martello, facendolo esplodere. Lo spot si conclude con un annuncio:

Il 24 gennaio Apple introdurrà Macintosh. E capirete perché il 1984 non sarà come “1984”.

Perché ci piace: per i riferimenti colti, per lo stile epico, perché comunica un messaggio originale e inaspettato, e perché la contrapposizione tra buona vs. cattiva tecnologia è più che mai rilevante anche ai giorni nostri.

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Circa un quarto degli americani guarda il Super Bowl solo per vedere le pubblicità.

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