Social media

Il futuro di Facebook: per mettere un like, basterà sorridere

L'acquisizione di FacioMetrics da parte di Facebook, grazie alle tecniche di riconoscimento facciale, apre a scenari molto interessanti

Alexia Altieri 

Account Manager @ KIWI

FacioMetrics è una startup nata dalla mente di alcuni studenti della Carnegie Mellow University di Pittsburgh, Pennsylvania, specializzata in riconoscimento facciale. L'intelligenza artificiale è una materia di ampio interesse sia in campo scientifico che nel campo del digitale e della comunicazione del futuro, lo sappiamo: è questo che ha probabilmente convinto Mark Zuckerberg ad acquisire FacioMetrics.

Per mettere un Like su Facebook basterà sorridere

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Fino a qualche tempo fa, Facebook offriva ai propri utenti due sole opportunità di reazione: apprezzare un contenuto o, altrimenti, semplicemente ignorarlo. Questo modo di processare le informazioni e stimolare risposte era sicuramente molto poco “umano”, in quanto più vicino alla logica binaria informatica, basata unicamente sulla contrapposizione tra 0 e 1.

Ma quante emozioni restano implicite nella scelta di mettere un “Mi Piace” o di non farlo? Sicuramente sei: amore, gioia, sorpresa, rabbia e tristezza, oltre che, ovviamente, il semplice like.

Ecco che fanno capolino le ormai celebri Reactions, che assecondano il bisogno umano di esprimersi, e di farlo nel modo più dettagliato ed empatico possibile, ma anche quello di offrire alle aziende un nuovo metodo per analizzare il brand sentiment e gestire in modo più oculato ed efficiente il proprio content management. Le Reactions di Facebook arricchiscono, personalizzano e differenziano le risposte degli utenti ai vari tipi di contenuto con i quali scelgono di interagire.

La liaison tra Facebook e FacioMetrics potrebbe rappresentare un upgrade di questo concetto, andando a valorizzare ancor di più la componente espressiva. Sembra proprio che, in un futuro non troppo lontano, sarà possibile aggiungere le proprie reazioni ai post semplicemente esprimendole, e scattandosi un selfie.

L'idea di poter inserire un Grr all'ultimo post che ci ha infastidito semplicemente digrignando i denti davanti alla fotocamera del vostro smartphone, mentre siete nel traffico, non vi entusiasma? Allora continuate a leggere, perché c'è dell'altro.

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Personalizzare, per migliorare la User Experience

Prima di tutto, una doverosa premessa. Il mirabolante successo delle maschere di Snapchat ha sempre fatto gola in primis a Facebook, che già da qualche tempo rincorre il fantasmino sullo scenario della Realtà Aumentata. L'acquisizione di FacioMetrics va in questa direzione: se vi siete entusiasmati per la maschera Snapchat con le orecchie da cagnolino e una lingua enorme che sembra uscire proprio dalla vostra bocca, sappiate che anche Facebook sta preparando degli effetti speciali.

Conscio dell'esigenza sempre maggiore che gli utenti hanno di esprimersi in modi creativi e originali, Zuckerberg sta lavorando a nuovi filtri ed effetti che potrete applicare alle vostre foto e video, per dare quel tocco personale che risponde anche a un altro bisogno prettamente umano, quello di distinguersi. Gli utenti avranno modo di costruire delle vere e proprie esperienze, sempre più coinvolgenti, interattive e realistiche, da condividere con i propri amici di Facebook.

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Sembra proprio che la sfida dei computer sarà quella di dover imparare sempre di più a capirci, replicarci e “tradurci”. La comunicazione digitale parla già la nostra lingua, seppur garantendosi di farlo meglio, in modi avanzati, muovendosi attraverso realtà arricchite – virtuali e aumentate.

Deep learning, intelligenza artificiale, riconoscimento facciale, Realtà Aumentata e Realtà Virtuale sono argomenti di estrema attualità e saranno indiscussi protagonisti del futuro di Facebook, e della comunicazione in senso lato.

A spiegare l'importanza di tali concetti è proprio Fernando De La Torre, founder di FacioMetrics, che in un'intervista parla anche delle potenzialità che la propria ricerca sull'apprendimento automatico e il riconoscimento facciale (attraverso un algoritmo che mappa le varie parti del viso umano) può avere anche in campo sociale, tra cui: l'individuazione di conducenti assonnati, l'analisi automatica dei focus group, la rilevazione della depressione e – a livello game – il miglioramento e l'umanizzazione del proprio alias virtuale.

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Sembra proprio che la sfida dei computer sarà quella di dover imparare sempre di più a capirci, replicarci e “tradurci”. La comunicazione digitale parla già la nostra lingua, seppur garantendosi di farlo meglio, in modi avanzati, muovendosi attraverso realtà arricchite – virtuali e aumentate.

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