Corporate Storytelling

Corporate Storytelling: come raccontare al meglio la tua storia (e quella del tuo pubblico)

Come scrivere una narrazione efficace, costruire un racconto che coinvolga diversi canali e come fare visual storytelling: le cose che abbiamo imparato al corso in Corporate Storytelling

Si è da poco concluso il Corso Online in Corporate Storytelling con Andrea Fontana e Daniele Orzati, organizzato da Ninja Academy; 20 ore intensive in cui apprendere, sperimentare e lasciarsi condurre all’interno del mondo narrativo di impresa.

Dalle nozioni base, al visual storytelling, passando dallo schema narrativo canonico, ecco cosa abbiamo imparato.

1. Raccontare una storia non sempre è storytelling

Fare storytelling significa comunicare attraverso il racconto. Per questo motivo in ogni storia, anche nella nostra biografia, è necessario non dimenticare quattro punti cardine, per non perdersi nella narrazione:

  1. prefigurare il personaggio
  2. definire la sua posizione esistenziale
  3. descrivere le sue imprese di vita
  4. pensare ad una possibile svolta nella trama

Solo così potremo trasformare in racconto quella che altrimenti rimane solo una storia.

2. Le regole da ricordare per fare storytelling

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La storia importante da raccontare è quella degli altri

Per fare bene storytelling ci sono alcune regole da non scordare:

  • Quando crei un mondo in cui si muovono i personaggi, devi sempre tenere presenti le regole di questo mondo.
  • Non dimenticare che il mondo produce delle esperienze, la storia importante da raccontare è quella degli altri innestata nella nostra.
  • Basa il racconto sulle difficoltà affrontate e risolte dal protagonista.
  • Racconta su diverse piattaforme (story-experience) per raccontare in modo completo.

3. Lo storytelling non è solo per il management

La diffusione delle scienze narrative ha coinvolto diversi campi: dalla politica al sociale, fino alla medicina nel campo del rapporto paziente-cura e nel racconto delle diverse esperienze, dalle scienze tecnologiche a quelle economiche, fino al settore psicologico, alla fisica, alle scienze militari e alle scienze manageriali ed organizzative.

Lo storytelling è soprattutto la modalità di comunicare attraverso i racconti, includendo la history e la cronologia dei fatti all’interno di una story che tenga conto dei personaggi e delle loro imprese.

Fare storytelling significa essere in grado di generare valore per il pubblico, mettendo al centro valori, identità e relazioni del protagonista con gli altri in cui l'audience possa rivedere scene della propria vita.

4. Le fasi dello storytelling

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Credits: Adobe Stocke #93781411

Per scrivere un racconto efficace è necessario coinvolgere un autore (chi concepisce la storia), uno storyteller (chi racconta la storia) e un lettore (chi legge la storia).

Se il racconto è narrato direttamente da chi l’ha creato è necessario capire chi è il destinatario della storia, costruire un personaggio-archetipo ( il guerriero, il ribelle, l’avventuriero, lo scienziato, etc.), individuare quale rappresentazione visiva si vuole avere, definire il media journey e definire tempi e spazi.

Se il racconto fa parte della strategia di un’organizzazione, per lo storyteller è necessario prima di tutto raccogliere un brief dalla committenza, definire un progetto, pianificando tempi, budget e strumenti e infine definire il team di lavoro.

5. Gli attori: stratega, architetto, visual, designer

All’interno di una strategia di storytelling diverse competenze collaborano al raggiungimento del risultato:

  • lo stratega della narrazione, ossia chi progetta il racconto;
  • l’architetto del racconto, che scrive lo schema narrativo in base alle indicazioni dello stratega;
  • il visual storyteller, che costruisce le immagini del racconto;
  • il designer, che si occupa degli strumenti da utilizzare.

Quale di questi professionisti ti piacerebbe diventare?

6. Lo schema narrativo canonico per costruire il racconto

Come trovare la storia giusta? I racconti si nascondono in ogni fatto, media, conversazione. L'importante è essere pronti a lasciarsi ispirare in ogni momento.

Scrivere il racconto con lo schema narrativo canonico significa scrivere un racconto in cui il punto di vista è quello del protagonista.

Il protagonista si muove nell’ambito di un tema (impresa o conflitto) e per raggiungere l’obiettivo può incontrare traumi, avversari o tesori, che rappresentano la trama, per poi passare alla risoluzione della storia grazie ad aiutanti o oggetti magici, il tutto ambientato in uno scenario ben preciso.

Riscrivere il racconto per adattarlo ai diversi media costituisce l'ultima fase, una volta consegnato il racconto, lo affidiamo al suo destino.

7. Story-listening prima di story-telling

Ascoltare i lettori è il punto di partenza per scrivere una storia efficace.

In particolare è necessario parlare di immedesimazione profonda, per mettersi nei panni del nostro lettore e poter scrivere con il linguaggio del nostro pubblico.

Per questo è importante stendere il customer life journey, cioè la mappatura del percorso di vita dell’utente nella sua esperienza vissuta con il prodotto o servizio dell’azienda.

Gli elementi più importanti da capire, nella lettura dell’utente, restano comunque i suoi miti fondativi, i suoi temi di vita e le sue paure. Su questi potremo fondare il nostro racconto.

8. Anche l’occhio vuole la sua parte: le immagini di una storia

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Si chiama visual storytelling ed è l’accostamento di immagini alle parole per narrare un racconto visivo.

Per scegliere le immagini più efficaci, che colpiscano nella lettura, è importante seguire alcune regole, poiché diverse tecniche di presentazione delle immagini scatenano diverse sensazioni nel pubblico.

  1. La regola dei terzi;
  2. la focalizzazione e messa a fuoco di tutta l’immagine o di alcuni dei soggetti;
  3. il punto di vista (in prima persona o da altri punti di vista);
  4. la centratura del soggetto;
  5. la regola delle linee forti;
  6. la presenza o meno di cornici fisiche;
  7. l’orientamento verticale o orizzontale della foto;
  8. la scelta di uno sguardo diretto o meno del soggetto in camera.

Non tutte le immagini raccontano. Un’immagine, infatti, può essere definita narrativa quando da sola già racconta una storia perché al suo interno riporta causalità tra i fatti, l’ambiente è realistico, viene presentato il mood emotivo del personaggio.

Oltre alle immagini narrative complete, esistono le immagini proto-narrative, in cui viene rappresentato un prima e un dopo dell’azione, ma non si chiarifica completamente la storia.

Le immagini narrative cifrate sono invece quelle che, senza la loro chiave di lettura, non risultano per il lettore immagini narrativa.

Infine troviamo il racconto per serie di immagini, o racconto visivo, in cui è la sequenza stessa delle immagini, concatenate dalla fabula, a realizzare il racconto.

9. Rifugiati nel mondo narrativo

Il mondo narrativo è il mondo in cui si muove la storia, che a volte si sovrappone ai mondi reali e altre volte no.

Ogni mondo, naturalmente, ha le sue storie, che vengono interpretate degli story-listener, insieme agli scenari in cui il pubblico si muove.

Il mondo narrativo è un ingrediente fondamentale dello storytelling, insieme ai personaggi e al tempo limitato della storia. Si può parlare, in particolare, di sovramondo, sottomondo e mondo interiore dell’eroe, volta per volta caratterizzati a seconda del media sul quale si sta raccontando.

10. Transmedia Storytelling, il caso The Walking Dead

Transmedia storytelling: il caso the walking dead

Come dicevamo, ogni media vuole la sua parte e il racconto stesso va scritto in base al media che si andrà a coinvolgere, adattandolo di volta in volta senza dimenticare la coerenza narrativa.

Nel campo del Transmedia Storytelling il caso scuola è quello di The Walking Dead.

Partendo dal lancio della serie tv sui grandi schermi, è poi passato alla webseries e al social game, app compresa, per spostarsi, infine, sull’offline, con role-play, eventi, food truck, riuscendo a contaminare anche i grandi brand come Hyundai decisissima a creare un’auto anti-zombie.

L’esperienza Ninja Academy

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Grazie al gruppo Facebook riservato ai partecipanti al corso, ho avuto il piacere di conoscere meglio docenti e colleghi curiosi ed attenti al mondo dello storytelling. Il corso online è stato molto più “umano” della semplice esperienza virtuale.

Il susseguirsi degli esercizi ci ha anche permesso di passare subito dalla teoria alla pratica.

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Lucia, la nostra super tutor, ci ha guidato in questo percorso lezione dopo lezione come una perfetta assistente virtuale.

Le slide e i video delle lezioni caricati sulle nostre piattaforme personali di Ninja Academy, inoltre, saranno fondamentali in caso di bisogno!

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E adesso?

Il Corso in Corporate Storytelling è terminato, ma dai un'occhiata agli altri corsi in vendita per scoprire come dare una svolta alla tua formazione e alla tua carriera con Ninja Academy.

Per scrivere un racconto efficace è necessario coinvolgere un autore (chi concepisce la storia), uno storyteller (chi racconta la storia) e un lettore (chi legge la storia).

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