LinkedIn

Come essere dei buoni cittadini di LinkedIn

Anche il social network dedicato alle professioni ha le sue regole e principi che è giusto rispettare. Scopri quali.

Giuseppe Colaneri 

Copywriter, Social Media Marketer, Editor

LinkedIn è un mondo un po’ strano. Nonostante sia stato pensato come “social network dei professionisti”, spesso gli utenti finiscono semplicemente per caricarci su il proprio curriculum piuttosto che fare davvero rete. Il che è un male, visto le potenzialità anche in ottica di personal branding, che possiede LinkedIn.

Non c’è rete e socialità, infatti, senza connessioni e senza “offrire” qualcosa a chi è lì con noi. Il semplice riempire il proprio profilo con le skill e le esperienze in proprio possesso non ci rende dei bravi “cittadini” di LinkedIn che, come ogni luogo che sia fisico o virtuale, ha le proprie regole di convivenza, spesso anche non scritte. Vediamo insieme allora come essere degli abitanti di LinkedIn che possono davvero portare giovamento alla comunità.

Dai prima di ricevere

Non c’è nulla di più antipatico dell’ultimo arrivato che, imbucandosi alla festa, corre al buffet per fare man bassa di ogni leccornia, pretendendo magari che sia il padrone di casa a porgergli il piatto. Analogamente, non potete pretendere di ricevere qualcosa dalla community di Linkedin senza porre prima voi qualche omaggio. Condividete articoli interessanti circa la vostra professione o, meglio ancora, createne di vostri. Magari provando LinkedIn Pulse, un’ottima piattaforma per scrivere i vostri pensieri sui trending topic del momento o, perché no, fornire utili consigli o condividere le vostre esperienze lavorative.

Non sottovalutate inoltre i gruppi di LinkedIn. È vero, molti sono poco più che raccoglitori dello “spam” di vari utenti che lanciano in pasto a pesci già troppo sazi i propri articoli che, prevedibilmente, finiscono nel dimenticatoio. Questo perché probabilmente non rispettano il principio di cui prima: non puoi aspettarti interazioni dal pubblico se tu per primo non interagisci! Quindi prendetevi un po’ di tempo durante la vostra impegnata settimana per seguire gli autori più interessanti, commentare i loro articoli e, perché no, dibattere con esperti che non la pensano come voi. Fare network vuol dire anche scontrarsi con idee diverse dalle vostre: il vero ninja fa tesoro di ogni esperienza.

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L’importante è circondarsi di buoni contatti. Va benissimo aggiungere amici e conoscenti, ma il resto della vostra rete LinkedIn dovrebbe essere composta da persone del vostro ambito di appartenenza o comunque da profili in grado di dare valore alla vostra permanenza su questa particolare piazza del web. Insomma, non inviate richieste di contatti a chiunque né accettate chiunque bussi alla vostra porta. Anche nella scelta dei gruppi, non gettatevi per forza in quelli più numerosi, ma selezionateli in base alla community e alle giuste keyword. Qualche minuto in più speso nella ricerca può garantirvi una permanenza estremamente più piacevole.

Una volta che avete stabilito buone connessioni, siate gentili. Confermate le competenze, se le riconoscete, dei vostri contatti e, perché no, scrivete un endorsement per i vostri colleghi più capaci. Anche se potrebbero non ricambiare il favore, avrete contribuito a rendere LinkedIn un posto migliore.

 

Metti a punto il tuo profilo LinkedIn

Questo è un punto che molti utenti sottovalutano. Non basta aprire un profilo per “esserci” su LinkedIn e nemmeno compilare qualche voce sparsa, a dirla tutta. Il primo passo è scegliere la foto giusta. Sono anzitutto da evitare immagini poco professionali: le foto in costume o al mare  vanno bene solo nel caso siate modelle o modelli di swimwear. Ma non c’è nemmeno bisogno di scadere nell’estrema formalità: basta una semplice foto su sfondo neutro in cui il vostro volto sia ben riconoscibile.

Il secondo passo è quello di perfezionare la vostra descrizione. Evitate quelle troppo generiche o stringate, ma cercate di dire qualcosa di più su voi stessi, la vostra professionalità e le vostre passioni. Utilizzate le giuste keyword nei centoventi caratteri a vostra disposizione, ma evitate gli aggettivi o le espressioni troppo abusati come “proattivo”, “entusiasta”, “motivato” e “creativo”. Li si vede così spesso in giro da aver perso ormai quasi ogni significato.

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Se avete delle pubblicazioni o dei progetti particolarmente meritevoli, aggiungeteli al vostro profilo: nulla giova al vostro personal branding più di mostrare nel concreto cosa sapete fare. Aggiungete delle descrizioni alle vostre esperienze lavorative, perché non tutti potrebbero capire cosa vuol dire quel “digital innovator” sul vostro profilo. Non esitate inoltre a chiedere un endorsement da parte dei vostri ex capi o colleghi. Poche, sincere parole possono fare la differenza, specialmente se siete  in cerca di una nuova occupazione.

Insomma, se LinkedIn ha regole un po’ diverse dagli altri social network più diffusi, è anche vero che si basa su due principi comuni: essere attivi ed essere gentili nei confronti della community. Una volta che avete messo a posto tutte le basi, datevi dei micro-obiettivi settimanali, come la condivisione di un articolo interessante il lunedì o la scrittura di un “Pulse” il giovedì sera. Ma basta anche dedicare quindici minuti al giorno per restare in contatto attivamente con la propria rete. L’importante è non lasciare il proprio profilo lì, inerte, sperando poi che qualcuno vi noti senza alcun reale motivo. Non funziona nella vita “vera”, figuriamoci nel mondo dei social network. Ancor di più nel regno di LinkedIn.

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