Finanza e Mercati

Startup in Italia: partecipazione dei Venture Capital e difficoltà di imporsi sul mercato

Secondo uno studio della Bocconi, dei 149 milioni di fondi raccolti dalle startup innovative, l'89% va ad appena un quarto del totale delle aziende

Si parla ancora di startup in Italia e gli investimenti fatti sul fronte dell'innovazione nel nostro Paese, sulla base dei dati 2014, non sono certo entusiasmanti e sembrano avere un'unica direzione.

Risulta, infatti, che i fondi raccolti dalle startup innovative raggiungono i 149 milioni, 93 milioni di capitale e i restanti 56 di debito, ma ciò che veramente fa pensare è che questi fondi siano concentrati in poche startup: l'89% va a un quarto del totale delle aziende.

È anche necessario considerare il fatto che soltanto il 5,1% del totale delle startup vede la partecipazione dei cosiddetti Venture Capital, ovvero un apporto di capitali di rischio da parte di un potenziale investitore a sostegno, o per avviare una startup innovativa.

Startup in Italia partecipazione dei Venture Capital e difficoltà di imporsi sul mercato

Ciò che emerge è, infine, che soltanto il 20,1% del capitale è detenuto dai Venture Capital, mentre il 46,6% è in mano a società industriali.

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Un settore in crescita: la manifattura

L'unico settore che davvero è in crescita e che si distacca nettamente dagli altri è quello della manifattura, che raccoglie sul totale degli investimenti il 25%, mentre le aziende innovative in questo settore vantano nel loro CDA nove soci e due dipendenti.

In media le altre aziende invece sono più o meno conformi nel numero di quattro soci e un dipendente.

Startup in Italia: bilanci e dati 2014

Solo il 43% del totale delle aziende innovative ha chiuso in positivo il bilancio 2014, ma la media è tendenzialmente negativa.

Si calcola infatti che in media le chiusure di bilancio siano a meno 23.420 euro, ma i migliori risultati li ottengono le aziende che chiudono con un rapporto attivo-passivo tra lo zero e il 50%.

Startup in Italia partecipazione dei Venture Capital e difficoltà di imporsi sul mercato

Debiti e rapporto con le banche

Due aspetti da tenere in considerazione sono il debito cumulato da queste aziende e il loro rapporto con le banche. Che non può che essere in larga misura negativo.

Si presume infatti che circa il 41,5% faccia ricorso a prestiti bancari e sembra avere l'asset economico più stabile.

D'altronde  le  aziende che ricorrono alle banche hanno anche le perdite maggiori e hanno al loro interno una partecipazione di società industriali pari a circa il 46,2%.

Al contrario, quelle che non ricorrono al debito bancario hanno una partecipazione delle società industriali che non supera la quota del 26%.

Il 32% di queste startup è attiva nel settore manifatturiero, contro una media del 18%.

Ora si punta tutto sul nuovo piano economico Industry 4.0 che punta a rilanciare l'impresa in Italia per avviare quella che è stata definita come la quarta rivoluzione industriale, la cosiddetta Fabbrica 4.0.

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Scritto da

Federico Di Bisceglie 

Collaboratore de "Il resto del Carlino", blogger sul quotidiano online"Ildenaro.it", redattore quotidiano "ferraraitalia.it", agente marketing b-smark LTD Dublin. Studente di … continua

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