Street art

I murales di Google: la street art racconta i data center

Quattro artisti ridisegnano le facciate per Google con ''The Data Center Mural Project''

di Silvia Scardapane

Ci sono alcuni luoghi che non abbiamo mai visitato fisicamente, ma il nostro computer sì: parliamo dei famosi data center di Google, dove ogni giorno vengono inviate, con un semplice click, miliardi di foto, ricerche ed infinite altre richieste. Questa settimana Streetness racconterà di come questi grandi edifici industriali hanno incontrato il mondo della Street Art.

Si intitola The Data Center Mural Project la nuova iniziativa promossa da Google in diverse parti del mondo: quattro grandi centri simbolo della tecnologia high-tech saranno trasformati in altrettante opere d'arte da quattro street artisti.

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Il primo intervento è stato eseguito ad Oklahoma, un centro di grande importanza perché serve ampie porzioni dell'Occidente e alcune regioni degli Stati Uniti. Sulla sua parete l'artista Jenny Odell ha creato un collage con diverse immagini prelevate da Google Maps, omaggiando numerose infrastrutture disseminate nel globo. Jenny Odell è specializzata in arte digitale per cui i suoi lavori sono sempre frutto dell'innesto tra una profonda ricerca delle immagini e la scrittura, nel tentativo di evidenziare la natura materiale della nostra esistenza "in rete".

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A chilometri di distanza sono i pennelli e i rulli di Oli-B a colorare il data center con sede in Belgio, un centro che serve gli utenti di Google in Europa Occidentale ed altre località del mondo. Lo street artista belga ha dipinto le pareti dell'edificio con una sua interpretazione personale ed astratta di "cloud" e quindi dell'intero paradigma di risorse informatiche. Non potevano perciò mancare alcuni riferimenti specifici alla comunità di Google e ai suoi dipendenti, pienamente coinvolti nel progetto, avvolti nelle fluide forme e nei colori enfatici che caratterizzano la produzione dell'artista.

Al momento altri due interventi sono previsti a Dublino e Council Bluffs e saranno rispettivamente realizzati da Fuchsia Macaree e Gary Kelley. Gli artisti, gli strumenti, i dipendenti sono anche protagonisti di un sito web interamente dedicato al progetto con foto e video.

È pur vero che il connubio Street Art – Google era già noto ai più, soprattutto da quando nel mese di giugno 2014 è stato presentato il database di Street Art più grande del mondo: Google Street Art Project, arteria principale del più ampio Google Art Project. Offrendo una vastissima visuale ad appassionati e curiosi, la raccolta di immagini permette di viaggiare tra le opere e le collezioni di tutto il mondo, accorciando le distanze tra un muro e l'altro. Del resto anche The Data Central Mural Project ha l'obiettivo di avvicinare il pubblico alle grandi strutture inaccessibili.

"Che si tratti di condivisione di foto, la ricerca sul web o tradurre le lingue, miliardi di richieste vengono inviate a "The Cloud" ogni giorno. Ma pochi sanno che tutte queste informazioni scorrono in luoghi fisici, chiamati data center. Poiché questi edifici in genere non sono molto belli da guardare, la gente di solito non lo fa, e raramente impara a conoscere le strutture incredibili e le persone che lavorano tanto per rendere parte della vita moderna possibile. Per cominciare a cambiare la situazione, abbiamo creato The Data Central Mural Project: una collaborazione con gli artisti per portare un po' della magia dei nostri data center dall'interno verso l'esterno." Joe Kava, VP di Google Data Center.

Negli ultimi anni, dinanzi alla necessità di combinare i servizi offerti dalle strutture che svolgono funzioni di data center con il tema ecologico, sono stati proposti numerosi progetti per reinventarne l'architettura e il rapporto con il territorio in cui sono collocate. Quello compiuto da Google è, in questa direzione, un primo passo. La scelta della Street Art diviene così la soluzione attraverso cui i luoghi di lavoro non solo diventano più accessibili agli utenti e integrati nel territorio (non mancano nelle opere espliciti riferimenti alla cultura e al paesaggio dove le strutture sono collocate), ma anche più gradevoli per i dipendenti; quest'ultimo punto è centrale per un progetto a scala globale che ha visto, tra l'altro, una simile applicazione anche da parte di altre numerose imprese di grandi, medie e piccole dimensioni, in Italia e nel resto del mondo.

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Per questi motivi The Data Center Mural Project diviene uno dei case-study più interessanti tra la rosa dei progetti analizzati: la Street Art così, come l'oculata scelta degli artisti selezionati per ognuno degli edifici, esprime al meglio le esigenze di comunicazione di una grande azienda che ha il desiderio di connettere l'ambito artistico e culturale alla responsabilità sociale d'impresa.

Il futuro della Street Art è anche nelle e con le aziende? Tra le svariate soluzioni immaginabili per un fenomeno in continua evoluzione, sembrerebbe uno scenario tutto da considerare. Streetness crede fortemente che la Street Art possa dialogare con le aziende, in qualità di inediti luoghi aperti all'arte, oltretutto riducendo l'impatto ambientale e paesaggistico degli insediamenti e stimolando la creatività di chi vi lavora o di chi vive le aree circostanti.

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