Social media

Concorsi sui social media: facciamo chiarezza sulle regole

Vince chi prende più "like": la tentazione di fare concorsi sui social media è forte, ed altrettanto forte è il richiamo del fai da te. Ecco un piccolo vademecum per non vincere soltanto multe.

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I social media spesso vengono considerati dalle aziende una sorta di far west normativo. Territori vergini nei quali è possibile sperimentare le iniziative più disparate, pur di avere tanti "like". La tentazione di "regalare qualcosa" ai propri utenti è una delle più difficili da scacciare e la conoscenza normativa in materia è spesso molto lacunosa (sia da parte delle agenzie che da parte delle imprese). Abbiamo deciso di fare un po' di chiarezza sul tema, coinvolgendo l'avv. Carlo Rossi, dello studio "Rossi&Martin" (La Spezia, Parma), uno studio specializzato da oltre un decennio in consulenza amministrativo/giuridica e fiscale nel campo della pubblicità e dei concorsi a premio, sia in Italia che all'estero. Carlo ci ha promesso di non "parlare in avvocatese" ma di spiegare con parole semplici un tema che proprio semplice non è.

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Concorsi sui social media: molte aziende e realtà più disparate mettono in premio qualcosa in cambio di condivisioni di foto, numero di "Mi Piace" ad un posto, etc. Una pratica rischiosa o consentita?

È una pratica consentita se fatta seguendo tutte le procedure previste dalla normativa sui concorsi a premio (decreto del presidente della Repubblica n. 430/2001). Diventa rischiosa se non si segue la procedura o se non si fa attenzione a non violare diritti di terzi con la pubblicazione delle fotografie. In sintesi si tratta di iniziative consentite ma, in questo caso più che in altri, sarebbe opportuno farsi affiancare da legali esperti del settore per dormire più tranquilli la notte ed evitare brutte sorprese.

Niente fai da te, dunque?

Per i concorsi a premi il fai da te è sempre possibile, non è richiesta obbligatoriamente l’assistenza di professionisti. Ma più il concorso è complesso (ad esempio con utilizzo di social) e più è opportuno farsi affiancare da esperti.

Cosa consigli ad un'agenzia o ad un'azienda che gestiscono le pagine social di un brand, di un prodotto o di un servizio, nel caso desiderassero far "vincere" qualcosa ai propri utenti? L'iter della regolamentazione è lungo e costoso?

Il concorso più semplice in assoluto è quello in cui si fa compilare una cartolina al partecipante e si fa un’unica estrazione di un vincitore facendo estrarre la cartolina da un’urna da un notaio, con un premio semplice e di basso valore. Da questo punto di partenza in poi le varianti possono essere tantissime così come le complicazioni legali, burocratiche e tecniche.

Qual è il concorso che, per la tua esperienza, funziona meglio?

Se posso dare un consiglio, io sono convinto che sia sempre meglio realizzare concorsi più semplici possibili, suggerisco cioè di concentrare il proprio impegno su una bella pubblicizzazione del concorso più che complicarsi la vita con meccaniche di partecipazione “bizantine”.

Come si riconosce un concorso "regolare" da uno che non lo è?

Ogni concorso deve essere comunicato al Ministero dello Sviluppo Economico, ma ad oggi non esiste una pagina web con un elenco dei concorsi comunicati e “regolari”. È comunque possibile capire dalle informazioni date se il concorso è regolare. Nella promozione di un concorso regolare sono sempre ben visibili le seguenti informazioni: 1. Regolamento del concorso contenente le modalità di partecipazione (o comunque il link al regolamento completo) 2. Montepremi 3. Durata del concorso (inizio e fine). Se non sono evidenti queste informazioni vuol dire che ci si trova di fronte ad un concorso non regolare, se queste informazioni ci sono, vuol dire che chi lo ha organizzato ha fatto attenzione alla normativa e normalmente dovrebbe aver fatto anche tutta la procedura di comunicazione al Ministero.

È vero che molti competitors o persone comuni segnalano i concorsi (senza sapere se sono regolari o meno) e solo allora vengono alla luce irregolarità?

È vero che possono esserci segnalazioni di irregolarità, sia da parte di consumatori insoddisfatti che di concorrenti. Ma in questi casi se si è fatto tutto con attenzione la questione si risolve. I guai possono arrivare se non si sono seguite tutte le procedure corrette.

Qual è l'ente a cui ci si rivolge per iniziare (o segnalare) un concorso?

Il Ministero dello Sviluppo Economico. La comunicazione avviene per via telematica e deve essere effettuata almeno 15 giorni prima dell’inizio del concorso.

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Cosa rischia a livello economico un'azienda, anche solo per aver lanciato su Facebook una piccola iniziativa a premi?

A parte la brutta figura, con ripercussioni che possono variare da azienda ad azienda, le sanzioni per la violazione della normativa dei concorsi sono proporzionate al valore del montepremi, più è alto il valore più alta sarà la sanzione. Più precisamente la sanzione per la realizzazione di un concorso a premi irregolare (o per irregolarità nello svolgimento di un concorso a premi inizialmente regolare) va da una a tre volte l’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto dovuta sul montepremi e comunque non inferiore a € 2.582,28. Quindi, per un concorso con montepremi da 12.200 euro (iva compresa) la sanzione sarà da un minimo di 2.582,28 euro ad un massimo di 6.600,00 euro.
Nei casi in cui sia riscontrasse la violazione o l'elusione del monopolio statale dei giochi la sanzione può essere da 50.000 euro a 500.000 euro. Normalmente si viola il monopolio di Stato sui giochi quando il concorso a premi non ha finalità pubblicitaria ma è finalizzato a lucrare sul gioco in sé, ad esempio se per partecipare al concorso chiedo il versamento di una somma di denaro (e non il semplice acquisto del prodotto pubblicizzato).

La colpa ricade sull'azienda o sull'agenzia che gestisce i suoi social media?

La responsabilità è sempre in primo luogo dell’azienda, che si può rivalere sull'agenzia se quest'ultima avesse commesso errori. Proprio per questo è opportuno verificare che l’agenzia o il professionista siano dotati di una assicurazione che copra questo tipo di danni.

Quali sono le informazioni minime che si deve richiedere ad un utente per partecipare ad un concorso?

Le informazioni minime richieste sono quelle che consentano di identificare e contattare i vincitori, per ogni informazione in più - che non sia essenziale per la partecipazione al concorso e l’identificazione del vincitore e la consegna del premio - sarà necessario un apposito ed ulteriore consenso al trattamento dei dati personali.

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Ci sono differenze normative tra un concorso online e un concorso offline?

Dal punto di vista normativo non ci sono differenze, è tutto comunque regolato dal d.p.r. 430/2001. Dal punto di vista procedurale invece per i concorsi che prevedano modalità di partecipazione informatiche/telematiche può essere richiesta la predisposizione di una perizia a garanzia della regolarità della procedura. Infatti l’art. 9 del d.p.r. 430/2001 prevede che “se il congegno utilizzato per l’assegnazione dei premi richiede particolari conoscenze tecniche, il notaio o il pubblico ufficiale è affiancato da un esperto che rende apposita perizia”. L’esperto di solito è indicato dallo stesso promotore.

Si può fare un concorso facendo vincere qualcosa che non ha valore? E come si determina che quel qualcosa non ha valore?

Il d.p.r. 430/2001 prevede che il premio dei concorsi a premi deve essere comunque “suscettibile di valutazione economica”. Normalmente tutto ha un valore e quando questo sembra difficilmente quantificabile (es. una cena con un personaggio famoso, un backstage, la pubblicazione della propria immagine in una rivista!) bisogna comunque in qualche modo riuscire a quantificarla. Il consiglio è quindi di cercare di dare una quantificazione economica in modo da poter seguire la procedura dei concorsi a premi e ripararsi da qualsiasi problema. Se proprio non si riuscisse a dare una quantificazione economica, è sempre possibile aggiungere un premio quantificabile economicamente (anche se di valore ridotto) da affiancarsi a quello difficilmente quantificabile. Ad esempio, il backstage di uno spettacolo unito a due biglietti di platea.

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Puoi dirci cosa si rischia ad utilizzare in pagine social aziendali immagini "trovate su Google"?

Se le immagini sono protette da copyright si rischia che il titolare possa proibirne l’uso e chiedere il risarcimento del danno. Nel dubbio meglio evitare sempre di utilizzare immagini “trovate su Google” e utilizzare solo immagini create da chi le utilizza (facendo anche in questo caso attenzione a non copiare immagini coperte da copyright – ad es. la foto di una persona famosa o che comunque non ha prestato il consenso oppure il disegno di un personaggio di un fumetto o un marchio registrato etc.).

Si possono utilizzare citazioni di autori famosi all'interno di pagine commerciali?

Il titolare del diritto di autore si potrebbe opporre a citazioni che in qualche modo cerchino di agganciare la sua immagine o la sua opera al prodotto o servizio pubblicizzato, ma occorrerebbe valutare di caso in caso.

Condividere in pagine commerciali dei link a contenuti esterni (youtube, pagine di magazine, articoli) è di fatto l'unico metodo lecito per condividere contenuti di terzi senza ledere il loro diritto d'autore?

Anche in questo caso occorrerebbe valutare caso per caso, però in generale se si riporta nel proprio sito, commerciale o no, un contenuto coperto da copyright, si è sempre passibili di diffide e richieste di danni del titolare del diritto. Il semplice rinvio mediante link normalmente è lecito. Potrebbe non essere lecito neppure il link nel momento in cui fosse un link “parassitario”, cioè riportato in modo tale da far pensare che ci sia un qualche rapporto fra il sito commerciale e il titolare del contenuto esterno. Ad esempio se nel sito commerciale riporto a grandi caratteri il link al sito di un personaggio famoso facendo pensare che quel cantante sia sponsor del mio prodotto, ecco che potrei passare dalla ragione al torto, ed il personaggio famoso potrebbe diffidarmi a togliere il link e chiedermi i danni.

Vi abbiamo tolto un po' di poesia e di slancio di idee? Non prendetevela con noi ma con regolamentazioni troppo spesso restrittive e difficili da comprendere, specialmente se messe a confronto con quelle di altri paesi, dove la consuetudine dei concorsi è più facile e meno burocratizzata. Sia che vi rivolgiate ad un professionista per un servizio "chiavi in mano" sia che scegliate la via del fai da te una cosa è certa: con un po' di consapevolezza e conoscenza non si rischia di vincere soltanto multe. Buona fortuna!

La sanzione per la realizzazione di un concorso a premi irregolare (o per irregolarità nello svolgimento di un concorso a premi inizialmente regolare) va da una a tre volte l’ammontare dell’imposta sul valore aggiunto dovuta sul montepremi.

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