Social media

Game of Thrones: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare gli spoiler

A volte le serie TV sono prima di tutto una questione di netiquette

Questo è un argomento delicato. Molto delicato. Prima ancora dei gomiti appoggiati sul tavolo al ristorante, e prima dello stare a destra sulle scale mobili, il modo per dimostrare rispetto e galateo nella società si misura con un solo metro: lo spoiler.

Sia chiaro che questo articolo NON CONTIENE SPOILER DI ALCUN TIPO, nemmeno di avvenimenti ormai più che passati. Si tratta solo di un'idea nata dall'ultima puntata di Game of Thrones, e dell'atteggiamento assunto dalla rete nei suoi confronti (e verso quelli di chi non l'ha vista).

via GIPHY

Tutto nasce dalla tendenza - o problema, si potrebbe a tratti dire - di commentare in rete gli episodi delle proprie serie TV preferite (e del rischio di rovinare amicizie con questo atteggiamento). La questione si è palesata più del solito la scorsa settimana quando, successivamente a un leak, la quinta puntata di Game of Thrones è finita in rete prima della messa in onda.

Ecco cos'è successo: molti di quelli che normalmente fanno livetwitting durante gli episodi, o che scrivono commenti sui social non appena questi finiscono, si sono accorti dello sgarbo che possono infliggere agli altri. Come? Sono finiti vittime di quelli che hanno guardato l'episodio leakato.

Infatti è questo il grande problema. Odiano tutti gli spoiler finché non possono più caderne vittima. Dopodiché il problema diventa degli altri, che per qualsiasi motivo non hanno potuto guardare l'episodio (o non hanno voluto perché preferiscono guardare tutta la stagione in binge) .

Se poi consideriamo che iniziano a mettersi in mezzo anche i brand, probabilmente ci tocca un'analisi (semiseria) di questo atteggiamento.

Prenderemo in considerazione alcuni esempi trovati in giro sulla rete e, usando come unità di misura LO SPOILER, e una scala da 1 a 10, daremo una valutazione delle diverse circostanze analizzate.

Goleador

Questo post è stato pubblicato ieri dalla pagina delle popolari caramelle gommose in merito alla puntata della scorsa settimana che sarebbe andata in onda doppiata ieri su Sky.

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Abbiamo pixelato noi parte del testo in immagine.

Conveniamo che l'immagine non contenga effettivi spoiler, ma nonostante questo molti utenti si sono arrabbiati. Questo perché molte volte è anche il sottolineare che "io so cosa succede e tu no" a dare fastidio. Per questo, basandoci su questa guida di Vulture su quando sia safe pubblicare uno spoiler in rete, ci verrebbe da dire che prima della puntata è generalmente una cattiva idea, indipendentemente dal contenuto.

GRAVITÀ: 4 SPOILER

Capitan America

La questione spoiler non si ferma alle serie TV, come sapete. Negli ultimi dieci giorni è scoppiata in rete un'altra polemica sul problema. Riguardava in questo caso uno dei più famosi paladini dell'universo Marvel, in particolare nell'ambito dei fumetti che raccontano le sue avventure. Infatti molti lettori, e addirittura numerose testate, hanno iniziato a parlare di un grosso plot twist che ha interessato il personaggio nell'ultimo numero.

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Se per la TV bisogna aspettare ALMENO tre-quattro giorni dalla messa in onda (e nel rispetto di chi preferisce il binge-watching dovrebbe essere di più), per i fumetti bisognerebbe fare come per i libri - la guida di Vulture di sopra consiglia sei mesi dopo la pubblicazione. La settorialità di un'interesse non dovrebbe significare un diverso rispetto delle convenzioni.

GRAVITÀ: 8 SPOILER

The Walking Dead

Chi lo guarda, sa. Sa di cosa stiamo parlando. Un momento tragico nella storia dei social media, perché a cascarci è stata la pagina ufficiale dello show stesso, che senza rispetto per nessuno ha pubblicato un post che piangeva la morte di uno dei protagonisti immediatamente (e per immediatamente intendiamo 10 minuti) dopo la messa in onda sulla costa est degli Stati Uniti.

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Con una pagina Facebook internazionale è stato già gravissimo rovinare l'episodio a tutto il mondo, che chiaramente soffre di un gap di fruizione (al minimo di un giorno). Ma il fatto catastrofico è stato che perfino per la costa ovest degli Stati Uniti - che per una questione di fuso orario assiste agli episodi un paio d'ore dopo - non c'è stato alcun rispetto.

GRAVITÀ: 10 SPOILER

E poi ci sono tutti gli altri. Quelli che livetwittano, quelli che la scorsa settimana ci hanno detto cosa succedeva in GoT o che hanno ripetuto una certa frase fino allo sfinimento. Ci sono quelli che hanno rovinato Star Wars episodio VII a chi non è potuto andare al cinema al day one. Quelli a cui chiediamo: posate i vostri telefoni e godetevi lo spettacolo, perché se lo possano godere anche quelli che proprio quel lunedì sera avevano un impegno. Perché a volte, anche le serie TV (e i film, e i libri, e i fumetti) sono solo una questione di etichetta. Non facciamo spoiler come non parliamo con la bocca piena, please.

PS: e se proprio non riusciamo a metterli a tacere, armiamoci di app e estensioni di Chrome come Spoiler Shield.

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